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L'Everton penalizzato: cosa succede ora e la statistica positiva

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L’Everton penalizzato: cosa succede ora e la statistica che fa ben sperare

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Everton Beto

EVERTON PENALIZZAZIONE – Quando si pensa al miglior campionato in Europa, non si può non menzionare la Premier League. Il massimo campionato britannico è un esempio per la sua grande competitività e la forte presenza di top club, che lo rendono un mix perfetto di storia e spettacolo. Tra i club più antichi d’Inghilterra figura l’Everton che, recentemente, ha subito un’importante penalizzazione di 10 punti. La classifica, ovviamente, ha risentito, trascinando i Toffees al penultimo posto in classifica, rispetto al tredicesimo posto precedentemente occupato. Cosa succede ora? Ci sono dei precedenti? Si sa ben poco, ma dietro a questa penalizzazione potrebbe esserci qualcosa di molto più grande.

LA PENALIZZAZIONE DELL’EVERTON: I MOTIVI

Penultimo posto e poche possibilità di salvarsi: la situazione attuale dell’Everton dopo la penalizzazione non è assolutamente rose e fiori. Il motivo della sottrazione dei punti risale alla violazione delle regole di sostenibilità e redditività della Premier League. I Toffess erano già stati deferiti da una commissione indipendente a marzo, per presunte violazioni riferite alla stagione 2021-22. Dopo l’udienza del mese scorso, si parlava di una possibile multa o un blocco dei trasferimenti, ma la Premier League ha preferito utilizzare la mano pesante, confermando la detrazione di punti. La squadra di Sean Dyche scivola così al diciannovesimo posto, solamente sopra il Burnley per differenza reti.

Non è finita qui: l’Everton ha intenzione di fare reclamo contro la Premier League per questa penalizzazione. La società difenderà fortemente la propria posizione, presentando ricorso contro la sanzione, definita “Del tutto sproporzionata e ingiusta“.

La nota ufficiale del club, infatti, recita che:

L’Everton Football Club è scioccato e deluso dalla decisione della commissione della Premier League. La società ritiene che la commissione abbia imposto una sanzione sportiva del tutto sproporzionata e ingiusta. Il club ha già comunicato l’intenzione di ricorrere in appello contro la decisione della Premier League. Il processo di appello inizierà ora e il caso del club sarà ascoltato a tempo debito da una commissione di appello nominata secondo le regole della Premier League”.

Sarà un processo lungo che, però, condizionerà fortemente il prosieguo della stagione dei Toffees. Dietro le quinte si svolgerà un iter burocratico molto impegnativo: i giocatori dovranno essere bravi a mantenere al di fuori della propria testa tutti i pensieri riguardanti la penalizzazione. Non sarà per nulla semplice, ma l’Everton vuole e ha bisogno di restare in Premier League.

I PRECEDENTI: CHE COSA È SUCCESSO?

Un’udienza di questo tipo è successa solamente un’altra volta nella storia. È il caso del Manchester City, imputato di oltre 100 accuse per il fair play finanziario. L’esito del processo è ancora in corso e, secondo quanto riportato dal The Athletic, il verdetto richiederebbe molto tempo per essere raggiunto, a causa di numerosissime prove da esaminare. Anche il Chelsea, all’inizio di questa stagione, ha fatto trasparire alcune informazioni finanziarie riguardanti la gestione del precedente proprietario, Roman Abramovich. La UEFA ha inflitto una multa di 10 milioni di euro per la violazione di luglio, mentre la Premier League e la Federcalcio continuano ad indagare.

Ci sono stati dei casi molto simili in passato, ma la Federazione inglese non ha mai inflitto una pena così pesante. Sono solamente due le squadre che hanno subito una decurtazione di punti nella storia della Premier League. Nel 1996-97, il Middlesbrough ha perso 3 punti per non essersi presentato ad una partita, mentre il Portsmouth ha visto 9 punti in meno nella sua classifica della stagione 2009-10 per alcuni problemi interni alla società.

GLI ULTIMI ANNI DELL’EVERTON: LE DIFFICOLTÀ CULMINATE IN UNA PENALIZZAZIONE

Con l’arrivo del nuovo presidente Farhad Moshiri nel 2016, i tifosi dell’Everton potevano tornare a sognare. Un proprietario generoso, con un portafoglio importante, che avrebbe potuto riportare i Toffees agli sfarzi di un tempo. Il magnate anglo-americano ha voluto iniziare con il botto, portando sulla panchina Ronald Koeman e spendendo circa 150 milioni di sterline sul mercato. Il presidente ebbe anche lo stesso budget per i successivi allenatori, Frank Lampard e Rafa Benitez, riportando i Toffees in Europa. Infatti, il settimo posto di Koeman riportò in Europa League l’Everton, per poi confermare dei piazzamenti nella parte sinistra della classifica con i successivi allenatori.

