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Le espulsioni più controverse degli ultimi trent’anni

Al minuto 29 di Valencia-Juventus, l’arbitro Felix Brych, fidandosi della vista poco nitida dell’assistente Marco Fritz, ha sventolato in faccia a Cristiano Ronaldo il primo rosso della sua carriera in Champions League, scatenando l’ira e le lacrime dell’asso portoghese e complicando una partita poi vinta 0 a 2 dai bianconeri. La leggera “tirata di capelli” ai danni di Murillo e la conseguente espulsione comminata a CR7 hanno dato vita ad un dibattito sulla reale utilità di questi famigerati assistenti di porta e sull’adozione del sistema VAR anche nella massima competizione europea.

Se il futuro, l’evolversi della tecnologia e la diffusione del VAR ridurranno al minimo gli errori arbitrali, il passato, recente e non, ci offre una compilation di situazioni di gioco nelle quali gli arbitri hanno, usando un eufemismo, preso delle decisioni sbagliate.

 ITALIA-COREA DEL SUD

(FRANCESCO TOTTI)

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Chi se non lui per dare il via a questa playlist? É il 18 giugno 2002 quando, durante il celebre ottavo di finale dei Mondiali nippo-coreani tra Italia e Corea Del Sud, Byron Moreno diventa uno degli uomini più odiati dal popolo italiano. In una direzione di gara costellata da gol regolari annullati, falli non sanzionati e pessima gestione dei cartellini, l’arbitro ecuadoregno cade nel ridicolo quando, dopo il  contatto in area di rigore mostrato sopra, ammonisce per simulazione Francesco Totti causandone l’espulsione per somma di cartellini.

L’avventura di Moreno sul rettangolo verde si concluderà nel 2003 all’età di 34 anni, ma il suo nome tornerà a far notizia sette anni dopo a causa di un arresto per possesso di eroina. Insomma, non un uomo propriamente affidabile.

ITALIA-NIGERIA

(GIANFRANCO ZOLA)

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Ancora la nostra Nazionale al centro di un clamoroso errore arbitrale. Questa volta il fatto si consuma nelFoxboro Stadium di Foxborough in occasione dell’ottavo di finale dei Mondiali Usa ’94 tra l’Italia di Arrigo Sacchi e la Nigeria. Gli azzurri sono sotto per uno a zero e al 75′ il ct romagnolo si gioca il tutto per tutto gettando nella mischia anche l’estroso Gianfranco Zola. Per sua sfortuna la partita del 21 azzurro durerà solo una manciata di secondi perché nel tentativo di recuperare un pallone precedentemente perso, il fantasista del Parma, secondo l’interpretazione dell’arbitro, commette fallo, un fallo da sanzionare addirittura con il cartellino rosso diretto. Zola si dispera e non si dà pace, ma è costretto ad abbandonare il campo.

Nonostante l’inspiegabile decisione arbitrale l’Italia riuscirà a staccare il pass per il turno successivo in virtù di una splendida doppietta firmata da Roberto Baggio nei minuti finali.

BRASILE-TURCHIA

(HAKAN ÜNSAL)

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Oltre all’immagine del vincente e spettacolare Brasile di Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo, il Mondiale nippo-coreano ci ha lasciato in eredità una serie infinita di orrori arbitrali. Prima dell’one man show di Byron Moreno, a prendersi la scena sono l’arbitro Young Joo Kim e un guardalinee non identificato nel primo match del girone C tra Brasile e Turchia. Nei minuti finali i due coreani cadono nella trappola di Rivaldo che, oltre ad essere un gran ballerino con la palla tra i piedi, si riscopre grande attore con una sceneggiata memorabile. Il giocatore che subisce l’espulsione è Hakan Ünsal, reo di aver calciato con troppa veemenza il pallone verso il brasiliano probabilmente per affrettare la ripresa del gioco.

L’episodio non cancella la grande cavalcata della Turchia a quel Mondiale, squadra capace di raggiungere le semifinali per poi arrendersi nuovamente al Brasile dell’attore Rivaldo.

