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#Eurobasket 2017: Slovenia-Serbia, Dragic chiude la sua carriera da MVP e re d’Europa.

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Slovenia-Serbia 93-85

Con le grandi favorite che si sono sciolte per strada come ghiaccio al sole, due delle più accreditate outsider si giocano la finale di Eurobasket. Da una parte, la Serbia, afflitta da gravi mancanze ma pur sempre una squadra difficilissima da affrontare. Dall’altra parte la Slovenia, un Goran Dragic al canto del cigno della sua esperienza nazionale, Doncic, il naturalizzato Randolph ed un Prepelic oltre ogni rosea aspettativa. La Serbia si affida alle “twin towers” Kuzmic e Marjanovic, playmaker occulti della squadra, ed un Bogdan Bogdanovic presente nei due lati del campo. Il primo break della partita lo firma l’ex Fener, prontamente ripreso dall’ottimo attacco sloveno. “NBA speed”, il termine che usa Sale Djordjevic per descrivere l’attacco avversario. Dragic e Doncic adorano alzare i ritmi delle partite, potendo entrare in ritmo più facilmente e potendo contare sui mismatch sugli accoppiamenti. Questa velocità rischierà di costargli caro quando Luka mollerà la presa sulla partita per un infortunio alla caviglia e Goran uscirà durante l’ultimo quarto con i crampi. Prepelic importantissimo per tutta la partita: percentuali da 3 eccellenti e firma messa sul primo vero parziale della partita a metà del secondo quarto. Un +11 che rischia di ammazzare la partita contenuto da due canestri di pura cattiveria in successione di Guduric e Lucic. L’infortunio di Doncic a metà terzo quarto rischia di deragliare la partita, sopra di 8 nel terzo quarto. Quell’episodio fa emergere la prepotenza cestistica di Dragic che, non contento dei 26 punti messi a segno nei primi due quarti, comincia a dispensare assist per Randolph e Prepelic tenendo a galla la Slovenia contro uno scatenato Bogdanovic.

L’ultimo quarto è la degna conclusione di una partita epica: la Serbia rimonta furiosamente passando in avanti a 5 minuti dalla fine con Macvan, Dragic esce per i crampi e Prepelic tira fuori il coniglio dal cilindro con una tripla che non ammette repliche. Randolph si riscopre penetratore e trova un fondamentale cuscinetto di sicurezza di 4 punti custodito gelosamente dalla stoppata di Vidmar su Marjanovic. Sette a quattro il conto delle stoppate a fine partita, una (quella del lungo sloveno) vale la partita. “You want to play well in the Final. My teammates, all the coaches, they put me in the right positions. It’s a team sport and I’m really proud of my teammates. It’s an unbelievable feeling.” (“Desideri giocare bene in finale. I miei compagni, gli allenatori mi hanno messo nella giusta posizione per farlo. È uno sport di squadra e sono veramente orgoglioso dei miei compagni. È una sensazione incredibile”). Queste le parole dell’MVP del torneo, Goran Dragic, che chiude come meglio non avrebbe potuto la sua carriera in nazionale. Altra medaglia d’argento per la Serbia, dopo quello delle Olimpiadi e dei Mondiali, si aggiunge anche il secondo posto all’Europeo. Ma Sale Djordjevic promette “vinceremo l’oro un giorno”.

