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F1 GP Australia, gara - Verstappen vince una corsa pazza, 0 punti per la Ferrari

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F1 GP Australia, gara – Verstappen vince una corsa pazza, 0 punti per la Ferrari

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F1 GP Australia

Succede di tutto nel GP d’Australia, ma non il risultato finale: a vincere è ancora una volta Max Verstappen davanti a Hamilton e Alonso. Eppure l’inizio di gara non è stato facile per il campione del mondo in carica, bruciato al via da Russell e superato anche da Hamilton nel corso del primo giro, mentre Leclerc finiva piantato nella ghiaia dopo un contatto con Stroll dell’Aston Martin.

Giro 7, altro colpo di scena: Albon va a muro, entra in pista la Safety Car. Russell ne approfitta, lascia la leadership della corsa e va ai box insieme a Sainz. Qualche secondo più tardi però la direzione gara sorprende tutti decidendo per la bandiera rossa: viene così danneggiata la strategia di Russell e Sainz, dal momento che tutti gli altri con la bandiera rossa possono ripartire con gomme nuove.

Alla ripartenza Verstappen scavalca Hamilton e scappa via, Sainz rimonta dall’11ª alla 5ª posizione prima di inventarsi un bel sorpasso su Gasly che vale il 4° posto, mentre Russell si ritira con il motore in fiamme. Va tutto liscio, con Verstappen davanti Hamilton, Alonso e Sainz, fino a due giri dal termine, quando viene estratta una nuova bandiera rossa per un contatto con il muro di Magnussen.

Nel primo giro della nuova ripartenza Sainz tocca Alonso e prende la 3ª posizione, le due Alpine di Gasly (autore fin lì di una grande gara) e Ocon si fanno fuori dalla gara, si ritirano anche De Vries e Sergeant e viene estratta una nuova bandiera rossa. Gara finita? Macché! La direzione di gara opta per una ripartenza ma, come da regolamento, con la disposizione precedente, quindi con Alonso, che era scalato in fondo al gruppo, 3° davanti a Sainz, penalizzato nel frattempo di 5″ proprio per il contatto con il connazionale.

Il GP si chiude con un giro di parata in regime di Safety Car. Risultato: tutti contenti lì davanti, tranne una, la Ferrari, che chiude con un ritiro e una 12ª e, di fatto, ultima posizione. Tradotto: 0 punti per Rossa (che con Sainz ha mostrato un buon passo gara) mentre gli altri già scappano in classifica generale.

ORDINE D’ARRIVO

1° VERSTAPPEN

2° HAMILTON

3° ALONSO

4° STROLL

5° PEREZ

6° NORRIS

7° HULKENBERG

8° PIASTRI

9° ZHOU

10° TSUNODA

GIRO VELOCE

PEREZ, 1:20.235

IL MIGLIORE: VERSTAPPEN

Sì, stavolta mentre domina una sbavatura la commette, facendo un’incursione sull’erba, ininfluente per la gara per il vantaggio di 10 secondi che aveva sul secondo. Però va detto che reagisce alle difficoltà iniziali riprendendosi in poco tempo il 1° posto e nonostante succeda di tutto, con anche due ripartenze dalla griglia, la sua leadership non viene mai intaccata. Neanche un GP pazzo lo ferma.

IL PEGGIORE: GASLY

Uno dei migliori fino alla seconda ripartenza. Poi butta via quanto di buono aveva fatto fin lì chiudendo bruscamente la porta al compagno di squadra Ocon, manovra che costa il ritiro a entrambi, oltre a ingenti danni per le due Alpine.

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Sci Alpino, il resoconto del weekend: Brignone vince per la 25ª volta in carriera e scrive la storia!

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Sci Alpino

La CdM di Sci Alpino viaggia spedita verso la conclusione della stagione 2023/24. Mancano ancora pochi appuntamenti prima delle finali di Saalbach in Austria. In questo weekend gli uomini sono scesi negli Stati Uniti – ad Aspen – mentre le donne in Norvegia, a Kvitfjell. Il weekend è iniziato nella giornata di venerdì 1 marzo e si è concluso domenica giorno 3. Gli uomini hanno disputato due giganti e uno speciale, mentre le donne chiudono il weekend scandinavo con due Super-G.

Tuttavia, il calendario gare al femminile ha dovuto subire una modifica: la discesa libera – inizialmente in programma sabato 2 marzo – è stata annullata a causa della troppa neve. Così, la FIS, ha deciso di far disputare due Super-G recuperando anche quello di scorsa settimana non disputato in Val di Fassa. Oltretutto, all’interno di questo pezzo, vi proporremo un resoconto delle gare del weekend partendo dal gigante maschile di venerdì 1 marzo.

