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Espulsioni per applauso: tutti i casi storici nel calcio

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Espulsioni per applauso: tutti i casi storici nel calcio

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Kalidou Koulibaly espulso in Inter-Napoli per aver battuto le mani al direttore di gara è solo l’ultimo caso di una categoria di episodi che da decenni si sviluppa in campo e poi prosegue nei discorsi da bar. Il regolamento parla chiaro: è atteggiamento irriguardoso nei confronti del direttore di gara”, giusta l’espulsione.

Chi per vigoria sproporzionata, chi per semplice sfottò e altri ancora perché non ne erano a conoscenza, ecco i casi passati alla storia nel mondo del calcio.

MACCHIA OLANDESE

24 gennaio 2010. A San Siro va in scena il derby di Milano: l’esperto Mourinho contro il quasi esordiente Allegri, l’Inter dei tempi d’oro, al tramonto di una cinquina di stagioni di successo, in opposizione al Milan che tenta – e ci riuscirà a fine stagione – di spezzare l’egemonia nerazzurra.

L’Inter arriva alla stracittadina con molti più punti a favore rispetto ai cugini: più forza mentale, data dai recenti successi dell’epoca, e anche più robustezza tecnica, giustificata dal valore tecnico dei nerazzurri, di poco più valorosi di quelli in maglia rossonera. Entrambe, però, giungono al derby con la stessa voglia di imporsi. Ci riesce l’Inter, che esce vittoriosa da un match strabiliante per quello visto in campo: 2-0 il risultato finale, due reti – Milito e Pandev – un rigore parato e due espulsioni, Lucio e Sneijder. Se il cartellino rosso dato al difensore brasiliano viene considerato “normale” (fallo di mano in area), l’espulsione assegnata al centrocampista olandese è tutt’altro che ordinaria.

Immagine correlataVentiseiesimo minuto di gioco del primo tempo. I nerazzurri sono già in vantaggio grazie al goal di Milito, ma l’Inter vuole mettere il match in cassaforte. Ci prova Lucio, che si prodiga in una cavalcata a campo aperto palla al piede. Lo contrasta Ambrosini, con la conseguente caduta di entrambi. L’arbitro fischia ed estrae il cartellino giallo, ma per il brasiliano, non per il calciatore del Milan: per Rocchi è simulazione. Si scatena il parapiglia: Mourinho in panchina protesta, i giocatori nerazzurri in campo seguono l’esempio del loro allenatore. Si avvicinano tutti all’arbitro a turno, anche Sneijder, che in segno di protesta decide di applaudire la decisione arbitrale. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei battiti di mano. Se ne accorge Rocchi, alla sesta, che decide immediatamente di mostrare il cartellino rosso al fantasista olandese.

L’INTER E IL SERBO

Estate 2014. L’Inter del nuovo cambio di proprietà – da Moratti a Thohir – tenta di gettare le basi per costruire l’Inter che verrà. Per farlo, Ausilio e la società virano su un mix di giocatori d’esperienza e giovani promettenti: arrivano Vidic dal Manchester United e Podolski dall’Arsenal (giocatori d’esperienza), Shaqiri dal Bayern Monaco e Brozovic dalla Dinamo Zagabria (per dare futuro alla rosa).

Le promesse non sono, però, delle migliori: i nerazzurri a livello economico possono permettersi solo entrate in prestito, per lo più non così tanto blasonate visti gli anni bui precedenti – che continuano tutt’ora, forse con meno imprinting.

Risultati immagini per vidic red card clapping interSiamo all’alba del Campionato 2014-15, la seconda stagione di Walter Mazzarri sulla panchina nerazzurra. Alla seconda giornata di campionato l’Inter va a Torino per sfidare i granata. Zero a zero il risultato finale, figlio di una partita tattica giocata più con la paura di perdere che con la voglia di vincere. Poche le occasioni per sbloccare il risultato, tant’’è che quel match lì “passa alla storia” per tutt’altro che le azioni da goal…

Minuto 92, siamo nel recupero inoltrato. Quagliarella fa a spallate con Vidic. Il difensore serbo crolla sotto la potenza fisica del napoletano. I due si rialzano, amichevolmente, e l’arbitro assegna il calcio di punizione per l’Inter. Applaude la decisione corretta, Vidic, figlio di una mentalità inglese – dove in effetti, in Premier League, applaudire l’arbitro per una decisione corretta è un gesto normale. Ma siamo in Italia, cambia la nazione e cambia il regolamento: Vidic così viene espulso. “Menomale che si parlava di un calciatore d’esperienza…” mormorano ancora oggi i sostenitori nerazzurri.

