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Euro2020, le avversarie dell’Italia ai raggi X

Turchia, SvizzeraGalles: ecco le avversarie dell’Italia Euro2020 nella fase a gironi. Per gli azzurri è stato un sorteggio positivo, con squadre, sulla carta, inferiori alla nostra nazionale. Tuttavia, il calcio ci insegna che nessuna partita va sottovalutata, perché la disfatta è sempre dietro l’angolo. Il CT Mancini, attraverso un calcio propositivo e giovane, ha saputo ribaltare l’umore di una nazione intera, proprio dopo una di quelle disfatte che difficilmente si dimenticano: la sconfitta contro la Svezia. Un girone di qualificazione perfetto con 10 vittorie su altrettante partite: punteggio pieno e tanto entusiasmo. A giugno, però, arriverà il momento di confermare quanto di buono fatto vedere in questi mesi. Certo, sono state evitate le big come Francia Portogallo, ma non mancano le insidie nel nostro Gruppo A. Scopriamo, quindi, cosa aspettarci dalle nostre avversarie, in che modo sono arrivate all’Europeo e come potrebbero mettere in difficoltà gli azzurri.

TURCHIA

Il match che aprirà Euro2020 sarà contro la Turchia che, nonostante sia stata sorteggiata in terza fascia, rappresenta probabilmente la minaccia più concreta del girone. L’Italia potrà sfruttare il fattore casa, potendo giocare tutte e tre le partite del gruppo all’Olimpico di Roma. Il 12 giugno, quindi, sarà il giorno in cui l’Italia sfiderà la Nazionale turca. Una compagine le cui prestazioni sono state spesso offuscate dai recenti fatti politici e dai gesti, per niente condivisibili, degli stessi calciatori. Se si parla di calcio, però, la Turchia resta una buonissima squadra, ricca di talento e di prospetti interessanti. Il girone di qualificazione lo ha vinto la Francia, ma i turchi sono riusciti a fermare i campioni del mondo due volte su due: una volta sul pari, l’altra battendoli. Non solo: con appena tre reti subite, la Turchia si è diplomata come miglior difesa di tutta la tornata di qualificazioni, a pari merito con il Belgio. Di fatto, gli unici intoppi, su una strada che poteva essere perfetta, sono arrivati contro l’Islanda che, con una vittoria e un pareggio, ha fermato la corsa al primo della Nazionale guidata da Şenol Güneş.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Merih Demiral.

Proprio l’attuale CT è stato l’autore della rivoluzione che ha portato una Nazionale, da qualche anno stagnante nella mediocrità, alla qualificazione, con merito, ai prossimi Europei. Una rivoluzione fondata sui giovani, sulla tattica e sullo spirito di squadra. Güneş fa dell’attenzione difensiva il suo credo: tutto parte da dietro. Il modulo? 4-3-3. La retroguardia è formata da giovani che, però, già offrono una grande solidità. Soprattutto i centrali sono da tenere d’occhio: da Demiral Söyüncü, passando per Ayhan e Kabak. Il primo è una conoscenza della nostra Serie A. Attualmente, però, non sta trovando spazio con la Juventus, non potendo mettere in pratica quanto di buono fatto vedere la scorsa stagione con il Sassuolo. Tuttavia, nella sua Nazionale trova spesso spazio, blindando la porta difesa da Günok, esperto portiere del Başakşehir. Poi c’è Söyüncü, probabilmente il più interessante di tutta la difesa. Infatti, sta facendo benissimo con il suo Leicester, facendo dimenticare ai tifosi Maguire. Occhio anche ad Ayhan e Kabak che, per il momento, partono un po’ più indietro nelle gerarchie rispetto ai primi due, ma possono subentrare senza problemi. Il primo è un centrale molto aggressivo in fase di marcatura ed è, inoltre, dotato di un buon tiro: spesso è capitato che tirasse le punizioni dalla distanza. Il secondo, invece, era un obiettivo del Milan durante il mercato estivo. Non ha vestito i colori rossoneri, ma è finito allo Schalke dove, dopo un avvio in sordina tra tante panchine, si è ritagliato un suo spazio grazie a delle buone prestazioni. Sulla fasce basse, invece, spicca Çelik, terzino destro del Lille, che sta ben impressionando in Francia.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Çağlar Söyüncü

La Turchia, però, non è solo una nazionale che difende, ma sa anche attaccare, come testimoniato dai 18 gol segnati in 10 partite. L’esperto Burak Yılmaz, con il suo backup Cenk Tosun, fanno da terminali offensivi alla Nazionale turca, coadiuvati da ÇalhanoğluCengiz Ünder. I due turchi, entrambi in forza nel nostro campionato, alimentano le fasce offensive della squadra di Güneş. Quello che manca, però, alla Turchia è la qualità in mezzo al campo. C’è Yazıcı che, indubbiamente, ha una buona tecnica e un buon dinamismo, ma non basta. Il centrocampo, infatti, è molto più di muscoli che di cervello, e questo, ai livelli della competizione che si apprestano ad affrontare, potrebbe essere un deficit da non sottovalutare.