Queste spese vennero spesso utilizzate per giocatori ben al di sotto di quel valore, vendendoli le stagioni successive per molto meno. L’arrivo della pandemia di COVID-19 riportò i conti in una situazione grave, ma gestibile, poiché, in un mercato normale, l’Everton probabilmente non sarebbe riuscito a recuperare. Nel marzo del 2022, come riporta il The Athletic, il club ha registrato una perdita di 121 milioni di sterline, portando qualche controllo in più da parte della federazione, soprattutto da parte del Leeds e del Burnley.

Le ultime due stagioni sono lo specchio delle difficoltà recenti dell’Everton, culminate nella penalizzazione appena inflitta. Sedicesimo posto nella stagione 2021-22, con la salvezza conquistata nelle ultime battute di campionato. Stesso copione per la passata stagione, con la permanenza in Premier League raggiunta nell’ultima giornata. Un risultato che non rappresenta il monte di sterline speso per costruire una squadra che voleva puntare almeno alla parte sinistra della classifica.

È GIÀ SUCCESSO: L’EVERTON PUÒ CERCARE NUOVAMENTE IL MIRACOLO

La statistica, però, premia l’Everton, che, nonostante la penalizzazione, potrebbe puntare ad una incredibile salvezza. All’inizio della stagione, la previsione Opta dava alla squadra di Sean Dyche il 34.4% di possibilità di retrocedere. Quella cifra, però, si è vertiginosamente ridotta (3.5%) dopo un buon inizio di stagione, culminato con la vittoria contro il Crystal Palace della scorsa giornata. Il monte di punti per la salvezza dovrebbe essere intorno ai 35: in questo momento, l’Everton avrebbe bisogno di 30 punti nelle prossime 26 giornate per provare a salvarsi. Potrebbero bastarne anche di meno, poiché nella stagione 2020-21 il Fulham riuscì a piazzarsi diciottesimo con soli 28 punti.

C’è anche un dato Opta che può far sorridere Sean Dyche: l’unica squadra che riuscì a salvarsi con 4 o meno punti dopo la dodicesima giornata fu proprio l’Everton, nella stagione 1994-95. In quel caso non ci fu nessuna penalizzazione, solamente un brutto inizio. Inoltre, in quell’anno, i Toffees vinsero anche la FA Cup, unica competizione che, negli ultimi anni, sta regalando qualche soddisfazione al club. Infatti, nel biennio 2020-22, l’Everton è arrivato entrambe le volte ai quarti di finale, eliminato prima dal Manchester City, poi dal Crystal Palace.

Insomma, l’impresa è molto complicata, ma non impossibile. Nella Merseyside ci sarà anche una leggenda della Premier League come Sean Dyche: The Ginger Mourinho” è da sempre un allenatore propenso ai miracoli, come dimostrato soprattutto nella sua esperienza precedente con il Burnley.

EFFETTO DOMINO: LA PENALIZZAZIONE DELL’EVERTON, IL CHELSEA E IL MANCHESTER CITY

La penalizzazione dell’Everton potrebbe essere la prima vittima di uno scenario molto più grande. Come riporta il Times, giornale autorevole all’interno della Gran Bretagna, il Chelsea e il Manchester City starebbero rischiando tanto. I numerosi capi d’accusa per il fair play finanziario potrebbero portare due colossi della Premier League a fare i conti con la retrocessione diretta in Championship. Sarebbe la pena più grande della storia della Premier League, visto che si parlerebbe di una stangata da oltre 30 punti di penalizzazione, che andrebbe a pareggiare il record negativo del Luton Town e del calcio inglese in generale.

Non è finita qui nemmeno per l’Everton. Infatti, il processo iniziato dal club potrebbe dare il via ad un’ulteriore penalizzazione. I bilanci relativi alla stagione conclusa a giugno 2023 devono essere consegnati entro la fine di marzo. Tuttavia, ai club è stato richiesto di fornire una panoramica entro il 31 dicembre per valutare la conformità in termini di profitti e sostenibilità. Il rapporto sottolinea che l’Everton dovrà presentare risultati solidi nell’ultimo anno per evitare ulteriori sanzioni, considerando le perdite registrate di 120,9 milioni di sterline nel 2021 e 44,7 milioni di sterline nel 2022. A riportarlo è il Daily Express.

Sta per iniziare un periodo veramente complicato per l’Everton, che dovrà fare i conti sia con la penalizzazione che con il morale dei giocatori, i quali saranno chiamati a compiere nuovamente la scalata verso la salvezza.