Eurobasket in pillole

Si chiude così un’altra edizione di Eurobasket. C’è chi scende e chi sale, la Spagna ha molto da recriminare per questa finale mancata, la Russia ci ha fatto vedere a cosa serve avere un giocatore (seppur dall’andamento lunatico) in grado di spaccare le partite quando serve, la Germania può solo migliorare. Metabolizzato l’addio di Nowitzki, i tedeschi hanno tirato fuori una nazionale di livello assoluto e senza le assenza avrebbe potuto guardare con fiducia alle medaglie. Un torneo menomato dalle defezioni, dalla Serbia all’Italia alla Grecia, ma che ci ha regalato partite bellissime ed astri nascenti in grande spolvero. Per quanto riguarda la nostra nazionale, abbiamo visto una squadra quadrata, preparata in difesa ma mancante di soluzioni offensive. Messina ha fatto un lavoro eccellente, dando un canovaccio tattico cucito come un vestito di sartoria sui giocatori convocati. Abbiamo dato il massimo ed anche di più e questo è un merito importantissimo per un allenatore, fare più di così sarebbe stato onestamente difficile. Guardando l’età anagrafica di questa squadra i dati che ne traiamo non sono confortanti. Hackett, Datome, Belinelli e Gallinari sono intorno ai trent’anni e l’unico titolare che siamo riusciti a tirare fuori dai “nineties” è Nicolò Melli. Urge in fretta un ricambio generazionale ma all’orizzonte le nubi sono molte più dei raggi di sole. Probabilmente dovremo aspettare ancora del tempo per lottare per le medaglie anche in ambito europeo e, data la nostra grandissima tradizione cestistica, non possiamo essere felici di questo. Non dovremmo essere abituati a vedere una nazionale che lotta ma piuttosto una che vince e vederci scavalcati da un paese che solo ultimamente sta creando una propria cultura cestistica è abbastanza avvilente. Parafrasando il Danilo Gallinari di qualche anno fa, “ci siamo rotti le palle di perdere”. Ma, per cambiare registro in tempi brevi servirà ben più di Meo Sacchetti, ben più dello stesso Gallinari, ben più dell’organizzazione difensiva. Avremo la pazienza di aspettare?

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Palacio dal calcio al basket, la nuova vita del ‘Trenza’

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Cambia lo sport ma non l’entusiasmo per Rodrigo Palacio, l’argentino comincia la sua nuova avventura nel mondo del basket. Ritiratosi dal calcio giocato dopo la parentesi al Brescia nello scorso anno in Serie B, il Trenza si è subito cimentato in una nuova avventura all’età di 40 anni.

Palacio è sceso in campo nella partita di basket del Garegnano Milano, in occasione di un torneo amichevole. La società cestistica milanese milita attualmente nel campionato di Serie D. L’argentino ex Inter e Genoa ha giocato contro il Basket Trezzano, mettendo a referto 4 punti.

Dopo aver segnato 101 gol in Serie A in carriera e aver fatto cantare i tifosi con la palla tra i piedi, per Palacio adesso è giunto il momento di rimettersi in gioco con la palla tra le mani.

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Basket

DAZN si allarga: arrivano la Serie C e la Serie A di Basket

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Peluso

Come riportato sui propri canali social, Dazn allarga i propri orizzonti inglobando ElevenSports. Arriveranno la Serie C e la Serie A di Basket.

NOVITÀ SU DAZN

Dazn assorbe e ingloba ElevenSports all’interno della propria piattaforma. Pare che fosse tutto confermato dallo scorso 25 agosto.

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Eurobasket 2022, cosa è mancato all’Italia?

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Eurobasket 2022

Mercoledì si è interrotto il sogno azzurro. Per l’Italia l’Eurobasket 2022 è terminato contro la Francia ai quarti di finale, in una maniera a dir poco rocambolesca. A poco più di 2 minuti dalla fine della partita, Fontecchio aveva regalato il +7 azzurro con una tripla impossibile. Da lì in poi l’Italia non si è più mossa. A 14 secondi dalla fine e + 2 Italia, sempre Fontecchio è protagonista, stavolta in negativo, sbagliando entrambi i tiri liberi a disposizione. Heurtel realizza un veloce canestro da 2 punti e pareggia i conti, quindi overtime. Una volta ai supplementari però, l’inerzia era tutta dai francesi, che infatti hanno portato a casa la vittoria. Senz’altro ci sono state cose positive dell’Italia in questo Eurobasket, ma cosa è mancato alla nazionale di Pozzecco in questa folle partita contro la Francia?

