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Emblema e problema

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Emblema e problema

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Team Numero Diez

Esistono giocatori che rappresentano pienamente e fedelmente un’idea di gioco, un modo di interpretare il calcio e il volere di un allenatore. Questi giocatori prescindono dal proprio ruolo: non è importante che essi siano attaccanti, centrocampisti o portieri, la cosa fondamentale è che siano presenti. Faouzi Ghoulam è uno di quei calciatori per il modo di vedere il calcio di Maurizio Sarri e per il suo Napoli. L’algerino stava disputando una delle sue migliori stagioni da quando aveva deciso di lasciare la Francia, e più precisamente il Saint-Étienne, per approdare in Campania. La catena di sinistra, della quale costituiva un elemento cardine, composta insieme a lui da Hamsik e Insigne raffigurava al meglio il gioco sarriano, composto da sovrapposizioni, verticalizzazioni e triangoli continui (con o senza palla).

La notizia della rottura del crociato destro di Ghoulam, subita durante la sfida di Champions League contro il Manchester City, sposta notevolmente gli equilibri della formazione di Sarri, che ora si vede costretto (ancora una volta verrebbe da dire se si contano anche i due infortuni al ginocchio di Milik) a pensare ad una soluzione alternativa, possibilmente vincente.

L’IMPORTANZA DI UN TERZINO

Il terzino è un ruolo particolare: la sua essenza difensiva, che è insita di natura dal momento che chi gioca in quel ruolo deve sapersi muovere con il resto del pacchetto arretrato, contrasta con quella offensiva, dato che spesso e volentieri sono proprio i terzini i primi registi della squadra. Ghoulam incarna alla perfezione il compromesso tra fase di possesso e di non possesso. In queste prime 11 giornate di campionato, nelle quali Ghoulam è sempre stato titolare, l’algerino ha infatti effettuato 816 passaggi: un dato che se si confronta con i numeri di Hamsik (877) e Insigne (816) certifica l’importanza dell’ex Saint-Étienne nel dare il via alle manovre offensive partenopee. Inoltre, di questi 816 passaggi, Ghoulam ne ha effettuati con successo l’89%, una percentuale molto alta e che in parte giustifica la sua importanza nell’undici di Sarri. Oltre all’efficienza nel gestire il possesso palla pur giocando in difesa, Ghoulam ha inciso, dal punto di vista offensivo, anche in altri termini. L’algerino infatti ad oggi aveva creato 26 chanches da gol, alle quali si aggiungevano i 23 passaggi chiave (più di 2 a partita di media).

Ghoulam si fa tutto il campo e segna il 2-3 contro la SPAL

Tutta questa propensione offensiva si è poi trasformata e concretizzata nei 2 gol stagionali messi a segno e nei 3 assist per i compagni.

Sempre contro la SPAL l’assist di Ghoulam per il colpo di testa di Callejon

 

 

Se sull’aspetto offensivo il valore dell’algerino era già stato ampiamente riconosciuto data la sua straordinaria capacità di bilanciare tecnica e fisicità, ciò che ha veramente stupito in questa prima parte di stagione è stato il suo miglioramento in fase difensiva. Degli 8 gol subiti finora da Hamsik e compagni, Ghoulam non ha avuto colpe in nessuno di questi, inoltre sembra essere migliorata anche la sua abilità nel leggere tatticamente le giocate avversarie. Purtroppo il suo continuo perfezionamento dell’applicazione difensiva è stato interrotto da questo grave infortunio al ginocchio, che lo terrà fuori per vari mesi.

UNO E TRINO

Faouzi Ghoulam, oltre che far parte di una squadra che ha ben saldo in testa un progetto tecnico, fa parte anche di una determinata zona di campo nella quale, in questi ultimi mesi, si è venuta a creare una catena perfetta, funzionante e difficilmente migliorabile. Ghoulam, Hamsik, Insigne si bilanciano per tecnica, fisicità e velocità. La loro forza però è il modo nel quale occupano gli spazi: quando uno stringe verso il campo, l’altro si alza in profondità, mentre il terzo garantisce ampiezza. In qualunque situazione di gioco la catena di sinistra sa come imbrigliare la difesa avversaria, marcarli e fermarli è quasi impossibile e l’unica cosa che puoi fare è coprire la profondità accettando passivamente il possesso palla.

