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Calcio e dintorni

Emiliano Sala, il capocannoniere che non ti aspetti

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Osservando la classifica cannonieri di Ligue 1, in un primo momento, nessuno si sorprende: c’è Kylian Mbappé in testa, con 11 gol messi a segno. Il fenomeno del PSG sta iniziando a dominare la scena internazionale, eleggendosi come possibile erede di Messi e CR7, con buona pace del suo compagno di squadra Neymar. Poi però c’è la sorpresa, tanto inaspettata quanto curiosa: accanto a Mbappé c’è Emiliano Sala, attaccante argentino del Nantes con chiare discendenze italiane.

Con la maglia dei canarini ha messo a segno 47 gol in 4 stagioni, includendo le 11 reti di quella attuale. A 28 anni Sala sembra aver trovato la sua dimensione ideale in provincia, senza ricevere pressioni esagerate. È un attaccante che carica sempre tutto lo stadio, e i tifosi lo ripagano caricandolo a loro volta. Una reciprocità di cui fa volentieri beneficio il Nantes, che grazie ai gol dell’argentino sogna in grande.

La continuità con cui sta segnando è arrivata con 7 reti nelle ultime 4 partite, mentre all’inizio aveva segnato solo 4 gol nelle prime 8 partite di campionato. I canarini, dopo un avvio di stagione non semplice, adesso sono decimi in classifica con 16 punti, a ridosso della zona Europa League.

SALA E IL BORDEAUX

Sala nasce nella provincia di Santa Fe ma cresce calcisticamente in provincia di Cordoba, grazie al Proyecto Crecer, academy argentina del Bordeaux. Adesso è alto 187 cm, ma anche da piccolo quando giocava nel Proyecto era il più alto di tutti e segnava gol a grappoli. Dopo aver passato l’adolescenza sui campi di provincia a 20 anni arriva la grande chiamata, con il Bordeaux che lo vuole in Francia.

L’impatto con il nuovo Paese e un nuovo tipo di calcio non è semplice, alcuni addetti ai lavori pensano che sia già troppo tardi per lui. Anche il Bordeaux fa capire di non puntare molto su di lui, iniziandolo a prestare nelle serie inferiori. Persino il Sorrento, in Lega Pro, gli chiude le porte in faccia. In quel momento tocca il fondo, ma inizia subito la sua risalita.

Riparte dalla terza serie francese con l’Orleans, con cui mette a segno 19 reti in 37 partite. Dalla terza serie alla Ligue 2 con lo Chamois Nortais, cambia il campionato ma non cambia la sostanza: anche qui mette a segno 18 gol e viene ribattezzato Salagol, in onore del suo idolo Batistuta. Il ritorno al Bordeaux non è felice, con soltanto 11 presenze nella prima parte di stagione. A Gennaio viene ceduto al Caen e realizza 5 gol negli ultimi mesi di campionato.

La vera svolta della sua carriera arriva nell’estate 2015/16, quando il Nantes lo acquista a titolo definitivo. Alla prima stagione sono soltanto 6 i centri in campionato, ma l’ambiente gli dà fiducia e lui ripaga con 12 gol sia nel 2016/17 che nella scorsa stagione.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Sala è un attaccante capace di fare reparto da solo, ha giocato sempre come terminale offensivo per la propria squadra, sfruttando il lavoro degli esterni per andare a segnare. Risulta a suo agio anche quando si deve mettere a disposizione e giocare per la squadra.

In questo frame Sala vede il compagno che vuole inserirsi, aspetta che gli passi davanti e con un passaggio perfetto lo manda in porta

Ranieri, per esempio, sfruttava la sua capacità di giocare in profondità per risalire il campo grazie ai lanci lunghi. Nei movimenti è molto sgraziato, non è proprio un attaccante bello da vedere, ma risulta tremendamente efficace. Il suo fisico possente gli consente di proteggere bene la palla e vincere spesso i duelli aerei. Uno dei marchi di fabbrica dell’attaccante argentino è proprio il gol di testa.

