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ESCLUSIVA - Biasin: "Chi perde la Supercoppa vivrà un periodo difficile"

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ESCLUSIVA – Biasin: “Chi perde la Supercoppa vivrà un periodo difficile”

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Fabrizio Biasin, noto giornalista sportivo, ha parlato ai nostri microfoni della grande sfida di domani sera tra Inter e Milan in Supercoppa, analizzando anche come possa influire sul resto del campionato.

Oggi è la vigilia di una delle partite più importanti della stagione. Quali sono le tue sensazioni?

“La sensazione è che come nei derby recenti vedremo una partita molto equilibrata, è impossibile stabilire realmente un favorito. Non c’è nulla di scontato: un po’ perché per definizione un derby non ha una favorita, ma i valori delle due squadre si assomigliano, anche se una può avere più problemi dell’altra. Io credo che in una finale, giocata tra l’altro dall’altra parte del mondo, sia difficile fare un pronostico e prevedo una partita equilibrata”.

Dall’ultima settimana, a livello di risultati, esce sicuramente meglio l’Inter rispetto al Milan, seppur con qualche difficoltà. Quanto può influire a livello psicologico?

“Un po’ sì. Entrambe le squadre non hanno giocato benissimo, ma in realtà l’Inter i risultati li ha fatti: ha vinto tutte le partite nel 2023 tranne quella di Monza, un po’ condizionata dall’errore arbitrale. Il Milan si è fermato all’80° contro la Roma, ha sbagliato la partita di Coppa Italia e fatto fatica a Lecce. Un minimo di condizionamento mentale sicuramente c’è, però proprio perché il Milan arriva da queste brutte prestazioni mi aspetto un atteggiamento di massima attenzione ed applicazione. Il dato di fatto è che chi esce sconfitto domani dovrà affrontare un periodo non facile, soprattutto dal punto di vista mediatico”. 

Facciamo un gioco, sei nei panni di Simone Inzaghi e devi schierare la formazione di mercoledì. Ad oggi, considerando le ultime gare e l’importanza della partita, in difesa schiereresti De Vrij o Acerbi? E sulla fascia destra Darmian o Dumfries?

“Gioco a fare l’allenatore che non sono, poi ovviamente lasciamo fare ad Inzaghi. Per quello che ho visto nelle ultime uscite Acerbi mi sembra l’ideale per fare un certo tipo di lavoro: l’abbiamo visto con il Napoli su Osimhen, è stato in grado di fermare l’attuale attaccante più forte della Serie A. É giusto che scenda in campo contro il Milan e contro Giroud, che è sempre stato un grosso problema per l’Inter. A destra per contrastare Theo Hernandez, uno degli esterni sinistri più forti del nostro calcio, ha senso puntare su un giocatore che ha dimostrato di avere un certo tipo di attitudine come Darmian. Non voglio escludere Dumfries, perché in corso d’opera può dare il suo contributo se fisicamente a posto, il problema è che dal ritorno dal Mondiale ha dimostrato di non esserlo. Se ha recuperato lo vorrei vedere sicuramente a partita in corso, ma in partenza farei giocare Darmian“.

Come succede ormai spesso in occasione della Supercoppa, mercoledì si giocherà in Arabia Saudita. Pensi sia giusto spostarsi dove possono arrivare più soldi alla lega, oppure avresti preferito una partita più romantica giocata in Italia?

“Mi piacerebbe che si riuscisse a dare un valore alle nostre partite e ai nostri stadi. Sogno un calcio italiano in grado di far guadagnare soldi alle società anche in Italia. Il problema è che in questo momento non ne siamo in grado e dobbiamo inchinarci di fronte ai milioni degli altri. Non mi scandalizzo perché so come funziona il calcio: devi andare a prendere i soldi e il sistema ha bisogno di guadagnare, per cui ci tappiamo il naso ed andiamo a giocare a Riyadh. In un mondo ideale, prima o poi, anche noi avremo stadi e capacità di costruire eventi che ci permettano di guadagnare soldi tra di noi invece che andare dall’altra parte del mondo”. 

