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Ex, storie di tante ferite aperte

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Ex, storie di tante ferite aperte

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“Tu quoque, Brute, fili mi”
“Proprio tu, Bruto, figlio mio”

Non è mai bello essere traditi da chi non ti aspetti. Ci siamo permessi di scomodare la storia risalente agli antichi Romani, citando la celebre frase pronunciata da Giulio Cesare a Bruto mentre i congiurati lo accoltellavano. La storia è piena di colpi infieriti a sorpresa, da chi mai avresti immaginato che potesse tradirti: e anche nello sport, i casi sono migliaia.

Una delle prime espressioni di stampo calcistico che capita di incontrare subito, fin da piccoli, è quella di “ex”. Non è niente di diverso dal concetto di ex legato all’amore: hai un giocatore che ti rappresenta, del quale ti sei innamorato calcisticamente, che onora la tua maglia e che la porta in alto; poi quest’ultimo sceglie di cambiare, che sia per soldi, che sia per ambizione o per semplice voglia di cambiare. Ti lascia, a volte facendoti cadere nella disperazione – se il giocatore in questione è realmente così forte – o magari ti lascia indifferente, perché come quella ragazza che ti ha lasciato poco o niente, si tratta di un “giocatore come tanti altri”. Molto spesso però capita di incontrare di nuovo la vecchia fiamma, che può avere il dente avvelenato o magari essere semplicemente onorato di ritrovare la gente che lo ha apprezzato. Ed è qui che entra in gioco la paura del “gol dell’ex”.

Stiamo parlando di un vortice di emozioni, perché come detto le parti in causa sono tante: il giocatore può reagire in maniera diversa in base all’ex, a seconda di come si è trovato con lei e di come si è concluso il rapporto; la tifoseria che incontra di nuovo un calciatore può ancora sentirsi tradita dall’abbandono di quest’ultimo, o magari applaudire e salutare con calore chi ha rispettato i tuoi colori. Ci sono tante sfaccettature, e ci sono tanti episodi che sono entrati nella storia del calcio.

Partiamo da casa nostra: Italia, per l’esattezza Genova, sponda blucerchiata. Un giovane attaccante argentino sta facendo intravedere un potenziale enorme, cominciando a segnare con continuità nonostante abbia solo 19 anni. Stiamo parlando di Mauro Icardi, che dopo i 10 gol alla sua prima stagione in Serie A sceglie di lasciare chi lo ha lanciato nel grande calcio, prendendosi la maglia numero 9 dell’Inter. L’avranno presa bene i Doriani? Ovviamente no.
Purtroppo, come spesso accade, quando la tifoseria ti rivede con altri colori sul proprio terreno di gioco, non ti lascia tranquillo: fischi, sfottò, insulti e chi più ne ha, più ne metta. Purtroppo per i blucerchiati, Icardi non ha mai sofferto troppo questo, infatti in 10 partite giocate contro la sua ex squadra, i gol sono stati ben 11, 6 solo in questa stagione, 4 soltanto nell’ultima uscita.

Icardi è il caso più fresco, ma in questa stagione non è certo stato l’unico ad aver purgato la sua ex squadra.

Quest’anno è risultato curioso il caso di Goran Pandev. Il macedone è reduce da qualche stagione deludente con la maglia del Genoa, ma da quando è arrivato Ballardini il suo rendimento si è sicuramente innalzato; tanto spirito di sacrificio, diversi sprazzi di quella qualità che ha mostrato nei suoi anni in Italia, ma comunque pochi gol. Ciò che però sorprende è che delle tre reti realizzate in questa stagione, due sono state inferte a due sue ex squadre: prima la Lazio, con i tifosi di casa che lo fischiavano e che poi si sono gelati al momento della coltellata, e poi contro l’Inter; in questo caso i tifosi nerazzurri hanno applaudito la rete di uno degli eroi del Triplete del 2010, con lo stesso Pandev che non ha ecceduto nell’esultanza. In passato aveva già colpito queste due squadre, quando indossava la maglia del Napoli.

