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Erling Haaland è una forza della natura

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Erling Haaland è una forza della natura

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Due secoli fa Mary Shelley, a soli 19 anni, pubblicava un romanzo che di lì a poco sarebbe diventato un’icona della letteratura mondiale. Stiamo parlando di “Frankenstein“, il romanzo gotico per eccellenza, che ha come protagonista proprio la creatura – se così vogliamo chiamarla – del dottor Victor Frankenstein. La figura del mostro è diventata, con il tempo, l’espressione della paura; ma anche del sublime, del diverso. Di tutto quello che all’epoca era causa di terrore. Ecco, dopo aver ammirato le gesta di Eirling Haaland all’esordio in Champions League, la sensazione è di aver ammirato una bestia, un assassino dell’area di rigore. Una forza della natura dinanzi la quale i difensori avversari non hanno potuto far altro che rimanere immobili, inermi. Una creatura, appunto, geneticamente impressionante.

La cosa più stupefacente è che Haaland ha solo 19 anni. È nato nel 2000 in Inghilterra, a Leeds, perché il padre Alf-Inge all’epoca giocava in Premier League, si era appena trasferito al Manchester City dal Leeds United. Anche il padre ha una storia particolare: nel ’97 ruppe i legamenti del ginocchio di Roy Keane con un intervento molto duro. Il giocatore del Manchester United se la legò al dito e si vendicò con gli interessi tre anni e mezzo più tardi durante un derby di Manchester, calciando volontariamente al ginocchio del povero Alf-Inge Haaland. Il figlio, pur essendo nato oltremanica, ha sempre e solo giocato con la maglia della Nazionale norvegese, segnando 30 gol con le giovanili – dall’Under 15 all’Under 21 – ed esordendo da poco con quella maggiore. Dal padre, però, ha ereditato solo quel fisico imponente e roccioso che è una delle sue più grandi peculiarità. Tant’è che nel 2018, quando effettivamente lo conoscevano in pochi in Europa, un giornalista di ESPN lo ha definito così.

“Haaland ha tutto per diventare un attaccante di livello mondiale. È forte come un orso e veloce come un cavallo; è una macchina da gol. “

Difficile trovare parole più esemplificative di queste. In Norvegia Haaland era già una star ancor prima che martedì sera annichilisse la poco probante difesa del Genk, e lo era anche quando il Salisburgo non lo aveva ancora acquistato e fatto di lui il prototipo di centravanti del futuro. In patria Haaland ha fatto cose magnifiche prima al Bryne e poi soprattutto al Molde. Il primo luglio 2018, quando sulla panchina dei norvegesi siedeva l’attuale allenatore del Manchester United Solskjaer, Haaland realizzò quattro gol nel 4-0 rifilato al Brann primo in classifica. Che fosse un giovane di talento lo si era capito; che potesse diventare un forza sovrumana no.

RECORDMAN

Il Red Bull Salisburgo ha ufficializzato il suo acquisto quest’estate, dopo averlo pagato poco più di sei milioni di euro. Un vero e proprio affare di mercato, considerando che sulle sue tracce c’erano anche le big d’Europa: Juventus, Bayern Monaco, Ajax e Borussia Dortmund. Alla fine, però, il giovane attaccante scandinavo ha giustamente scelto di andare per gradi. Il campionato austriaco non sarà il più competitivo del mondo ma è sicuramente l’ambiente ideale per un calciatore forte, giovane, di talento e che ha bisogno di fiducia. E d’altro canto quando segni 17 gol stagionali in appena 9 gare ufficiali la tua autostima sale a livelli pazzeschi.

(Fonte: profilo Twitter FC Red Bull Salzburg)

Eirling Haaland, con la tripletta segnata in Champions League martedì, è diventato il terzo più giovane di sempre a riuscirci. Gli altri due sono due mostri sacri del calcio europeo: Wayne Rooney nel 2004 e il primatista Raùl Gonzalez Blanco nel 1995 – Haaland non era nemmeno nei pensieri della madre e del padre -, due bandiere rispettivamente dei Red Devils e dei Blancos. Di record, tra l’altro, Haaland – occhio alla pronuncia, si dice “Holand” – se ne intende parecchio. Quest’estate, durante i Mondiali U20, ha segnato la bellezza di nove gol (NOVE!) in una sola partita, contro la malcapitata difesa dell’Honduras che ha poi perso 12-0. Ai grandi palcoscenici ci è abituato, e anche in Champions League ha dimostrato di essersi ambientato piuttosto bene. Il suo Salisburgo è stato inserito in un girone abbastanza complicato: oltre al Genk, che pure sono i campioni di Belgio, ci sono il Napoli e il Liverpool campione d’Europa.

