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Europa League time: alla scoperta del girone E

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Europa League time: alla scoperta del girone E

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L’urna di Montecarlo ha sentenziato il destino, tra le altre, della Lazio in Europa League. Insidioso è certamente l’aggettivo più consono a descrivere il percorso che dovranno affrontare biancocelesti. L’esito del sorteggio, del resto, poteva certamente essere più benevolo e meno complicato per la formazione italiana.

Celtic, Rennes e Cluj: sono queste le avversarie dei capitolini in questa prima fase a gironi. Squadre sulla carta abbordabili per una formazione esperta come quella di Simone Inzaghi. Una Lazio che tuttavia non dovrà adagiarsi su ipotetici allori fondati su un pronostico che, talvolta, può tradire le attese.

Continuità, dunque, deve essere la parola chiave per una formazione che non deve sottovalutare una competizione che, anno dopo anno, diviene sempre più competitiva e prestigiosa nel panorama calcistico europeo. Numero Diez affronta oggi l’analisi del gruppo E.

LAZIO

Partiamo anzitutto col considerare la Lazio. La squadra di Simone Inzaghi è approdata direttamente alla fase a gironi grazie alla vittoria in Coppa Italia contro l’Atalanta per 2-0. Le reti di Correa e Milinkovic Savic in finale hanno consegnato ai capitolini la qualificazione diretta al sorteggio di Montecarlo.

Fonte: profilo instagram @official_sslazio

Quello dei biancocelesti è l’ottavo approdo alla fase a gironi di Europa League: un record che permette loro di eguagliare quello del Salisburgo, figlio di una continuità in ambito europeo fondamentale in termini di competitività e crescita a livello internazionale. Tra l’altro, nelle ultime sei edizioni cui ha preso parte, la Lazio ha sempre passato questa prima fase a girone. Un preambolo che lascia ben sperare i fan del fattore pronostico.

L’inizio di campionato è stato nel complesso convincente. La vittoria contro la Sampdoria è stato il prologo perfetto per una stagione che si preannuncia esaltante in termini di gioco e risultati. Il pareggio nel derby contro la Roma, poi, è un risultato amaro perché i biancocelesti avrebbero meritato tranquillamente i 3 punti, sia per la prestazione offerta che per le occasioni prodotte.

Parlando poi di tattica, il 3-5-2 è un must imprescindibile nei piani tecnici di Simone Inzaghi. La linea difensiva composta da Radu, Acerbi e Luiz Felipe fa da solido schermo a Strakosha fra i pali. L’Europa League potrebbe però essere teatro di un primo turnover nelle scelte del tecnico piacentino, con Vavro che potrebbe trovare titolarità in Europa fin dall’esordio.

L’11 sceso in campo nel big match contro la Roma in Serie A. Fonte: Google

Il centrocampo biancoceleste, poi, rappresenta il connubio perfetto fra la quantità garantita da Lucas Leiva in regia arretrata e Milinkovic Savic e la qualità garantita sempre da quest’ultimo in tandem con Luis Alberto. La campagna estiva di calciomercato ha permesso ai capitolini di conservare i pezzi pregiati, puntellando la rosa laddove era più necessario operare. Una linea d’azione che ha portato il neo acquisto Manuel Lazzari in quella fascia destra imprescindibile nel gioco di Inzaghi, che prevede una copertura lungo tutta la corsia dell’esterno. Se Senad Lulic, poi, è il titolare inamovibile in campionato sulla sinistra, il discorso in Coppa potrebbe cambiare, con Marusic o Jony pronti a subentrargli.

Infine, in attacco la staffetta fra Ciro Immobile e Felipe Caicedo è una realtà molto concreta, con Joaquín Correa in tandem con una delle due punte. L’imperativo categorico della Lazio è dunque uno solo: dare continuità al percorso europeo di questi anni e confermarsi una certezza in Europa League.

L’esordio contro il Cluj, nonostante le insidie che l’incontro riserva, può dare la giusta spinta iniziale verso la corsa europea che attende i biancocelesti.

CELTIC

L’estrazione della seconda fascia del gruppo E ha avuto come esito il Celtic. Clamoroso è l’intreccio creatosi dopo i preliminari di Champions League: gli scozzesi, eliminati dal Cluj nel terzo turno verso la fase a gironi, ritrovano i rumeni proprio nel teatro dell’Europa League. La volontà, adesso, è riscattare la delusione per il mancato raggiungimento della Champions League con una grande annata nell’ex Coppa UEFA.

Fonte: profilo instagram @celticfc

I Campioni di Scozia rappresentano certamente l’insidia più grande della Lazio per la testa del girone. Il percorso in campionato finora non ha riservato sorprese: 12 punti su 12 è il bottino raccolto dai biancoverdi. Un risultato avvalorato ulteriormente dal trionfo nel big match contro i rivali del Ranger di Glasgow vinto dai The Hoops per 2-0.