RESOCONTO SLALOM GIGANTE MASCHILE 

Sono gli Stati Uniti i protagonisti di questi due weekend di gare al maschile. Dopo i pendi di Palisades Tahoe, adesso è il momento di Aspen, dopo si disputano le gare tecniche: lo slalom gigante e lo slalom speciale. Ad inaugurare è lo slalom gigante, l’ottavo della stagione. Manco a dirlo trionfa lo svizzero Marco Odermatt, padrone indiscusso della stagione con otto su vittorie su altrettante gare. Inoltre, il fuoriclasse ticinese vince per l’11ª volta consecutiva in questa disciplina. Il podio viene completato da Meillard e McGrath.

Anche l’Italia, finalmente, può gioire con due ottimi piazzamenti nei primi 10. Luca De Aliprandini e Alex Vinatzer chiudono rispettivamente in e piazza. Specie il primo è stato molto bravo nella seconda manche, facendo segnare il secondo miglior tempo assoluto. La delusione di giornata è, invece, Henrik Kristoffersen che chiude solamente all’ottavo posto: per il norvegese non è ancora arrivata nessuna vittoria stagionale.

RESOCONTO SUPER-G FEMMINILE 

Da quando Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova sono assenti – causa infortuni – a questa CdM, la svizzera Lara Gut-Behrami è letteralmente scatenata. La fuoriclasse ticinese vince il Super-G di Kvitfjell mettendosi alle spalle il duo austriaco Huetter-Puchner. Così, nelle ultime otto gare, ne ha vinte ben cinque testimoniando l’ottimo stato di forma. Tuttavia, con il 22° successo in Super-G, raggiunge quota 45 vittorie in CdM.

Per la spedizione azzurra una prima gara molto sottotono: la prima è Brignone solamente al traguardo, seguita da Bassino 14ª. Specie per Federica la gara di sabato poteva avvicinarla alla rivale Gut per la classifica di specialità che resta saldamente nella mani della svizzera.

RESOCONTO SLALOM GIGANTE MASCHILE

Marco Odermatt sembra non volersi più fermare. Dopo il successo di venerdì’, il fuoriclasse svizzero infila la 12ª vittoria di fila in gigante. E lo fa compiendo una vera e propria prodezza nella secondo manche, recuperando un errore che avrebbe messo fuori causa qualsiasi altro atleta. La vittoria è stata molto sudata grazie anche alle prestazioni di Meillard – secondo a +0.34 – e al norvegese Haugan terzo a 58 centesimi. L’atleta svizzero, così, vince per la volta in stagione in gigante (su altrettanti) e per la 37ª in carriera.

Inoltre, anche l’Italia può finalmente ritrovare speranza nello slalom gigante. Dopo l’ottima prova del venerdì, anche in questo gigante Luca De Aliprandini e Alex Vinatzer regalano spettacolo nella pista di Aspen. Il primo chiude a 10 centesimi dal podio, il secondo quinto a poco più di un secondo dal leader. Queste ottime prove lasciano ben sperare per il finale della stagione e per l’inizio della prossima.

RESOCONTO SUPER-G FEMMINILE 

La domenica, che chiude questo trittico di gare, si apre con il secondo supergigante sulla pista Olympiabakken di Kvitfjell. La gara, però, non è stata fluida e ha subito moltissime interruzioni a causa della nebbia fitta che si è abbattuta sul pendio. Un vero e proprio caso sia al cancelletto di partenza sia al parterre d’arrivo.

Tuttavia, ad addolcire questa giornata, ci pensa Federica Brignone. La campionessa di La Salle vince in 1.37.30, mettendosi dietro la rivale Gut e la ceca Ledecka, sorprendentemente in terza piazza. L’atleta azzurra è stata bravissima nella parte centrale della discesa, facendo siglare il miglior intertempo di giornata. Le altre azzurre sono Bassino 15ª, Melesi 18ª, Pirovano 22ª e Runggaldier che chiude 26ª. Tutto sommato un bilancio più che positivo in vista delle finali in Austria.

Con questo trionfo – il 25° della carriera – la Brignone conferma l’ottimo stato di forma e lascia un pizzico di speranza in più per il trionfo nella coppa di specialità. Attualmente occupa il terzo posto con 466 punti a 74 punti dalla leader Gut: il tutto, quindi, verrà deciso nell’ultimo Super-G in programma il 22 marzo. Oltremodo il risultato dipenderà anche da Cornelia Huetter, seconda della classe.