I CASI INGLESI

David Beckham e Wayne Rooney. Non due giocatori qualunque, bensì due fuoriclasse del calcio: tanto forti quanto prepotenti. Ma è una cattiveria agonistica che il fuori quota, per essere tale, deve possedere, perché gli permette di andare a lottare con rabbia in ogni episodio controverso che la carriera gli mette sul cammino per uscirne vittorioso.

A volte, però, la mano sfugge. Normale, capita a tutti, anche ai migliori. La mano sfugge in tutti i sensi, perché entrambi nel corso della carriera sono stati espulsi per un ironico applauso all’arbitro.

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Anno 2005. Il Real Madrid cade in casa con il Valencia per 2-1. Gli animi si scaldano, i blancos dei fuoriclasse Zidane, Ronaldo (il Fenomeno), Beckham e Roberto Carlos non amano perdere, e con una squadra tale non ne sono neanche abituati. Verso lo scadere del match, all’89’, l’allora capitano della nazionale inglese Beckham, ammonito per proteste, decide di applaudire sarcasticamente l’arbitro Arturo Dauden Ibanez, il quale non può fare a meno di espellerlo.

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Stesso anno, stessa nazionalità. Questa volta è Wayne Rooney, che in maglia Manchester United, in una partita di Champions League terminata a reti inviolate contro il Valencia, decide di esternare in faccia al direttore di gara, tramite applauso, il proprio disaccordo per l’ammonizione per proteste ricevuta poco prima. “L’arbitro ha preso in considerazione questo dissenso e ha anche riferito che Rooney ha imprecato contro di lui mentre lasciava il campo” ha dichiarato la Uefa nel dopo gara.

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Pronostico Torino-Fiorentina, statistiche e consigli per la partita

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PRONOSTICO TORINO-FIORENTINA, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – Il Torino di Juric ospiterà la Fiorentina di Italiano nell’anticipo delle 20:45 del sabato della 27ª giornata di Serie A. Nelle ultime dieci gare di campionato disputate in Piemonte, i granata hanno perso solo una volta contro i viola, vincendo in quattro occasioni e pareggiando una volta nelle altre cinque. Un bilancio nettamente a favore degli uomini di Juric, che proveranno a dare continuità a questa striscia positiva.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Quella di domani sera sarà probabilmente l’ultima spiaggia per il Torino per restare agganciato al treno per l’Europa. I granata sono fermi a 36 punti in classifica e sono reduci dalle due sconfitte consecutive contro le squadre della capitale. Dopo il k.o. interno con la Lazio gli uomini di Juric sono usciti sconfitti anche dalla sfida dell’Olimpico contro la Roma e sono ora decimi in classifica. Senza una vittoria contro la Fiorentina, dunque, il Torino si ritroverebbe nell’ormai consueta situazione di non avere più alcun obiettivo a tre mesi dalla fine del campionato.

A differenza dei granata, la Fiorentina arriva da un successo sulla Lazio di Sarri che ha rilanciato la viola nella corsa ad un posto in Champions League. Approfittando dello scontro diretto tra Atalanta e Bologna, i toscani potrebbero infatti accorciare sul quarto e quinto posto, che al momento varrebbe la qualificazione nella massima competizione continentale. Gli uomini di Italiano però dovranno anche gestire in parte le forze perché giovedì saranno attesi dalla trasferta di Conference League contro il Maccabi Haifa che, per ovvie ragioni, non si disputerà in Israele, bensì a Budapest, in Ungheria. I viola vogliono provare a conquistare quel trofeo europeo che lo scorso anno è sfumato in finale e per farlo dovranno superare gli israeliani negli ottavi, dove partiranno con i favori del pronostico.