Da notare come con il movimento iniziale voglia attaccare il primo palo, poi capisce che la palla arriverà leggermente indietro. A quel punto va ad attaccare proprio la zona in cui cade, con un’incornata perfetta

Un’altra caratteristica che lo contraddistingue è la freddezza nei duelli individuali con i portieri avversari. Molti gol di Sala infatti arrivano in situazioni di uno contro uno, spesso quando viene lanciato in profondità. L’altezza lo penalizza nei movimenti sul corto, ma in accelerazione sul lungo riesce a bruciare i difensori avversari in velocità.

La lentezza di Dante in questo caso lo aiuta, ma guardate quanto terreno recupera con lo scatto iniziale. Due tocchi alla palla e destro a trafiggere il portiere

IL PRESENTE AL NANTES

Attualmente con 14 tiri in porta convertiti in 11 reti ha la migliore media gol d’Europa. Gli Expected Goals, secondo il modello di Understat, ci dicono che Sala stia overperformando: sono solo 5.63 gli xG prodotti, quindi l’attaccante argentino sta raccogliendo molto di più rispetto a quanto meriti secondo i numeri. Un po’ quello che è successo nei primi mesi in Italia con Piatek, vistosamente calato nelle ultime partite. Anche Sala, con molta probabilità, farà lo stesso. L’augurio è che continui a segnare mantenendo questi ritmi. Emiliano Sala non ne vuole sapere più di fermarsi.

 

 

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Calcio e dintorni

Gelbison, la promessa di De Sanzo: “Daremo il massimo per salvarci”

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Juve Stabia

In una recente intervista rilasciata a SalernoSport24, Fabio De Sanzo ha parlato della sua nuova avventura in Serie C, alla guida della Gelbison. Il tecnico di Castrovillari, dopo l’esperienza alla Paganese, è ritornato ad essere protagonista nella terza serie professionistica italiana. Contro ogni aspettativa di inizio stagione, l’ex Acireale ha condotto la formazione di Vallo della Lucania in zona play-off. L’allenatore calabrese, però, vola basso: l’imperativo è la salvezza dei rossoblù.

L’intervista a Fabio De Sanzo

  • Cosa ha detto sin dal primo giorno al gruppo per portarli ad ottenere quattro successi di fila?

«C’era già una buona base di partenza anche perché mister Esposito ha lavorato bene. Ho trovato una squadra organizzata, una squadra importante. Ho inculcato un po’ di coraggio, di forza. Tra il suo metodo e il mio vi sono delle differenze però, ripeto, la base importante l’ha creata già lui, altrimenti sarebbe stato difficile lavorare così».

  • Quali sono le differenze di metodo?

«Lui predilige il possesso palla, la manovra, mentre io preferisco la verticalizzazione e l’aggressione alla palla».

  • Chi la sta impressionando della sua rosa?

«È un continuo conoscersi, anche perché sono passati due mesi dal mio arrivo e tanti giocatori non li conoscevo bene, se non Gilli e Cargnelutti su tutti. Però ci sono altre situazioni importanti. Ci auguriamo la crescita di giocatori come SaneKyeremateng e Graziani. Il reparto difensivo è quello che mi ha impressionato di più».

  • Una battuta d’arresto che può starci contro un avversario ostico come il Catanzaro. Da dove deve ripartire la Gelbison?

«Dalla convinzione dei primi 60’, dove abbiamo cercato di giocare non dico alla pari, ma all’altezza del Catanzaro. Secondo me, i primi 60’ sono stati giocati bene, con intensità, voglia, coraggio, però poi, alla lunga, la qualità sia di squadra che dei singoli del Catanzaro è prevalsa. È pur vero che stiamo parlando di una squadra costruita per vincere questa categoria ormai da anni. Il divario era molto ampio, ma onestamente sono orgoglioso dei miei ragazzi per come si sono comportati».

  • In cosa può migliorare la squadra?

