Connect with us
ESCLUSIVA - Lo scambio Icardi-Dybala

ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Lo scambio Icardi-Dybala

Pubblicato

:

L’addio di Icardi all’Inter è ormai cosa certa e la destinazione sempre più probabile pare essere quella di Torino, dove il giocatore andrebbe volentieri per vestire la maglia della Juventus. Carlo Pellegatti, Christian Recalcati e Nicolò Schira hanno lavorato su questa notizia per Numero Diez, portando alla luce importanti retroscena che svelano l’esito positivo che questo trasferimento potrebbe prendere e valutano come possibile risvolto last minute lo scambio con Paulo Dybala.

Secondo le fonti a cui ha potuto attingere Carlo Pellegatti, Icardi a fine mercato andrà alla Juventus e l’incontro tra Wanda Nara e Paratici ad Ibiza è il primo indizio:

L’incontro presunto avvenuto ieri ad Ibiza tra Wanda Nara e Fabio Paratici, sono convinto che si sia svolto. Non ci sono conferme ma pare che l’Inter non abbia gradito queste voci, in ogni caso la mia sensazione è che alla fine Icardi andrà alla Juventus. Difficile, quasi impossibile l’ipotesi che l’argentino lasci l’Italia, anche perchè Pier Silvio Berlusconi, patron Mediaset, ha ventilato l’ipotesi abbastanza concreta che l’azienda rinnovi il contratto a Wanda Nara per il popolare programma “Tiki Taka”, questo è un piccolo indizio che porta a pensare a una permanenza nel nostro paese del suo assistito. Dunque le possibilità sono solo due: la permanenza a Milano pare sempre più difficile vista la rigidità con cui Conte si sta ponendo nei confronti della famiglia Icardi e della sua ferma volontà di cedere l’argentino; resta di fatto solo la possibilità Juventus, da sempre una mia sensazione perchè Marotta è entusiasta di un possibile scambio con Dybala ma bisogna vedere se si concilia il discorso economico, quanto Inter e Juventus valutano i due giocatori. In ogni caso però, questa trattativa frutterebbe ad entrambi i club due grandiose plusvalenze e dunque l’ipotesi scambio rimane per questo viva. L’alternativa più particolare, invece, è che la Juventus lasci decantare la trattativa per aggredirla sul finale del mercato, quando ormai l’Inter non avrebbe più tempo per cedere Icardi e rischierebbe di trovarsi in casa un giocatore fuori dal progetto e che perderebbe ulteriore valore. A quel punto i bianconeri potrebbero fare la propria offerta, lasciando la patata bollente in mano ai dirigenti dell’Inter. Alla fine io penso, anche per questioni logistiche della famiglia, che Icardi si trasferirà a Torino per giocare nella Juventus.”

A sposare la linea Icardi-Juve anche Nicolò Schira:

” Come avevamo anticipato Martedì proprio qui su Numero Diez, tra Paratici e Wanda Nara è stato trovato un accordo quinquennale a 8 milioni l’anno. Chiaramente ora la Juventus tenterà di prendere per la gola l’Inter che non ha alternative: è vero che i nerazzurri potrebbero contare sull’interesse del Napoli ma ad oggi il club partenopeo, nella testa dell’argentino, è solo una seconda scelta. La Juve proverà prima a sistemare Higuain e Mandzukic, il primo alla Roma e il secondo al Borussia Dortmund, per poi andare all’attacco di Icardi. È vero che l‘Inter ad oggi è predisposta a questo trasferimento solo in caso di scambio con Dybala ma sul giocatore c’è il veto di Sarri. Questo però non dovrebbe rivelarsi un ostacolo insormontabile perché Icardi e la Juve sono promessi sposi da mesi, il contatto di Ibiza sarebbe solo l’ultimo dei numerosi avvenuti nelle precedenti settimane. Dunque Icardi è sempre più diretto verso la Torino bianconera.”

Sulla notizia ha dato il suo parere anche la celebre voce nerazzurra di Christian Recalcati:

Sono perfettamente d’accordo con Pellegatti. L’Inter ha provato a inserire Icardi nella trattativa con il Manchester United per arrivare a Lukaku ma questa pista è ormai definitivamente svanita. Dunque la destinazione più facile per il giocatore, e secondo me c’è già accordo tra le parti, è quella della Juventus. Icardi vestirà quindi la maglia bianconera, Sarri lo aspetterebbe a braccia aperte perché lo adora e già lo voleva a Napoli. Per quanto riguarda il veto su Dybala invece, credo che le sue siano frasi di circostanza e se dovesse perderlo non farebbe drammi. L’ex tecnico del Napoli vuole a tutti i costi Icardi e lo avrà, lo scambio tra i due argentini ci sarà soltanto last minute nel caso in cui i due giocatori a fine agosto fossero ancora nelle rispettive società ma sul trasferimento di Icardi a Torino non ho dubbi.”