PRONOSTICO TORINO-FIORENTINA

Secondo i principali bookmakers, il Torino parte leggermente favorito rispetto alla Fiorentina, con una quota attorno ai 2,55. Sia il pareggio che la vittoria ospite, invece, si aggirano attorno a una quota di 3,00. Se, come detto, la Fiorentina dovesse in parte risparmiare le proprie forze in vista degli impegni europei, il pronostico potrebbe sbilanciarsi in favore dei granata e l’1X potrebbe rivelarsi un buon consiglio se non si vuole rischiare una risultato fisso.

Entrambe le squadre, però, nelle ultime settimane hanno concesso occasioni e reti agli avversari con qualche errore difensivo di troppo. In tal senso, la giocata consigliata è il GOAL, che vedrebbe sia Torino che Fiorentina segnare almeno una rete a testa.

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Lotito furioso: “Superati tutti i limiti, Lega abbia conduzione terza”

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Lotito

La Lazio contro il Milan ha ottenuto la seconda sconfitta consecutiva in campionato, dopo quella di Firenze, e ora rischia di veder allontanarsi in maniera pesante l’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions League. Il match tra biancocelesti e rossoneri è stato contrassegnato da molti episodi arbitrali e nel post-partita è intervenuto il presidente dei biancocelesti Claudio Lotito ai microfoni di DAZN.

LE PAROLE DI LOTITO

LEGA –È giunto il momento che la Lega abbia una conduzione terza al di fuori del sistema perchè il sistema non è più in grado di garantire l’affidabilità di tutti i comportamenti“.

LIMITI SUPERATI –Oggi abbiamo superato tutti i limiti possibili e inimmaginabili. Io mi assumo la responsabilità di dire che la squadra si farà valere in tutte le sedi preposte“.

ARBITRO –Uno che fa l’arbitro dovrebbe avere all’interno del proprio habitat mentale un punto di equilibrio e di rottura“.

DI BELLO –Con gli arbitri non ho mai parlato, Di Bello non so chi sia, ho visto come ha arbitrato oggi“.

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Pioli: “Rosso a Pellegrini? L’arbitro non ha fischiato, Pulisic giocatore corretto”

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Pioli

PIOLI POST LAZIO-MILAN – Termina 1-0 la sfida dell’Olimpico, grazie alla rete al minuto 88 di Okafor. Partita molto nervosa, esplosa con l’espulsione di Pellegrini per la Lazio al 57′, arrivata dopo una trattenuta su Pulisic che ha fatto estrarre all’arbitro il secondo cartellino verso l’ex Roma. Proteste dei biancocelesti, che stavano accompagnando la palla verso l’out di destra proprio con il terzino, con il gioco che sembrava doversi fermare per un compagno a terra. L’arbitro però non ha fischiato, allora Pulisic ha sottratto la palla all’avversario e lo ha condotto all’errore.

Lazio che ha finito addirittura in 8, a causa dei rossi diretti per Marusic (reo di aver risposto in maniera scomposta al direttore di gara) e Guendouzi (per la reazione su Pulisic dopo un fallo dello statunitense). Ai microfoni di DAZN, subito dopo la partita, ha parlato l’allenatore del Milan Stefano Pioli.

PIOLI POST LAZIO-MILAN – LE PAROLE

SULLA PARTITA – “Nervosa e fallosa. Primo tempo con poco ritmo, doveva esserci più velocità e profondità. Nel secondo tempo siamo partiti meglio e abbiamo sfruttati gli errori della Lazio“.

CONFRONTO CON SARRI SULLA PRIMA ESPULSIONE – “Lui mi ha detto che la palla stava per uscire, ma l’arbitro non ha fischiato. Pulisic è un giocatore corretto, ha fatto la sua giocata. Non vedo perché dovevamo fermarci, erano loro a dover allontanare la palla o l’arbitro a interrompere il gioco“.

SULLA FORMAZIONE – “Secondo me nel primo tempo le mezz’ali sarebbero dovute essere più larghe. Sulle fasce meglio a destra che a sinistra. Con la superiorità numerica pensavo fosse giusto mettere la seconda punta“.

SUL CLEAN SHEET E I GOL DEI SUBENTRATI – “Dati importanti per noi, venivamo da trasferte con troppi gol subiti. Sono molto soddisfatto quanto si fanno trovare pronti i ragazzi, il merito va a loro per la professionalità che mettono“.

