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Un addio con sostanza

Trascendendo da ogni rapporto umano e valoriale, il calciomercato della Roma, per ora, sembra conoscere solo il termine plusvalenze. Da Nainggolann a Dzeko passando per Emerson Palmieri e Strootman, la società di James Pallotta si è trasformata – dopo un’estate fitta di acquisti – in un’autentico supermercato di lusso. Niente sconti e valutazioni al rialzo: questo sembra essere il dictat imposto da Pallotta a Monchi, burattinaio di tutte le manovre giallorosse. La partenza più possibile e al netto più realistica pare essere quella della coppia Dzeko-Emerson Palmieri, accondiscenti entrambi a trasferirsi al Chelsea che ha offerto al club capitolino circa 60 milioni di euro.

Una bella cifra per la coppia d’oro dell’ultimo anno di Spalletti a Roma, in cui oltre al riscatto del bosniaco erano emerse le interessanti qualità del laterale verdeoro. Palmieri era arrivato a Roma come una mistery box dai tratti indecifrabili, con dubbi sul ruolo e su quale fosse il suo reale livello tecnico. Dopo un derby vinto per 0-2 Emerson è stato esaltato da Spalletti pubblicamente attraverso la sua altisonante retorica, assolvendo il ragazzo dagli impropri errori della stampa che lo etichettava come asso debole della Roma.

 

UN ANNO DI ROMA

Se dovesse veramente concludersi in questi giorni l’avventura italiana di Emerson Palmieri, il bilancio da trarne sarebbe sommariamente positivo. In tre anni, o meglio, due e mezzo di Roma, il terzino sinistro si è evoluto sempre più in una risorsa; da fantasmino-scommessa di Sabatini a orgoglio di una scelta intuitiva e parecchio fiduciosa, che quando ha poi raccolto i suoi frutti ha riempito nuovamente di elogi l’ex direttore sportivo della Roma. Ad oggi Emerson ha messo insieme 47 presenze e 2 gol dal suo atterraggio a Fiumicino, ovvero, nell’agosto 2015, dopo che a tratti aveva fatto vedere qualcosa di interessante nel periodo palermitano. Il brasiliano infatti è ricordato prevalentemente per i suoi fasti alla Roma ma in pochi si ricordano la sua breve militanza in Sicilia, quando diciannovenne Zamparini lo prese in prestito dal Santos salvo poi non riscattarlo dopo nove presenze.

Emerson Palmieri a Palermo: un principio di Italia all’inizio della sua ancor giovane carriera

Le sue qualità di arrivare sul fondo e crossare nonchè esaltare il pubblico nella giocata sono sicuramente le sue armi più affilate, anche se tuttavia ci ha messo un po’ per prendere le misure degli avversari nel campionato italiano. Infatti è solo nella stagione 2016-2017 con Luciano Spalletti – fin da subito in panchina – che Emerson si è affacciato con successo nella zona blasonata del campionato italiano, mentre prima, anche con un po’ di pregiudizi, era stato lasciato quasi sempre in panchina. L’allenatore toscano gli ha dato fiducia e conferito compiti più offensivi che difensivi, lasciandolo con delle precise indicazioni per la manovra in fase avanzata; al contrario la fase difensiva di Emerson non può certo definirsi il suo lato più solido, perchè in onore dello stereotipo dei terzini brasiliani tutto corsa e cross, l’aspetto di copertura è quello che ha palesato più lacune nelle sue prestazioni. Eppure la velocità e il buon fisico lo hanno reso sommariamente anche un sufficiente difensore, che si esaltava poi nell’uno contro uno o nella conclusione da fuori, talvolta, incredibilmente, anche con il piede debole.

