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ESCLUSIVA Carlo Pizzigoni: "Il calcio argentino è creatore. Stadio più bello? Non ho dubbi!"

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ESCLUSIVA Carlo Pizzigoni: “Il calcio argentino è creatore. Stadio più bello? Non ho dubbi!”

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Noi di Numero Diez abbiamo in mente di portarvi una rubrica settimanale sui principali avvenimenti del calcio sudamericano, e quale migliore occasione se non con uno dei massimi esperti di questo movimento, nonché storico del calcio, Carlo Pizzigoni. I temi trattati nella preziosa chiacchierata concessaci dallo stesso Carlo ci ha permesso di sfatare alcuni miti sul calcio del “nuovo continente”. Di seguito riportiamo l’intervista.

Iniziamo con una domanda preliminare: come nasce la tua passione per il calcio sudamericano?

“Nasce moltissimo tempo fa: da sempre coltivo una passione per il viaggio, il calcio e la letteratura sudamericana. Viaggiando per il Brasile, Argentina, Uruguay... mi sono sentito subito a casa. Di lì in poi ho attraversato tutto il continente (mi manca la Bolivia), e ho ritrovato sempre quella familiarità dei viaggi iniziali, soprattutto nelle città calcisticamente più importanti. Successivamente tutto è venuto da sé: dal frequentare gli stadi al dialogo con le persone autoctone. Vivere quel tipo di mondo, anche per mesi, per rinnovare la passione per il calcio sudamericano.  Dopo anni di esperienza ne è nato il mio libro “Locos por el futbol” che racchiude l’esperienza di 10-15 anni. Ciò che mi ha attirato da subito è stato il legame che si ha con il territorio, con le persone e il vivere quotidiano; credo tutto sia partito da lì, il così detto tifo”.

Entrando un po’ di più nello specifico, parlando dei due principali campionati sudamericani per eccellenza, il Brasileirao e la Primera Division, ti chiediamo quale campionato abbia più seguito a livello mediatico, spettacolo, e perché?

“Non è mai facile trovare una linea comune; ragionando per macro argomenti, il calcio argentino, generalmente, è un calcio più creatore, che produce, ed esporta i suoi modelli. Il calcio brasiliano è, come cultura, più impermeabile: vi è un continuo scambio con quello che arriva da fuori. Così è già dagli anni ’40 del 1900, basti pensare che le ultime tre Libertadores vinte dai brasiliani avevano come allenatori dei portoghesi (una Jorge Jesus per il Flamengo e  due per Abel Ferreira del Palmeiras n.d.r.) cosa che raramente capita in Argentina.  Tutto questo si rivede nel calcio come nella cultura dei rispettivi paesi.

Nel campionato Brasileirao però c’è voglia di rinnovare ed innovare, come testimoniano le tante aperture sotto il punto di vista delle strutture, scouting e idee calcistiche. Basti pensare al Palmeiras, che ha vinto due Libertadores di seguito, ma è da dieci anni che lavora ad un sistema calcistico diverso e moderno. Ad esempio, sono loro che hanno introdotto la figura del mental coach, la visione dall’alto della squadra per il tecnico. Il Brasile, poi, ricordiamoci che è quasi un continente per la produzione di calciatori. Possiamo distinguere i due paesi in questo, poi la passione che ha il calcio argentino credo che sia quasi inarrivabile. Cito per esempio una piazza profondamente calorosa, come quella del San Lorenzo“.

Qual è lo stadio che più ti ha affascinato e perché?

“Mi ricordo un giorno di essermi avvicinato alla collinetta su cui sorge lo stadio “Centenario” (in Uruguay n.d.r.) e quasi mi tremavano le gambe. Quello è lo stadio in cui si sono svolti i primi mondiali, quelli del 1930, e sostanzialmente nel tempo è rimasto praticamente lo stesso. Ha un museo del calcio bellissimo, anche se il migliore rimane quello di Sao Paulo, però come stadio è sicuramente il migliore, se proprio dobbiamo scegliere, anche tra la “Bombonera” e il “Maracanà“, resta il più impattante“.

Qualche parola sulla “debacle” del Gremio ora finito in Serie B? Ha interrotto il suo record di permanenza nella massima divisione.

“L’episodio del Gremio è, sfortunatamente, un episodio che vediamo troppo spesso in Brasile.  Si aggiunge alla lista di  squadre come il Botafogo, e il Vasco da Gama, che hanno fatto la storia del paese. Stanno passando un brutto momento. Discorso opposto per l’Atletico Mineiro e il Cruzeiro che adesso è stato acquistato da Ronaldo Nazario. È un calcio poco stabile, e in cui è facile trovare situazioni del genere”.

Qual è, secondo te, il fattore scatenante che attira i dirigenti di tutto il mondo a puntare sui talenti sudamericani?

“In un mondo globalizzato come il nostro ormai non ci sono più barriere, di conseguenza i talenti vengono cercati in tutto il continente sudamericano. Ciò che forse li distingue dagli altri è che sono più pronti a reggere determinate pressioni e condizioni: la pressione che per esempio ha avuto Vinicius nel giocare a 17 anni con la prima squadra del Flamengo ha permesso, a lui come a molti giovani, di adattarsi al cambiamento, la volontà di migliorarsi. Ha giocato anche un ruolo chiave quello dell’essere passato, al Real, per la squadra B, il Castilla. Pur arrivando da una delle squadre più importanti del Sudamerica non ha avuto paura a farsi la sua gavetta e migliorare partita dopo partita”.