A proposito di Napoli, anche Marco Borriello può rientrare nella categoria “ex”: il bello e prestante attaccante della Spal è un altro dei bomber viaggiatori del nostro campionato, vantando addirittura il record di maglie con cui è andato a segno in Serie A, ben 12 (condiviso con Nicola Amoruso). Com’è logico che sia, anche Borriello vanta diverse segnature da ex, a tal punto che soltanto l’anno scorso con la maglia del Cagliari ha colpito contro Roma, Genoa ed Atalanta. Dalle sue parti, nel napoletano (dove curiosamente non ha mai giocato), lo chiamerebbero core ‘ngrato.

Un altro napoletano è Fabio Quagliarella, che ha avuto nella sua lunga carriera ben 9 maglie sulle spalle: a differenza di tanti altri giocatori, l’attaccante originario di Castellammare di Stabia è stato più volte accusato di essere troppo rispettoso nei confronti delle squadre per le quali aveva esultato in passato. Ha giocato al Torino, e ha segnato al Torino; ha giocato a Firenze, e ha segnato alla Fiorentina; ha giocato a Napoli, Udine, e Torino sponda bianconera, ed ha segnato contro il Napoli, contro l’Udinese e contro la Juventus. Una carriera da girovago ti costringe a segnare contro il tuo passato, ma se sei Quagliarella hai sicuramente imparato a comportarti in questo genere di situazioni.

Questi sono soltanto alcuni degli esempi di animali da ex, ma come ci sono giocatori particolarmente portati nel deludere le proprie vecchie fiamme, ci sono anche squadre che sono solite sfruttare il dente avvelenato dei suoi giocatori.
Indovinate un po’, ma alcuni dei gol che hanno regalato la serie di 6 scudetti consecutivi alla Juventus sono proprio dei bocconi amarissimi da ingerire per le altre squadre: da principio fu Pirlo, che su punizione purgò il suo Milan – con un Abbiati non esente da colpe – nel 2013, poi è rimasto fortemente nella testa dei tifosi romanisti il gol nel finale che Osvaldo segnò all’Olimpico, esplodendo in un’esultanza rabbiosa quanto polemica nei confronti dei suoi ex supporters. Quel gol fu peraltro decisivo per lo Scudetto bianconero.

Più recentemente, sempre la Roma è stata sconfitta dal gol del suo ex difensore centrale MehdiBenatia, mentre la Fiorentina ha dovuto subire lo smacco di una rete su calcio di punizione del suo vecchio numero 10, Federico Bernardeschi. Da nuova bandiera viola a nuova leva bianconera, i tifosi fiorentini non l’hanno certo presa bene, ma nonostante sia stato subissato di fischi, Berna non ha fatto una piega. Ma l’ex di lusso che si è visto più volte colpire è sicuramente GonzaloHiguain: dopo l’addio al veleno dal Napoli, il bomber argentino ha timbrato subito alla prima occasione contro i suoi ex compagni nella scorsa stagione, ripetendosi poi in Coppa Italia eliminando gli azzurri in semifinale. Con tanti saluti al suo “amico” Aurelio De Laurentiis.

Com’è ovvio che sia, non si vedono soltanto in Italia storie del genere: andando indietro nel tempo, in Spagna nessuno dimentica il gol di Luis Figo al suo vecchio Barça appena dopo il suo passaggio agli odiati rivali del Real Madrid, uno dei trasferimenti più chiacchierati del nuovo millennio. In Germania i tanti trasferimenti che hanno visto arrivare giocatori dalle squadre di tutto il paese al Bayern pigliatutto hanno portato ad una serie infinita di gol dell’ex pesanti: su tutti, a Dortmund in pochi dimenticano le reti subite dall’ex attaccante polacco RobertLewandowski, anche se forse è stato più pesante il colpo scagliato da Mario Götze, nato e cresciuto con il giallonero addosso e poi andato a giocare per gli odiati rivali. Per poi tornarsene di nuovo a casa, a Dortmund.

