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ESCLUSIVA - Raimondo: "Il caso-Juventus darà regole più chiare"

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ESCLUSIVA – Raimondo: “Il caso-Juventus darà regole più chiare”

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La notizia della penalità di ben 15 punti in classifica, ai danni della Juventus, ha squarciato in due il calcio italiano. Noi abbiamo provato a parlarne con Felice Raimondo, avvocato esperto in materia di finanza sportiva.

Buongiorno Felice, e grazie di aver accettato il nostro invito. Ti abbiamo contattato, in quanto esperto nel settore, per provare a fare un po’ di chiarezza sulla situazione che sta coinvolgendo il calcio italiano. Inizierei dall’ultima, e forse più importante, notizia di questi giorni: la Juventus ha ricevuto 15 punti di penalizzazione. In attesa della pubblicazione delle motivazioni: puoi spiegarci, secondo te, quali codici sono stati violati? E soprattutto: in base a cosa viene deciso se il prezzo di un giocatore è corretto o sovrastimato?

Bisogna ripercorrere tutte le tappe e chiarire diversi aspetti. Lo scorso 27 maggio 2022 la Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite ha prosciolto la Juve dalle accuse mosse dalla Procura Federale riguardanti in particolare due articoli del Codice di Giustizia sportiva: l’art. 4, che impone a tutti i soggetti dell’ordinamento sportivo di agire secondo i principi della lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva. Questo è un obbligo di carattere generale. Le accuse, inoltre, si sono concentrate sull’art. 31, comma 1, che sanziona le violazioni in materia gestionale ed economica. L’impianto accusatorio della Procura Federale riguardava l’abuso delle plusvalenze e il presunto valore artefatto di numerose operazioni di mercato. L’inchiesta sportiva è partita da segnalazioni della COVISOC (organo di controllo finanziario interno alla FIGC). Il club bianconero è stato prosciolto da queste accuse perché le prove raccolta dalla Procura Federale, basate su una perizia di parte, non sono riuscite a dimostrare che la Juve avesse agito in violazione dei doveri di lealtà e probità, e che avesse alterato i bilanci con le plusvalenze.

È stato quindi indicato il principio secondo il quale nell’ordinamento sportivo non è possibile condannare una plusvalenza senza un elemento oggettivo a cui ricollegarla, perché ogni giocatore ha un prezzo deciso dal mercato che varia in base a domanda/offerta. Per questo motivo, inoltre, la Corte d’Appello ha invocato l’intervento urgente della FIGC per l’introduzione di norme che disciplinino le plusvalenze, elaborando addirittura un metodo per quantificare quelle illecite.

Ad oggi però la FIGC non ha recepito queste indicazioni. La situazione per la Juve si è complicata quando la Procura Sportiva ha chiesto alla Procura ordinaria le 14.000 pagine di prove raccolte per l’indagine svolta sui reati societari (la c.d. inchiesta Prisma). Il club bianconero, infatti, per i medesimi motivi era già sotto indagine da parte della CONSOB (organo di controllo del mercato finanziario) per una presunta irregolarità nella redazione dei bilanci non in conformità ai principi internazionali (IFRS).

La chiave di volta è questa: tutti i club quotati in borsa devono obbligatoriamente redigere il proprio bilancio secondo principi contabili internazionali. Secondo la Juve andava applicato lo IAS 38, paragrafi 25-113, quindi le plusvalenze incrociate erano da considerare operazioni separate e non unitarie. Invece secondo CONSOB e Procura andava applicato lo IAS 38, paragrafo 45, relativo alle permute; cioè operazioni unitarie. La differenza non è irrilevante perché, secondo l’accusa, la metodologia seguita dalla Juventus ha causato una falsa rappresentazione della situazione contabile della società. Per tali motivi, dunque, le plusvalenze incrociate hanno generato un effetto positivo nel bilancio che invece non doveva esserci. Qualcuno lo definisce “maquillage contabile”, ossia un modo per rendere meno gravosi i conti della società.

