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Empoli: young core, senso di rivalsa e voglia di stupire

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Empoli: young core, senso di rivalsa e voglia di stupire

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Pinamonti

L’Empoli di Aurelio Andreazzoli è una squadra che non ama le etichette. Nella stagione attuale si è saputa rivelare una piccola, una squadra che lotta per una salvezza tranquilla. Ma anche un gradino ostico per le big che l’hanno affrontata.

Due estati fa i toscani salutavano la Serie A nella sconfitta per 2-1 contro l’Inter a San Siro. Promossi solo l’estate prima, gli azzurri si sono distinti per aver messo in mostra tantissimi giocatori di livello e pronti a crescere nell’immediato futuro. Dopo una sola stagione, complici sconfitte nei momenti cruciali, lo scontro contro dei neroazzurri alla ricerca della Champions League è stato fatale per tornare in cadetteria.

Le strade tra tecnico e club, entrambi toscani perchè Andreazzoli è nativo di Massa, si sono divise dopo quel match. Per ritrovarsi, nuovamente, all’inizio di questa stagione.

IL LAVORO DI DIONISI

Dopo la brutta stagione 2019-20, che ha visto il succedersi, in panchina, di Bucchi, Muzzi e Marino nella stessa stagione, il presidente Corsi decide di affidare la guida dell’Empoli ad Alessio Dionisi. Il tecnico è molto giovane, ma ha già fatto parlare di sè, per le sue esperienze in categoria. Proviene dal Venezia, con cui ha raggiunto un buon undicesimo posto in Serie B nell’ultimo campionato.

Il lavoro di Dionisi è subito efficace e centrato sulla crescita dei giovani. Mancuso e Stulac, rispettivamente attaccante e centrocampista di regia, sono gli elementi di maggiore esperienza della squadra. Ma la vera sorpresa è il classe 1999 albanese Nedim Bajrami, che disputa 39 match in stagione, diventando il fulcro del gioco dei toscani. Con le sue capacità balistiche, l’abilità di trovare la giocata in grado di indirizzare il match e la sua bidimensionalità come goleador e assistman, Bajrami prende in mano il centrocampo dell’Empoli.

Altrettanto bene fa, però, anche Samuele Ricci. Appena 18enne, il centrocampista italiano sorprende tutti con la sua intensità di gioco e le sue geometrie come mezz’ala, scendendo in campo per ben 36 volte in stagione.

Ma la rosa è completata da tantissimi giocatori, nati a cavallo tra i due millenni. Casale e Cambiaso hanno mosso i primi passi tra i professionisti e si stanno confermando in Serie A. Haas e Zurkowski sono approdati alla corte degli azzurri alla ricerca di minuti e un ambiente in cui emergere. Parisi, Crociata, Nikolaou, Terzic e tanti altri, sul prato del “Castellani” hanno trovato la continuità che cercavano da anni.

A completare la rosa, altri elementi con una carriera già avviata, per fare da chioccia ai tanti giovani. La Mantia e Romagnoli su tutti.

Al termine della stagione, l’Empoli di Alessio Dionisi arriverà prima in Serie B, conquistando la massima serie.

ANDREAZZOLI-BIS ( O TRIS)

L’inizio della stagione successiva viene immediatamente scossa dall’addio di Alessio Dionisi. L’ottimo lavoro fatto con gli azzurri gli garantisce che la chiamata del Sassuolo come erede di Roberto De Zerbi.

L’erede della panchina dell’Empoli, invece, è una vecchia conoscenza. Si tratta di Aurelio Andreazzoli. Il tecnico torna all’Empoli per la seconda volta. La terza, se si considera il periodo tra il 2017 e il 2019, quando fu esonerato e richiamato nel corso della stagione 2018/19.

Andreazzoli è un allenatore che lavora molto con i nuovi prospetti. Ed è spesso riuscito a far emergere qualche ottimo elemento, in carriera.