In Francia invece i più celebri gol dell’ex arrivano da Le Classique, da Olympique Marsiglia-Paris Saint-Germain. Prima sotto la Tour Eiffel di Parigi, poi affacciati sul porto di Marsiglia, sia il grintoso albanese LorikCana – passato anche dalla Lazio – che il roccioso difensore argentino GabrielHeinze – anche lui nella città eterna ma con la maglia della Roma – hanno colpito da ex la squadra oggi di proprietà qatariota; il primo lo ha fatto nel 2005, anno del suo passaggio dal PSG all’OM, mentre Heinze nel 2011, diversi anni dopo aver lasciato i capitolini.

In Inghilterra invece i due casi forse più opposti, accaduti entrambi nello stesso stadio: da una parte il gol di FrankLampard con la maglia del City contro il suo Chelsea, la squadra della quale è stato la bandiera per 13 anni; dall’altra EmmanuelAdebayor, il togolese che aveva segnato tantissimo con la maglia dell’Arsenal, ma che si fece ingolosire dalle tante sterline che i ricchi proprietari dei Citizens gli offrirono. Nessuno dimentica la corsa sotto il settore ospiti occupato dai tifosi dei Gunners, che tra un lancio di oggetti ed una serie di epiteti poco graditi si videro “umiliati” dall’esultanza di Adebayor.

Per chiudere questo ciclo, non possiamo non mostrarvi uno dei momenti più toccanti che riguardano un gol dell’ex. Parliamo di diversi anni fa, della stagione 2000-01 di Serie A: a Roma si gioca Roma-Fiorentina, ed è la prima volta in cui Gabriel OmarBatistuta affronta da avversario la sua donna più bella, la più amata, quella per la quale non si è mai tirato indietro, fino ad arrivare quasi a non camminare a fine carriera. La partita scorre lentamente verso il fischio finale rimanendo su uno scialbo 0-0, fin quando un missile da fuori area non finisce alle spalle del portiere viola Toldo.

Forse lo sapevano i tifosi romanisti. Forse anche quelli fiorentini. Anche Batigol lo sapeva già, probabilmente. Perché quando incontri una ex non sai mai come puoi reagire, ma sai soltanto che in un modo o nell’altro, reagirai.

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Como-Venezia 2-1, le pagelle: Cutrone decisivo, Pierini è innocuo

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Patrick Cutrone, giocatore del Como, Serie B, Coppa Italia

COMO-VENEZIA PAGELLE – Scontro diretto sentitissimo al Sinigalgia quest’oggi. Il Como ospita il Venezia nel big match valido per la 28esima giornata del campionato di Serie B. Classifica sempre più trafficata per quanto riguarda il secondo posto. I lariani al momento sono quarti a 49 punti, i veneti invece si trovano al secondo posto con solo due punti in più. Sarà battaglia in un campo scivoloso e complicato. Al 38′ arriva un grandissimo gol di Simone Verdi che apre le danze con un gran destro da fuori area. Soltanto un minuto dopo, però, arriva il pareggio di Pohjanpalo che sfrutta una disattenzione difensiva del Como e colpisce di testa su un bel cross messo in mezzo da Zampano. Fino al 90’ tutto tace, ma ci pensa Patrick Cutrone con un eurogol che porta la vittoria al Como.

LE PAGELLE DEL COMO

Semper 6: la traversa lo salva ben due volte e su un’occasione sbaglia proprio il rinvio che invita Tessmann al tiro. Alla fine si rifà di qualche imprecisione con una parata pazzesca su Olivieri.

Curto 5.5: partita difficile per lui. Zampano lo mette in difficoltà e gli scappa via più volte. Parte anche da una sua incertezza il gol del pareggio del Venezia. (dal 54′ Iovine 6.5: Entrato molto bene, serve l’assist per Cutrone nel momento più importante ).

Goldaniga 6: partita pulita di Goldaniga che con esperienza guida la difesa del Como nelle battaglie.

Odenthal 6: sempre più abituato a lottare con gli abilissimi attaccanti della B. Oggi riesce a limitare Pohjanpalo per quanto possibile.

Sala 6.5 : fascia coperta alla perfezione soprattutto al secondo tempo.

Abildgaard 6: cresce nel secondo tempo ma sbaglia alcuni passaggi importanti. Sufficienza che arriva grazie ad alcune importanti intercettazioni.