Il successo di ieri, però, rende merito anche per un altro traguardo storico. Tra gli italiani, solo Tomba ha vinto di più in Coppa (50). Staccati Goggia e il mito Gustavo Thoeni (24). Fede ora è seconda nella generale, dietro all’inarrestabile Lara Gut-Behrami che, grazie alla piazza d’onore di ieri, è sempre più vicina alla conquista della seconda Coppa del Mondo dopo quella del 2016.

RESOCONTO SLALOM MASCHILE 

A chiudere questo ennesimo weekend di Sci Alpino, ci pensano gli uomini. Quest’ultimi hanno corso lo slalom speciale negli Stati Uniti, sulla pista di Aspen. Al termine delle due manche la spunta lo svizzero Loic Meillard, che vince per la prima volta in stagione e per la terza in carriera: tuttavia è anche la prima gioia sui pali stretti, visto che le recenti due erano arrivare nello slalom gigante. Il podio viene completato da Linus Strasser e da Henrik Kristoffersen.

L’Italia delude: dopo una prima manche al passo dei migliori, Tommaso Sala è solamente 16°. Vinatzer, invece, recupera dal 27° posto della prima manche chiudendo in 18ª. Tuttavia, da segnalare, che il gardenese ha siglato il quarto tempo assoluto nella seconda discesa.

Al termine di questo decimo slalom stagionale, la classifica di specialità sembra essere abbastanza delineata. L’austriaco Feller – quinto di giornata – ha 169 punti di vantaggio sul primo inseguitore Strasser. Ciò significa che, con soli due slalom da disputare, basterà fare una discreta prestazione a Kranjska Gora per avere la matematica della vittoria.

L’appuntamento con lo Sci Alpino è, adesso, per il prossimo weekend. Sia gli uomini che le donne saranno di scena con le prove tecniche: uno slalom e un gigante a testa. I primi faranno tappa in Slovenia (presso Kranjska Gora), mentre le seconde si spostano in Svezia (ad Are).

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ESCLUSIVA – Labate (Rai Sport): “Odermatt è già il più grande di tutti i tempi. Italia al maschile? Al momento una stagione negativa”

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Labate

Ogni anno, durante la stagione degli sport invernali, il pubblico di casa ha l’opportunità di sentire la voce di uno dei più grandi telecronisti dello Sci Alpino: Davide Labate. Il noto giornalista di Rai Sport, grazie ad una nostra esclusiva, ha analizzato la stagione 2023/24 dandoci anche qualche spunto per il futuro. Tra gli argomenti trattati non mancano di certo i riferimenti al campionissimo Marco Odermatt e le lodi ad uno dei più grandi di questo sport: Marcel Hirscher. Tuttavia, di seguito, vi proporremo l’intervista integrale di Davide Labate in esclusiva.

L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI LABATE

Lei, ormai da tanti anni, racconta la Coppa del Mondo di Sci Alpino. Potrebbe dirci da dove nasce questa passione e cosa prova ogni volta che va in cabina di commento?

“Si, ormai sono quasi 15 anni – o addirittura di più – che commento. Non è una passione riferita solamente allo Sci ma, in generale, a tutti gli sport. Lo Sci mi è sempre piaciuto anche se sono siciliano ho cercato sempre di praticarlo. Non ho fatto agonismo ma sono sempre stato un appassionato. Tuttavia, quando vado in cabina di commento, provo molta ammirazione per quello che riescono a fare questi grandi atleti”.

Accanto a lei si sono seduti grandissimi ex sciatori. Che soddisfazione le dà sentire la loro voce da ex atleti che hanno avuto modo di essere loro stessi i protagonisti nelle gare?

“C’è sempre la soddisfazione di sentire la loro voce. Ma forse, la più grande, è il parere degli atleti prima della gara, stando anche in mezzo a loro. Questo è il bello dello Sci: stare a contatto con i protagonisti.

Adelboden, Wengen e Kitzbühel – molto probabilmente – rappresentano il trittico di gare per antonomasia. Potrebbe descrivere che aria si respira in quei posti a pochi giorni dall’inizio delle gare? 