Oggi l’Inter è a -10 dalla vetta ma con un intero girone di ritorno da giocare, credi ancora nello Scudetto? Questa partita può dare uno sprint dal punto di vista morale?

“Il Napoli ha dimostrato di avere pochi difetti, il problema è la zavorra accumulata ad inizio stagione. L’Inter ha fatto praticamente un percorso netto nel 2023, ma ha guadagnato un solo punto da una squadra che ha dimostrato di essere una delle più forti in Europa. Ragionare in ottica Scudetto è complicato, però è impossibile non mantenere una porta aperta: mancano venti partite e può capitare qualsiasi cosa. Se mi chiedi di scommettere cinquanta centesimi sulla vincitrice dello Scudetto la risposta è abbastanza semplice, per cui serve mantenere vive le speranze sapendo che davanti c’è una corazzata. La partita di domani sera influisce certamente, non tanto per chi vince ma per chi perde. I vincitori festeggeranno ed andranno avanti nel proprio percorso, chi perde può avere un effetto collaterale non bello. Ti ritroveresti senza Supercoppa, a dieci/nove punti dalla vetta e con un massacro mediatico che sarebbe inevitabile”.

Romelu Lukaku è stato il grande assente della prima parte di stagione e i guai fisici sembrano non essere finiti, cosa ti aspetti da lui nel girone di ritorno?

“Prima che da lui, cosa mi aspetto dalla sua gamba. Fino a quando continuerà a sentire un po’ di dolore non potremo mai vedere Lukaku al suo livello: è un giocatore che basa molto, se non tutto, sulla fisicità. Nel momento in cui riuscirà ad avere una condizione accettabile e sarà in grado di giocare una partita intera potremo valutarlo. Il problema è che stiamo entrando nella seconda parte di stagione, la prima l’ha persa quasi completamente ed oggi c’è assoluto bisogno di lui. Anche Romelu, però, ha assoluto bisogno di dimostrare quello che vale perché si sta giocando la possibilità di restare a Milano. Io spero che l’anno prossimo rimanga all’Inter, perché significherebbe averlo visto ad alti livelli nella seconda parte di stagione”.

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ESCLUSIVA – Alla scoperta del futsal con Vincenzo Caponigro, nazionale italiano

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Da una piccola palestra di Montevideo fino ai grandi palcoscenici di Buenos Aires e Amsterdam, il futsal si è evoluto in maniera esponenziale dal 1930 ad oggi.

La nascita del futsal

Fu di Juan Carlos Ceriani, giovane professore di educazione fisica, l’idea di concepire uno sport che ricordasse il calcio, popolarissimo al tempo grazie ai successi dell’Uruguay, e che potesse essere praticato sia all’aperto che in strutture protette, sfruttando i diffusi campi di basket. Alle regole basilari del calcio, Ceriani aggiunse molti elementi della pallamano, pallanuoto e pallacanestro.

Cinque giocatori, 40 minuti di partita e altri piccoli aggiustamenti. Tutto il resto è storia.

L’INTERVISTA INTEGRALE

La nostra redazione ha avuto il grande piacere di intervistare uno dei protagonisti della scena calcettistica italiana: Vincenzo Caponigro. Orgoglio di Campagna, comune del salernitano, e laterale dei vicecampioni d’Italia della Feldi Eboli e della Nazionale, il prodotto delle giovanili delle “foxes” aiuterà ad immergerci in questo nuovo contesto.

Nel 2014 il tesseramento nelle giovanili della Feldi Eboli. Da lì, l’inizio vero e proprio del tuo percorso nel mondo del futsal. Come mai hai scelto questo sport?

La mia avventura è iniziata nell’estate del 2014, dopo una partita amichevole disputata in un mercoledì sera d’estate contro il mio attuale presidente. Dopo quella partita, lui mi chiese se volessi giocare a futsal. Io, avendo appena terminato la scuola calcio, decisi di fare un tentativo verso questo nuovo sport. Agli inizi fui un po’ titubante, poiché non conoscevo questa disciplina. Ma col tempo mi sono appassionato. Da quel momento in poi, sono arrivato a raggiungere la Serie A con la Feldi Eboli, squadra con la quale ho disputato la Champions League, una finale di Coppa Italia, una finale di Supercoppa, una finale scudetto, vinto un campionato di Serie C, conquistato e vinto i play-off di A2 che ci hanno permesso di salire in Serie A. Ci siamo tolti e ci stiamo togliendo molte soddisfazioni“.