Bellem0 6: il capitano da tutto quello che può in campo finché non viene sostituito. Impreciso in alcune occasioni ma un vero lottatore in mezzo al terreno di gioco. (dal 81’ Braundöder 6: Entra con sicurezza e in base all’inerzia della partita si adatta).

Strefezza 6: si vede da tante cose la qualità di un calciatore che in Serie B può decidere le partite. Oggi ha faticato un po’ ma con la palla tra i piedi riesce a far magie.

Da Cunha 6: trova un bell’assist a inizio partita ma inizia poi a nascondersi un po’. (dal 81’ Chajia 6: Entra con cattiveria e lotta fino alla fine).

Verdi 6,5 : trova un gran gol e fraseggia bene palla a terra. Impreciso nei cross. (dal 65′ Cutrone 7: Fa un gol spettacolare al novantesimo minuto e lotta su ogni pallone. La B gli sta stretta ed è per quello che vuole portare in A il suo Como a suon di gol.)

Gabrielloni 5.5 : si divora un gol davanti a Joronen pochi minuti prima del gol di Verdi. Pressa molto ma non riesce mai ad incidere particolarmente. (Fumagalli 6: Ce la mette tutta per aiutare la squadra nonostante i pochi minuti a disposizione).

PAGELLE VENEZIA

Joronen 6: sui due gol non può fare molto. Gioca una bella partita.

Sverko 6: tanta concentrazione durante la partita e pochissime sbavature.

Svoboda 6: come i suoi compagni di reparto non sbaglia molto. Il risultato è frutto di episodi dove non potevano fare miracoli.

Idzes 5.5 : leggermente meno preciso dei suoi compagni dietro. Si perde nell’ultima occasione da gol del Como dove però fa il possibile per evitare la rete.

Zampano 6.5: fa venire un mal di testa incredibile al povero Curto e serve un bell’assist per il gol del pareggio.

Busio 6: oscilla tra la sufficienza e l’insufficienza ma cresce nel secondo tempo dopo un primo parziale decisamente sotto tono. (dal 75′ Andersen 5.5: ha il compito importante di far salire la squadra insieme ai suoi compagni di centrocampo. Purtroppo non ci riesce e in mezzo al campo non è precisissimo).

Tessmann 6: sfiora un capolavoro su un pallone che cade dal cielo dopo un errore di Semper. Prende la traversa.

Bjarkason 6: un po’ nascosto ma fa comunque filtrare bene il pallone quando deve girarla ai compagni. (dal 61′ Ellertsson 6: non fa molto per meritarsi più della sufficienza).

Candela 6: Si lotta meno sulla sua fascia e di conseguenza si fa vedere leggermente meno. (dal 75′ Dembele 6: cerca di ubriacare Sala ma non ci riesce. Gioca bene finché la barca non inizia ad affondare).

Pierini 5,5: l’unico a non impensierire Semper tra i giocatori più offensivi. Perde possesso diverse volte. (daL 75′ Olivieri 6: sfiora il gol del vantaggio. Semper lo ferma con un colpo di reni).

Pohjanpalo 6,5: lotta in continuazione e guadagna ogni centimetro disponibile. Segna il gol del pareggio con una grande incornata. (dal 82′ Gytkjaer S.V: Non riesce a fare molto e non prende voto).

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Zirkzee e Ferguson rispondono a Lookman: il resoconto di Atalanta-Bologna

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zirkzee

Atalanta-Bologna, match valevole per la 27esima giornata di Serie A, termina sul punteggio di 1-2. Al gol di Lookman rispondono il rigore di Zirkzee e Ferguson, che in tre minuti ribaltano la Dea. Con questa vittoria, il Bologna resta saldamente al quarto posto in classifica. L’Atalanta viene superata dalla Roma e scivola al sesto posto.

ATALANTA-BOLOGNA: IL PRIMO TEMPO

Il primo tempo dell’incontro si è caratterizzato per un buon ritmo e opportunità da entrambi i lati, nonostante i portieri non abbiano effettuato interventi significativi. La differenza è stata fatta dalla rete di Lookman al 28′: il nigeriano ha iniziato e concluso l’azione, segnando dopo il tentativo respinto da Skorupski sul tiro di Zappacosta. Gli ospiti mostrano coraggio, creando la loro migliore occasione da un angolo con Fabbian.

