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Calcio Internazionale

Eurorivali, il Genk di Hagi e Berge

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L’avventura europea del Napoli è senz’altro cominciata nel migliore dei modi. La prorompente vittoria all’esordio contro il Liverpool ha lanciato i giusti segnali sul piano dell’entusiasmo e delle ambizioni partenopee in questa Champions League. Due reti a zero contro i Campioni d’Europa, del resto, non è impresa da poco per chiunque, specie per una squadra con la costante volontà di migliorarsi e crescere, sia in campionato che in coppa.

Il tifo della Luminus Arena sarà un fattore in più per i padroni di casa del Genk. Gli oltre 17mila tifosi creeranno un’atmosfera infuocata in questa notte di Champions League. Si prevedono oltre 1200 tifosi del Napoli a sostegno degli Azzurri. Fonte: profilo instagram @krcgenkofficial

L’imperativo categorico, adesso, è proseguire l’eccezionale avvio della fase a gironi confermandosi una formazioni di livello anche in ambito europeo. Un’operazione, questa, che passa per la sfida in trasferta contro la Cenerentola di questo Gruppo E. Con la ferma consapevolezza che sfide già decise sulla carta, nel calcio e in particolare in Coppa dei Campioni, non esistono. Ecco dunque l’analisi di Numero Diez del Koninklijke Racing Club Genk, o più semplicemente Genk, gli eurorivali del Napoli in questa notte di Champions League.

UNA SQUADRA GIOVANE

Il primo aggettivo associabile al Genk è senz’altro quello di giovane. Basti pensare in primis che l’anno di fondazione della società belga è il 1988, quando il Waterschei Thor e il K.F.C. Winterslag decisero di fondersi per aumentare la competitività delle rispettive formazioni. Una mossa che ha avuto effetti nel complesso più che positivi, considerando i successi maturati in 30 anni di storia. 4 campionati belgi, 4 coppe nazionali, 2 supercoppe del Belgio e soprattutto la consapevolezza di aver creato una delle realtà calcistiche più solide e appassionanti che la Pro League belga possa offrire.

Fonte: profilo instagram @krcgenkofficial

Giovane, poi, è un termine che si incrocia alla perfezione con la filosofia della società di puntare sul talento delle nuove generazioni. A testimonianza di ciò si tenga conto dell’età media della squadra di 23.3 anni, oltre al fatto che soltanto il portiere Danny Vukovic, coi suoi 34 anni, supera la soglia dei 30 anni. L’evoluzione e la crescita della società passa, appunto, per la volontà di dare spazio a quelle giovani stelle del domani che vogliono risplendere e farsi notare nel palcoscenico del mondo.

Infine la parola giovane crea un tandem perfetto col fattore esperienza europea di questa squadra. Quella di quest’anno, infatti, è soltanto la terza partecipazione del Genk in Champions League nella propria storia. Le altre sono state nelle stagioni 2002-20032011-2012, dove in entrambi i casi i belgi si dovettero fermare ai sei incontri che la prima parte della Coppa dei Campioni prevede.

FABBRICA DI TALENTI

Se il primo concetto riferibile ai belgi è quello di giovane, il secondo è quello di fabbrica di talenti. Diversi, infatti, sono i talenti giunti al Genk in punta di piedi e poi esplosi in ogni dove nell’Europa che conta. Negli ultimi 10 anni da quelle parti sono stati allevati alcuni degli attuali top player mondiali, rendendo la piazza del Genk un’autentica palestra di vita calcistica in grado di coltivare campioni nella vera essenza del termine.

Fonte: profilo instagram @thibautcourtois

Si pensi anzitutto alla storia di Thibaut Courtois. Il portiere del Real Madrid iniziò da terzino e maturò l’intera trafila nel settore giovanile biancoblù fino a contribuire all’ultimo scudetto del club, salvo poi essere ceduto al Chelsea per 9 milioni di euro. Si considerino poi Yannick Ferreira Carrasco e Divock Origi, accomunati dal fatto che vennero entrambi ceduti nel 2010 rispettivamente al Monaco e al Lille. E ancora con Kevin De Bruyne. Per lui sono stati 7 gli anni complessivi al Genk, con oltre 100 presenze in prima squadra tra gol, 17, e assist, 36.