La tattica gioca un ruolo determinante nell’economia di un match. Quali sono gli aspetti essenziali della fase difensiva e offensiva?

La tattica è fondamentale. La fase difensiva è importantissima perché il difendere bene, forte, ad alta intensità ti permette di sviluppare molti contrattacchi, di vincere seconde palle. La fase offensiva viene a sua volta: creare il maggior numero di occasioni da gol e finalizzarle. Io, da laterale, ho il compito di agire da collante tra centrale e pivot. Bisogna essere rapidi, veloci e giocare d’intensità per poter fare la doppia fase. Inoltre, essere bravi nell’1 vs 1 risulta fondamentale per creare superiorità numerica intorno ai 10-15 metri dalla porta avversaria“.

In Brasile, in Portogallo e in Spagna, il futsal è considerato uno degli sport più seguiti. In Italia, in uno scenario nazionale che vede dominare il calcio come disciplina, invece, sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. A cosa è dovuto questo aumento di popolarità?

In Italia sta iniziando a prendere sempre più piede grazie alle tante società che investono in questo sport, ai media, alla comunicazione, alle televisioni. Con l’ingresso di Sky e delle varie piattaforme, il numero di appassionati, di praticanti è andato a incrementarsi. Anche le scuole calcio e i settori giovanili stanno iniziando ad investire nel calcio a 5 e questo risulta fondamentale per la crescita dei giocatori“.

Perché un/a ragazzo/a dovrebbe preferire il calcio a 5 rispetto al calcio a 11?

Può preferirlo perché si tratta di uno sport più veloce, rapido, dove bisogna avere anche velocità di pensiero. Non esistono pause come nel calcio tradizionale dove un calciatore può permettersi di non toccare palla per diversi minuti. Si creano tante occasioni in una partita, si verificano tante situazioni che nel calcio a 11 molto spesso non si verificano. Ed è preferito anche dalle mamme perché, giocando al coperto, i bambini difficilmente prendono mal di gola e raffreddore (ironizza, ndr)“.

Da diversi anni competi nella massima serie del campionato italiano. Quali sono i segreti per arrivare così in alto?

Gioco in Serie A da sei anni. Il segreto per competere a questi livelli credo sia il lavoro quotidiano, l’abnegazione al lavoro, l’intensità e l’impegno durante gli allenamenti, il migliorarsi. È importante ascoltare i consigli e gli aiuti di allenatori e giocatori più esperti. Mentre, fuori dal campo, ricopre un ruolo fondamentale l’alimentazione, così come il riposo. Cercare di seguire uno stile di vita regolare. Sono sacrifici che portano a migliorarti giorno per giorno fino a competere ad alti livelli“.

Convocazione in Nazionale per Euro 2022 ed esordio nella gara contro il Montenegro. Qual è stata la tua reazione e cosa vuol dire rappresentare l’Italia per te?

La mia prima convocazione con la nazionale italiana è stata per le qualificazioni agli Europei, il 13 aprile 2021. L’esordio a Prato, contro il Montenegro, è stata un’emozione unica. Qualcosa di indescrivibile poter rappresentare il tuo Paese, rappresentare un movimento, i ragazzi che praticano e amano questo sport. Penso che per un giocatore la maglia della Nazionale sia il riconoscimento più bello. Cercherò di lavorare sempre al massimo per poter continuare a rappresentarla“.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri tra club e Nazionale?