Le tre voci importanti del giornalismo italiano dunque, non hanno dubbi: Icardi si trasferirà in bianconero e nonostante l’incertezza su quali possano essere le modalità con cui sbloccare la trattativa, anche l’ipotesi di uno scambio con Dybala non è tramontata e agosto, in questo senso, si potrebbe rivelare il mese decisivo.

(Fonte immagine copertina: account Instagram Icardi)

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Condò si racconta tra viaggi, social e carriera

Pubblicato

:

Condò carriera

Paolo Condò ha parlato ai microfoni di Numero Diez, all’interno del format Behind The Mask, e ha raccontato la sua vita, la sua carriera e diversi aneddoti riguardanti le sue esperienze passate. In particolare, il giurato italiano che ha il compito di votare al Pallone d’Oro, ha toccato in una lunga chiacchierata diversi temi: personali ma non solo. Queste le sue parole.

GIOVENTÙ A TRIESTE

“Trieste è un porto, luoghi dove solitamente avvengono scambi non solo commerciali. Nei porti solitamente c’è gente che arriva da lunghe navigazioni e quindi ha piacere di trovarsi sulla terraferma e poter scambiare le proprie culture. Questo mi ha aiutato, anche perché ho sempre avuto una mentalità aperta, per merito della mia famiglia, che poi in una città come Trieste si riflette nelle scuole, nelle amicizie, nelle prime esperienze lavorative. Questo fa sì che io mi senta un po’ a casa dappertutto. Non ci ho messo mai tanto a trovare punti di riferimento e di appoggio in ogni luogo che ho visitato per questo”.

GLI INIZI DA GIORNALISTA

“Sento di aver raccontato tante esperienze nella mia carriera. Se fossi ancora attivo sui social, cosa che non sono più per scelta, cambierei la mia frase di profilo con ‘Ho realizzato tutti i miei sogni, ma adesso ne ho di nuovi‘. Per me sognare porta a sognare, non c’è solo il detto ‘Vincere aiuta a vincere’. Quando tu sogni di superare una collina per vedere quello che c’è dall’altra parte e ti soffermi a guardare l’orizzonte, ti rendi conto che c’è un’altra collina e quindi ti viene la curiosità di vedere cosa c’è. Questo è un processo che può andare avanti all’infinito: professionalmente ho avuto due vite, ne sogno almeno una terza“.

LE FIGURE DI RIFERIMENTO

“L’influenza familiare e la figura di mio padre sono state molto importanti. La prima botta di fortuna è avere una famiglia che supporti le tue speranze e aspirazioni. Poi lavorando a “Il Piccolo” di Trieste, dove ho avuto la mia prima esperienza lavorativa, lì ho avuto la fortuna di trovarmi in un momento di passaggio, che sono molto preziosi. In questi periodi ci sono dinamiche che non si sono realizzate in anni, ma che cambiano dal pomeriggio al mattino dopo. In quella fase mi sono trovato dei maestri abbastanza insperati: dei giornalisti triestini che avevano avuto esperienze a livello nazionale e che, trovando un gruppo di giovani che vogliono spaccare il mondo, hanno qualcosa da insegnare.

Arrivando a Milano, come non ricordare Candido Cannavò: per me è stato decisivo perché la sua bravura giornalistica e l’umanità, che per me in una persona deve essere sempre la prima cosa, sono caratteristiche che mi hanno fatto piangere molto il giorno del suo funerale“.

I VIAGGI

Quelli più avventurosi sono sicuramente quelli in Sudamerica. Anche una Coppa d’Africa in Sudafrica me la tengo stretta comunque. La seconda volta che sono stato con il Milan, a Tokyo per l’Intercontinentale, ma anche la prima quando seguii la squadra nel volo. Nel 1990 feci il giro del mondo, perché andai a fare i servizi sulle avversarie. Rimasi una settimana in Paraguay per studiare l’Olimpia Asunción e da lì presi un volo per il Giappone: fu l’unica volta che feci il giro del mondo”.

