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5 talenti dell’Eliteserien 2019

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Il campionato norvegese è alle porte: l’Eliteserien norvegese, da un paio di anni a questa parte, ha invertito la rotta quanto alla formazione di giovani calciatori e l’acquisto, tramite scouting, di giovani promesse sparse per il mondo. Il Sarpsborg, per esempio, ha dato quest’anno la dimostrazione della bontà del lavoro metodico norvegese raggiungendo i gironi di Europa League e sfiorando una storica qualificazione ai sedicesimi, giocandosela fino alla fine e mostrando un viso più “europeo” della tanto blasonata Rosenborg, che da anno stenta ad imporsi come un tempo. Anche la nazionale, con giocatori tutti provenienti dai campionati più importanti d’Europa, è tornata a produrre un calcio di qualità che farà ben sperare per il futuro. Fra le tante squadre da seguire, Numero Diez ha selezionato cinque prospetti chiamati all’anno del battesimo di fuoco, quello cioè dove la carriera di un atleta può prendere un bivio: candidarsi ad una carriera importante o rinunciare alla possibilità di salire di grado.

I cinque prospetti, più che per età anagrafica, che resta comunque relativamente bassa, sono stati scelti perché potrebbero rivelarsi, nel giro di sei mesi o di un anno, i profili più pronti per l’Europa che conta e potrebbero accendere il calciomercato estivo.

BABAJIDE DAVID AKINTOLA – ROSENBORG – 1996 – ALA DESTRA

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È in cima alla nostra lista per una sommatoria di cose: l’età, perfetta per la maturazione in un calcio che cerca di scovare gente sempre più giovane ma spesso inesperta, il talento espresso nello stesso campionato lo scorso anno e le caratteristiche tattiche e fisiche. David Akintola, di proprietà dei danesi del Midtjylland, è un ala destra di 178 cm, adattabile in un 4-4-2 o in un 4-3-3, rapida e con un fisico imponente che può permettergli di giocare come punta. Nell’Haugesund lo scorso anno ha fatto vedere doti importanti, con un ottima falcata palla al piede e con il coraggio di saltare l’avversario. Il Rosenborg lo ha preso in prestito, con un contratto in scadenza a fine anno: ha quindi tutta la stagione per farsi valere e far squillare il telefono dei danesi a più non posso.

ANDREAS HANCHE-OLSEN – STABAEK – 1997 – DIFENSORE

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Nota obbligatoria per il capitano dell’under 21 norvegese, che si sta rivelando un difensore dall’uscita sicura, in anticipo sull’avversario ma anche palla al piede, con rilanci spesso puliti o passanti tecnicamente precisi. Classico difensore 2.0, si fa apprezzare per la sicurezza di un veterano in un campionato dove gli attaccanti sanno utilizzare il fisico sui lanci lunghi: neanche il freddo della zona retrocessione e degli spareggi lo ha scalfito, portando il suo Stabaek (vincitore storico del campionato nel 2008) alla salvezza. D’altronde è nato a Bødo, vicino al polo nord. Se continuerà nel processo di crescita la partenza verso altri lidi potrebbe essere cosa certa.

OHI OMOIJUANFO – MOLDE – 1994 – ATTACCANTE

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Per il norvegese, di origini nigeriane, sono stati due anni particolarmente strani: nel 2017 aveva realizzato 19 gol in stagione con lo Stabaek, guadagnandosi la chiamata in nazionale e l’appellativo di nuovo Carew. Aveva affermato di esser stato corteggiato dalla Serie A, salvo poi esser stato tradito da sondaggi che si rivelarono infondati. Ha quindi subito la botta nel 2018, dove i gol sono stati 10, solo otto in campionato, dove Anthony è stato meno decisivo di quanto ci si potesse aspettare. Fisico statuario (1,88cm) ma buona tecnica palla al piede, il paragone descritto precedentemente non è totalmente avventato ma dovrà essere seguito dai fatti. La carta d’identità segna già 25, per cui per lui, acquistato dal Molde per 1,1 mln, è l’anno del lascia o raddoppia, quello della verità sul suo talento.