I movimenti opposti di Insigne e Hamsik quando ha la palla l’algerino

Quando Ghoulam entra in possesso di palla Hamsik e Insigne si invertono di ruolo: l’esterno italiano entra dentro il campo spingendo il terzino avversario a seguirlo, mentre invece il capitano partenopeo attacca alle spalle la profondità.

Con palla a Hamsik, Ghoulam si alza

Movimento opposto invece quando è Hamsik ad abbassarsi per prendere palla. In questo caso Insigne si avvicina a Mertens quasi da seconda punta, mentre l’ampiezza è garantita dall’algerino che addirittura si trova all’altezza degli attaccanti.

Nel momento in cui Ghoulam, Insigne e Hamsik decidono di mettersi in moto, allora qualunque decisione presa dal terzino avversario si rivela errata e poco soddisfacente. Se decidi di coprire la profondità, ti attaccano nell’uno contro uno, se pensi di poterti difendere individualmente, ti sorprendono alle spalle.

L’uomo libero si riesce sempre a trovare

In questa situazione Gazzola si trova imbrigliato nel triangolo offensivo del Napoli. Il terzino del Sassuolo non sa se uscire su Insigne, stringere la posizione verso Hamsik o seguire la sovrapposizione di Ghoulam sull’out di sinistra.

La catena sinistra riesce sempre a trovare un uomo libero di poter fare una giocata

In questa azione è Hamsik che comincia la manovra da sinistra. Ghoulam è alto e Insigne stretto, una volta data via palla il capitano slovacco occupa lo spazio lasciato libero dall’uno-due tra l’algerino e Insigne. Come si diceva prima: contrastare l’azione è impossibile, l’unica cosa possibile da fare è accettare il possesso palla.

E ADESSO?

E adesso che Ghoulam sarà costretto a stare lontano dal campo di gioco per svariati mesi quali saranno le soluzioni alternative?

Essenzialmente Sarri ha in mente due possibili alternative: la prima è quella organica e fisionomica, ovvero l’inserimento di Mario Rui sull’out di sinistra, la seconda invece è un po’ più forzata ma assolutamente legittima, cioè lo spostamento di Hysaj sulla sinistra con Maggio a destra. Il vantaggio della prima opzione risiede nel fatto che il portoghese ex Empoli ha già sperimentato gli schemi di Sarri nel recente passato. Al contrario la scelta potrebbe ricadere su Maggio per un fatto puramente fisico: Mario Rui infatti è reduce da un grave infortunio, anche lui al ginocchio, e per questo motivo inizialmente Sarri potrebbe preferirgli l’ex Samp. Questa soluzione però comporterebbe un cambiamento di gioco e soprattutto di sviluppo di gioco non indifferente: Hysaj a sinistra infatti, seppur lo abbia già fatto a Empoli proprio con Sarri, perderebbe la capacità di velocizzare l’azione trovandosi comunque fuori piede. Un’altra problematica potrebbe essere relativa alla finalizzazione delle manovre: la qualità tecnica del piede sinistro di Hysaj non è paragonabile a quella di Mario Rui, che all’Empoli ha dimostrato di possedere un mancino educato.

Soprattutto per questioni tecniche quindi la scelta, alla lunga, dovrebbe ricadere proprio su Mario Rui, il quale era stato comunque acquistato come erede naturale di Ghoulam. Una cosa è ovvia però, l’ex Empoli non può garantire l’efficacia dell’algerino in entrambe le fasi. Ghoulam rappresenta infatti l’emblema della squadra di Sarri: frizzante, vivace, veloce. Il suo infortunio lo ha trasformato in un problema, ovvero trovare un modo per sostituirlo degnamente.