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Roma – Feyenoord 5-3 d.c.r, le pagelle: la Roma agli ottavi di Europa League!

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in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

Stessa storia, stesso posto, stesso risultato. La Roma vince il suo terzo scontro ravvicinato con gli olandesi del Feyenoord e stacca il pass per gli ottavi di finale della Uefa Europa League. Protagonista assoluto del match Mile Svilar, autore di due parate fondamentali nella lotteria dei calci di rigore.

Ecco le pagelle del match offerte da Numero Diez direttamente dalla tribuna stampa dello Stadio Olimpico.

LE PAGELLE DELLA ROMA

Svilar 9: Mile Svilar, l’uomo ragno giallorosso. Il capello educato e lo sguardo furbo non sono le uniche cose che lo accomunano all’eroe Marvel: il serbo nella lotteria finale tira fuori dei riflessi istantanei da vero Spider Man che salvano la Roma e consentono il passaggio del turno. Dopo due anni passati in panchina, all’ombra di un altro, il serbo coglie al volo l’occasione di emergere e si prende il palcoscenico nella serata più importante. CARPE DIEM.

Karsdorp 6: Alterna buone giocate a leggerezze evitabili, sul bilancio generale le due direzioni si annullano. CHIAROSCURO. (dal 66’ Celik 5.5: confuso e affaticato, non un ingresso felice).

Mancini 7: Leader. Sbaglia poco o nulla e garantisce una copertura attenta ed efficace fino all’ultimo minuto. Il passaggio del turno porta scritta la sua firma a caratteri cubitali. IMPONENTE.

Llorente 6: Bravo a coadiuvare il compagno di reparto nella marcatura dell’unico centravanti ospite, chiude bene gli spazi quando Mancini tenta l’anticipo. Lo scontro che lo costringe ad uscire in  barella dal campo è davvero inquietante, la speranza è che non sia nulla di grave. (Dall’84’ Ndicka 6: entra in un momento delicato del match e non fa rimpiangere il predecessore. ATTENTO).

Spinazzola 6.5: De Rossi, almeno fino ad ora, non sta sbagliando una singola scelta di formazione. L’esterno italiano, lanciato titolare dal 1’, spinge e convince. Geertruida non regge il confronto di cilindrata e arranca spesso, i cross che partono dalla sua fascia sono davvero tanti. L’avversario, l’atmosfera, chissà: oggi in campo sembrava di vedere lo Spinazzola dei tempi di Tirana. RITROVATO. (Dal 106’ Angelino sv)

Cristante 5: Nel centrocampo della Roma è quello che gioca peggio. Troppe imprecisioni e letture sbagliate nella scelta dei filtranti, fornisce un buon apporto solo in fase di non possesso. A METÀ.

Paredes 6.5: La cura De Rossi non smette di funzionare, il paziente mostra continui segni di miglioramento. Sempre ben posizionato, serafico gestisce la manovra ed elargisce sventagliate ben calibrate: il ‘nuovo’ Leandro non è un fuoco di paglia. COMPASSO.

Pellegrini 7: Nella burrasca, quando la nave vacilla, è nel capitano che sono riposte le speranze e la fiducia della ciurma. Il gol di Gimenez fa calare un’atmosfera spettrale all’Olimpico, lui raddrizza il timone: l tiro è un raggio di luce che schiarisce le anime e le idee della squadra giallorossa, una perla assoluta. APRITI CIELO. (Dal 70’ Aouar 6: questo Houssem può dire la sua nella Roma. Ottimo ingresso in campo. BENE).

Dybala 6.5: Ha voglia di incidere, si vede. Si giostra bene sulla trequarti e traghetta la sfera da un lato all’altro del campo, offre una qualità calcistica che non ha eguali tra i 22 in campo. Abbandona il prato verde solo al 100’, quando le sue gambe non rispondono più. (Dal 101’ Baldanzi sv)

Lukaku 5: È il grande assente della notte europea giallorossa. Il 4-3-3 scelto da De Rossi attira su di lui tutte le attenzioni dei centrali difensivi avversari, vero, ma un grande attaccante come lui ha il compito di fare meglio. Il suo primo tiro in porta arriva al 120’, quando Wellenreuther si supera con una parata in allungo e nega al belga una rete davvero importante. L’errore dal dischetto poteva costare tanto, troppo a lui e alla squadra. INESPLOSO.