I PUNTI DI FORZA DELL’ITALIA

Come ogni cosa, bisogna analizzare i pro e i contro. Si parte quindi prima dalle cose positive, perché comunque ce ne sono state parecchie nel corso dell’Eurobasket 2022. La cosa migliore è stata la forza e l’unione di questo gruppo, memore della bella esperienza affrontata l’anno scorso alle Olimpiadi, conquistate contro la difficile Serbia. La vittoria contro gli stessi serbi si è ripetuta anche nel corso degli europei, nonostante stavolta ci fosse anche il due volte MVP NBA Nikola Jokic.

Chi ha funzionato alla grande è stato Fontecchio, leader indiscusso di questa nazionale. L’infortunio di Gallinari lo ha spinto ancora di più a caricarsi l’Italia sulle spalle. Ha avuto però ottimi guerrieri al suo fianco, soprattutto Nik Melli e Marco Spissu. Il playmaker sardo si è conquistato in questo Eurobasket 2022 il posto da titolare un po’ a sorpresa, ma contro la Serbia è stato fenomenale con la serie di triple realizzate. Ottimo anche Melli, che pur non essendo un centro puro, è riuscito a tenere a bada gente come Jokic, ma ha anche fatto sudare qualche camicia pure a Rudy Gobert.

I PUNTI DI DEBOLEZZA DELL’ITALIA

La cosa particolare di questa nazionale, è che alcuni punti di forza sono allo stesso tempo punti di debolezza. Per esempio Pozzecco ha sicuramente unito ancora di più un gruppo già affiatato, grazie al suo atteggiamento esuberante. A volte però un allenatore deve avere anche del self-control, ma il Poz è davvero troppo emotivo.

C’è poi lo stesso Melli. Per carità, per come ha giocato in l’ Eurobasket 2022, non gli si può dir nulla contro. Sorge però sempre il solito problema della mancanza di un vero centro per gli azzurri. Purtroppo è una mancanza che ci si porta dietro da anni. Tessitori e Biligha non sono all’altezza di certi palcoscenici, e non possono reggere più di qualche minuto in campo contro squadre come la Francia.

Un punto di debolezza purtroppo è stato Fontecchio nell’ultima partita. L’eroe della nazionale è stato lui, ma chissà dove sarebbe ora l’Italia in questo Eurobasket 2022 se avesse realizzato anche solo uno dei due tiri liberi. Probabilmente in finale, dopo aver visto come la Polonia in semifinale è stata spazzata via malamente dai Blues. Nessuno potrà mai dirlo. Questa situazione ricorda per certi versi Baggio al mondiale di USA 1994. Il divin codino fu il migliore dell’Italia, e grazie a lui gli azzurri arrivarono in finale. Quel rigore sbagliato però fu decisivo, proprio come lo sono stati i liberi sbagliati da Fontecchio.

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Altri Sport

Italbasket, che impresa! Battuta la Serbia di Jokic

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L’Italbasket vola ai quarti di finale degli europei di pallacanestro. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la Serbia di Jokic, se la dovranno vedere con la Francia di Gobert e compagni. La squadra allenata da Gianmarco Pozzecco si è resa protagonista di una vera e propria impresa. Di fatti, prima del match, nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che il quintetto italiano avrebbe potuto battere una delle favorite alla vittoria finale.

Gli azzurri hanno chiuso i primi due quarti in svantaggio di soli sei punti: 51-45. Ma dal terzo quarto in poi, la storia è cambiata. I ragazzi di Pozzecco; espulso per proteste, sono riusciti grazie alle straordinarie prestazioni di Spissu (mvp del match), Melli, Fontecchio e Polonara a guadagnarsi uno storico quarto di finale. Ai serbi non basta l’immensa prestazione di Luka Jovic, autore di una doppia doppia. Adesso, agli azzurri, non rimane che continuare a sognare.

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