La Procura della Repubblica di Torino, allertata in questa catena di controllo e nell’ambito dell’inchiesta Prisma, ha raccolto un mastodontico materiale probatorio fatto di intercettazioni e perquisizioni, allo scopo di indagare i reati societari collegati ai comportamenti avuti dai dirigenti del club bianconero. Queste prove sono state utilizzate dalla Procura Federale per riaprire il processo sportivo nel quale l’accusa non era riuscita a raccogliere sufficienti elementi per provare le violazioni sulla sola base della perizia di parte che attingeva i valori di riferimento da un sito internet (Transfermarkt) molto noto, ma che utilizzava solo uno dei tanti metodi con cui è possibile ricavare i valori dei giocatori. Questo è un aspetto fondamentale che sottolinea come gli inquirenti dell’ordinamento sportivo non abbiano mezzi di prova paragonabili a quelli della magistratura ordinaria che, invece, in presenza di reati gravi può effettuare indagini molto penetranti.

A mio modo di vedere le intercettazioni hanno giocato un ruolo decisivo, soprattutto in relazione ai doveri di lealtà e probità. Dubito, infatti, che le 14.000 pagine siano servite a individuare dei valori oggettivi nelle compravendite contestate. Il problema, però, è che quelle prove potrebbero essere servite per condannare dei comportamenti che, secondo l’accusa e la Corte d’Appello, potrebbero non essere stati ritenuti conformi all’art. 4 del CGS. Quindi, pur non riuscendo a far emergere un valore oggettivo, potrebbe essere stata provata la volontà di rappresentare una situazione contabile differente da quella emersa pubblicamente. E non è finita qui, perché queste prove potranno essere usate anche per altri procedimenti sportivi, ad esempio per la manovra stipendi e per la revoca o revisione del Settlement Agreement con la UEFA, problemi che si ripercuoteranno nelle prossime stagioni sportive“.

Le prime parole degli avvocati bianconeri sono state: “C’è stata una palese disparità di trattamento”, ovviamente, si riferiscono al perché sia stata condannata solo la Juventus. Sotto un certo punto di vista, possiamo dire che hanno ragione. Le plusvalenze si fanno sempre in due, o sbaglio?

Senza dubbio le plusvalenze si fanno in due, ma le prove degli illeciti benefici bisogna raccoglierle per entrambe le parti che, nel caso di specie, non dovevano aderire agli stessi principi contabili (OIC per le non quotate, IFRS per le quotate come la Juve). In attesa delle motivazioni, si può ipotizzare che le 14.000 pagine della magistratura ordinaria, utilizzate dalla Procura Federale, non avessero abbastanza elementi anche per inchiodare le altre squadre in relazione ad uno dei due articoli contestati (art. 4 e art. 31 CGS). Questo perché le altre squadre, non essendo quotate in borsa, e quindi non avendo i medesimi obblighi di redigere i bilanci secondo i principi contabili internazionali, non sono state oggetto di indagine per quei reati societari. Per tale motivo il quadro probatorio era differente. E alla luce del differente quadro probatorio, credo che sia stato sanzionato il comportamento dei dirigenti e della società bianconera, così come emerso dalle intercettazioni.

Comportamento che, invece, non è emerso per i dirigenti delle altre squadre perché non sottoposti alle medesime indagini da parte della magistratura ordinaria, dato che non avevano gli stessi obblighi contabili. La Juventus, essendo quotata in borsa, è stata oggetto di indagini approfondite che in passato non hanno avuto altri club (Milan e Inter) non quotati in borsa, ma ugualmente indagati per le plusvalenze sia dalla magistratura sportiva che ordinaria. All’epoca, nel 2008, i dirigenti delle milanesi furono prosciolti dalla magistratura ordinaria e patteggiarono con la giustizia sportiva delle ammende con diffida. Ma l’impianto accusatorio, per i motivi anzidetti, non era minimamente paragonabile a quello costruito oggi contro la Juve.

Le società quotate in borsa hanno i fari accesi da parte della CONSOB e, quindi, devono osservare precetti ancora più rigorosi rispetto ai club non quotati. La FIGC, adeguandosi a ciò, nelle sue raccomandazioni contabili afferma che i club devono redigere i bilanci secondo i principi contabili dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), imponendo l’applicazione dei principi contabili internazionali (IFRS) solo alle società quotate in borsa, così come prescritto dalla legge“.