El Shaarawy 6: Garantisce corsa e qualità all’attacco della Roma, la buona reazione dei padroni di casa dopo lo svantaggio incassato lo vede tra i protagonisti. Confeziona l’assist per Pellegrini e spinge sul gas per tutta la durata dei 90’. A RITMO. (Dal 91’ Zalewski 6: entra in campo e sbaglia lo sbagliabile, poi il rigore. Una respiro, due passi e l’esplosione di gioia: il ragazzo sta vivendo un momento particolare, la pressione su di lui è molta, gli serviva invertire la rotta per tornare a giocare in maniera spensierata. DECISIVO).

All. De Rossi 7: La Roma passa il turno. Dopo 90 minuti di tensione in cui la sua famosa vena rischia di esondare, ecco l’urlo di gioia finale. Con grinta e carattere i giallorossi staccano il pass per gli ottavi di finale e mantengono vivo l’obiettivo stagionale. DDR.

LE PAGELLE DEL FEYENOORD

Wellenreuther 7: Il portiere che tante belle cose aveva mostrato nel match di andata ha replicato: sicuro nelle uscite e ordinario nel resto. Non si perde in errori e salva su Lukaku nel finale. OTTIMO

Geertruida 5: Cade succube di uno Spinazzola ispirato. Vive da ammonito buona parte della gara, quando è puntato sembra correre sul sapone. INSUFFICIENTE

Beelen 6.5: Duro e spigoloso, si stampa a colori su Lukaku e cerca in ogni modo di arginare le sue mosse. Non è sicuramente il giocatore più elegante in campo ma il suo compito lo svolge attentamente. MEGLIO L’OMONIMA.

Hancko 5: Slot gli affida la guida della linea difensiva, nel complesso non disputa una brutta gara.L’errore dal dischetto pesa come un macigno. ONESTO.

Hartman 6: Nel primo tempo Dybala gli provoca un’acuta labirintite, poi aggiusta il tiro nella ripresa scegliendo una strategia molto più difensiva. ANNEBBIATO.

Wieffer 5: Il centrocampo è il reparto più deficitario dell’organico di Rotterdam. Nel primo tempo non tocca la palla, poi i ritmi calano e il centrale emerge. Comunque troppo poco. ASSENTE. (Dal 119’ Jahanbakhsk 5: sbaglia dagli 11 metri)

Timber 5: Lo stesso discorso fatto nei confronti di Wieffer vale per lui. Va in difficolta troppo facilmente e si perde nella fitta rete di passaggi romanista. Meglio nei tempi supplementari. SOLO DOPO.

Stengs 5: Si trova in campo solo fisicamente. Non viene chiamato mai in causa dai suoi, rimane completamente avulso dalle dinamiche del match. TRASPARENTE. (Dal 59’ Zerrouki 5: sbaglia il rigore).

Nieuwkoop 5.5: Propizia il gol di Gimenez con un tiro cross abbastanza casuale, poi combina poco o nulla. UN LAMPO E POI? (Dal 70’ Minteh 6: non viene mai servito sul lungo, in una partita così chiusa fatica ad impattare. FRENATO).

Gimenez 6.5: Si presenta all’Olimpico in qualità di nemico pubblico numero uno, ci mette pochi minuti a confermare i timori giallorossi. La deviazione di spalla denota un ottimo senso del gol: non sarà una rete da Puskas ma porta il Feyenoord in vantaggio. OCCASIONISTA. (Dal 77’ Ueda 6: cerca di creare problemi e realizza il calcio di rigore).

Paixao 6: L’autore del gol di Rotterdam non incide. Cerca di scardinare la serratura difensiva della Roma con giocate nello stretto, di fatto non vince quasi mai il duello uno contro uno. PREVEDIBILE. (Dal 59’ Ivanusec 6: alimenta con muscoli e polmoni la crescita del Feyenoord registrata nei supplementari. TORO).

All. Slot 6: Roma non è un bel posto per l’allenatore. L’incubo della Lupa continua, questa volta in maniera amarissima. Il Feyenoord segna un po’ per caso, poi regge pochi minuti in vantaggio. I rigori sono un aspetto che trascende le capacità del tecnico, ma la Roma nei 120’ ha meritato il turno. DESOLATO.

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UFFICIALE – Joe Hart annuncia il ritiro dal calcio giocato: le sue parole

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Joe Hart, calciatore del Celtic - Scottish Premier League, Scottish Cup, Scottish League Cup, Champions League

Si ritira un pezzo di storia del calcio moderno inglese: questa vota ad appendere i guantoni al chiodo è Joe Hart. L’estremo difensore vanta una gloriosa carriera, i cui maggiori successi sono arrivati con la maglia del Manchester City (indimenticabile il campionato vinto attraverso il pazzo finale di partita contro il QPR). Non ha portato trofei, ma tra le parentesi degne di nota non si può dimenticare il suo passato in Italia, che lo ha visto vestire da titolarissimo la maglia del Torino. Attualmente, l’inglese gioca per il Celtic in Scozia. Tuttavia, questa sarà l’ultima tappa di una carriera, che si chiuderà all’età di trentasei anni, come annunciato dallo stesso portiere.