RIVER PLATE-BOCA JUNIORS

(CARLOS TEVEZ)

É un Superclasico infiammato quello che va in scena nel giugno del 2004 tra Boca e River. A rendere ancor più alta la posta in palio di un match che per motivi storici mette in palio già molto c’è la qualificazione alla finale di Copa Libertadores. Dopo aver perso per 1 a 0 la gara d’andata, i biancorossi sono avanti di un gol ma al 89′ subiscono il pareggio del giovanissimo Carlitos Tevez. L’attaccante argentino esulta mimando una gallina, storico soprannome affibbiato in senso dispregiativo dai tifosi de los Xeneizes a quelli de los Millionarios. Per l’arbitro Hector Baldassi la provocazione è troppo esplicita e sventola in faccia ad un Tevez allibito il cartellino rosso. In una sfida così sentita anche un semplice apodo può costarti l’espulsione…

BARCELLONA-INTER

(THIAGO MOTTA)

Dopo l’esaltante performance di Rivaldo, questo viaggio nel tempo ci mette dinanzi ad un altro attore-calciatore meritevole di un Oscar: Sergio Busquets. Il Barcellona ha 60 minuti a disposizione per sovrastare il muro eretto dall’Inter di Mourinho e per realizzare due gol ad un Julio Cesar in versione Superman. Per facilitare l’arduo compito ai suoi compagni d’attacco, il centrocampista spagnolo decide di far fruttare al meglio una manata tanto leggera quanto ingenua subita da Thiago Motta. Mentre si dimena affannosamente sul prato del Camp Nou, Busquets riesce anche a dare una sbirciatina a ciò che la sua reazione ha causato, giusto in tempo per godersi la scena che vede l’arbitro De Bleeckere estrarre il cartellino rosso ai danni dello sconsolato italo-brasiliano.

Al termine di quei 60 minuti per i tifosi della Beneamata agonizzanti, il punteggio dirà Barcellona 1 Inter 0, non abbastanza per negare la finale di Madrid e la successiva vittoria della Champions League ai nerazzurri. Quella de el Quitanieves resta una grande sceneggiata, ma senza un lieto fine.

NAPOLI-SAMPDORIA

(MATIAS SILVESTRE)

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Il Natale è da poco alle spalle e il Napoli di Sarri non ha approcciato al meglio il ritorno in campo. Dopo 60 minuti di un anonimo Napoli-Sampdoria gli azzurri sono sotto di una rete e sembrano non essere in grado di rientrare in partita. A dare una spinta alla successiva rimonta degli azzurri ci pensa l’arbitro Di Bello con una scelta piuttosto incomprensibile: Pepe Reina è in procinto di rinviare quando enfatizza al massimo un contatto forse lieve o forse addirittura inesistente con il malcapitato Matias Silvestre. Tratto in inganno dalla mimica del portiere spagnolo, l’arbitro di turno estrae il secondo cartellino giallo nei confronti del difensore argentino e condanna i doriani a 30 minuti in inferiorità numerica.

NANTES-PSG

(DIEGO CARLOS)

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Mbappè è salito sul motorino e tutti sono affannosamente al suo inseguimento, compreso l’arbitro Tony Chapron. Durante la rincorsa il direttore di gara taglia la strada al difensore del Nantes Diego Carlos, incrocia le sue gambe e cade a terra in maniera goffa. Tante volte abbiamo visto gli arbitri scusarsi con i giocatori per aver deviato un passaggio, ostruito una linea di passaggio o effettuato un blocco, in questo caso invece la reazione di Chapron è senza precedenti: nel tentativo di rialzarsi prima prova a sgambettare un Diego Carlos attonito e poi, non sazio, lo espelle. Il risultato sono 6 mesi di sospensione e l’addio ai campi della Ligue 1.

CHELSEA-ARSENAL

(KIERAN GIBBS)

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Pensavate di averle viste tutte? Be, questo episodio vi farà ricredere.

22 Marzo 2014, Stamford Bridge, Chelsea-Arsenal e Mourinho contro Wenger. Sul calare dei primi 45 minuti i Blues sono in vantaggio per 2 a 0 e stanno dominando in lungo e in largo. Hazard si incunea in area di rigore, calcia a giro e batte uno Szczesny incolpevole. Il 3 a 0 sembra cosa fatta, ma Alex-Oxlade Chamberlain con un riflesso stilisticamente eccezionale devia il pallone sul fondo. La parata non sfugge all’occhio dell’arbitro Marriner che assegna il rigore ma estrae il cartellino rosso ai danni del calciatore sbagliato. Tratto in inganno dalla pettinatura simile dei due calciatori, il direttore di gara inglese manda sotto la doccia l’incolpevole Kieran Gibbs lasciando invece in campo il miracolato Chamberlain.

Il contrappasso che dovrà pagare l’esterno inglese sarà partecipare attivamente ad altri 45 minuti da incubo per i Gunners: il risultato finale sarà un tennistico 6-0.

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