ATALANTA-BOLOGNA: IL SECONDO TEMPO

Nel secondo tempo, il Bologna rientra in campo determinato a ribaltare il risultato. Al 56′, Zirkzee stupisce con un tocco di tacco magistrale, mettendo Saelemaekers in area, il quale viene anticipato da Koopmeiners che lo stende: il rigore viene assegnato agli ospiti. Il tiro dal dischetto viene trasformato proprio dall’olandese: il suo destro inganna il portiere e porta il punteggio in parità.

Al 61′, i rossoblù ribaltano la situazione. È un momento clamoroso al Gewiss Stadium, dove il punteggio si capovolge nel giro di soli 4 minuti: dopo che il pallone viene respinto in area, Ferguson colpisce splendidamente di destro al volo da fuori area, mandando il pallone nell’angolino basso e portando il punteggio sul 2-1 a favore degli ospiti. All’86’, lo scozzese è vicinissimo a chiudere la partita. Il Bologna sferra un contropiede sulla destra: il capitano rossoblù calcia in diagonale, Carnesecchi respinge e Lucumí sfiora di poco il tap-in anticipandolo. Nei successivi minuti, gli ospiti hanno sapientemente gestito il vantaggio acquisito, cercando anche di raddoppiare la propria rete con ulteriori offensive. Al Gewiss Stadium, Atalanta-Bologna termina sul punteggio di 1-2.

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Napoli-Juventus formazioni ufficiali: Calzona conferma, Allegri cambia

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Andrea Cambiaso, giocatore della Juventus e Natan, giocatore del Napoli, Serie A, Coppa Italia

Qui le formazioni ufficiali di Napoli-Juventus, partita di cartello di questa domenica di Serie A. Al Maradona gli uomini di Calzona ospitano la compagnia di Allegri per una sfida che ogni volta vale più dei soli 90′. I campioni d’Italia, reduci dal roboante 1-6 con il Sassuolo, vogliono dare continuità alla buona prestazione, ma dovranno vedersela con i bianconeri che vengono dal successo in extremis contro il Frosinone.

Queste le formazioni ufficiali di Napoli-Juventus:

FORMAZIONI UFFICIALI NAPOLI-JUVENTUS

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera; Anguissa, Lobotka, Traorè; Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Calzona

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Rugani, Bremer, Alex Sandro; Cambiaso, Miretti, Locatelli, Alcaraz, Iling Jr.; Vlahovic, Chiesa. All. Allegri

 

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Atalanta-Bologna, in tribuna anche il CT Spalletti

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Spalletti Italia

Al Gewiss Stadium sta andando in scena Atalanta-Bologna, gara valida per la 27° giornata di Serie A. Sugli spalti dell’impianto lombardo, sono molte le illustre presenze e non latitano inoltre alcuni ospiti d’eccezione.  Tra i vari profili di spicco dello sport italiano e non solo,  c’è anche il CT dell’Italia, Luciano Spalletti.

Come accaduto in altre gare del massimo campionato italiano, quella del commissario tecnico si tratta di una partecipazione deputata al componimento dell’organico in vista dei prossimi impegni della Nazionale. Sono tanti infatti i profili monitorati dal tecnico ex Napoli e Inter nel corso di Atalanta-Bologna. Nella fattispecie, tra le fila del club orobico, Spalletti avrebbe mostrato interesse per Marco Carnesecchi e Giorgio Scalvini. Il portiere classe 2000, tuttavia, nelle ultime uscite stagionali, si è distinto con alcune convincenti prestazioni e non è esclusa una convocazione in occasione delle partite contro Venezuela ed Ecuador.

Nel Bologna, invece, come riportato da Nicolò Schira, i nomi attenzionati sono quelli di Orsolini e Calafiori. Protagonisti a suon di ottime prove, i due calciatori rappresentano le pietre angolari della squadra di Thiago Motta, autrice fino ad adesso di una rutilante stagione. L’esterno classe ’97 ha siglato nove reti in campionato, mentre il difensore (tra l’altre) ex Roma e Basilea ha sciorinato solidità difensiva e dato prova delle proprie ottima qualità.

 

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