Per quel che concerne la tattica, le idee di Neil Lennon spaziano da un 4-2-3-1 di partenza a un 4-3-3 in caso di maggiore densità a centrocampo. La staffetta in porta fra Forster in campionato e Gordon in Europa presuppone la presenza di quest’ultimo negli impegni di Coppa.

Il 4-2-3-1 sceso in campo contro il Rangers. Fonte: google

La coppia difensiva è composta dal tandem fra Christopher Jullien e Nir Biton, con la spinta e sovrapposizioni sulle corsie laterali di Bolingoli e Ajer. La quantità a centrocampo garantita da Callum McGregor e del capitano Scott Brown fa da schermo al gioco fatto di qualità e geometrie della trequarti. In quest’ultima Johnston, Christie e Forrest compongono un tridente fra le linee alle spalle dell’unica punta Odsonne Édouard.

Il giovane francese classe 1998 è la grande promessa del Celtic: per lui finora 3 gol e 2 assist in 3 partite, a testimonianza del valore del ragazzo e della sinergia acquisita col resto della squadra nel corso di 2 stagioni. I 22 gol e 8 assist in 52 uscite stagionali ne sono una diretta testimonianza.

Il fattore casa sarà senz’altro la grande forza degli scozzesi, che al debutto contro il Rennes fuori casa potrebbero fare fatica. Fondamentale, dunque, sarà fare del Celtic Park il teatro di spettacolo e concretezza nel risultato.

RENNES

Si considerino adesso i francesi del Rennes. I Les Rouges et Noirs rappresentano una vera e propria insidia in questo gruppo E ricco di potenziali colpi di scena. In campionato i rossoneri viaggiano allo stesso ritmo del PSG: 3 vittorie e una sconfitta per il club della Bretagna. Nonostante Lazio e Celtic siano squadre più blasonate per l’approdo ai sedicesimi di finale, la volontà dei francesi è quella di fare dell’equilibrio e della competitività i valori fondanti di questi incontri europei.

Fonte: profilo instagram @staderennaisfc

Complice di questo discorso è la voce calciomercato del Rennes. I francesi hanno chiuso la sessione estiva con due acquisti fondamentali nell’economia della squadra di quest’anno. In primis Raphael Dias Belloli, alias Raphinha. L’ala offensiva brasiliana è stata acquistata sul finire del calciomercato dallo Sporting Lisbona per 21 milioni di euro. Un investimento importante figlio del desiderio di competere nel lungo periodo su più fronti. Assieme poi all’innesto di una vecchia conoscenza della Serie A: M’Baye Niang è stato infatti riscattato dal Torino per 15 milioni di euro.

Il modulo dei rossoneri è speculare rispetto a quello della Lazio. Il 3-5-2 di Julien Stephan predilige lo sviluppo della manovra dalle corsie laterali, creando dunque densità al centro in favore dei cross dagli esterni.

Il 5-3-2 sceso in campo contro il Nizza in Ligue 1. Fonte: google

In caso di necessità, poi, il pragmatismo tattico dei laterali consente di difendere con un 5-3-2 più di controllo che di spinta in avanti. Questa soluzione è stata adottata a più riprese nell’ultimo periodo, una mossa tattica che ha reso possibile addirittura la vittoria contro i Campioni di Francia parigini.

Jérémy Morel, Jérémy Gélin al centro e Damien Da Silva fanno da schermo in difesa all’estremo difensore classe 1992 Edouard Mendy. L’approcio multitasking sulle corsie laterali è reso possibile dal lavoro di quantità e qualità di Faitout Maouassa sulla destra e di Hamari Traoré sulla fascia sinistra. La coppia d’attacco Niang-Del Castillo, infine, permette alla fase offensiva di poter contare sul giusto equilibrio fra velocità, potenza e finalizzazione. Occhio anche al talentino Camavinga, classe 2002: un predestinato che in queste prime giornate sta trovando sempre più spazio in mezzo al campo e che potremo ammirare nelle due sfide contro la Lazio.

CFR CLUJ

Passiamo infine a considerare la quarta fascia del groppo E, il Cluj. Nonostante sia stata l’ultima pescata la squadra rumena rappresenta in tutto e per tutto la vera incognita del girone, quella formazione che, più di tutte probabilmente, è in grado di regalare sorprese inaspettate, conferendo emozioni fin dalle prime partite.

Fonte: profilo instagram @cfrclujofficial

Sul terreno nazionale i rumeni spadroneggiano da diversi anni: ben 5 i campionati conquistati dal 2008, due dei quali conquistati nelle ultime due stagioni. L’approdo in Europa League arriva dalla mancata qualificazione alla Champions, avendo perso il secondo turno preliminare con lo Slavia Praga, oggi avversaria, tra le altre, dell’Inter.

Tatticamente parlando, Dan Petrescu si affida alla solidità tattica di un classico 4-3-3 a premiare il fraseggio fra ali e terzini sulle corsie laterali, creando così densità al centro. In caso di necessità, poi, l’assetto tattico passa a un 4-2-3-1 più dinamico sulle corsie laterali.