Eredita una squadra molto giovane, che ha tanta voglia di farsi un nome tra i grandi. Ma anche una grande necessità di essere educata e incanalata nella giusta direzione. Gran parte della rosa viene confermata. Ma arrivano anche altri nomi interessanti, come quelli di Cutrone e Pinamonti per l’attacco, Henderson in mediana, Vicario tra i pali e Marchizza in difesa. Infine, il “colpo da novanta” è quello di Stojanovic, dalla Dinamo Zagabria.

Il modulo resta il 4-3-1-2, che garantisce equilibrio e verticalità ad una squadra, che ha tutti gli elementi per fare un calcio di corsa e intensità. La formazione tipo vede Vicario tra i pali. Il classe 1996 trova finalmente spazio e continuità in un club di Serie A. La linea di difesa prevede Stojanovic e Marchizza ai lati, Romagnoli e il ballottaggio Luperto-Ismajili per il centro, con il giovanissimi Viti che sta scalando le gerarchie. A centrocampo, Henderson e Bandinelli affiancano Ricci, nel ruolo di perno del triangolo. In attacco c’è Bajrami alle spalle di Pinamonti e Cutrone, che nel corso della stagione hanno superato, nelle gerarchie, Mancuso e Di Francesco.

GIRONE DI ANDATA

Il ritorno in Serie A è traumatico. Alla prima giornata la Lazio dell’ex Maurizio Sarri arriva al “Castellani“; mentre nella seconda giornata toccherà l’Allianz Stadium, contro una Juventus che ha appena ritrovato Allegri in panchina.

Tuttavia, l’Empoli ne viene fuori abbastanza bene da questi due incontri. Con i biancocelesti, Bandinelli porta in vantaggio i suoi, prima della rimonta dei capitolini e dell’1-3 finale. Contro la Juventus, invece, Mancuso segna e consegna addirittura la vittoria. Si prosegue con due sconfitte in casa, contro Venezia e Sampdoria, prima di rimettersi in carreggiata. E proseguire in una prima parte di stagione senz’altro positiva.

Al termine della 19ª giornata, l’Empoli ha 27 punti ed è nona in classifica, in coda a tutte le big del campionato e alla Fiorentina. La squadra ha saputo mettersi in mostra per il gioco espresso, l’intensità, la voglia e una positiva abilità nel fare gol. Con 30 gol fatti, infatti, l’Empoli ha segnato più della Juventus (27). E con 34 gol subìti, pareggia i conti con la Lazio.

Il tutto coronato da un andamento in trasferta quasi impeccabile, con 5 vittorie e 2 pareggi in 9 gare lontano da Empoli. E da svariati record della storia del club che sono stati battuti.

Nel girone di ritorno, presumibilmente, l’obiettivo è quello di proseguire su questa strada. Anche se ripetersi sembra molto difficile ed è auspicabile un calo nelle prestazioni. L’Empoli ha come obiettivo quello della salvezza ed il nono posto, quasi a ridosso delle zone che portano alle competizioni europee, è un risultato ben oltre le aspettative.

YOUNG CORE

La forza della squadra, senza dubbio, sono i suoi giovani. Il club ha un’età media molto bassa e molti sembrano aver trovato la loro dimensione. Con un allenatore che sa come gestirli e motivarli.

Pinamonti e Cutrone hanno già assaggiato l’Europa e giocato in grandi squadre, pur senza successo. Pinamonti, ha fatto fatto esperienza sia “in provincia“, sia con l’Inter, alle spalle di gente come Icardi e Lukaku.

Cutrone fu la piacevole sorpresa del Milan di Gattuso. Anche lui fu chiuso da gente di maggiore caratura, ma ha saputo mettersi in mostra negli anni a San Siro. Lontano dalla Lombardia, però, si è perso; ora, all’Empoli, vuole tornare a segnare con continuità.

Vicario, dal canto suo, è stato molto sfortunato. All’Udinese fu chiuso da Scuffet e Meret: ancora emergenti, ma già etichettati come possibili fuoriclasse. A Venezia fu Audero, scuola-Juventus, a sovrastarlo nelle gerarchie. Infine, al Cagliari aveva davanti Cragno, uno dei migliori estremi della Serie A. L’Empoli ha puntato su di lui, per sostituire Brignoli. E lui, finora, sta ripagando la fiducia.