SOCIAL

Le informazioni sui social si fanno sempre di meno adesso, non sempre di più. Io parlo soltanto di Twitter, dato che è l’unico che ho frequentato e anche con un certo successo dati i followers (220k, ndr). La deriva che ha preso negli ultimi anni ti portava, non solo per gli insulti – anche perché sono sempre stato trattato bene – a chiederti: ma perché devo stare qui a farmi massacrare? E comunque credo che i social ti mettano di malumore, perché sono frequentati soprattutto da persone incazzate, che protestano – magari anche con ragione. Una volta i social trasmettevano molta bellezza, potevi incontrare molte persone interessanti.

Da quando l’ha preso Elon Musk credo che gli argomenti siano fatti scientificamente per creare questo clima di insoddisfazione e rabbia. Io invece lavoro bene quando sono di buonumore, mentre Twitter è un covo di malanimo e di rabbia e quindi non è più un posto per me. L’algoritmo mi manda della gente orrenda. Poi ti confesso che, vivendo in un periodo triste e pericoloso, trovare nella stessa pagina notizie di morti a Gaza, sotto una foto di Monica Bellucci, poi sotto Putin che uccide Navalny e ancora ‘Basta con questo Pioli, mandiamolo via’, stanca. Non c’è più una gerarchia di capire quali sono le cose gravi e quelle fatte per divertirsi. I miei figli sono comunque liberi di frequentare i social, ma faccio sempre presente loro che c’è una gerarchia nelle notizie. Poi, i tanti vituperati mezzi di informazione, dai giornali alle televisioni, hanno ancora l’ambizione di mettere in gerarchia le notizie”.

LA PASSIONE PER TUTTI GLI SPORT

“Adesso è tornato prepotente il tennis. Il ciclismo è un amore sconsiderato. Ho fatto due Olimpiadi dal vivo: Barcellona 1992 e Pechino 2008 e conservo ancora le due cerimonie d’apertura come momenti pazzeschi, perché ti senti al centro del mondo. Per me il sogno lo raggiungi con i Mondiali, anche se le Olimpiadi sono meravigliose. Il 90% di coloro che vanno in gara sono lì per partecipare. La mistica del villaggio olimpico è meravigliosa perché c’è la gioventù più bella del mondo, non a caso i distributori di preservativi vanno esauriti in qualche minuto, ma quelli che vogliono vincere vanno in albergo. Invece al Mondiale di calcio c’è più competizione: quando inizia la fase a eliminazione diretta – io ne ho fatti diversi – vai allo stadio con la valigia già fatta, perché se la squadra perde vai a casa. A me il ‘Vinci o muori’ piace tantissimo.

Io lo vedo come un duello rusticano questa cosa del dover sopravvivere e andare avanti. Un ricordo fantastico dell’Italia che ho mi riporta al ’94, quando perse in finale, ma sembrava sempre sul punto di dover tornare a casa. Invece aveva una fibra tale da riuscire ad andare avanti, che era Baggio ma non solo. La partita in cui Baggio viene sostituito con Pagliuca espulso e sei sullo 0-0 dopo aver perso la prima… lì pensi ‘È finita’. E invece riesci a vincere in 10 contro 11. Quelli sono ricordi epici. Oppure quando Baggio contro la Nigeria pareggia all’ultimo minuto e dice ‘Eravamo tutti in pista e vi ho tirato giù tutti dall’aereo’. È così davvero“.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

ESCLUSIVA – Condò: “Totti mi ha cambiato la vita”

Pubblicato

:

Condò Totti

CONDÒ TOTTI – Paolo Condò ha parlato ai microfoni di Numero Diez, all’interno del format Behind The Mask, e ha raccontato la sua vita, la sua carriera e diversi aneddoti riguardanti le sue esperienze passate. In particolare si è soffermato sulle due esperienze che gli hanno cambiato l’esistenza: il fatto di essere l’unico giurato italiano a poter votare per il Pallone d’Oro e la stesura della biografia di Francesco Totti.