LE PAROLE DI JOE HART SULLA DECISIONE DI RITIRARSI

LE PAROLE DEL PORTIERE – “Ci penso da un po’, non credo ci sia un momento giusto o sbagliato, fisicamente sto molto bene, ma sono nel calcio professionistico da quando avevo 16 anni. Ho percorso ogni strada per mantenermi nella migliore forma possibile e dare il massimo. Sto ancora benissimo, ma sono consapevole che il tempo non aspetta nessuno e non voglio che sia il mio corpo a dirmi che è arrivato il momento del ritiro“.

IL COMMENTO DI BRENDAN ROGERS – “Per noi è stato una grande risorsa, al di là delle qualità da portiere, Joe è un uomo eccezionale con cui è fantastico lavorare e che dà sempre il massimo, sono sicuro che continuerà a farlo fino al termine della stagione“.

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Le formazioni ufficiali di Rennes-Milan: Pioli punta su Leao e Jovic!

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Rafael Leao, calciatore del Milan - Serie A, Coppa Italia, Champions League, Europa League

Questa sera alle 18:45 il Milan affronterà il Rennes per la partita di ritorno dei play-off di Europa League. Gli uomini di Pioli all’andata hanno dominato in quel di San Siro con un netto 3-0 che ha regalato una fetta grossa di qualificazione ai rossoneri, ma occhi a sottovalutare i francesi. Il Rennes infatti, anche dando uno sguardo al campionato è una squadra viva e nulla è impossibile nelle notti magiche europee.

I rossoneri arrivano dalla dolorosa sconfitta di Monza subita domenica scorsa, dove Pioli ha preferito effettuare il turn-over proprio in funzione della partita di questa sera. Motivo per cui tutti i fari sono puntati sui calciatori rossoneri che sono chiamati a prendersi la qualificazione con una prestazione di forza e soprattutto senza patemi. I padroni di casa invece arrivano dalla convincente vittoria maturata tra le mura amiche contro il Clermont con un secco 3-1, a conferma dell’ottimo momento che stanno vivendo i francesi in campionato, dove sono settimi a -2 dalla zona Europa, ma con una striscia di cinque successi consecutivi.

LE FORMAZIONI UFFICIALI DI RENNES-MILAN

RENNES (4-4-2): Mandanda; G. Doué, Omari, Theate, Truffert; Bourigeaud, Gouiri, Santamaria, D. Doué; Kalimuendo, Terrier. All. Stephan.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Florenzi, Gabbia, Kjaer, Theo Hernandez; Bennacer, Musah; Pulisic, Reijnders, Leao; Jovic. All. Pioli.

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La Nazionale spagnola prolunga l’accordo con Luis de la Fuente: il comunicato

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de la Fuente

A poco meno di meno quattro mesi dal gong dei prossimi Europei, la Nazionale spagnola ha deciso di rinnovare la fiducia nei confronti del proprio commissario tecnico, Luis de la Fuente. La federazione si è avvalsa di esercitare la clausola unilaterale di prolungamento del contratto inclusa nell’accordo col tecnico. Tale estensione consentirà a de la Fuente di sedere sulla panchina della Spagna anche nei prossimi Mondiali, in programma nel 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Un gesto autentico di stima verso il proprio tecnico della Federazione spagnola. Arrivato dopo l’esperienza precedente con l’under 21, de la Fuente ha guidato le Furie Rosse alla vittoria della Nations League. Nel percorso verso Euro 2024, la sua Spagna si è classificata prima nel proprio girone, davanti alla Scozia. Durante la sua guida tecnica, va ricordato come de la Fuente abbia pure valorizzato diversi giovani talenti. Tra questi, Lamine Yamal, fiore all’occhiello della nuova Spagna e marcatore più giovane nella storia della Nazionale iberica. Di seguito il comunicato della Federazione spagnola.

COMUNICATO – “La commissione di gestione della RFEF ha autorizzato agli organi della Federazione di esercitare la clausola di rinnovo inclusa nel contratto dl commissario tecnico, Luis de la Fuente. Ciò permetterà il prolungamento della relazione di entrambe le parti fino al prossimo Mondiale. La Commissione di gestione considera ciò come un passo necessario per dare stabilità alla Nazionale in vista del prossimo Europeo”.

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