Emerson è entrato nelle grazie dei tifosi dopo la convincente prestazione nel derby capitolino in cui la Roma ha battuto la Lazio 2-0, in quella che a tutti gli effetti è stata la miglior partita di Emerson in Serie A. Anche la dimesnione internazionale che hanno avuto i giallorossi in questi anni hanno migliorato parecchio la sfera tecnico emotiva del brasiliano, i cui tratti timidi e un po’ confusi si sono lentamente sciolti con l’aumentare della fiducia e dell’integrazione nel sistema di gioco della squadra: tutte dinamiche un po’ scontate ma che prima dell’arrivo di Spalletti non erano state prese in considerazione nei suoi confronti.

NAZIONALE

Tuttavia un’altra particolarità di Emerson è che in verità le sue chiare origini italiane lo hanno posto nel mezzo di una scelta. Quando gli è capitata l’opportunità il laterale verdeoro ha avuto la chance di rispondere affermativamente alla chiamata di Gianpiero Ventura, che nell’out difensivo di sinistra non ha mai trovato un profilo convincente. Tuttavia il suo rapporto con la Nazionale azzurra è stato pressochè inesistente se non per delle polemica di stampo nazional-politico in cui, nel rispetto di una profonda tradizione conservatrice propria di alcuni critici, si metteva in discussione la sua selezione nel team italiano quando potevano esserci talenti di casa meglio ottimizzabili al posto dell’italo-brasiliano.

Alla fine le presenze e le reti di Emerson Palmieri con la maglia azzurre sono state 0, eppure il giocatore è e sarà ancora convocabile dal futuro CT azzurro se lo riterrà necessario.

CESSIONE

Se la Roma dovesse realmente privarsi di Emerson Palmieri si creerebbe in ogni caso una notevole plusvalenza, dato che se l’intera operazione Dzeko-Emerson-Chelsea si completerà con una cifra di 60 milioni, di cui circa 10 necessari per il trasferimento dell’italo-brasiliano, allora Monchi avrà messo in tasca qualcosa in più rispetto al suo precedente acquisto. Palmieri era stato acquistato da Sabatini dal Santos per 3 milioni di euro, molto meno di qualsiasi cifra oggi il Chelsea stia pagando il terzino sinistro, che a Londra troverebbe un suo grande estimatore che è Antonio Conte. Con l’ex allenatore della Juve potrebbe nascere un piacevole feeling viste le qualità atletiche del laterale attualmente in Italia, anche se allo Stamford Bridge troverebbe una fascia un po’ intasata vista l’inamovibilità di Marcos Alonso e la duttilità di Azpilicueta nel fare sia il centrale che il laterale. Eppure Conte ha bisogno di un rinforzo che sappia all’occorrenza anche giocare a destra: in sostanza, un factotum sulla fascia che sia bravo nella fase offensiva e sappia tornare in situazione di copertura.

Marcos Alonso ha giocato 23 presenze e segnato addirittura 6 gol: è uno dei giocatori più valorizzati da Conte negli ultimi anni

Numericamente quindi il Chelsea necessita dell’arrivo di Emerson, e la Roma, dal canto suo, non soffrirebbe più di troppo l’assenza dell’italo-brasiliano. Perchè in effetti Emerson quest’anno ha giocato veramente poco, e quel poco che è stato impiegato non ha reso come invece ci si aspettava. Con Di Francesco i minuti giocati sono stati appena 166 minuti, senza scendere in campo nemmeno in Champions League. Ovviamente a Roma se Emerson fosse realmente ceduto se ne farebbero una ragione senza troppi problemi, dato che alla fine, se il risanamento del bilancio e il rispetto delle norme imposte dal Fair Play finanziario necessitano una soddisfazione monetaria che qualora non arrivasse metterebbe in pericolo la stabilità del club, allora partenze come quelle di Palmieri passerebbero quasi inosservate. Ovvio che il valore affettivo per un giocatore che ha sempre espresso pareri positivi per la piazza rimane, e lo stesso se non di più per Dzeko, che maggiormente di Emerson ha trascinato la Roma in questi anni.

 

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