ESCLUSIVA CONDÒ – IL PALLONE D’ORO

Io voto dal 2010 e in quegli anni ero il giornalista italiano con il maggior profilo internazionale, perché con la Gazzetta dello Sport viaggiavo moltissimo ed ero informato sul calcio in tutto il mondo, soprattutto in Sudamerica. Quando France Football ebbe bisogno di un giornalista italiano, dato che il mio predecessore Roberto Beccantini era andato in pensione e ha rimesso il suo mandato, cosa che farò anche io, fui indicato io dai giornalisti di France Football. Questo perché ero presente a tutte le competizioni in Europa, ma anche a quelle internazionali e fuori dal continente come le qualificazioni del Mondiale in Sudamerica o la Coppa d’Africa”.

I criteri per votare al Pallone d’Oro esistono e sono anche cambiati di recente. Io l’ho sempre inteso come una sorta di premio Oscar. Se ogni anno dovessi votare il miglior attore, avrei votato Robert De Niro per gli ultimi trent’anni. Non sempre Robert De Niro aveva un film candidato all’Oscar e anche a me piace la varietà. Gli stessi Messi e Ronaldo li ho votati, ma non sempre, perché in alcune situazioni ho riconosciuto che altri calciatori, pur non essendo forti in valore assoluto come quei due, avevano segnato quella stagione con una grande vittoria.

Per me è importante che il candidato al Pallone d’Oro leghi una grande vittoria, anche se non è una legge totalizzante. Quindi ci sono stagioni in cui Messi e Ronaldo non hanno vinto la Champions League e nelle quali ho votato Ribery (2013) oppure Gareth Bale nel 2016. Lì fece una grande Champions League e, nonostante il Portogallo vinse l’Europeo, il Galles arrivo in semifinale. Il Portogallo era pieno di grandi giocatori, mentre nel Galles c’erano Bale e Ramsey”.

Nel 2020 avrei votato Lewandowski. Mentre per questa stagione voterei Bellingham al momento, perché è una rivelazione e un giocatore che segnerà una generazione. Dopo arrivano Mbappé, Haaland, ma li stiamo aspettando. Haaland ha il vulnus che non parteciperà all’Europeo: Inghilterra e Francia invece sono candidate forti alla vittoria finale. Vediamo cosa succede anche in Champions, perché un Vinicius potrebbe essere una chiave, perché c’è anche la Copa America”.

ESCLUSIVA CONDÒ – IL RAPPORTO CON TOTTI

Totti mi ha cambiato la vita, perché il libro ha avuto un successo straordinario ed è stato molto positivo anche per le casse familiari. Questo non va mai nascosto, perché a volte sembra che guadagnare dei soldi sia una cosa di cui vergognarsi. Se vengono guadagnati onestamente, con un lavoro fatto bene, sono una cosa più che positiva. Ha accettato, pur non conoscendomi moltissimo, di lavorare con me. La sua figura mi ha sempre appassionato ed ero un grande amante del suo modo di giocare. Aveva una storia molto italiana e mi ha sempre stimolato l’idea di poterla raccontare. Ricordo quando sono stato a casa sua per esporgli il mio progetto e lui ci ha messo molto poco a dirmi sì”

“Non mi sarei mai immaginato quello che sarebbe successo. Lavoravamo una settimana al mese, dal lunedì al giovedì, e ci trovavamo al mattino o al pomeriggio. Poi Francesco ha sempre avuto moltissime cose da fare: viaggi, lavoro e poi ogni volta che qualcuno gli proponeva di giocare una partita era subito pronto a dire di sì. Continuava ad avere una voglia di giocare a pallone clamorosa. Una volta che però sta seduto con te è molto generoso e si divaga tantissimo: alla fine il libro è un’intervista di 70/80 ore“.

“Quando abbiamo finito il libro, è stato molto divertente perché con Rizzoli ci siamo detti: ‘Occorre qualcosa di speciale per la presentazione‘. Io ho detto: ‘Ma se provassimo con il Colosseo?‘. Rizzoli andò ad indagare sulla possibilità e il Colosseo aveva appena rifiutato circa 3 milioni di dollari da Rihanna che voleva fare il suo video del nuovo disco dentro il Colosseo. L’aveva aperto in un anno, oltre alle visite, solo a un evento con Russell Crowe, perché in generale non lo danno a nessuno. Quelli di Rizzoli mi dissero: ‘Non ce lo daranno mai’. E io risposi di far muovere Francesco (ride, ndr). Lo diedero immediatamente. Costo dell’affitto del Colosseo fu il restauro di 12 statue al Giannicolo, circa 20/30mila euro. E ci diedero per la presentazione del libro il Colosseo”.