(Fonte: profilo Twitter ProFootballDB)

IMMARCABILE

Il nuovo allenatore del Red Bull Salisburgo, l’americano Jesse Marsch, ha detto che Haaland è letteralmente immarcabile. La sua fisicità lo rende, infatti, un attaccante completo che i difensori avversari fanno fatica a contenere. Anche perché, e non è un dettaglio, Haaland è un signor giocatore anche con i piedi. È dotato di una qualità sorprendente, palla al piede ricorda molto l’interista Romelu Lukaku, e lavora meglio quando si trova faccia alla porta che non di spalle o di sponda. Questo perché ha una velocità di pensiero fuori dal comune per un diciannovenne. Basti pensare alle reti segnate in Champions: in ogni situazione di gioco si è fatto sempre trovare al posto giusto, dimostrando una padronanza dell’area da grande giocatore e una abilità innata nel sapersi muovere alle spalle o sul filo della linea difensiva. Haaland è una forza della natura anche per questo.

Il movimento galleggiando sulla linea difensiva avversaria è da grande giocatore. Poi carica il tiro con il piede destro, non il suo piede naturale, e supera il portiere. Completo.

Poi all’interno del dinamico ed energico sistema di gioco del Salisburgo sembra trovarsi alla perfezione. La parte fondamentale del suo gioco è ovviamente l’uso del fisico. Quando lo vedi in campo ti accorgi subito che quella corsa così inelegante e le movenze da terzino di provincia sono in realtà proprio gli aspetti che rendono Haaland un killer dell’area di rigore. Una macchina da gol, una creatura genetica che tanto rimanda al mostro di Frankenstein di cui sopra. Quando parte in velocità si ingobbisce e diventa infermabile, sfruttando al massimo le proprie lunghe leve e difendendo il pallone come pochi alla sua età.

FUTURO

Il futuro sembra roseo. D’altronde quando esordisci in Champions a 19 anni con una tripletta da sogno hai appena dimostrato al mondo di avere, oltre a grandi doti calcistiche, anche una personalità da potenziale top player. Benvenuti nel mondo di Eirling Braut Haaland, un ragazzo che sogna in grande imparando dai più grandi. Dopo l’hat-trick con il quale ha annichilito la difesa del Genk, Haaland ha postato su Instagram una foto con una didascalia mica da ridere: “Sto imparando dal migliore.” Taggando Ibrahimović. E venendo nominato “Player of the week” dall’UEFA.

Il Salisburgo lo aveva bloccato già a gennaio in realtà, quando l’addio di Dabbur sembrava ormai concretizzarsi sempre più. L’israeliano è andato al Siviglia e gli austriaci hanno puntato fortemente su un ragazzone che è ancora un teenager, ma che in appena due mesi ha dimostrato di che pasta è fatto. E soprattutto cosa può diventare. L’Europa lo aveva snobbato dopo le nove reti segnate al Mondiale Under 20; ora, invece, è diventato l’oggetto del desiderio di tutte le big che hanno iniziato a capire quanto forte possa diventare. Occhio, però, perché in Germania sono sicuri che l’attaccante norvegese possa, prima o poi, essere acquistato dal RB Lipsia, l’altra società gestita dalla Red Bull. Anche perché il futuro di Timo Werner, il centravanti titolare della squadra allenata da Nagelsmann, può essere lontano da Lipsia nonostante il recente – e sorprendente – rinnovo di contratto. Nel frattempo Haaland gioca e segna. Come una macchina, come il mostro di Frankenstein. Perché Eirling Haaland ha tutte le sembianze di essere un mostro geneticamente creato e venuto sulla Terra per mettere in porta ogni pallone che gli passi dai piedi.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter Uefa Champions League)

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