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ESCLUSIVA CM24/7 – Ds Vicenza, Antonio Tesoro: “Rinnovo? Non lo so…”

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Abbiamo incontrato, in esclusiva, il Direttore Sportivo del Vicenza, Antonio Tesoro, che ringraziamo per la sua grande disponibilità e cortesia. Il ds biancorosso ha affrontato, ai nostri microfoni, vari temi: dal retroscena con cui ha iniziato la sua avventura con i veneti al periodo critico che la squadra sta vivendo; dal mercato di gennaio ai potenziali colpi a parametro zero; dallo stadio al possibile coinvolgimento del padre Savino in società. Infine, il suo pensiero ad una leggenda del calcio italiano, Roberto Baggio, che da poco ha compiuto 50 anni. Di seguito uno stralcio dell’intervista; il resto sarà pubblicato a breve.

Innanzitutto cosa l’ha spinta ad accettare l’incarico di Direttore Sportivo del Vicenza? Tra l’altro in una situazione abbastanza travagliata.

“Diciamo che è nato in modo un po’ casuale. Io lavoravo in Svizzera ed il Presidente Pastorelli si era appena insediato a Vicenza. Dovevamo trovarci una mezzoretta, ma quella chiacchierata fu talmente piacevole che durò ben 4 ore. Dopo di che ci salutammo con l’intenzione di rivederci. Ma in quell’occasione non parlammo del Vicenza. Pochi giorni dopo mi guardai Crotone-Vicenza e, al termine della gara, mi chiamò il Presidente chiedendomi un parere sulla squadra. Poi mi chiese di seguire altre due gare ed io vidi una squadra con dei valori ma molto piatta dal punto di vista mentale. Così consigliai mister Lerda, con cui avevo già lavorato. Dopo aver esonerato Cristallini e ingaggiato Lerda, mi chiesero di entrare subito in società. Io, però, avevo deciso di fare altro poiché venivo da un’esperienza molto intensa a Lecce. Ero arrivato a vivere molto sotto pressione in quel periodo. Ma dopo una settimana di riflessione mi sono detto: ‘Ho 34 anni, Vicenza è una piazza importante in Serie B; non sono nessuno per rifiutare un’opportunità del genere’. Così ho accettato”.

Rinnoverà il contratto con la società a fine stagione?

“Questo non lo so, è una domanda da fare al Presidente. Con lui i rapporti in questo momento sono molto buoni. Stiamo affrontando un anno che sulla carta è molto problematico. Ci doveva essere un connubio di vari fattori affinché potessimo essere soddisfatti. C’era da risanare il bilancio e mettere apposto il conto economico, quindi ridurre di più del 50% il monte ingaggi. C’era da cercare qualche giovane di proprietà per creare una base, c’era da vendere qualche giocatore per pagare i debiti regressi. C’era inoltre da salvare la categoria perché è una ‘conditio sine qua non’ affinché il progetto Vicenza possa proseguire in maniera spedita. Quindi c’è un coefficiente di difficoltà molto molto alto per raggiungere tutti questi obbiettivi contemporaneamente. In questo momento siamo in ballo e ci stiamo difendendo con le unghie e con i denti. Comunque tra me e il Presidente c’è grande armonia. Il rinnovo ora non è una priorità, a me interessa salvare il Vicenza”.

Dopo aver chiuso il girone d’andata nel migliore dei modi, ora la squadra si trova nella zona rossa della classifica. A cosa è dovuto questa crisi di risultati?

“Grazie a Dio non siamo ancora in zona play out, nel senso saremo i primi ad essere salvi anche perché ci aspettiamo penalizzazioni sia per il Pisa che il Latina. A dicembre avevamo trovato una condizione fisica ottimale ed una grande autostima, cosa che era mancata all’inizio. Inoltre gli infortuni ci hanno lasciato un attimo di tregua e quindi avevamo diverse scelte a disposizione. Quindi è stato un gran momento di crescita per tutta la squadra. Anche il post mercato è stato buono. Devo dire che sia con la Spal che con il Bari siamo stati molto sfortunati perché in quelle due settimane meritavamo almeno 2-3 punti in più. Questo secondo me ha intaccato un po’ sia il morale che l’autostima perché la squadra ha profuso il massimo sforzo senza ottenere risultati. Residui che si sono visti nella gara con la Salernitana e con l’Ascoli”.

Nell’ultimo decennio il Vicenza si è trovato a lottare praticamente sempre per la salvezza, eccezion fatta per la stagione 2014-15. L’impressione, da fuori, è che l’obbiettivo sia sempre lo stesso. Non è poco ambizioso per una società storica come questa?

“Secondo me a Vicenza ci sono tutte le caratteristiche per cercare di lottare per altri obbiettivi. E’ sicuramente una società di blasone e di tradizione. E’ una società che geograficamente è un gioiello, quindi i calciatori ci vengono volentieri e la qualità della vita è molto alta. E’ una società che ha strutture, cosa che in Serie B non tutte le squadra anno, anzi. Ha un centro sportivo che è un fiore all’occhiello e che ti permette di lavorare bene. E soprattutto ha dei tifosi che hanno una gran cultura calcistica e quindi ti trovi ad avere a che fare con gente razionale. Ciò aiuta tanto. Il pubblico biancorosso è un pubblico che ti porta punti, non che te li toglie. In alcune piazze è il contrario, come a Lecce. Ogni anno io partivo con 10 punti di penalità, più per la stampa che per il tifoso. C’era un diverso tipo di pressione e quindi ti trovavi costretto a costruire una squadra con più personalità per far bene. Mentre qui a Vicenza non c’è bisogno di questo per far bene. Quindi penso che ci siano tutte le condizioni nell’immediata prospettiva affinché il Vicenza lotti per altri obbiettivi. Naturalmente questa società attuale si è dovuta far carico di 10 anni di storia calcistica tutt’altro che positiva. Quindi va da sé che deve tener botta inizialmente, come si suol dire”. 

Il Presidente, nel giorno della sua presentazione, ha affermato che l’obbiettivo del prossimo anno sarà il vertice della classifica. Ci sono le carte in regola per attuare ciò?

“Allora, noi dobbiamo rimanere molto con i piedi per terra perché dobbiamo salvare la categoria. Inoltre abbiamo una valanga di infortunati – tra l’altro ieri (lunedì, ndr) si è fermato anche Rizzo – e ciò mi tiene molto in ansia. Sicuramente in prospettiva, ma anche nell’immediato, sono convinto che il Vicenza abbia un buon motore di base. Ha, infatti, quei 7-8 calciatori che sono ottimi per la categoria. Poi è naturale che, a seconda del budget che hai e delle campagna acquisti che fai, se prendi 4 top player fai il salto di qualità. Soprattutto perché qui la classifica è molto corta e i valori tra le squadre sono molto simili”.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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