Una domanda più tecnica: come è possibile che la sentenza sia stata più pesante dell’accusa? La procura chiedeva 9 punti di penalizzazione, mentre alla fine la sentenza della corte di appello ha deciso per ben 15 punti di penalizzazione. Puoi spiegarci i motivi?

La Corte d’Appello non ha considerato sufficientemente afflittivi i 9 punti richiesti dalla Procura in relazione ai fatti contestati e alle nuove prove raccolte. Per essere afflittiva, una sanzione deve procurare un danno congruo al comportamento avuto e quindi per la Corte d’Appello l’esclusione dalle coppe europee (Champions League su tutte, sanzione ritenuta congrua rispetto al comportamento avuto) poteva avvenire con maggiore certezza applicando 15 punti anziché 9“.

Come già annunciato dalla Juventus, verrà fatto ricorso al Collegio di Garanzia. Cosa può succedere? La penalizzazione può essere revocata? Ti aspetti che cambierà qualcosa? Ed in che tempi avremo le risposte?

Le motivazioni verranno depositate entro 10 giorni, poi la Juventus avrà 30 giorni di tempo per impugnare la decisione davanti al Collegio di Garanzia, la Cassazione del mondo dello Sport, che non tornerà nel merito ma, quale giudice di legittimità, deciderà solo sulla corretta applicazione delle norme dell’ordinamento sportivo. Il Collegio può confermare la decisione della Corte d’Appello o annullarla, anche con rinvio, quindi nel caso potrebbe costringere le parti a ripetere il secondo grado. Tutto si deciderà in breve tempo, entro la primavera o comunque entro la fine del campionato”.

Un altro argomento al quale la difesa della Juventus si è aggrappata è il principio del giudicato penale, secondo cui se tu vieni assolto non puoi più essere giudicato sullo stesso fatto. Queste le parole degli avvocati: “Nessuno può essere perseguito per un reato per il quale è già stato assolto o condannato”. Pensi che la procura FIGC abbia violato questo principio? C’è la possibilità che il collegio di garanzia del Coni accolga il ricorso della Juventus in base a questo principio?

In teoria la possibilità c’è ma bisogna leggere le motivazioni per capire meglio su che basi ha deciso la Corte d’Appello. Quindi è ancora prematuro esprimersi sul punto. Il principio del ne bis in idem è un caposaldo di tutti gli ordinamenti giuridici moderni, e vieta che un Tribunale si possa esprimere due volte sugli stessi fatti sui quali si è formato il giudicato. Ciò posto, va specificato che la revocazione di un provvedimento divenuto definitivo è possibile sia nell’ordinamento statale che in quello sportivo. Il Codice di Giustizia Sportiva lo prevede all’art. 63 e la lettera d) lo consente laddove sia “stato omesso l’esame di un fatto decisivo che non si è potuto conoscere nel precedente procedimento, oppure sono sopravvenuti, dopo che la decisione è divenuta inappellabile, fatti nuovi la cui conoscenza avrebbe comportato una diversa pronuncia”.

La Procura Federale ha chiaramente invocato la scoperta del nuovo materiale probatorio ricevuto dalla Procura della Repubblica di Torino. Lo stesso CGS, però, prevede che la revocazione debba essere chiesta entro trenta giorni dalla scoperta del fatto o dal rinvenimento dei documenti e dinanzi al Collegio di Garanzia si potrà disquisire solo su questo. Quindi sulla corretta applicazione della normativa e sul rispetto dei termini previsti dal CGS“.

Infine, volevo chiederti: ti aspetti che questa batosta cambierà qualcosa nel calcio italiano? Quali società ritieni essere a rischio? E quali invece pensi abbiano tutti i conti in ordine?

