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F1, Hamilton spezza il sogno Ferrari

Una gara decisamente spettacolare quella di Monza, iniziata subito con un clamoroso colpo di scena. Contatto al primo giro tra Vettel e Hamilton, con quest’ultimo prepotente e legalmente aggressivo nel prendersi la seconda posizione. Principiante e irrazionale il secondo, abile nel bruciarsi un GP di fondamentale importanza per il Mondiale e non solo. Altro grande turning point del Gran Premio riguarda la gestione della gara da parte di Bottas, obbligato a pensar di più alla gara di Raikkonen che alla sua. Il finlandese della Mercedes rientra ai box dopo aver distrutto le ruote del ferrarista, il quale nonostante la grande tenacia deve concedere la leadership al campione del mondo Hamilton, sempre presente alle sue spalle. Vince così l’inglese, tra grandi rimpianti ferraristi e anche un pizzico di rabbia per gli ordini di scuderia in casa Mercedes…

HAMILTON 9

Presentatosi per ultimo in Italia, pensa solo a lavorare per inventarsi qualcosa da sfruttare durante la gara. Qualcosa che trova alla partenza, ovvero l’aggressivita che solo un 4 volte campione del mondo può avere. Un’aggressività usata al punto giusto nel momento giusto, ovvero ai danni di Vettel e della sua emotività quasi mediterranea. Lewis ringrazia Bottas, artefice a metà del suo successo, e si porta a casa altri punti d’oro.

RAIKKONEN 9

È lui in vero ferrarista, quello da idolatrare fino alla fine. Lotta ovunque contro chiunque, pensando solo a se stesso. Sportivo, pulito, grintoso… tutti i valori che ne esaltano il lato professionale. Forse, per dirla tutta, bisognava puntare di più sul finlandese.

VETTEL 4

Esperienza zero. Razionalità zero. Punti (quasi) vero. Così un Mondiale non si vince, come specificato da Rosberg. Il ragazzo della Ferrari perde ancora nel momento più importante, quello dove bisogna saper essere forti e perfetti. Inutile la folle rimonta che prova a inventarsi, certi errori sono irrimediabili. Un’altra ennesima chance buttata, dopo un meraviglioso weekend rosso.

BOTTAS 5

Il soldatino obbedisce senza un minimo di dispiacere. Sentirsi obbligati a rallentare un altro pilota fa male, molto male. Il finlandese non mostra personalità, nè in pista nè fuori dalla monoposto. Lo stesso Verstappen riesce a tenerlo dietro, anche se in modo leggermente illecito. Sicuramente non diventerà un campione del mondo. Sicuramente la F1 non si ricorderà di lui come un grande pilota.

VERSTAPPEN 6

Penalizzato come (quasi) sempre, chiude una gara che può comunque considerarsi buona. Un classe 1997 con più personalità di molti altri piloti, come confermato dai suoi team radio. Il ragazzo ha fame di vittorie, ma questo weekend in questo Gran Premio era davvero impossibile dire la propria…

RICCIARDO 5

La maledizione Monaco non lo vuole più mollare. Situazione sempre più grigia, come il fumo che esce dal retro della sua vettura. Ormai in questa stagione il numero #3 ha ancora poco da dire. Vedremo in Renault cosa riuscirà a combinare.

MERCEDES 6

Sì, la compagine tedesca ha vinto ancora. Ma c’è modo e modo di vincere, e oggi i tifosi hanno assistito a qualcosa di ridicolo. Una sufficienza che va data solo per l’efficienza della strategia, la quale però è da considerarsi davvero vergognosa. Dagli ordini di scuderia, alla parata nel finale fino al team radio a fine gara nei box. Insomma, la squadra è vincente, ma questa ossessione di vittoria sta diventando imbarazzante…

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