Fonte: profilo instagram @kkoulibaly26

Ma la grande capacità di scoprire talenti da parte del Genk ha riguardato anche la nostra Serie A. Giocatori del calibro di Timothy Castagne, Sergej Milinkovic-Savic e Kalidou Koulibaly sono passati per la gavetta propiziatoria della società belga. Il difensore senegalese in Pro League trascorse due anni ad alti livelli, nel segno di 92 partite e 3 reti, una coppa belga e le prime esperienze in ambito europeo. Per poi passare nel 2014 i quel Napoli col quale, stasera, affronterà il proprio passato che lo rese grande.

PERCORSI TATTICI IN DIVENIRE

L’inizio di campionato del Genk non è certamente fra i più esaltanti. Il club è attualmente settimo in una Pro League che vede il Brugge capolista già a sei punti di distacco dopo 8 giornate di campionato. Le sconfitte contro Zulte Waregem e Charleroi sono state decisive in questo discorso. Oltre, naturalmente, al disastroso esordio in Champions League contro il Salisburgo. Per quanto il Red Bull sia una squadra sulla carta superiore rispetto al Genk, 6 gol è un qualcosa che difficilmente si sarebbe potuto pronosticare.

I belgi, sotto la guida di Felice Mazzù, non hanno ancora trovato la propria caratura tattica. E se da un lato il camaleontico atteggiamento del mister di origini calabresi non offre punti di riferimento fissi agli avversari, dall’altro non offre garanzie tecniche agli stessi interpreti. Complice di ciò, come detto in precedenza, sono i risultati non particolarmente esaltanti.

Fonte: profilo instagram @krcgenkofficial

L’identità tattica di partenza sarebbe dovuta essere un 4-3-3 a premiare il talento di Paul Onuachu al centro del tridente offensivo e Sander Berge in cabina di regia davanti alla difesa. Eppure l’evoluzione tattica ha fatto passare il volto di questa squadra a un 4-4-2 più strutturato in difesa, col tandem fra Onuachu e Mbwana Samatta come coppia offensiva. Ma le innovazioni tattiche non si fermano qui: nel pareggio per 3-3 contro il Sint-Truiden è andato in scena un 4-2-3-1 di stampo maggiormente europeista, con Samatta unica punta e Ianis Hagi nel ruolo di trequartista e di incursore fra le linee avversarie.

Fonte: profilo instagram @ianishagi

Tatticamente parlando, dunque, le certezze che il Genk fornisce agli avversari sono ben poche. Quel che rimane certo, invece, è il talento di questa squadra e di alcuni interpreti in particolare. Su tutti il già citato Ianis Hagi, che ha già avuto un assaggio di Serie A con la maglia della Fiorentina. Il giovane ventenne di origini turche si è già di fatto preso la leadership di questa squadra, con 3 reti e 2 assist collezionati in 7 partite di campionato disputate fin qui. Il tandem con Sander Berge davanti alla difesa offre al Genk una doppia regia nelle due fasi, col trequartista a impostare quando si attacca nell’ultimo passaggio a premiare il movimento dei compagni. Alternando, all’occorrenza, le sue doti di incursore fra le linee e fornendo una soluzione in più al tiro.

Fonte: profilo instagram @sanderberge25

Sander Berge, poi, è l’altro talento da tenere d’occhio su tutti. Il giovane classe 1998 dimostra ampi margini di miglioramento, sia nel gioco aereo che in fase difensiva. I suoi 198 centimetri uniti a un fisico imponente sono fattori decisivi in questi fondamentali. Come detto in precedenza nel discorso di Hagis, poi, le sue capacità in cabina di regia forniscono al Genk una direzione del gioco arretrata nella prima impostazione, in modo da alzare col palleggio il proprio baricentro e dare libero sfogo alla fantasia calcistica in avanti.

Quel che rimane certo è che, nonostante il titolo di Cenerentola del Gruppo E associatogli fin dall’inizio di questa Champions League, il Genk è una squadra che fa del dinamismo delle proprie giovani leve e dell’imprevedibilità tattica le proprie armi migliori. Col Napoli chiamato a fare un ulteriore passo in avanti nel proprio cammino europeo.