Non conosco le situazioni di tutti i club, ma sicuramente questa storia dovrebbe cambiare molte cose nel calcio italiano. A partire da regole più chiare sulle plusvalenze, così come indicato dalla Corte d’Appello, maquillage contabile che va ricondotto a prassi eccezionale (perché dipendente dal mercato, quindi incostante, oltre che legata al singolo esercizio di riferimento) e non a mezzo ricorrente con cui mantenere in piedi i bilanci dei club. Espungere le plusvalenze dai conti per potersi iscrivere al campionato non può essere sufficiente, per questo in alcuni casi (le transazioni incrociate, c.d. a specchio) servirebbe renderle oggettive secondo regole chiare, quelle indicate dalla Corte sportiva d’appello. Ma non solo. Anche gli altri indicatori finanziari (indice di liquidità, indebitamento e costo del lavoro allargato) attualmente non rappresentano una minaccia (o se vogliamo non persuadono alla sostenibilità) dato che non sanzionano adeguatamente quei club che non li rispettano. Servirebbero profonde riforme strutturali che favoriscano gestioni virtuose e non che tollerino gestioni fondate sul debito o sulle plusvalenze“.

Sul piano internazionale, è possibile che i bianconeri vengano puniti anche dalla UEFA o dalla FIFA?

È possibile che la UEFA, sulla scorta del materiale probatorio raccolto dalla procura ordinaria e da quella sportiva, possa aprire un procedimento nei confronti della Juventus per valutare se confermare o revocare il Settlement Agreement già pattuito e che si baserebbe ipoteticamente su numeri di bilancio non veritieri. Nel peggiore dei casi la Juventus rischierebbe una esclusione dalle coppe, da valutare se nella prossima stagione o nella 2024/25, dipenderà dai tempi della giustizia UEFA. Se la partecipazione alle coppe nella 2023/24 sarà esclusa dai Tribunali Sportivi italiani, la partecipazione alle coppe nella 2024/25 potrebbe essere esclusa dalla UEFA che, invece, se dovesse andarci leggera, potrebbe limitarsi a modificare il SA, applicandone uno più stringente con una multa più salata e obiettivi finanziari più rigidi“.

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ESCLUSIVA – Ordine: “Il Milan ha bisogno di un giocatore come Ibra, il mercato ha indebolito i rossoneri”

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Milan

ESCLUSIVA ORDINE – Intervenuto ai nostri microfoni in vista del match tra Milan e Sassuolo, Franco Ordine, noto giornalista sportivo di fede milanista, ha analizzato i problemi  e le cause che stanno mettendo in grave difficoltà i rossoneri in questo momento. Ecco l’intervista completa:

Secondo te dopo le prime partite di questo nuovo anno e gli scarsi risultati ottenuti, qual è la causa principale di questo Milan? 

“Il Milan in questo momento ha diversi fattori che stanno incidendo negativamente sulla squadra. Secondo me c’è stato un rallentamento di tipo psicologico rispetto alla cavalcata dell’anno scorso”.

Gli infortuni e il mercato estivo hanno messo in difficoltà la squadra di Pioli quest’anno, cos’è cambiato rispetto allo scudetto vinto un anno fa?

“Quest’anno sembra che ci sia un problema nella testa dei giocatori, perché se pensiamo ai calciatori che hanno vinto lo scudetto un anno fa sono praticamente gli stessi. Il mercato ha indirettamente indebolito la rosa del Milan e gli infortuni, come quello di Maignan, stanno mettendo in difficoltà i rossoneri”.

Un acquisto in questo mercato invernale potrebbe svoltare il momento del Milan?

“Secondo me ora al Milan servirebbe un giocatore alla Zlatan Ibrahimović. Non andrei a comprare un calciatore solamente per fare numero, ma aiuterebbe acquistare un giocatore di carisma per dare la giusta scossa; sicuramente non è con un acquisto ora che si risolvono i problemi dei rossoneri anche perché non esiste un calciatore che possa svoltare tutto”.

Secondo te qual è il problema di De Ketelaere?

“Lui ha un problema di tipo psicologico anche perché al momento non ha ancora mostrato la giusta personalità e soprattutto si è fatto schiacciare dalle enormi aspettative dopo il grande investimento fatto quest’estate. Il problema vero secondo me è che in questo momento il Milan avrebbe bisogno in quella posizione di un giocatore più come Kessié rispetto al belga”.

