Domenica la vittoria contro lo Spezia ha riportato un po’ di buon umore in casa Juventus. Domani il terzo turno dei gironi di Champions contro gli ungheresi del Ferencvaros sarà importante per rilanciarsi anche in Europa. Sono giorni importanti per la Vecchia Signora che, dopo un avvio complicato, sta provando a rimettersi in pista sotto le indicazioni di Andrea Pirlo e con un ritrovato Cristiano Ronaldo. Proprio delle prime battute di questa stagione abbiamo parlato con Gianni Balzarini, celebre volto di Sport Mediaset, che da anni documenta le dinamiche dell’ambiente bianconero.

DA SARRI A PIRLO

Per cominciare ci siamo soffermati sull’esperienza di Maurizio Sarri a Torino e sul cambio in panchina con Pirlo. I risultati altalenanti del tecnico bresciano hanno infatti scatenato diverse critiche e in molti hanno anche avanzato paragoni con l’ex allenatore del Napoli.

L’avvio della Juventus di Pirlo ha riportato a parlare dell’operato di Sarri nella passata stagione, suggerendo che forse il problema di questa squadra non sia chi la dirige. Lei come ha vissuto l’esperienza del tecnico toscano in bianconero?

La Juve veniva da 5 anni con Allegri ed era difficile fare meglio, l’unico modo poteva essere quello di vincere la Champions League ma forse non si trattava di un metro esatto di giudizio vista la natura della competizione. Quella di Sarri è stata un’autentica rivoluzione che però non ha trovato la giusta componente di feeling. Io l’avevo presa con molta curiosità, come l’ingresso di una persona in un mondo che non gli apparteneva. Purtroppo per lui nonostante la vittoria dello scudetto non è riuscito a creare quell’empatia che serve alla base di un progetto del genere.

Per quanto riguarda Pirlo il discorso in questo momento è molto legato ai risultati. Non vorrei che dopo il 4-1 si dicesse che è diventato improvvisamente un genio, così come trovo assurdo il trattamento ricevuto dopo la sconfitta con il Barcellona. Purtroppo in Italia non esiste il termine pazienza e ci si limita ai risultati, siamo troppo superficiali. Anche un pareggio come quello col Verona può contenere 22 tiri e saranno altre le considerazioni da fare. Come ogni anno alla fine della stagione la Juventus tirerà le somme.

(Fonte immagine: profilo Instagram @andreapirlo21)

 

I NUOVI ACQUISTI E IL RIENTRO DEGLI INFORTUNATI

Per i bianconeri questa sarà senz’altro un’annata particolare, una sorta di anno zero. Fallita la rivoluzione sarriana, Andrea Agnelli si è preso la responsabilità di affidare la squadra ad una allenatore senza esperienza in panchina e di avviare un processo di svecchiamento della rosa. In queste prime gare si sono visti diversi volti nuovi in campo, anche per via dei numerosi infortuni e problemi fisici di giocatori come Ronaldo, Dybala o De Ligt, per citarne alcuni. A tal proposito, ci siamo soffermati proprio sull’impatto dei neo acquisti e sul rientro degli acciaccati.

Fra le new entry della Juventus, chi è che sta facendo vedere le cose migliori? E cosa pensa degli altri acquisti?

Morata può sembrare una risposta scontata, ma non penso che sia così. Sono stato felicissimo del suo ritorno fin dal primo giorno perché l’ho visto come un giocatore molto più maturo rispetto a quando se n’era andato. Si tratta di un giocatore che può crescere ancora tecnicamente ma che già ieri ha dimostrato di saper stare in campo con Ronaldo. Farà molto bene perché è in un ambiente al quale è molto legato, sentivo che sarebbe tornato prima o poi. Per quanto riguarda gli altri non mi sento di poter dire chi eccelle sopra gli altri. Domenica c’è stata una buona prova di Arthur, possiamo aspettarci qualcosa di buono da lui, ma anche in questo caso ci vuole pazienza.

Proprio a proposito del brasiliano, contro lo Spezia Pirlo gli ha dato spazio e lui ha regalato una buona prestazione mettendosi in mostra. Pensa che Arthur possa essere l’uomo giusto per risolvere i problemi del centrocampo della Juve?