 

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Cioffi: “Partita più brutta della mia gestione, Samardzic si assuma delle responsabilità”

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cioffi inter udinese verona

Il Genoa si è imposto per 2-0 sull’Udinese nell’anticipo della 26′ giornata. Dopo la partita il tecnico bianconero Gabriele Cioffi è apparso molto amareggiato ai microfoni di DAZN.

LE PAROLE DI CIOFFI 

SUGLI EPISODI – “Parliamo di calcio, quelle sono scelte arbitrali. Sono episodi che condizionano le partite, l’ammonizione di Lautaro dopo un minuto, ma andiamo avanti. Abbiamo fatto una partita sottotono, equilibrati, ma poco coraggiosi e poco aggressivi, pochi duelli. Paradossalmente siamo stati più aggressivi in dieci nel secondo tempo che nel primo tempo”.

COSA MANCA? – “Noi sappiamo la posizione di classifica. Abbiamo riempito poco e girato poco con i tre dietro, non abbiamo trovato le mezzali e alzato i quinti senza creare superiorità, è la peggior partita sotto la mia gestione. Bisogna ripartire con coraggio, la squadra è viva e non rispecchia la posizione che ha. Dobbiamo dimostrare che non meritiamo questa classifica”.

SU SAMARDZIC Samardzic deve assumersi le responsabilità, perché le partite di sacrificio le ha fatte. Oggi sgomitava e non accettava la situazione della squadra e non è facile prenderla in mano quando più di un giocatore non è al suo massimo. Ne dovevo cambiare quattro, ne ho cambiato uno subito per dare un segnale. Bisogna guardare al buono che abbiamo fatto e chiudiamo il brutto capitolo di oggi”.

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Gilardino: “Abbiamo fatto una buona gara, Retegui bomber vero”

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Gilardino

Le parole di Alberto Gilardino dopo Genoa-Udinese, terminata 2-0. Grande soddisfazione per il tecnico rossoblu, che a DAZN esprime tutta la sua soddisfazione per la gara di oggi, lodando Retegui e, in generale, tutto il gruppo genoano.

PRESTAZIONE – “Sono felice per la prestazione, l’atteggiamento della squadra e sapevamo che non era una partita così semplice perché l’Udinese è una squadra strutturata. Abbiamo avuto la pazienza, la calma di riuscire a creare i presupposti per fargli male. Nella prima parte sembrava che stavamo addormentando la sfida ma stavamo scardinando la loro difesa, abbiamo preso parecchi calci d’angolo e poi l’abbiamo sbloccata. Abbiamo fatto una buona gara, abbiamo anche avuto il coraggio di andare a fare il secondo e per poco non facevamo anche il terzo“.

RETEGUI – “Se in queste condizioni fisiche e mentali è un giocatore forte, ha un margine di miglioramento importante. Vive da vero bomber l’area di rigore, ha margini di miglioramento nella manovra, nel primo passaggio ma dentro l’area di rigore sente la porta e deve solo continuare a lavorare ed avere fame di migliorarsi. Da qui alla fine deve essere un crescendo per lui“.

SODDISFAZIONI – “Sicuramente essere riusciti a creare questo legame forte con la nostre gente, merito dei ragazzi in campo. Credo di inculcare una mentalità alla squadra e la volontà di migliorarsi di ogni singolo giocatore. Li tengo tutti sul pezzo e tutti concentrati, ci penso giorno e notte perché ho giocatori importanti che spesso devo lasciare fuori e questo a volte non è semplice perché sono legato a loro non solo tecnicamente ma anche umanamente. Però lo devo fare per il bene della squadra, mi devo prendere queste responsabilità“.

SALVEZZA – “Ho detto ieri che ci servono 42 punti, dobbiamo fare uno step superiore e dobbiamo pensare a lavorare perché adesso arrivano partite come Inter, Monza e Juventus. Festeggiamo dopo questa vittoria, gli lascio qualche giorno libero però dobbiamo tenere sempre la mentalità alta e la voglia di superare ogni tipo di situazione con la perseveranza“.