 

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Calciomercato

ESCLUSIVA – Cavasinni: “Nell’Inter nessuno incedibile. Stadio nuovo scelta migliore”

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PRONOSTICO INTER-EMPOLI

ESCLUSIVA CAVASINNI –  La nostra redazione di Numero Diez ha intervistato in esclusiva Alessandro Cavasinni, noto opinionista e giornalista sportivo di FCINTERNEWS, nonché tifoso interista.

Con Alessandro abbiamo toccati molti argomenti diversi del mondo nerazzurro, di seguito l’intervista completa.

Secondo te dopo le ultime uscite, l’Inter e il Milan hanno gli stessi problemi?

“Se guardiamo al 2023, l’unica partita giocata male dall’Inter è stata proprio quella di San Siro contro l’Empoli, in cui già prima dell’espulsione di Skriniar la squadra faceva molto fatica anche a causa delle scelte di Inzaghi. Gli episodi hanno girato male e il gol preso in ripartenza è stata la fotografia perfetta della partita dei nerazzurri e restano tanti demeriti. Il Milan invece è uscito dalla Coppa Italia, ha perso male la finale di Supercoppa contro l’Inter e ha rimediato un 4 a 0 contro la squadra di Sarri, problemi evidenti che si sono già visti nella prima partita dell’anno contro la Salernitana”.

Skriniar aveva già dei contatti quest’estate per un eventuale trasferimento?

“Assolutamente si. La società però non ha messo Milan sul mercato, ma è tutta la squadra che è in vendita come tante del nostro campionato perché anche quando arriva un’offerta da una squadra di media classifica di Premier League qualsiasi giocatore, se convinto dalla destinazione e dall’offerta, può partire. Nell’Inter al momento nessuno è incedibile e quest’estate la dirigenza aveva un piano chiaro: fuori lo slovacco e dentro Bremer con Milenkovic”.

L’Inter ha altri giocatori in scadenza nel 2024 come Calhanoglu, come si sta muovendo la società in questo senso?

“I discorsi per i rinnovi di tanti calciatori sono già partiti, non oserei mettere la mano sul fuoco sulla questione di De Vrij: anche perché i nerazzurri stanno monitorando Smalling a zero per l’anno prossimo poiché il calciatore inglese non ha ancora l’accordo definitivo con la Roma”.

La questione stadio è al centro di numerosi dibattiti ormai da tempo, secondo te qual è la scelta giusta?

“Se ragioniamo sulla storia di Milano, San Siro dovrebbe rimanere la casa di Inter e Milan, ma economicamente parlando non ci sono i presupposti giusti né per abbatterlo né per modernizzare l’impianto per via degli elevati costi.  A malincuore, uno stadio nuovo e di proprietà sarebbe la scelta migliore per tornare a competere nel calcio che conta, a prescindere dalla volontà delle due società”.

Con le due avversarie romane che stanno ingranando, l’Inter ora deve stare attenta anche al posto Champions?

“Non è da oggi che i nerazzurri rischiano il posto in Champions League, anche perché la squadra non era partita benissimo ad agosto. Sarà una bella lotta fino in fondo perché ci sono almeno quattro squadre per tre posti disponibili con particolare attenzione al ritorno dell’Atalanta di Gasperini.”

Lukaku quest’anno sta facendo parecchia fatica, secondo te è un problema tattico oppure deve solo trovare la giusta condizione?

“Secondo me il suo è solo problema fisico, Romelu è un calciatore che ha bisogno di cercare la giusta continuità. L’unica ricetta possibile è quella di farlo giocare più tempo possibile, anche se all’inizio non sarà di aiuto alla squadra ma l’Inter ha bisogno di ritrovare il vero Lukaku.”

Onana ha spodestato Handanovic nelle gerarchie di Inzaghi, secondo te è lui il portiere del presente e del futuro dei nerazzurri?

