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ESTasi Juve

Come il gelido vento dell’Est, la Bora, che spazza tutto ciò che incontra sul suo cammino, cosi la Juventus travolge una Lazio in grado di tenere testa ai campioni d’Italia solo nella prima ora di gioco.

All’Allianz Stadium va in scena il primo match casalingo e il primo vero crash test dei bianconeri che termina sul risultato di 2 a 0. A decidere la gara le reti del croato Mandzukic e del bosniaco Pjanic, uomini dell’Est. Gelidi come la Bora, travolgenti come il vento.

TRA CONFERME E RISCATTI

Nel giorno dell’esordio di CR7 nella sua nuova casa, Juventus e Lazio si sfidano con umori e ambizioni diverse. La squadra di Allegri, dopo la vittoria in extremis contro il Chievo, è piena di entusiasmo e vuole ottenere altri 3 punti per stabilire subito le giuste distanze con le competitor. I biancocelesti invece, scottati ancora dalla bruciante sconfitta all’esordio contro il Napoli di Ancelotti, cercano riscatto in quello stadio che la scorsa stagione espugnarono grazie alla doppietta del bomber napoletano, Ciro Immobile.

Massimiliano Allegri riparte dal 4-3-3, schierando Ronaldo sulla fascia sinistra come nel finale a Verona e inserendo dal primo minuto le novità Bernardeschi e Matuidi. Il francese è il vero equilibratore della Juventus e la sua assenza nel primo match stagionale aveva pesato parecchio sulla prestazione della Vecchia Signora. Mister Inzaghi conferma la scelta del 3-5-1-1 ma effettua tre sostituzioni rispetto all’undici iniziale visto contro il Napoli: torna in cabina di regia da titolare Lucas Leiva, entrano Wallace e Lulic per Luiz Felipe e Caceres.

La prima mezz’ora di gioco è caratterizzata da una poderosa lotta a centrocampo. Il ritmo gara non è particolarmente elevato e a prevalere è la fisicità. Le poche occasioni nascono da iniziative personali. Come quella che all’undicesimo minuto porta Lulic a calciare da fuori area, trovando un Szczesny reattivo che chiude in angolo. Anche i calci piazzati diventano una soluzione percorribile: proprio dal corner conquistato, nasce uno dei pericoli maggiori creati dai biancocelesti. Luis Alberto prova direttamente a calciare in porta e il tiro finisce di poco lontano dallo specchio.

LAMPO DI QUALITÀ

L’ordine tattico dei biancocelesti non permette ai padroni di casa di ripartire: Immobile, Luis Alberto e Milinkovic vanno a pressare alto la difesa bianconera. Bonucci e Chiellini provano ad appoggiarsi a Pjanic ma il bosniaco viene ingabbiato dalle strette maglie laziali e fatica a trovare la chiave di volta. Cosi la manovra si sposta sulle fasce, dove Alex Sandro e Cancelo impostano avanzando palla al piede, coperti dalle mezz’ali che si abbassano in fase di chiusura.

Il più ispirato in avanti è sicuramente Bernardeschi. L’azzurro dialoga spesso con Cancelo che si sovrappone perfettamente e la doppia soluzione a destra manda in difficoltà la Lazio. Il potenziale degli esterni di Max Allegri si esprime tutto nella doppia azione al 18′: Matuidi da sinistra mette al centro, la deviazione di Marusic libera Khedira che calcia sul palo. Bernardeschi raccoglie la respinta, salta tre uomini e calcia sul secondo palo, dove trova uno straordinario Strakosha.

I bianconeri capiscono che questa è la strada da percorrere e con tanta classe e cattiveria si prendono il vantaggio. Altro cross da destra di un indemoniato Bernardeschi e respinta di Wallace al centro, dove Pjanic raccoglie e con l’esterno calcia all’angolino destro. Coordinazione abbinata a potenza per una rete da manuale.

CR7 A SECCO, CI PENSA MANDZUKIC

Lo svantaggio non scioglie la Lazio. In avanti, però, le occasioni sono davvero poche: ad Immobile arrivano pochissimi rifornimenti e a parte qualche genialata di Luis Alberto o qualche fuga in solitaria dello stesso Ciro, la Juve non soffre più di tanto. Concorso di colpa, in questo, per Milinkovic Savic. Alla seconda uscita stagionale, il serbo appare ancora scarico e non ha mai dato grossi segnali di ripresa.

Sicuramente molti dei meriti vanno dati al centrocampo bianconero, in particolare nella figura di Blaise Matuidi: il francese meriterebbe la palma del migliore in campo solo per la quantità di palloni recuperati e contrasti vinti, un’autentica diga davanti alla difesa.

Nella ripresa il match prende sempre più la direzione Torino: la squadra di Inzaghi si innervosisce e gli spazi fra i reparti si aprono sempre di più. L’unica buona occasione nasce al 58′, quando Luis Alberto decide di inventarsi un tiro a giro che per poco non sorprende il portiere bianconero.

E qui finisce la partita della Lazio e inizia quella di Cr7, in grado di mettere in mostra alcune perle del suo repertorio. Nella prima ora di gioco il portoghese parte sempre fuori area e dietro a Mandzukic per permettere gli inserimenti delle mezze ali e degli esterni. Quando iniziano ad aprirsi i primi pertugi, la strategia cambia: movimento a uscire dall’area per ricevere il pallone e guadagnarsi un’ampia fetta di campo.

Cosi, ad esempio, nasce lo straordinario tiro con cui esalta Strakosha al minuto 70, abile a togliere da sotto la traversa un autentico missile. Il goal del portoghese è nell’aria ed effettivamente non arriva per questioni di centimetri: Cancelo, protagonista di un’ottima prova, crossa al centro per CR7 che litiga col pallone, deviato dal portiere laziale, ma libera involontariamente Mandzukic che glaciale come la Bora, segna il 2 a 0.

“PRESTAZIONE DISCRETA MA BISOGNA FARE DI PIÙ”

Il quarto d’ora finale marca ancora di più la distanza fra le due squadre ma la gara è povera di occasioni. La Juventus esulta con i suoi tifosi per l’ennesima vittoria casalinga mentre i biancocelesti tornano a casa con 0 punti in due match, complice un calendario complicatissimo. Proprio su questo aspetto si sofferma il tecnico della Lazio a fin gara:

“Abbiamo qualche soluzione in più, ma contro Juve e Napoli non ti puoi permettere di diminuire la concentrazione. Il gran gol di Pjanic ha cambiato la partita, nel secondo tempo abbiamo creato poco. Dobbiamo salire di condizione, sarebbe superfluo parlare solo di Milinkovic-Savic. Dopo la sosta inizierà un tour de force e ci sarà bisogno di tutti. Probabilmente non ci aspettavamo un inizio così, avremmo voluto un calendario diverso”

Non può che essere soddisfatto, invece, Massimiliano Allegri che esalta il buon approccio difensivo e di squadra e apprezza la crescita del 7 bianconero:

“Abbiamo fatto una buona gara. All’ inizio ci siamo lasciati trasportare dall’entusiasmo della prima gara in casa. Bravi i difensori a salvarci, poi abbiamo trovato equilibrio. Ronaldo sta capendo il calcio italiano. Gli attaccanti non sono ancora in forma, ma si sono comportati bene”

 

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