Il mio obiettivo col club è quello di vincere qualche titolo. Dopo le varie finali perse tra scudetto, Coppa Italia e Supercoppa, siamo lì e vogliamo provare a fare quel passo in più che ci porti a raggiungerlo. Soprattutto lo scudetto, così da poterci garantire anche la qualificazione alla prossima Champions League. Con la Nazionale, invece, mi auguro di poter rappresentare l’Italia nei grandi palcoscenici internazionali. Spero di poter giocare le qualificazioni ai Mondiali, disputando magari un Mondiale, quello del 2024, dopo aver preso parte all’Europeo del 2022 in Olanda“.

 

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram di Vincenzo Caponigro

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Calciomercato

ESCLUSIVA – Prosegue la trattativa tra SPAL e Nainggolan: chiusura distante

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Nainggolan

In queste ore è scoppiato il caos mediatico in merito ad un eventuale trasferimento di Radja Nainggolan alla corte della SPAL.

Il centrocampista belga, all’Anversa dall’agosto 2021, è stato messo fuori rosa dalla dirigenza a causa di alcuni comportamenti ritenuti poco professionali. Adesso, il classe ’88 è alla ricerca di un nuova avventura e non è escluso un ritorno in Italia.

Dopo le esperienze vissute con le maglie di Piacenza, Cagliari, Roma e Inter, Nainggolan potrebbe approdare in Serie B, stavolta alla SPAL.

In base a quanto raccolto dalla nostra redazione, prosegue la trattativa tra il club estense e Nainggolan in relazione ad un passaggio del belga tra le fila della squadra allenata da Daniele De Rossi.

Nonostante i contatti fitti tra le parti, la chiusura dell’affare non è ancora vicina.

 

 

 

 

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – L’asse Toro-Hellas entra nel vivo, gli ultimi aggiornamenti

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Ilic

ESCLUSIVA FUTURO ILIC E HIEN – Il Torino continua a trattare per portare agli ordini di Ivan Juric Hien e Ilic. Nella scorsa serata, le due società hanno discusso in un ristorante di Milano riguardo a questa doppia operazione. Presenti per l’Hellas Verona il presidente Setti e i due direttori Sogliano e Marroccu, mentre per il Torino Cairo, Vagnati e Moretti. Da quest’incontro, la società granata è parsa molto fiduciosa nel chiudere la trattativa e superare la concorrenza del Marsiglia.

LA TRATTATIVA ENTRA NEL VIVO, PREVISTO NUOVO INCONTRO DOPO PRANZO

Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, il Torino è pronta ad effettuare un nuovo rilancio per chiudere la trattativa al più presto. Infatti, è in programma in giornata un nuovo contatto tra le due società per cercare di chiudere l’affare. In caso di buona riuscita, Ilic arriverebbe nel capoluogo piemontese nell’immediato, mentre Hien rimarrebbe a Verona fino a fine stagione.

Non è previsto nessun incontro dal vivo: i due club si contatteranno telefonicamente.

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Calciomercato

ESCLUSIVA – Il futuro di Arthur ancora a tinte bianconere? Le ultime

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ARTHUR FUTURO JUVENTUS – La pesante penalizzazione di 15 punti inflitta alla Juventus complica inevitabilmente la corsa Champions e, di conseguenza, anche alcune scelte legate al mercato. In estate, il club bianconero ha fatto diverse scelte in entrata, acquistando Di Maria, Pogba e Paredes, mentre in uscita ha lasciato andare Dybala, finito alla corte di Mourinho, e Arthur, ora al Liverpool. In particolare, su quest’ultimo emergono novità sul suo futuro.

LA SITUAZIONE DI ARTHUR

Il brasiliano arrivò alla Juventus nell’estate del 2020 dal Barcellona nell’ambito dello scambio con Miralem Pjanic, passando quest’estate ai Reds.  Le zero presenze in Premier League hanno fatto ipotizzare la possibilità di lasciare Liverpool già in questa sessione di mercato. Tuttavia, secondo quanto appreso dalla nostra redazione, rimarrà a Liverpool fino a fine stagione. Ciononostante, vista la situazione extra campo dei bianconeri, per il futuro non si hanno ancora certezze. Si avranno quando la situazione della Juventus avrà chiarito tutto, tra ricorsi e altre inchieste da affrontare a breve, come l’inchiesta Prisma.

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