«C’è sempre da migliorare. In convinzione soprattutto, nelle qualità che ognuno di noi ha e che deve sempre dimostrare, nell’orgoglio, nella caparbietà di credere in quello che stiamo facendo. Perché, in tutta onestà, in queste otto-nove partite con me in panchina, forse solo col Monterosi abbiamo toppato la prestazione. Dobbiamo migliorare nell’autoconvinzione, essere bravi e avere tanta umiltà».

  • Quando è stato scelto dal presidente, qual è stata la sua prima impressione? Cosa vi siete detti?

«Mi ha fatto tanto piacere, perché vuol dire che la scorsa stagione ha premiato la Gelbison ma anche l’Acireale, squadra che ha lottato per salire in C sotto la mia gestione. Approdare in terza serie con una diretta concorrente dell’anno precedente fa solo piacere. Vuol dire che il lavoro è stato apprezzato. Col presidente ci siamo detti che dobbiamo lottare per arrivare alla salvezza con le unghie e con i denti».

  • Qual è l’obiettivo stagionale?

«L’obiettivo è uno: arrivare salvi all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato».

  • Si sente di promettere qualcosa ai tifosi?

«Le aspettative, alla partenza, davano la Gelbison tra le vittime predestinate alla retrocessione. La mia promessa è quella di mettercela tutta per salvarci».

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Inter, Antonio Pintus premiato per la stagione dello Scudetto

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Corsa scudetto, Milan-Napoli-Inter

Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid, è stato premiato oggi a Coverciano con il Cronometro D’Oro. Il premio si riferisce al lavoro svolto durante la stagione 2020/21, annata in cui era parte dello staff tecnico di Conte all’Inter, conclusasi con la vittoria dello Scudetto. Dopo aver ricevuto il premio, Pintus ha preso la parola per un discorso di ringraziamento. Ecco cosa ha detto:

Ringrazio lo staff tecnico dell’Inter per la stagione a cui fa riferimento questo Cronometro d’Oro. Tutti i miei ex collaboratori, il mister e soprattutto ricordo lo staff medico. Per riuscire ad avere risultati eccellenti, bisogna che ci sia un’assoluta integrazione tra gli staff. Ci deve essere onestà intellettuale, cosa che ho trovato all’Inter e non a caso sono stati raggiunti certi risultati. Mia moglie mi dà un equilibrio, sia nei momenti di euforia che di sconforto”.

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L’esito degli esami per Mazzocchi: c’è distorsione

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Durante il ritiro della Nazionale, Pasquale Mazzocchi, terzino della Salernitana, ha dovuto abbandonare anzitempo l’allenamento per un problema al ginocchio destro.
Rientrato a Salerno, Mazzocchi si è subito sottoposto agli esami di rito, che hanno evidenziato una distorsione con interessamento del legamento.

Lo stop, indicativamente, sarà dalle 3 alle 6 settimane, una tegola decisamente pesante per Nicola e la sua Salernitana, per i quali Mazzocchi rappresenta un pilastro fondamentale.

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Calcio e dintorni

La Russa si espone su San Siro e presenta il suo piano per il “doppio stadio”

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San Siro

Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, è tornato a parlare sul progetto del nuovo stadio di Milano, che dovrebbe vedere la demolizione di San Siro.

La Russa si è dichiarato totalmente contrario a tale demolizione, infatti pare che stia discutendo con il Sindaco Sala per cercare una soluzione che scongiuri ciò.

Ecco le parole, riportate da Daniele Mari su Twitter:

Al sindaco Sala, il piano economico che mi sono permesso di sottoporre prevede un risparmio di 500 milioni, il costo della demolizione, che si somma al risparmio di danni ambientali enormi”.

“Anzi c’è un vantaggio a mantenere come è esattamente lo stadio di San Siro e costruire accanto, come avviene in tante città europee e sudamericane, un altro stadio“.

“Il progetto dei due stadi è conveniente, assolutamente necessario e utile. Quando all’estero si parla di Milano le cose che si conoscono sono tre: il Duomo, la Scala e lo stadio San Siro. Continuo a ripetere che vi è compatibilità assoluta”.

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