 

JOSHUA KITOLANO – ODD – 2001 – CENTROCAMPISTA

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Il nuovo Ngolo Kanté di Norvegia? È piccoletto, ma ci mette tantissima energia e fa la differenza per ritmo: gioca effettivamente da centrocampista centrale ed è uno dei pochi 2001 ad aver conquistato la titolarità in un club ambizioso ma preparato coi giovani come l’Odds Ballklub. In estate ha raggiunto un accordo con il Rosenborg, ma è rimasto a Skien, presumibilmente per giocare la sua prima vera stagione completa da titolare. A Trondheim sapranno aspettare. La sua è comunque una famiglia d’arte: il fratello maggiore, il 1999 John, dopo aver giocato nell’Odd è stato acquistato dal Wolverhampton nel 2018 e si trova attualmente nelle giovanili del club, mentre l’altro Kitolano, Erik, classe 1997, è nelle file dell Ull/Kisa, in seconda divisione norvegese.

DAOUDA KARAMOKO BAMBA – BRANN – 1995 – ATTACCANTE

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L’attaccante del Brann, classe 1995, ha praticamente iniziato tra i professionisti in Norvegia. È giunto nel 2013 a Kongsvinger, giocando dal 2013 al 2018 in quella che un tempo veniva chiamata Addecoligaen, la seconda serie norvegese. 77 partite condite da 33 gol in cinque anni gli sono valsi la promozione della scorsa stagione con il Kristiansund, nella quale giocava dal 2014. In estate si è trasferito per 850.000 a Bergen, terminando terzo in classifica con il Brann, con la quale giocherà i preliminari di Europa League. Fisicamente asciutto, si tratta di un atleta di 1,84 m che ha nella corsa e nel cambio di passo una delle caratteristiche predominanti. A ciò aggiunge un istinto del gol innato che lo completa e una capacità di adattamento come poche: 11 gol al primo anno in prima divisione, lui che non è il classico nove tutto muscoli e palle alte, di cui 4 nei 12 match disputati con la nuova squadra, alla quale ha aggiunto anche tre assist. Al Brann ha fatto il terzo in un attacco a tre, a sinistra, o il nove nel medesimo schema. Nel 4-4-2 non ha problemi ad affiancarsi ad una punta che dia più fisico all’attacco e gli permetta di svariare. Sembra aver appreso dagli anni di gavetta, perciò potrebbe stupire nella prima stagione in una compagine da medio alta classifica. A 24 anni il grande calcio può ancora aprirsi davanti ai suoi occhi.

Lo start del campionato sarà sabato alle ore 15:30.

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L’ex direttore sportivo del Cagliari Capozucca: “Non vedo l’ora di tornare a fare il mio lavoro”

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Fabregas

Il direttore sportivo Stefano Capozucca ha rilasciato importanti dichiarazioni riguardanti il suo passato al Cagliari e il proprio futuro ai microfoni di Tuttomercatoweb. L’ex ds del Cagliari ha toccato il punto legato al rapporto col collega Muzzi: ” È una persona di cui non vorrei parlare. Non siamo mai andati d’accordo fin dal suo arrivo e quindi si, direi che non abbiamo litigato perché non c’è stata occasione”.

Il direttore sportivo ha anche parlato delle sue prossime azioni: “Amo questa professione e non vedo l’ora di tornare a fare il mio lavoro che qualcuno mi proibiva di fare. Qualche idea in giro c’è, mi è anche stato proposto qualcosa, ad esempio lavorare in un gruppo di procuratori. Ho declinato perché voglio continuare a fare il direttore sportivo. La parte che più preferisco è quella del contatto umano, basti pensare che 20 giocatori del Cagliari su 27 mi hanno scritto cose che mi hanno fatto molto piacere; e questo è incancellabile”.

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Vlahovic sulla situazione della Juventus: “Non ho capito bene cosa sia successo”

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Svizzera-Serbia

A seguito dell’eliminazione della Serbia da Qatar 2022, Dusan Vlahovic ha parlato della sua partita e anche della situazione in casa Juventus.

Partendo dall’ esultanza, che sembrava come una risposta alle voci su un presunto flirt con la moglie di Rajkovic (“Una cosa mia. Se pensate sia una provocazione no, era solo per me“).