Muscoli, solidità difensiva e attacchi veloci: questi sono i tre cardini del gioco della Turchia. Il primo aspetto potrebbe essere, per l’Italia, quello più difficile da gestire. Tuttavia, con la maggiore qualità si può arginare la fisicità turca.

SVIZZERA

Il 17 giugno, poi, sarà il turno della Svizzera che ha come obiettivo quello di far meglio rispetto a quattro anni fa, provando a superare gli ottavi di finale. Una missione difficile, ma non impossibile, per la compagine guidata da Vladimir Petković, che ha vinto il suo girone di qualificazione, battendo squadre ostiche come Danimarca Irlanda. Gli svizzeri si presentano a Euro2020 con molte meno attenzioni dell’ultima volta, quando da tanti erano visti come degli outsider, ma la qualità per far bene non manca neanche questa volta. Gli elvetici sono una realtà consolidata del panorama calcistico mondiale, come confermato anche dal dodicesimo posto nel ranking FIFA. Con grande autorevolezza hanno vinto il Gruppo D con 17 punti totali conquistati, due in più rispetto agli scandinavi.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Yann Sommer

Il gioco di Petković abbiamo imparato a conoscerlo nel periodo in cui è stato allenatore della Lazio: tanto possesso palla e una grande organizzazione tattica. Su questi principi si fonda anche la sua Svizzera, dove può contare su un ottimo tasso tecnico collettivo. Il modulo è il 3-4-1-2, con in porta Sommer, portiere affidabilissimo che da anni blinda la porta del M’Gladbach. In difesa spiccano i due giovani centrali Akanji ed Elvedi. Il primo, attualmente in forza al Borussia Dortmund, è considerato, in prospettiva, tra i migliori interpreti del ruolo. Rapidità, fisicità e personalità: sono queste le tre caratteristiche che fanno spiccare lo svizzero. Il secondo, invece, è un calciatore molto duttile. Infatti, può giocare sia da centrale che da terzino sinistro o anche da mediano, per via delle sue buone abilità in fase d’impostazione. Da tenere d’occhio anche Schär, affidabile centrale del Newcastle. Le fasce basse, invece, rappresentano un piccolo problema per gli elvetici: i titolari sono Ricardo Rodríguez e Lichtsteiner, entrambi terzini molto metodici, ma poco dinamici. Il problema principale della difesa svizzera, infatti, è proprio la mancanza di dinamismo, con delle transizioni difensive spesso lente e macchinose. In questo senso, sulla destra, potrebbe far comodo un calciatore come Mbabu, molto più dinamico e strutturato fisicamente dei primi due.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Manuel Akanji

Il punto forte della Svizzera, però, è il centrocampo. In un gioco organizzato tatticamente e con tanto possesso palla, come quello di Petković, avere un reparto centrale tecnico, ma anche strutturato è fondamentale. Xhaka Zakaria sono i due fari del centrocampo elvetico. Il primo, nonostante il momento negativo che sta passando nell’Arsenal, è sicuramente tra i giocatori più rappresentativi di tutta la Nazionale. Mancino educatissimo e leader assoluto del centrocampo, tutte le azioni passano dai suoi piedi. La sua presenza alla manifestazione continentale non è in dubbio, ma è chiaro che la situazione a Londra dovrà migliorare se vorrà presentarsi al top della forma. Il secondo, invece, è un giovane che fa gola a tanti top club europei, tra cui anche l’Inter, che si è messo in mostra con il Gladbach, grazie alle sue abilità sia difensive che in fase di primo possesso: veloce, strutturato fisicamente, bravo tecnicamente, lo svizzero è un perfetto esempio di centrocampista moderno. Tuttavia, il vero problema della Svizzera è l’attacco. Manca un attaccante che possa fare la differenza. Ad oggi, il tandem in avanti è composto da Seferović e Shaqiri, entrambi validi riferimenti offensivi, ma che, notoriamente, non segnano molti gol.