Il 4-3-3 del Cluj sceso nell’incontro in campionato rumeno. Fonte: google

Il club rumeno punta tutto sulle proprie certezze, in particolare l’attaccante venezuelano Mario Rondon. Per lui la scorsa stagione 10 gol e 4 assist in 18 presenze. Quest’anno, poi, sono 2 le reti realizzate finora nelle qualificazioni della Champions. L’altro punto fermo della compagine rumena è senz’altro il centrocampista serbo Damjan Djokovic. La mezzala croata è il perno del centrocampo del Cluj, il collante fra i reparti a dettare la manovra in fase di possesso.

Crescita è il termine chiave nell’analizzare questa squadra. La volontà di proseguire il processo di crescita anche in ambito europeo è grande, un fattore figlio del desiderio di dare competitività a un girone scritto solamente sulla carta. L’esordio in casa contro la Lazio sarà un match indicativo sul destino del girone.

IL CALENDARIO

19/09 Rennes-Celtic
19/09 Cluj- Lazio

03/10 Lazio -Rennes
03/10 Celtic-Cluj

24/10 Celtic-Lazio
24/10 Rennes-Cluj

07/11Lazio-Celtic
07/11 Cluj-Rennes

28/11 Lazio-Cluj
28/11 Celtic-Rennes

12/12 Rennes-Lazio
12/12 Cluj-Celtic

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram Europa League

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De Vrij verso l’addio all’Inter: c’è un club spagnolo su di lui

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Sono giorni di mercato intensi quelli dell’Inter. La rottura con Skriniar, il tentativo per Smalling, il rinnovo di Acerbi e l’incognita Dumfries: quello difensivo è senza dubbio il reparto che più sarà rivoluzionato nelle prossime sessioni di calciomercato. Ad aggiungersi alla lista è anche De Vrij, il quale vedrà il proprio contratto scadere a giugno 2023.

SIRENE SPAGNOLE PER DE VRIJ

Secondo Nicolò Schira ad aver manifestato il proprio interesse nei confronti del centrale olandese sarebbe il Villareal di Setièn. Il sottomarino giallo è alla ricerca di una figura esperta che possa completare il pacchetto difensivo e avrebbe segnato sul proprio taccuino proprio il nome del classe ‘92. L’idea prendere un giocatore della caratura dell’ex Lazio fa gola ai dirigenti del club spagnolo, il quale vorrebbe attendere giugno per mettere a segno il colpo a zero. 

L’Inter prende tempo, De Vrij si guarda intorno. E il prossimo anno due difensori su tre del reparto nerazzurro potrebbero non essere più giocatori della Beneamata. 

 

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Premio di 2 milioni per Enzo Fernandez per essere rimasto al Benfica

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Enzo Fernandez

La telenovela principale di questo calciomercato, che sembrava si stesse chiudendo con un bel lieto fine, è stata la trattativa tra Benfica e Chelsea per il trasferimento di Enzo Fernandez.

Il centrocampista argentino ha disputato un Mondiale a dir poco eccellente e i Blues, alla ricerca di un profilo adatto, avevano sondato il terreno per l’acquisto, con il Benfica che, tuttavia, ha tirato fuori una controfferta da 120 milioni di euro, valore della clausola rescissoria.

Il trasferimento di Fernandez al Chelsea sembra essere saltato almeno per il momento e, stando a quanto riportato da Record, il giocatore riceverà un premio da 2 milioni di euro per essere rimasto a Lisbona.

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McKennie-Leeds: si valuta un cambio di formula

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mcKennie-Leeds

Sembrano esserci sviluppi sulla trattativa che vede Weston McKennie diretto in Premier League, precisamente al Leeds United. Se finora si parlava di un trasferimento a titolo definitivo, la formula potrebbe cambiare in un prestito con diritto di riscatto, secondo quanto riportato da Gianluca di Marzio. Nonostante questa modifica, le cifre resterebbero invariate, trattandosi di 30 milioni più 5 di bonus.

La trattativa sembra procedere spedita, con i club che hanno trovato un’intesa di massima dal punto di vista economico. Resta solo da capire se il diretto interessato accetterà la destinazione inglese, unendosi ad una conoscenza della Nazionale, Willy Gnonto.

 

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Il Valencia punta in alto: si tenta il colpo Saul Niguez

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Saul Niguez

Il Valencia di mister Gattuso non sta navigando in buone acque, considerando i miseri 3 punti di vantaggio dalla zona retrocessione. Per scalare la classifica de LaLiga, i pipistrelli stanno pensando di richiedere Saul Niguez in prestito per 18 mesi. Presenza quasi fissa nella panchina dell’Atletico Madrid, il giocatore ex Chelsea potrebbe accettare la destinazione per avere più spazio, considerando che Simeone gli ha concesso poco più di 800′ fin qui.

Il 28enne spagnolo sarebbe un innesto che aumenterebbe notevolmente il tasso tecnico del club valenciano, voglioso di rivalsa e di tornare grande come una volta. Secondo quanto riportato da Relevo, la trattativa è più che un semplice sogno, ma la palla passa ai colchoneros che decideranno se accettare o meno la formula proposta dal Valencia.

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