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Balzaretti non ci sta: “Il gol di Lucca è un contrasto, così non si può giocare”

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Federico Balzaretti, Udinese - Serie A

In serata l’Udinese non è riuscita strappare punti al Ferraris contro il Genoa, che si è imposto 2-0. Dopo la gara il direttore sportivo dei bianconeri Federico Balzaretti è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare il match, ma anche l’episodio della rete annullata a Lucca.

LE PAROLE DI BALZARETTI

SUL GOL ANNULLATO A LUCCA – “È gol tutta la vita perché è un contrasto. Se questo non è gol non si può più giocare perché vanno tutti e due sul pallone e non è più calcio. Può aver toccato anche De Winter ma questo è il calcio e ci sono i contrasti, ci si tocca e ci si sfiora altrimenti va fischiato tutto. Anche a Napoli è stato dato un rigore per un tocco di Ebosele. Nelle altre nazioni ci ridono dietro, questo è un contrasto punto. Il VAR in Inghilterra interviene una volta a partita, qui tre”.

SULLA DINAMICA – “Nella dinamica vanno entrambi sul pallone. Bisognerebbe lasciar proseguire, perché altrimenti fischiamo 50 falli a partita. Rispetto le opinioni perché è un episodio borderline. Per me la dinamica di campo è molto importante e dal campo non sembrava fallo. Con la lente d’ingrandimento si vede tutto, ma questo è un contrasto e non ci può essere contrasto senza contatto. Oggi è molto difficile giocare in area di rigore, non si può, è sempre fallo”.

SULLA CLASSIFICA – “Noi dobbiamo salvarci, c’è da lavorare e stare in trincea. Lo sappiamo e non ci spaventa il fatto che dobbiamo lottare fino alla fine. Ora testa alla Salernitana, una gara da battaglia vera. Dobbiamo proseguire migliorando perché stiamo faticando nella reazione all’errore perché all’episodio negativo non riusciamo a reagire. Per salvarci serve la lotta continua e restare in partita. Dobbiamo migliorare su questo”.

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La doppietta di Luka Romero incanta, il Milan sorride: tra Almeria e Atletico Madrid è 2-2

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Luka Romero

Il gioiellino del Milan Luka Romero ha incantato nel sabato sera de La Liga. Nella gara del suo Almeria contro l’Atletico Madrid, l’argentino ha trovato la prima presenza da titolare, ma che certamente non sarà l’ultima. Il classe 2004, infatti, ha rimontato per due volte i Colchoneros con due reti stupende.

I ragazzi di Diego Simeone hanno trovato il vantaggio dopo appena 2 minuti di gioco con la rete di Angel Correa, ma, poco prima della mezz’ora, è salito in cattedra Romero che, dopo essersi liberato dalla marcatura di un paio di avversari, ha scagliato un sinistro imprendibile in fondo al sacco. La gara, poi, è scivolata all’intervallo sul risultato di 1-1.

Nella ripresa sono iniziate le sostituzioni e, al 57′, l’Atletico è riuscito a tornare in vantaggio con una vecchia conoscenza della Serie A, l’ex Udinese Rodrigo De Paul. Ma dopo appena 7 minuti Romero, per la seconda volta, ha ristabilito la parità dopo la penetrazione in area e un tocco delizioso a depositare il pallone sotto la traversa.

Nel finale è l’Almeria ad attaccare un Atletico stanco e demoralizzato, ma il pallone decisivo arriva prima sui piedi di Alvaro Morata che manda alto a tu per tu con Luis Maximiano e poi su quelli di Melero. Al triplice fischio è 2-2.

Le statistiche della sfida parlano di un predominio dei Colchoneros, ma quando scendono in campo calciatori con un bagaglio tecnico importante, come quello di Romero diventa tutto più complicato. Nel frattempo il Milan continua a ricevere segnali importanti dai vari calciatori in prestito. Oltre a Romero c’è anche De Ketelaere che, domani sera a San Siro, sarà l’osservato speciale.

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