(Fonte immagine di copertina: Fonte: profilo instagram @krcgenkofficial)

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Gabriel Jesus, intervento riuscito: i tempi di recupero

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Brasile

Infortunatosi nel secondo tempo del match della fase a gironi tra Brasile e Camerun, Gabriel Jesus si è sottoposto a un’operazione al ginocchio. L’intervento, eseguito con successo, comporterà un consueto periodo di riabilitazione che terrà il giocatore lontano dai campi per circa tre mesi. Di seguito, il comunicato dell’Arsenal:

Gabriel Jesus ha subìto con successo un intervento chirurgico al ginocchio destro dopo aver subito un infortunio durante la partita della fase a gironi della Coppa del Mondo Brasile-Camerun venerdì. Gabby inizierà ora il suo programma di riabilitazione. Tutti nel club stanno sostenendo Gabby e lavoreranno duramente per riportarlo in campo il prima possibile“.

Una brutta tegola per i verdeoro di Tite che dovranno fare a meno dell’attaccante per tutto il resto della competizione. Brutte notizie anche per Mikel Arteta che non potrà contare sul contributo del calciatore in uno dei periodi più delicati della stagione dei Gunners.

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Salihamidzic su Musiala: “Parleremo del suo futuro al Bayern dopo il Mondiale”

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Calciomercato 2022

Uno dei gioielli più luccicanti del panorama europeo è certamente Jamal Musiala, centrocampista del Bayern Monaco e della nazionale tedesca. Il talento di Stoccarda, nonostante la precoce eliminazione della Germania, ha impressionato con le sue giocate al Mondiale, tanto da meritarsi una sempre più probabile conferma col club bavarese.

A tal proposito, il direttore sportivo del Bayern Hasan Salihamidzic ha confermato, in un’intervista alla Bild, la volontà di trattenere il classe 2003:

Abbiamo detto alla madre di Jamal e alla sua dirigenza che siamo molto contenti di Jamal. Vogliamo sederci con loro dopo la Coppa del Mondo per parlare dell’ulteriore futuro di Musiala al Bayern“.

Parole importanti e decise da parte del dirigente bosniaco che lasciano intendere l’estrema fiducia nei mezzi e nelle potenzialità del prodotto di Lehnerz.

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Eden Hazard si ritira dalla Nazionale belga: l’annuncio

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hazard

Eden Hazard, il capitano del Belgio, ha annunciato il suo ritiro dalla Nazionale. Il flop dei Mondiali in Qatar l’ha spinto a lasciare i Diavoli Rossi, queste le sue parole scritte su Instagram.

“Oggi si volta pagina… Grazie per il vostro affetto. Grazie per il vostro impareggiabile sostegno. Grazie per tutta questa felicità condivisa dal 2008. Ho deciso di porre fine alla mia carriera internazionale. La nuova generazione è pronta. Mi mancherai”. 

Eden Hazard con la nazionale ha giocato 126 partite, collezionando 33 reti. La federazione belga l’ha ringraziato con un post sui social: “Grazie. I migliori auguri, capitano”.

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Cristiano Ronaldo aspetta l’Europa, vuole ancora giocare la Champions

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Portogallo

Cristiano Ronaldo è in attesa di scoprire cosa gli riserverà il futuro. Secondo Nicolò Schira, prima di accettare la ricca offerta dell’Al Nassr, CR7 preferisce aspettare un’offerta da parte dei club europei che giocano la Champions League.

Proprio per accontentare le richieste del suo cliente, Jorge Mendes, è al lavoro per trovare una sistemazione europea all’ormai ex giocare del Manchester United. Mentre il suo agente cerca soluzioni per il suo futuro, Cristiano Ronaldo rimane in Qatar con il suo Portogallo. Ieri sera, dopo la vittoria della sua Nazionale contro la Svizzera, uscendo dallo stadio si è esposto sul suo futuro con poche parole ma efficaci: “Accordo con l’Al Nassr? No, non è vero“, queste le dichiarazioni riportate da Record. CR7 sta aspettando l’Europa.

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