Possesso pallaorganizzazione tattica e un ottimo tasso tecnico collettivo: sono questi i tre snodi principali del gioco della Svizzera. L’Italia non deve assolutamente sottovalutare la compattezza degli elvetici, anzi deve saper sfruttare a proprio favore qualche incertezza nella loro fase difensiva.

GALLES

Il terzo e ultimo confronto dell’Italia andrà, poi, in scena contro il Galles, guidato dalla leggenda del Manchester United e dei Dragoni stessi, Ryan Giggs. Per i britannici questa è la seconda partecipazione ad un Europeo, dopo la prima, storica, nel 2016, dove arrivò un’inaspettata semifinale. La memorabile cavalcata si concluse solo con il ko a un passo dalla finale per 2-0 contro il Portogallo. Subito dopo, però, il Galles mancò la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Un trend negativo che è venuto fuori, in parte, anche durante queste qualificazioni, con un pass strappato solo all’ultimo respiro contro l’Ungheria. Secondo posto, quindi, in un girone difficile, ma non impossibile, che è stato vinto da una Croazia sempre più ombra di sé stessa.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Gareth Bale

Quello che ha cercato di fare Giggs è stato soprattutto osservare ed imparare. Da Chris Coleman, ex-allenatore dei gallesi e guida del miracolo sportivo del 2016, ha preso molto. Anche qui, il primo cardine dei Dragoni è l’organizzazione, accompagnata da una ricerca attenta del contropiede. Il Galles, infatti, è una squadra che punta molto sulla fase difensiva per recuperare palla e ripartire velocemente. Tuttavia, se la fase difensiva di Coleman era granitica, quella di Giggs sta facendo fatica a confermarsi come tale. Non sono molti, va detto, i gol che subiscono i britannici, ma spesso i difensori commettono degli errori che squadre più importanti non esiterebbero a sfruttare. Il tecnico per i suoi ha scelto un 4-2-3-1, che inizialmente non ha portato buoni risultati, ma che poi ha iniziato a funzionare. In difesa il migliore, attualmente, è il terzino sinistro Ben Davies, difensore affidabile e dalle buone abilità in fase di copertura. Il più interessante, però, è Ampadu, attualmente in prestito dal Chelsea al Lipsia, ma che ha già fatto vedere tutte le sue qualità. Occhio anche a Mepham, interessante centrale del Bournemouth. La porta, invece, è coperta dall’esperto Hennessey, che non sarà un portiere di primissimo livello, ma resta comunque un buon estremo difensore.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Ethan Ampadu

Se la difesa rappresenta un punto debole, nonostante Giggs prediliga un tipo di gioco più accorto con contropiedi fulminei, dal centrocampo a salire la situazione si fa più interessante. Sono due le certezze assolute di questa squadra: Ramsey e Gareth Bale. Il primo è da anni protagonista del calcio europeo. Anche ora alla Juve ha saputo ritagliarsi un suo spazio ed è diventato estremamente prezioso per il gioco di Sarri. Il secondo, invece, nonostante viva da separato in casa con il Real Madrid, resta ancora il leader assoluto di questa Nazionale. Proprio i contropiedi su cui punta il tecnico, vedono il suo principale interprete in Bale che, insieme, all’altra freccia sulla sinistra, il giovane talento dello United Daniel James, formano un duo da tenere sotto stretta osservazione. Al centro, poi, occhio anche a Harry Wilson, duttile trequartista, che può giocare anche sulle fasce, su cui Giggs fa grande affidamento. Il problema offensivo, però, viene fuori quando si parla di un finalizzatore. Alla squadra manca un numero 9 di livello. Attualmente ci sono Moore Vokes, ma oltre ad essere calciatori che militano nelle serie minori inglesi, non garantiscono competitività a grandi livelli.

Organizzazionericerca di una solidità difensiva contropiedi fulminei: ecco le tre caratteristiche più interessanti del Galles di Giggs. L’Italia dovrà stare attenta alle fasce, con James e Bale che possono fare molto male. A centrocampo, poi, ci sarà da limitare Ramsey, bloccando di fatto la prima manovra gallese.

Un girone ostico, ma non così difficile, che l’Italia ha il dovere di passare, anche continuando a convincere dal punto di vista del gioco. In attesa che arrivi giugno, Mancini osserva i suoi in campionato, con una selezione che si va pian piano sempre più delineando. Può veramente essere la grande occasione per gli azzurri per urlare al mondo il ritorno delle notti magiche.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale della Nazionale italiana di calcio

 

 

 

 

 

 

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