Credi che il calcio sudamericano sia un interesse di nicchia? Piccola analisi del tifo in Europa e Sudamerica?

“Credo che, per uscire dal luogo comune, ogni paese ha un modo di tifare che è suo. In Sudamerica ho visto stadi semivuoti e stadi pienissimi nei big match, proprio come da noi. Per quanto riguarda l’interesse, oggigiorno sono cambiati i mezzi con cui vedere le partite, e di conseguenza penso che sia diventato più facile per tutti potersi interessare dei campionati preferiti, perciò, chi vuole può approfondire, cosa che io al tempo non avrei potuto fare”.

Siccome noi siamo alla costante ricerca del Numero Diez, potresti dirci chi, secondo te, è stato il miglior “Diez” degli ultimi vent’anni?

“Beh, dopo Messi (ride n.d.r.), il numero 10, anche se non proprio di ruolo, per me è Neymar. Ha delle qualità che vanno oltre il numero dieci. Lui contiene il numero dieci e tante altre cose: posizione alla Zico però gioca come attaccante, è un giocatore moderno, Neymar è questo. Per quanto riguarda Messi parliamo del giocatore più forte della storia del calcio, anche se gioca col 30. Il mio giocatore europeo preferito è invece Karim Benzemà, che ha le qualità sia del 9 che del 10. Ricordo, nei miei soggiorni a Lione, di come si parlava di lui da ragazzino. Dai filmati girati in rete in cui si trovava nei campetti a Lione si vedeva bene che aveva le giocate del 10, ma un fisico da numero 9. Una creatività alla Zidane unita alle caratteristiche del centroavanti“.

Si ringrazia Carlo Pizzigoni per la grande disponibilità.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram Carlo Pizzigoni)

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Luca Pellegrini entra nella lista della Lazio per la Conference League

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Il neo-acquisto della Lazio, Luca Pellegrini, entra a far parte della lista Uefa per la Conference League dei biancocelesti. A fargli posto è una bandiera del club, ovvero Stefan Radu. Segnale di fiducia da parte di Sarri verso l’ex Juventus, che è stato acquistato in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni dopo il prestito all’Eintracht Francoforte.

Di seguito la lista completa della Lazio:

Portieri: Provedel, Maximiano

Difensori: Romagnoli, Patric, Gila, Casale, Hysaj, Lazzari, Marusic, Pellegrini

Centrocampisti: Milinkovic, Cataldi, Luis Alberto, Vecino, Basic, Marcos Antonio

Attaccanti: Immobile, Felipe Anderson, Zaccagni, Romero, Pedro, Cancellieri

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UFFICIALE – Martinelli rinnova con l’Arsenal

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Arsenal

Gabriel Martinelli questa mattina ha prolungato il proprio contratto con l’Arsenal. Il club inglese, tramite i propri canali social, ha annunciato l’accordo con il brasiliano per la permanenza a Londra dell’attaccante.

Il nuovo contratto di Martinelli avrà durata fino al 2027, segno di fiducia reciproca, specie vista la straordinaria stagione dell’Arsenal di Arteta che sta dominando in Premier League.

19 presenze in Premier e 7 reti, a cui devono aggiungersi anche 2 assist per il classe 2001, che si è conquistato sul campo la proposta di rinnovo con i Gunners. Si attende solo l’ufficialità dunque, che arriverà nei prossimi giorni.

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Benzema sta per rinnovare con il Real Madrid: accordo ad un passo

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Buona notizia per il Real Madrid. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, Karim Benzema, ultimo vincitore del Pallone d’Oro, sta per rinnovare con i Galacticos. Il francese estenderà il proprio contratto fino a giugno 2024: accordo ad un passo.

In seguito all’infortunio che l’ha costretto a saltare Qatar 2022, Benzema è tornato in campo a gran livelli. Infatti, dopo la sosta ha totalizzato sette reti in nove presenze. Ieri sera, nella sfida contro il Valencia, ha contribuito al successo del Real Madrid con due assist vincenti. Dunque, con ogni probabilità Benzema continuerà a vestire la camiseta blanca nella prossima stagione, per guidare il club verso nuovi e prestigiosi successi

 

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Ibrahimovic non farà parte della lista Uefa del Milan

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A concludere la giornata calcistica c’è la lista Uefa del Milan. I 25 giocatori che potranno essere convocati negli ottavi di Champions League contro il Tottenham, in realtà, non sono ancora stati annunciati in via ufficiali, ma iniziano a trapelare diverse indiscrezioni.

Quelle di Fabrizio Romano, in particolare, assomigliano a delle anticipazioni di quello che sarà. Sul suo profilo Twitter, infatti, il giornalista italiano afferma con sicurezza alcuni importanti assunti. In primo luogo non ci sarà Zlatan Ibrahimovic, che – a discapito delle tante voci di questi giorni – non verrà incluso da Pioli. Scelta di rilievo, poi, quella di lasciar fuori Serginho Dest, rimpiazzato da Malick Thiaw.

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