SU LEAO – “Leao lo abbiamo trovato poche volte nel primo tempo , ma è sempre stato pronto per essere importante in fase offensiva“.

SULL’EUROPA – “L’obiettivo è confermare o migliore il terzo posto. Oggi, anche per gli altri scontri che ci saranno, è stata una vittoria importante. Ora abbiamo una settimana per preparare la partita contro lo Slavia Praga, che è un’ottima squadra“.

SULLE PAROLE INSODDISFATTE DI CARDINALE  – “Sono concentrato su ciò che stiamo facendo. Abbiamo partite importanti e prestigiose di fronte a noi. Le parole della proprietà non le ho mai commentate, hanno diritto e dovere di fare le loro valutazioni. I nostri risultati saranno sempre e solo dettati dalla prestazione e non da fattori esterni. Siamo un grande gruppo, e se perderemo non sarà per mancanza di volontà per raggiungere i nostri obiettivi o per mancanza di compattezza“.

SU IBRA – “Strano averlo in questa veste, ma si sta calendo con grande passione, volontà e competenza. Ci fa piacere che ci sia così vicino“.

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Lazio-Milan 0-1, le pagelle: Zaccagni ritrovato, Pulisic il rossonero più attivo

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Milan-Sassuolo 1-0, decide Pulisic: il resoconto

LAZIO-MILAN 0-1, LE PAGELLE: ZACCAGNI RITROVATO, PULISIC IL ROSSONERO PIU’ ATTIVO – La Lazio ospita il Milan allo stadio Olimpico nell’anticipo della ventisettesima giornata di Serie A. I biancocelesti arriva dalla sconfitta di Firenze, che gli ha fatto perdere contatto dalla zona Europa, ed oggi vogliono ritrovare la strada del successo davanti ai propri tifosi. D’altro canto la squadra di Stefano Pioli vuole consolidare la propria posizione tra le prime 4 della classifica, che vale un posto nella prossima edizione della Champions League, e ha bisogno di punti per raggiungere questo obiettivo.

Per il gol che sblocca la partita bisogna attendere fino all’87’: Leao mette al centro per Okafor, che calcia verso la porta trovando però la parata di Provedel. Sulla respinta il primo ad arrivare è Giroud. Gila si oppone al tiro del francese, ma la palla torna all’ex Salisburgo, che conclude a rete portando avanti il Milan. Nel finale Guendouzi e Marusic raggiungono Pellegrini anzitempo nello spogliatoio e la Lazio conclude la partita in 8.

Al triplice fischio di Di Bello è il Milan a festeggiare. La squadra di Pioli vince 1-0 sul campo della Lazio e si porta momentaneamente a -1 dalla Juventus al secondo posto e a +5 dall’Atalanta, quinta.

LE PAGELLE DELLA LAZIO

Provedel 6: viene poche volte chiamato in causa e compie una buonissima parata su Loftus-Cheek.

Marusic 5.5: per sua fortuna Leao non è lo stesso visto in campo a San Siro con l’Atalanta. Il portoghese è meno brillante e lui è bravo a non mollarlo e non lasciarlo esprimersi. L’espulsione è un’ingenuità.

Gila 6: si dimostra ancora una volta, come se non ce ne fosse bisogno, di essere un giocatore importante per la retroguardia biancoceleste. Qualche chiusura di buon livello e bravo nella costruzione.

Romagnoli 6: come il proprio compagno di reparto, la sua è una prestazione solida. Tiene stretto Giroud e non lo fa mai andare via.

Pellegrini 5: nel primo tempo le sue sovrapposizioni aggiungono peso offensivo e danno qualche pensiero a Stefano Pioli, mentre dietro è molto attento e limita Pulisic. Nella seconda frazione invece gioca appena 10 minuti, tempo di prendere due cartellini gialli e lasciare la Lazio in 10 uomini.

Guendouzi 6: è il giocatore più in forma e si vede. Combina aggressività, sostanza e tecnica. I suoi inserimenti sono un fattore di pericolo per il Milan.

Vecino 6.5: si conferma il pericolo numero 1 delle squadre avversarie nelle situazioni da calcio d’angolo e infatti dopo neanche 10 minuti sfiora il gol. Efficace in fase di interdizione, ma anche in impostazione (dal 77′ Cataldi s.v.)