“Al momento Onana è sicuramente un upgrade rispetto all’ultimo Handanovic. Non penso però possa diventare una bandiera anche perché oggi è difficile trattenere dei giocatori che non vedono più il nostro campionato come un punto di arrivo delle loro carriere, ma solamente come un momento di transizione.”

Parlando più in generale, secondo te il nostro calcio può tornare ai livelli degli anni ’90?

” Io penso che per tornare a vedere la Serie A prospera bisognerebbe azzerare  i vertici del calcio e avere delle regole più rigide sia per le società che per i procuratori dei calciatori. Ovviamente se si vuole puntare a una Serie A di livello bisogna investire nel modo giusto come strutture all’avanguardia in tutto il paese”.

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ESCLUSIVA – Alla scoperta del futsal con Vincenzo Caponigro, nazionale italiano

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Da una piccola palestra di Montevideo fino ai grandi palcoscenici di Buenos Aires e Amsterdam, il futsal si è evoluto in maniera esponenziale dal 1930 ad oggi.

La nascita del futsal

Fu di Juan Carlos Ceriani, giovane professore di educazione fisica, l’idea di concepire uno sport che ricordasse il calcio, popolarissimo al tempo grazie ai successi dell’Uruguay, e che potesse essere praticato sia all’aperto che in strutture protette, sfruttando i diffusi campi di basket. Alle regole basilari del calcio, Ceriani aggiunse molti elementi della pallamano, pallanuoto e pallacanestro.

Cinque giocatori, 40 minuti di partita e altri piccoli aggiustamenti. Tutto il resto è storia.

L’INTERVISTA INTEGRALE

La nostra redazione ha avuto il grande piacere di intervistare uno dei protagonisti della scena calcettistica italiana: Vincenzo Caponigro. Orgoglio di Campagna, comune del salernitano, e laterale dei vicecampioni d’Italia della Feldi Eboli e della Nazionale, il prodotto delle giovanili delle “foxes” aiuterà ad immergerci in questo nuovo contesto.

Nel 2014 il tesseramento nelle giovanili della Feldi Eboli. Da lì, l’inizio vero e proprio del tuo percorso nel mondo del futsal. Come mai hai scelto questo sport?

La mia avventura è iniziata nell’estate del 2014, dopo una partita amichevole disputata in un mercoledì sera d’estate contro il mio attuale presidente. Dopo quella partita, lui mi chiese se volessi giocare a futsal. Io, avendo appena terminato la scuola calcio, decisi di fare un tentativo verso questo nuovo sport. Agli inizi fui un po’ titubante, poiché non conoscevo questa disciplina. Ma col tempo mi sono appassionato. Da quel momento in poi, sono arrivato a raggiungere la Serie A con la Feldi Eboli, squadra con la quale ho disputato la Champions League, una finale di Coppa Italia, una finale di Supercoppa, una finale scudetto, vinto un campionato di Serie C, conquistato e vinto i play-off di A2 che ci hanno permesso di salire in Serie A. Ci siamo tolti e ci stiamo togliendo molte soddisfazioni“.

La tattica gioca un ruolo determinante nell’economia di un match. Quali sono gli aspetti essenziali della fase difensiva e offensiva?

La tattica è fondamentale. La fase difensiva è importantissima perché il difendere bene, forte, ad alta intensità ti permette di sviluppare molti contrattacchi, di vincere seconde palle. La fase offensiva viene a sua volta: creare il maggior numero di occasioni da gol e finalizzarle. Io, da laterale, ho il compito di agire da collante tra centrale e pivot. Bisogna essere rapidi, veloci e giocare d’intensità per poter fare la doppia fase. Inoltre, essere bravi nell’1 vs 1 risulta fondamentale per creare superiorità numerica intorno ai 10-15 metri dalla porta avversaria“.

In Brasile, in Portogallo e in Spagna, il futsal è considerato uno degli sport più seguiti. In Italia, in uno scenario nazionale che vede dominare il calcio come disciplina, invece, sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. A cosa è dovuto questo aumento di popolarità?