“Trovarmi lì una sera con più di 300 persone, il massimo possibile, fu straordinario. Io ricevetti 40 inviti: per me non fu un problema, perché invitai amici e familiari, ma so che divenne motivo di grande pressione perché diventò un evento per cui o ci sei o non conti niente. Quindi si scatenò la caccia all’invito, che raggiunse livelli politici… una cosa fantastica”.

Continua a leggere

ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Gaetano D’Agostino: “Nessuno come Folorunsho in A, De Rossi scelta intelligente”

Pubblicato

:

Folorunsho

ESCLUIVA D’AGOSTINO – Gaetano D’Agostino ha giocato molti anni in Serie A, vestendo le maglie di Roma, Messina, Udinese, Fiorentina, Siena e Pescara, e in Serie B, con il Bari nei primi anni di carriera. Ora ha intrapreso la strada da allenatore ed è intervenuto ai nostri microfoni per parlare di Michael Folorunsho, giocatore dell’Hellas Verona che ha avuto al Virtus Francavilla, in Serie C, nella stagione 2017-2018. L’ex centrocampista ha fatto anche il punto sul percorso di alcune delle sue ex squadre. Di seguito le sue parole.

Lei è stato il primo allenatore di Michael Folorunsho tra i professionisti. Cosa si ricorda di lui? Che giocatore è?

“Ho tanti ricordi perché incontrai il suo procuratore a Roma convincendolo a portarlo da me. Alla Lazio, Simone Inzaghi non lo voleva perché Folorunsho aveva un caratterino: era difficile da gestire. Più dicevano così, più volevo accettare la sfida, dunque lo portai a Francavilla. Lo misi anche fuori rosa, perché non riuscivo a domarlo inizialmente. Un giorno lo chiamai personalmente e feci un patto con lui. Questo patto portò poi alla sua completa evoluzione caratteriale e anche come giocatore. Mi convinse che non avrebbe più fatto cavolate e messo a repentaglio l’equilibrio dello spogliatoio. Dopo quella promessa non ha più avuto un comportamento scorretto e inadeguato. Si concentrò molto su sé stesso e c’è stata una continua evoluzione. Ci siamo tolti delle belle soddisfazioni”.

“A livello tecnico? Quando lo presi io, si notava già lo stra-potere fisico, doveva però un po’ domarlo: metteva sempre la forza nel passaggio, nel cambio di gioco e nel tiro, senza curare il dettaglio e il gesto tecnico che aveva. Aveva talmente tanta irruenza nel farlo, che spesso sbagliava. È andato ad aggiustare il tiro e ad essere sempre più elegante palla al piede e a stare più tranquillo. Ha le qualità da mezz’ala e io gli dicevo sempre che quando partiva palla al piede sembrava Mark Lenders di Holly&Benji, è devastante come lui. In Lega Pro infatti fece un altro anno e poi fece il salto di categoria”.

Nelle scorse stagioni in Serie C e in Serie B ha fatto molto bene, quest’anno si sta mettendo in luce in Serie A. Dove può arrivare Folorunsho?

“Credo che non deve porsi limiti, perché quel prototipo di giocatore in Serie A non c’è. Lui abbina fisicità, una grande forza senza palla nell’attaccare gli spazi e qualità. Inoltre ha un tiro micidiale, infatti ha realizzato un grandissimo gol con la Juventus, secondo me il più bello visto fino ad ora in campionato. Il Verona può essere un piccolo bivio tra giocare in Serie A da giocatore normale e ambire a diventare un grande giocatore, e questo lui lo può fare. Ha margini di crescita importanti”.

Come valuta l’avvio sulla panchina della Roma e la proposta di calcio di Daniele De Rossi? Dove possono arrivare i giallorossi in Serie A e in Europa?

“Secondo me è stato un cambio inaspettato quello di Mourinho e altrettanto inaspettata è stata la chiamata di De Rossi. Si sta però verificando una scelta, anche involontariamente, intelligente. Daniele è un ragazzo molto intelligente e con grande carisma, che sta portando anche da allenatore. Ha principi importanti, anche etici. Mi sta piacendo la proposta di gioco e tratta tutti alla stessa maniera nello spogliatoio. Se la Roma dovesse raggiungere il quarto posto o quantomeno migliorare la classifica rispetto a quando l’ha presa, al nono posto, credo che Daniele potrà rimanere anche l’anno prossimo”.