Parliamo di un giocatore che si cala in una realtà nuova, così come di un centrocampista che non ha né le caratteristiche del centrocampista classico né del centrale a due, una sorta di ibrido. Può fare entrambe le cose ed è un buon giocatore, ma in questo momento non lo vedo come il fuoriclasse che ti fa fare il salto di qualità. Tuttavia ha grandissimo margine di miglioramento e deve conoscere l’ambiente e i compagni, quindi potrei essere smentito presto. Pirlo ha lavorato meno di un mese con questa squadra al completo, anche per via degli infortuni, per avere un’idea realistica del potenziale di questa squadra ci vorrà almeno un altro mese di Continassa e di partite ufficiali.

(Fonte immagine: profilo Instagram @arthurhmelo)

Sul tema infortuni: Cristiano è rientrato e lo ha fatto splendidamente. Quanto stanno pesando le assenze di giocatori così importanti in questa squadra?

Ronaldo merita sempre discorsi a parte, lui è un fenomeno e mi sarei stupito di un suo ingresso senza goal. Ne ha realizzati addirittura due e ha voluto dimostrare che lui si prende sempre qualcosa in più degli altri con quello scavetto. Che mancasse Ronaldo è ovvio e che ti costringa ad essere in parte Ronaldo-dipendente è altrettanto vero. 

Parliamo poi di una squadra che non ha il miglior Dybala, che in questo momento sta pagando qualcosa a livello psicologico. Io lo conosco un po’ e so che uscire e vedere Cristiano segnare subito non sarà stato semplice. Serve un recupero caratteriale ma ce la farà. Manca De Ligt e le sbavature in difesa senza di lui sono evidenti. Manca tutto sommato Alex Sandro. Inspiegabile come abbia fatto così tanto bene il primo anno senza riuscire più a ripetersi, ma rimane un giocatore importante. Pirlo ha detto che la squadra è al 70%, c’è da credergli.

IL PROSIEGUO DELLA STAGIONE

Secondo Balzarini quindi è ancora presto per giudicare e questa squadra ha ancora tanto da dire. Difficile escludere i bianconeri dalla lotta scudetto solo per qualche risultato al di sotto delle aspettative, ma attenzione alle rivali, con un occhio di riguardo per le milanesi

La Signora è ancora la favorita in Serie A? Chi può darle più fastidio nella corsa al titolo?

Come dicevo prima, ci vorrà ancora un mesetto per vedere la vera Juve. Mi sta sorprendendo molto questo Milan che sta facendo bene perché Pioli ha fatto un lavoro bellissimo, non solo dal punto di vista tecnico ma anche mentale. Una squadra che sta ritrovando tutto quanto aveva smarrito per strada negli ultimi anni. Poi c’è Zlatan Ibrahimovic che dimostra che si lavora bene si può arrivare a quarant’anni ed essere ancora determinanti ed è un discorso che può valere anche per Cristiano Ronaldo. 

L’Inter è sempre un’incognita. Anche facendo arrivare un allenatore vincente, soprattutto in Italia, come Antonio Conte anche lui è stato travolto da questo “interismo” che li rende imprevedibili. Hanno un potenziale enorme e possono sicuramente vincere lo scudetto. Anche se si trovano in un momento di difficoltà non posso pensare che buttino quanto fatto in queste due stagioni e credo che torneranno prepotentemente all’attacco.

La sconfitta con il Barcellona è stata dipinta come una sconfitta clamorosa, forse fin troppo. Dopo questo stop, dove pensa che possa arrivare la Juventus in Champions?

Ci vorrebbe un libro intero per parlare di Champions con la Juve. La sconfitta è stata meritata, il valore del Barcellona in questo momento è superiore, non fosse altro perché in campo aveva Messi mentre la Juventus non aveva Cristiano Ronaldo. Il tabellino finale parla di 13 tiri a 10, non mi sembra questo grande divario. La Juve tre palloni in porta li ha buttati, vuol dire che in porta c’hai tirato, non erano a gioco fermo. 

Faccio fatica a pensare che la Juve non passi il girone. Dando quasi per scontato – e facendo tutti gli scongiuri – che la Juventus arrivi agli ottavi posso anche pensare che quando cominceranno avrà trovato il proprio equilibrio. A quel punto potrà affrontare avversari più quotati con un altro tipo di atteggiamento e un assetto tattico migliorato.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @giannibalzarini)