In Italia sta iniziando a prendere sempre più piede grazie alle tante società che investono in questo sport, ai media, alla comunicazione, alle televisioni. Con l’ingresso di Sky e delle varie piattaforme, il numero di appassionati, di praticanti è andato a incrementarsi. Anche le scuole calcio e i settori giovanili stanno iniziando ad investire nel calcio a 5 e questo risulta fondamentale per la crescita dei giocatori“.

Perché un/a ragazzo/a dovrebbe preferire il calcio a 5 rispetto al calcio a 11?

Può preferirlo perché si tratta di uno sport più veloce, rapido, dove bisogna avere anche velocità di pensiero. Non esistono pause come nel calcio tradizionale dove un calciatore può permettersi di non toccare palla per diversi minuti. Si creano tante occasioni in una partita, si verificano tante situazioni che nel calcio a 11 molto spesso non si verificano. Ed è preferito anche dalle mamme perché, giocando al coperto, i bambini difficilmente prendono mal di gola e raffreddore (ironizza, ndr)“.

Da diversi anni competi nella massima serie del campionato italiano. Quali sono i segreti per arrivare così in alto?

Gioco in Serie A da sei anni. Il segreto per competere a questi livelli credo sia il lavoro quotidiano, l’abnegazione al lavoro, l’intensità e l’impegno durante gli allenamenti, il migliorarsi. È importante ascoltare i consigli e gli aiuti di allenatori e giocatori più esperti. Mentre, fuori dal campo, ricopre un ruolo fondamentale l’alimentazione, così come il riposo. Cercare di seguire uno stile di vita regolare. Sono sacrifici che portano a migliorarti giorno per giorno fino a competere ad alti livelli“.

Convocazione in Nazionale per Euro 2022 ed esordio nella gara contro il Montenegro. Qual è stata la tua reazione e cosa vuol dire rappresentare l’Italia per te?

La mia prima convocazione con la nazionale italiana è stata per le qualificazioni agli Europei, il 13 aprile 2021. L’esordio a Prato, contro il Montenegro, è stata un’emozione unica. Qualcosa di indescrivibile poter rappresentare il tuo Paese, rappresentare un movimento, i ragazzi che praticano e amano questo sport. Penso che per un giocatore la maglia della Nazionale sia il riconoscimento più bello. Cercherò di lavorare sempre al massimo per poter continuare a rappresentarla“.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri tra club e Nazionale?

Il mio obiettivo col club è quello di vincere qualche titolo. Dopo le varie finali perse tra scudetto, Coppa Italia e Supercoppa, siamo lì e vogliamo provare a fare quel passo in più che ci porti a raggiungerlo. Soprattutto lo scudetto, così da poterci garantire anche la qualificazione alla prossima Champions League. Con la Nazionale, invece, mi auguro di poter rappresentare l’Italia nei grandi palcoscenici internazionali. Spero di poter giocare le qualificazioni ai Mondiali, disputando magari un Mondiale, quello del 2024, dopo aver preso parte all’Europeo del 2022 in Olanda“.

 

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram di Vincenzo Caponigro

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Calciomercato

ESCLUSIVA – Prosegue la trattativa tra SPAL e Nainggolan: chiusura distante

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Nainggolan

In queste ore è scoppiato il caos mediatico in merito ad un eventuale trasferimento di Radja Nainggolan alla corte della SPAL.

Il centrocampista belga, all’Anversa dall’agosto 2021, è stato messo fuori rosa dalla dirigenza a causa di alcuni comportamenti ritenuti poco professionali. Adesso, il classe ’88 è alla ricerca di un nuova avventura e non è escluso un ritorno in Italia.

Dopo le esperienze vissute con le maglie di Piacenza, Cagliari, Roma e Inter, Nainggolan potrebbe approdare in Serie B, stavolta alla SPAL.

In base a quanto raccolto dalla nostra redazione, prosegue la trattativa tra il club estense e Nainggolan in relazione ad un passaggio del belga tra le fila della squadra allenata da Daniele De Rossi.

Nonostante i contatti fitti tra le parti, la chiusura dell’affare non è ancora vicina.

 

 

 

 

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