Sicuramente è un qualcosa di molto molto particolare. Io, tra l’altro, aggiungerei anche Schladming che vive nel modo più puro la gara. Per quanto riguarda le tappe svizzere (Adelboden e Wengen) lì è uno sport nazionale e vedere tutta quella gente che rimane fino alla fine è bellissimo ed un grandissimo spettacolo. Kitzbuhel, invece, per esempio, con 50.000 persone resta uno degli spettacoli più belli che ci siano al mondo. Per carità, una finale del Campionato del Mondo o le Finals NBA hanno un fascino diverso solo perché è una finale. Ma lì – in Austria – è la singola gara ed è qualcosa di incredibile”.

Questa stagione è stata condizionata da molte gare annullate (Chamonix e Garmisch per esempio) per carenza di neve. Secondo lei le condizioni metereologiche cosa potranno causare in futuro?

“Ottima domanda. Bisognerà fare delle valutazioni perché non si possono avere tante gare, in calendario, sotto i 1000 metri. Tuttavia è logico che alcune “classiche” devono rimanere: in Germania, per esempio, una gara deve esserci e sarà proprio a Garmisch visto che non ci sono altre località così in alto. Però qualche aggiustamento si potrebbe fare: forse Chamonix è un rischio visto che si arriva a 1000 metri. Altri posti sono, per esempio, in Slovenia a Kranjska Gora e a Zagabria dove è giusto che le gare rimangano, però si dovrebbero avere altre località in riserva pronte ad allestire una nuova gara”.

Ha avuto modo di seguire le gesta di Marcel Hirscher, tra gli altri, che cosa ha dato allo Sci e se potesse raccontare, in particolare, la sua gara che ricorda meglio?

“Per quanto riguarda Hirscher non ricordo una gara in particolare. Notavo, invece, la carica agonistica dell’atleta che è stata qualcosa di incredibile. Riusciva a vincere anche quando era leggermente indietro – da un punto di vista tecnico – su Kristoffersen e Pinturault e se non vinceva era sempre li a mordere le code e a far sentire la sua presenza soprattutto psicologica.

Sempre su Hirscher: il ruolo che ha avuto suo papà. Cos’è stato per lui?

“Diciamo che è un po’ difficile rispondere poiché non abbiamo vissuto con lui da quando era piccolo (ride, ndr). Da un punto di vista tecnico, però, era un supporto incredibile. Veniva preso in giro quando Hirscher si è affacciato in CdM ed è stato fondamentale per la sua crescita e per i suoi successi.

Ora che è passato il dominio di Hirscher, c’è Odermatt. Pensa che diventerà lo sciatore più forte della storia?

“Per come sta vincendo forse lo è già. Gli manca la continuità su più anni ma il dominio di queste stagioni testimonia una cosa: non c’era mai stata una supremazia così netta da parte di nessun atleta.

Passiamo adesso all’Italia, in particolare quella maschile. Che bilancio possiamo trarre da questa stagione?

“Attualmente è un bilancio assolutamente negativo. Qualcosa di buono si è vista in velocità. Adesso, speriamo, che Vinatzer si riprenda del tutto, e ci aspettiamo qualcosina in più da Tommaso Sala. Per Vinatzer, soprattutto nello speciale, c’era un qualcosa legato ai materiali ma che adesso sembra superato”.

Una delle più grandi “delusioni” è stata la carriera di De Aliprandini. Il suo argento a Cortina aveva fatto capire altro. Cos’è successo in lui?

“Si, è sempre stato un buon atleta e gli è mancato qualcosa. Può dare ancora tanto ma siamo già nella parte finale della sua carriera. Sicuramente non gli ha giovato il fatto di essersi allontanato dal suo tecnico storico Walter Girardi. Non ha avuto la crescita tecnico-tattica che ci si aspettava e tuttavia è da capire cosa non ha funzionato.

Nella velocità stiamo andando bene. Paris lo vede protagonista anche l’anno prossimo? Invece su Casse e Schieder cosa può dirci?

“Per Paris sono d’accordo, sarà ancora protagonista anche perché tiene in alto la nostra bandiera nelle discipline veloci. Casse, non lo so, una brutta stagione ma ci aspettavamo di più rispetto a quello che aveva fatto vedere l’anno scorso. Schieder da valutare dopo l’intervento.

Passiamo, adesso, all’Italia femminile. Ogni anno vive grandi momenti di gloria con tante vittorie e piazzamenti sul podio. Goggia potrebbe trionfare in CdM generale come Brignone? Inoltre, chi potrebbe arrivare alla soglia delle 30 vittorie? 