E un commento sulla Juventus: “Vediamo ora quando torno in Italia, non ho capito bene che cosa sia successo – ha detto l’attaccante a La Gazzetta dello Sport – Ma mi ha fatto grandissimo piacere avere Agnelli come presidente“.

Ha chiamato qualcuno dalla società in questi giorni? “Sì, ne abbiamo parlato. Mi hanno detto quello che è successo e avevo letto sui giornali. Con gli altri compagni invece non ne abbiamo parlato – ha spiegato Vlahovic, che sposta subito il mirino sul campo – Preoccupazioni? Io sono un calciatore, sono concentrato sul campo”.

Concluso il Mondiale resta solo un grande obiettivo, lo scudetto: “Noi giochiamo partita per partita, siamo a 10 punti dal Napoli che gioca un grandissimo calcio ma la Juve non molla mai. Lotteremo fino alla fine”.

Infine un bilancio dell’esperienza in Qatar: “Abbiamo perso, andiamo a casa, le sensazioni non sono buone ma guardiamo avanti. A marzo torniamo in campo, dobbiamo provare a qualificarci all’Europeo”. Sulle sue condizioni fisiche: “Sto bene, il dolore è diminuito tanto ma è presente ancora. Mi sento molto meglio, la sostituzione è stata una scelta del mister. Non è stato facile ma sto bene”.

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L’Inter parte per Malta: quattro assenti per Inzaghi

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Inter

Dopo aver ripreso gli allenamenti ieri mattina, l’Inter si prepara a partire per Malta per una mini tournee invernale. I nerazzurri, che torneranno a Milano il 9 dicembre, per l’occasione affronteranno Gzira United e il Salisburgo, rispettivamente il 5 e il 7 dicembre. Secondo il Corriere dello Sport, però, Simone Inzaghi dovrà fare a meno di alcuni giocatori, come Darmian, D’Ambrosio e Zanotti, che rimarranno ad Appiano Gentile per smaltire i loro infortuni. Stesso discorso vale per Joaquin Correa, costretto a saltare il Mondiale a causa di un’infiammazione al tendine d’achille. L’argentino conta di tornare disponibile tra una settimana, al ritorno della squadra dalla tournee.

Non sono ancora chiare, invece, le situazioni di Onana e Lukaku. Al primo sono stati concessi un paio di giorni liberi in Camerun, mentre il secondo si trova ancora a Doha. Probabile, quindi, che entrambi ritroveranno Simone Inzaghi ad Appiano Gentile. La Gazzetta dello Sport, però, non esclude che il belga possa fare un blitz a sorpresa tra martedì e mercoledì. Per Big Rom, la voglia di Inter è tanta, a maggior ragione dopo la delusione in Qatar che gli è costata diverse critiche.

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La Samp lavora al mercato: le strategie per puntare la salvezza

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Stankovic

Siamo ad un mese dall’inizio del mercato e la Sampdoria si prepara a cambiare molto. L’obiettivo del nuovo coordinatore tecnico Mattia Baldini, in sintonia con Dejan Stankovic, é quello di costruire una squadra che possa rilanciarsi nel campionato.  Sono sei i punti in classifica che raccontano penultimo posto e sette punti di distacco dalla zona salvezza. Il recupero é alla portata, ma bisogna da subito cambiare rotta.

Uno dei nomi sondato per la difesa dalla dirigenza è quello di Aleksandar Dragovic. Difensore centrale classe 1991, austriaco ma di origine serba che gioca con la Stella Rossa di Belgrado e che conosce bene Stankovic. Potrebbe essere lui uno dei profili adatti per rinforzare un reparto tra i più carenti dei blucerchiati. A centrocampo invece si parla di Szymon Zurkowski, che però sembra essere nel mirino anche della Salernitana. In attacco servono vari colpi e si parla di Henry del Verona oltre a Lasagna sempre degli scaligeri.

Ma non si acquista senza cedere. La Roma sembra puntare Bartosz Bereszynski mentre la Fiorentina va forte su Abdelhamid Sabiri. Anche il difensore Omar Colley potrebbe rientrare nell’operazione con l’Hellas per portare a Genova Henry. Mancano ancora 30 giorni e tutto può ancora cambiare in casa Samp.

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