Luis Alberto 6.5: mette a disposizione la sua intelligenza e la sua tecnica per creare azioni offensive. Sarri lo sacrifica dopo l’espulsione di Pellegrini (dal 60′ Hysaj 6: entra per sopperire alla mancanza di Pellegrini, espulso. Dà un buon supporto alla causa).

Felipe Anderson 5.5: si accende ad intermittenza. Rimane a volte dietro le quinte, ma quando si mette in proprio fa un lavoro interessante.

Castellanos 5.5: lanciato dal primo minuto a sorpresa, dopo diverse partite da subentrato. Lotta tanto con la rocciosa difesa rossonera, ma non riesce a far cadere il muro e a mettersi in luce (dal 60′ Immobile 5.5: ha una grande occasione da gol, ma non riesce a sfruttarla, complice il disturbo di Kjaer e l’uscita bassa di Maignan. Poi resta all’oscuro di tutto, complice anche l’inferiorità numerica che non permette alla Lazio di portarsi troppo avanti).

Zaccagni 6.5: torna titolare dopo l’infortunio e fa capire a tutti quanto sia mancato a Sarri. È molto attivo e ha voglia di mettersi in mostra. È sicuramente uno dei migliori in campo della Lazio (dal 66′ Isaksen 6: non riesce ad incidere).

All. Sarri 6: in parità numerica, è la sua squadra che ha il pallino del gioco in mano, ma non riesce a concludere con successo. L’espulsione di Pellegrini condiziona la partita della Lazio e nella ripresa il compito diventa più difficile. Il gol di Okafor è una doccia gelata.

LE PAGELLE DEL MILAN

Maignan 6: riceve solo qualche tiro centrale e non deve sforzarsi troppo.

Florenzi 5.5: soffre l’imprevedibilità e il talento di un Zaccagni molto in forma. Rischia anche il disastro con un’incomprensione con Maignan nel primo tempo (dal 64′ Calabria 6: partita ordinata e gestita bene).

Kjaer 6: si vede poco perché la Lazio passa più dalle vie laterali che dal centro, ma lui non sbaglia un intervento quando gli capita di dover mettersi al’opera (dal 81′ Tomori s.v.)

Gabbia 6: ancora una volta fornisce una buonissima prestazione. Castellanos e Immobile non lo mettono troppo in difficoltà, ma lui è bravo a tenerli a bada. Esce dopo aver preso un’ammonizione (dal 81′ Thiaw s.v.)

Theo Hernandez 5.5: rimane in ombra e la sua partita è senza acuti fino a pochi minuti dal termine, quando contribuisce alla ripartenza che porta poi al gol del Milan.

Adli 6: rispetto a Bennacer è più ordinato e si prende meno rischi. Comunque non eccelle. (dal 71′ Okafor 7: entra per dare più peso offensivo e per sfruttare la superiorità numerica del Milan. Gli capitano poche palle tra i piedi, ma sfrutta la migliore e regala i 3 punti al Milan).

Bennacer 5.5: partita contraddistinta da luci ed ombre. In fase di costruzione, a volte è prezioso, ma in certe occasioni commette errori che sono frutto di un po’ di leziosità (dal 64′ Reijnders 6: entra per gestire il gioco e lo fa con un buon risultato).

Pulisic 6.5: crea la prima ed unica occasione del primo tempo del Milan con un tiro da fuori a fine frazione. È il migliore tra le fila rossonere anche nella ripresa.

Loftus-Cheek 6: gioca tra le linee, ma è quasi sempre ingabbiato e chiuso. Impegna Provedel con un tiro al volo dal dischetto.

Leao 5.5: il giocatore visto meno di una settimana fa è un lontano ricordo. Oggi il 10 non brilla e non spaventa la difesa della Lazio. Trova anche il gol, ma questo viene annullato per un suo fuorigioco.

Giroud 5.5: riceve pochi palloni ed è sempre marcato stretto. Spesso in ritardo nella fase di pressing e talvolta impreciso nelle sponde e nel gioco di squadra.

All. Pioli 6.5: sfrutta bene la superiorità numerica e si gioca la carta Okafor per rendersi più offensivo. Azzecca a pieno la sua scelta, infatti l’ex Salisburgo porta i 3 punti al Milan.

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