“Difficile dire chi vincerà di più tra le due perché sono due grandi campionesse. Goggia, tra l’altro, ha subito l’ennesimo brutto infortunio. Io penso che lei potrebbe lottare anche per la classifica generale visto che la discesa e il Super-G sono il suo forte. Se trovasse la continuità sarebbe li a battagliare con Shiffrin, considerando che quest’ultima gareggia in tutte e quattro le discipline. Però, con questo infortunio, tutto complicherà i piani. Vediamo se l’anno prossimo ritornerà ai suoi livelli.

Ci sarà mai qualcuno che potrà battere il record delle 50 vittorie di Alberto Tomba?

“Attualmente è difficile dirlo poiché fatichiamo anche a vincerne una soltanto. Quindi non credo che sia pronosticabile una cosa del genere. Ci teniamo quel pizzico di speranza in più per il futuro”.

Mikaela Shiffrin è entrata sempre di più nella storia. Un suo commento personale?

“Non lo so: chi vince 100 gare di CdM  penso non lo si possa nemmeno commentare. Non c’è altro da aggiungere: solo complimenti a questa grande atleta”.

Ai Giochi Olimpici del 2026, cosa possiamo aspettarci dalla spedizione azzurra?

“Al momento molto poco. Bisogna anche far presto altrimenti arriviamo in ritardo anche per i Mondiali del 2029 qualora si disputassero in Val Gardena. A Milano-Cortina siamo aggrappati a Paris e Vinatzer, in campo maschile, sperando che il primo ci arrivi. In campo femminile c’è l’incognita Goggia, Brignone dovrebbe esserci come Bassino che con i suoi alti e bassi potrebbe essere mina vagante. E poi, chissà, se le sorelle Delago torneranno ad essere protagoniste e anche Laura Pirovano sembra fare quel passo ulteriore per arrivare sul podio. Inoltre attenzione a Vicky Bernardi che sta venendo su bene avendo un grande coach come Massimo Longhi che ha mandato più atleti in nazionale negli ultimi 10 anni. Lei, ricordiamo, è una classe 2002 e potrebbe fare bene in velocità.

 

Fonte immagine di copertina: Rai Sport

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Cdm di Sci Alpino, il resoconto: Odermatt vince la Cdm!

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Sci Alpino Cdm

In questo weekend la Coppa del Mondo di Sci Alpino è atterrata a Palisades Tahoe (USA) per lo slalom gigante e lo slalom speciale ambedue valevoli per la Coppa del Mondo maschile, ed in Val di Fassa (ITA) per due Super – G valevoli per la Coppa del Mondo femminile. 

Andiamo a fare un resoconto di questa due giorni.

SUPER G FEMMINILE

Il Super G femminile in programma sabato 24 febbraio, è stato annullato. Secondo quanto riportato dalla FIS sui propri account social, questa è stata annullata a causa della grande quantità di neve caduta nelle ultime 24 ore.

SLALOM GIGANTE MASCHILE

Marco Odermatt è ingiocabile. L’atleta svizzero classe 1997 ha vinto anche il 7° slalom gigante su 7 disputati in questa stagione finora, il 9° consecutivo contando anche i due vinti alla fine della scorsa stagione. Lo svizzero ha raggiunto così la sua 35ª vittoria in carriera in Coppa del Mondo, staccando in numero di vittorie il francese Alexis Pinturault, fermo a 34, e guardando ora avanti al norvegese Axel Lund Svindal e Benjamin Raich, fermi a 36. 

Ma ieri Odermatt ha scritto ancora un pezzo di storia perchè con 10 gare d’anticipo – avendo 1001 punti di vantaggio su Manuel Feller, che ha concluso lo slalom gigante (si assegnano 100 punti al vincitore) – si è aggiudicato la Coppa del Mondo overall. Per lui è la terza sfera di cristallo ottenuta in carriera. 3 come quelle vinte dallo svedese Ingemar Stenmark (1976,1977,1978), ed anche dall’americano Phil Mahre (1981, 1982,1983). 

Tornando a parlare della gara, secondo a soli 12 centesimi da Odermatt, ha concluso Henrik Kristoffersen. Il norvegese ha fatto un’ottima manche, ma Odermatt ha fatto un qualcosa di ancor più straordinario, come fece in Alta Badia battendo Zubcic in quell’occasione. A chiudere il podio, terzo, ad 1 secondo e 37 centesimi il padrone di casa River Radamus. 

La nazionale italiana non è andata molto bene. Filippo Della Vite, Luca De Aliprandini ed Alex Vinatzer, avevano fatto una buona prima manche concludendo la loro prova a ridosso dei 10, rispettivamente 12°, 13° e 14°, ma nella seconda manche n0n sono riusciti a ripetersi.