Zurkowski e Marchizza, a loro volta, provengono da Fiorentina e Roma, dove non sono riusciti a guadagnarsi la conferma. Ricci ha solo 20 anni, ma il carisma e l’energia di chi non vuole fermarsi ai primi ostacoli.

Questo Empoli è, per tutti loro, il trampolino di lancio per il futuro.

Il materiale tra le mani di Andreazzoli è ottimo. Il tecnico ha il compito di sgrezzarlo, tirare fuori ciò che di prezioso è nascosto e metterlo in luce .

Ha decido di operare, concedendo a questi giovani la libertà di esprimersi. Racchiusi in pochi, ma precisi dettami tattici, a tutti è permesso di essere creativi e tentare la giocata. In questo modo, l’Empoli sta esprimendo un calcio energico, spumeggiante, ma soprattutto, spesso imprevedibile.

VOGLIA DI RIVALSA E DISTURBO ALLE GRANDI

Al giro di boa, è nono posto in classifica, con 27 punti. Un risultato incredibile per una neopromossa. Ancora più incredibile è che 9 di questi27 punti, praticamente un terzo, sono arrivati contro squadre meglio piazzate.

La vittoria per 1-0 contro la Juventus, portò tutti ad attribuire più demeriti ai bianconeri, che meriti all’Empoli. Le successive sconfitte contro Roma, Atalanta e Inter sembravano avvalorare questa tesi. Ma il trionfo contro la Fiorentina, il 27 novembre, e il Napoli, il 12 dicembre, hanno fatto cambiare molte opinioni. A conclusione del quadro, anche una sconfitta come quella contro il Milan per 2-4, nell’ultima gara del 2021, ha fatto capire che l’Empoli è stata un ostacolo duro per chiunque.

Nonostante la vittoria, le “grandi” del campionato hanno faticato contro un Empoli quadrata e ben messa in campo. Le iniziative individuali sono state il segreto per la vittoria. Mentre la solidità difensiva è riuscita ad impattare bene contro Juventus e Napoli, entrambe a secco ed entrambe sconfitte. L’unica che ne è uscita meglio è stata l’Atalanta, trascinata da Ilicic e vittoriosa per 1-4 in Toscana.

I toscani si sono rivelati una squadra sfacciata, che ha dimostrato di giocare a viso aperto contro chiunque. L’inesperienza dei giovani ha, come rovescio positivo della medaglia, anche l’incoscienza di voler far bene contro squadre più quotate. Non è un caso che molte delle reti segnate, in questi match, portino la firma dei “golden boyempolesi. Con il Napoli Cutrone, con la viola Pinamonti e Bandinelli e con il Milan ancora Pinamonti e Bajrami.

Come ciliegina sulla torta, l’Empoli ha vinto anche contro un’altra squadra definita “ammazza-grandi“: il Sassuolo dell’ex-Dionisi. In questo caso, le reti sono state di Zurkowski e Pinamonti, rispettivamente classe 1997 e 1999.

DOVE PUO’ ARRIVARE

L’auspicio che si augura tutto l’universo dell’Empoli è di conquistare una tranquilla salvezza. Bisognerà proseguire sulla strada positiva vista nelle prime 19 partite. E allontanare gli spettri di un girone di ritorno horror, come spesso se ne sono visti. Un esempio è quello del Benevento dello scorso anno.

Guardando al lungo periodo, però, l’Empoli può sognare in grande. Nel suo essere un “mercato piccolo” in confronto alla Serie A e nel suo essere una squadra modesta, gli azzurri hanno, dalla loro, due caratteristiche fondamentali. Solidità e continuità. Sono un porto sicuro per la crescita di molti giocatori. Sia di chi appartiene al settore giovanile azzurro, che lo scorso anno ha vinto il titolo di campione d’Italia. Sia di giocatori professionisti, che cercano spazio per lanciarsi, o rilanciarsi.

Gli esempi dei passi avanti che si possono fare, con programmazione e lavoro sui giovani talenti, sono sotto gli occhi di tutti: Sassuolo e Atalanta. Due club risorti dalla cenere della lotta alla salvezza, per confermarsi ai piani alti e approdare, addirittura, in Europa.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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