“In Europa? Giovedì sarà una partita molto impegnativa con il Feyenoord, si riparte da una situazione di pareggio e la Roma, che gioca in casa, deve vincere. Vincendo si potrebbero aprire scenari importanti. È una squadra che in Europa ha sempre dimostrato di fare bene. La proposta di gioco di De Rossi è molto europea: propositiva e non fa partite di attesa. Daniele ha una proposta sempre offensiva, con anche un buon equilibrio. Credo che possa far bene, e glielo auguro. In Europa la Roma può giocarsela con tutti”.

La Fiorentina sta vivendo una stagione di alti e bassi. Un posto in Champions League è ancora possibile? La squadra di Italiano può tornare in finale di Conference League?

“La Conference League è il torneo più facile rimasto ai viola e la Fiorentina ci può arrivare. Onestamente non la capisco molto bene come squadra, fino a 5 giornate fa era lì che lottava per il quarto posto e poi ha il rovescio della medaglia in negativo e va in confusione. Non capisco quale è la realtà della Fiorentina. Vive molto dell’umore dell’allenatore. Non c’è un equilibrio di risultati e prestazioni e questo disequilibrio ti porta a non avere quella costanza per ottenere punti importanti e rimanere lì in lotta. Questo ti destabilizza nel giudizio perché non capisci il potenziale”.

Quest’anno l’Udinese sta facendo più fatica e la zona retrocessione è a soli 3 punti. Come si spiega le difficoltà bianconere? La squadra di Cioffi può raggiungere la salvezza con un po’ di anticipo o sarà in lotta fino alla fine?

“Sono 7 o 8 anni che soffre e che è lì. A questa squadra manca un’ossatura italiana, che ti dà un senso di appartenenza. Vedo giocatori forti fisicamente e qualcuno carino, ma non grandi giocatori. Allora devi avere un grande spogliatoio. A Udine si è superata quella linea sottile che ti fa giocare sia per ottenere risultati con la squadra sia per ambire poi singolarmente in un grande club. Quella per ottenere risultati passa secondo me in secondo piano: vedo giocatori che vogliono apparire e mettersi in mostra per andare in una grande squadra, senza però che si passa anche dai risultati di squadra”.

“Quando c’eravamo noi avevamo quell’ossatura dove cercavamo di mantenere l’equilibrio nel momento dell’esaltazione o in alcune situazioni più difficili. L’Udinese vive anche la partita a tratti: ci sono momenti in cui attacca, altri in cui sbaglia molto, vedo una squadra che lavora bene in fase difensiva, ma poi si allunga e subisce contropiedi. Io non credo che l’Udinese si salverà con 3-4 giornate di anticipo, non mi sta dando quell’impressione”.

Dopo aver sfiorato la Serie A, il Bari non sta riuscendo a ripetere il cammino dello scorso anno. I biancorossi si sono presentati al cancelletto di partenza con diversi cambiamenti in rosa e durante la stagione hanno cambiato allenatore 3 volte. Iachini può essere l’uomo giusto per risollevare le sorti dei Galletti? I playoff sono un obiettivo concreto?

“La squadra del Bari è molto buona. Puntavo molto su Marino, sia per una questione affettiva sia perché ha sempre fatto un calcio propositivo, ma è andato calando dopo l’esperienza a Udine. Iachini è il lottatore e l’allenatore grintoso che lavora bene anche tatticamente. Al Bari serviva un sergente che portasse disciplina, concentrazione e umiltà e Iachini lo sta dimostrando, vincendo le sue prime due partite. Se prende consapevolezza dei suoi mezzi e si fa pilotare dal proprio tecnico, credo che il Bari può essere una mina vagante”.

Continua a leggere

ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – La trattativa Lotito-Barletta è ancora in stato embrionale, ma il presidente è convinto

Pubblicato

:

Claudio Lotito allenatore della Lazio

Direttamente dalla nostra redazione, in esclusiva, arrivano novità sul fronte Lotito-Barletta. Difatti sembra che ci sia stato un primo approccio del presidente della Lazio per acquistare la società pugliese: tuttavia i discorsi non sono avanzati, ma ancora sono ai primi albori. Il primo scoglio sono le carte e i conti della società, che appaiono in una situazione sostenibile.

Il presidente, però, è convinto di poter fare bene a Barletta e che il tutto potrebbe essere interessante anche come piazza. Inoltre, l’eventuale acquisto non sarà chiuso settimana prossima ma ci vorrà un po’ di tempo perchè la trattativa deve rientrare negli interessi suoi e della società.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969