Il migliore degli azzurri è stato Alex Vinatzer che ha concluso la gara 19° a 2.28 da Odermatt. Gli altri azzurri: Filippo Della Vite (22° a 3.17, ha commesso un errore nella parte centrale), Luca De Aliprandini (ha ottenuto l’accesso alla seconda manche ma in essa ha inforcato).

Chi non ha ottenuto l’accesso alla seconda manche: Hannes Zingerle (34°), Tobias Kastlunger (43°) e Giovanni Borsotti (DNF). 

Manca poco a Marco Odermatt per chiudere i giochi anche per la classifica di specialità dello slalom gigante di sci alpino. 4 giganti mancano alla fine ed il distacco che lo svizzero ha sul secondo in classifica, ossia Filip Zubcic (che ha inforcato nella seconda manche dopo aver concluso la prima in 4ª posizione), è di 386 punti. Il croato è l’unico ancora in gioco per la vittoria di questa classifica, essendo che il terzo, ora Henrik Kristoffersen, accusa uno svantaggio di 402 punti. 

SUPER G FEMMINILE

Weekend sfortunato per la Val di Fassa. Infatti anche il secondo Super G femminile in programma sul Passo San Pellegrino, è stato annullato. Il motivo che ha portato all’annullamento è stato lo stesso che ha portato all’annullamento della gara di ieri, ossia la troppa neve presente sul tracciato a seguito delle forti nevicate cadute durante queste notti.

Quindi la classifica overall e di Super G rimangono invariate. Al comando rimane sempre la svizzera Lara Gut-Behrami in ambedue le classifiche ed ora mancano solo 8 gare alla fine.

SLALOM SPECIALE MASCHILE

Manuel Feller ha vinto lo slalom speciale in programma domenica 25 febbraio. L’atleta austriaco classe 1992 ha ottenuto la 6ª vittoria in carriera, la 4ª stagionale. Secondo, a 28 centesimi da lui, ha concluso il francese Clement Noel; terzo, a 38 centesimi, il tedesco Linus Strasser, che aveva chiuso in testa la prima manche.

Il migliore degli italiani è stato Alex Vinatzer. Il classe 1999 ha concluso la sua prova al 6° posto, recuperando rispetto alla prima manche ben 10 posizioni.

A parte il lampo Vinatzer, ma la prova degli azzurri è stata dolceamara. Altra nota positiva infatti è stato Stefano Gross. L’atleta classe 1986 ha centrato la qualificazione alla seconda manche staccando il 26° tempo. Nella seconda manche ha recuperato 7 posizioni, concludendo la sua prova 19°. Questo è un risultato che al nostro portacolori dà tanto morale, ed anche punti per rientrare nei 30 migliori al mondo.

Le note negative invece sono state Tommaso Sala (23° – aveva fatto un’ottima prima manche concludendo 7°, ma nella seconda non è mai entrato in gara) e Tobias Kastlunger (DNF – aveva ottenuto l’accesso alla seconda manche staccando il 21° tempo. Era partito bene ma poi prende la tripla prima del secondo rilevamento cronometrico dal verso sbagliato). Non hanno ottenuto l’accesso alla seconda manche: Corrado Barbera (50°), Giuliano Razzoli (52°), Filippo della Vite (DNF).

Mancano 3 slalom speciale alla fine della stagione. Manuel Feller con questa vittoria vede sempre di più la Cdm di Sci Alpino di Slalom speciale. L’austriaco ha infatti 204 punti di vantaggio su Strasser secondo, e 238 su Clement Noel, terzo. Migliore degli italiani è sempre Tommaso Sala. Ora però il classe 1995 ha perso una posizione ed è ora 18°. Con la prestazione di oggi fa un bel balzo in avanti Alex Vinatzer, che recupera 4 posizioni ed è ora 22°.

LE PROSSIME GARE

La Coppa del Mondo di Sci Alpino gareggerà anche prossima settimana.

Gli uomini saranno ancora negli Stati Uniti, ma ora ad Aspen, e sempre in discipline tecniche. In Colorado si correranno infatti due slalom giganti, in programma l’1 ed il 2 marzo, ed uno slalom speciale, in programma il 3 marzo.

Le donne invece si trasferiranno a Kvitfjell. Nella cittadina norvegese si correranno 1 discesa libera, in programma il 2 marzo, ed un Super G, in programma il 3 marzo. 

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ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

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Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

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