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FA – Football Addicted #11! “Adam Armstrong: il nuovo Ings”

FA – Football Addicted #11! “Adam Armstrong: il nuovo Ings”

QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI IL PROTAGONISTA DI PUNTATA È ADAM ARMSTRONG.

Il weekend appena passato ha visto nascere una nuova stagione di Premier League e in casa Southampton si sono già potuti godere i primi sprazzi di talento di Adam Armstrong. Calciatore di cui potreste sentire parlare a lungo nel corso del campionato.

Colpo di mercato estivo dei Saints, l’attaccante classe 1997 è riuscito infatti a segnare subito il suo primo goal con la nuova maglia nella gara di esordio contro l’Everton di Rafael Benitez, sbloccando il punteggio di 0-0 prima del recupero e sorpasso targato Toffees (3-1 a favore dell’Everton il risultato finale, ndr).

Chiamato a raccogliere la pesantissima eredità lasciata da Danny Ings, passato per 30 milioni di sterline all’Aston Villa, Armstrong è giunto al St. Mary’s dal Blackburn Rovers (15 milioni di sterline il costo dell’operazione, delle quali il 40% è stato poi versato nelle casse del Newcastle come da precedenti accordi, ndr).

Tanti saluti alla Championship, dunque, e un grande bentornato in Premier League. Per l’attaccante inglese quello in massima divisione è infatti un secondo approdo.

TALENTO GEORDIE

Nato il 10 febbraio 1997 a West Denton, sobborgo nell’area ovest di Newcastle upon Tyne, nella contea metropolitana di Tyne and Ware, Armstrong le sue prime esperienze nel mondo del calcio le ha vissute con la maglia dei Magpies sulle spalle.

Cresciuto in una famiglia in cui tifare Newcastle United era l’unica religione, Adam è entrato nelle giovanili dei bianconeri all’età di nove anni, dopo aver mosso i primi passi nel club amatoriale Newcastle City Juniors.

A 17 anni il debutto in Premier League, in un match perso per 1-0 contro il Fulham a Craven Cottage. Era il 15 marzo 2014 e l’allora tecnico del Newcastle Alan Pardew decise di sostituire Luuk de Jong all’86’, concedendo qualche minuto proprio a un giovane Armstrong.

Per la prima apparizione dal primo minuto dovette aspettare invece la visita dei Magpies a Old Trafford. Il Manchester United ovviamente l’avversario di giornata, con i Red Devils che in quegli anni vantavano in rosa attaccanti del calibro di Wayne Rooney, Radamel Falcao e Robin Van Persie.

Inutile dire che Armstrong rimase subito impressionato dalla qualità dei rivali e dall’intensità di un match di Premier League nel “Teatro dei Sogni”.

I MODELLI

Cresciuto come tutti i ragazzi di Newcastle con il mito del leggendario Alan Shearer, Armstrong nel corso della sua carriera ha dichiarato di aver sempre preso a modello per il proprio stile di gioco anche colleghi di reparto come il già citato Wayne Rooney e Sergio Agüero.

Al pari di Wazza e del Kun, Adam è infatti una prima punta molto mobile, bravo a ricoprire all’occorrenza anche il ruolo di attaccante di supporto o di ala d’attacco. Di rifinitore o di finitore, inteso come colui che conclude con efficacia l’azione.

Alto poco più di un metro e settanta, altro aspetto che lo accomuna ai suoi modelli Rooney e Agüero, è dotato di buona esplosività nelle gambe. Caratteristica che gli permette spesso di attaccare i difensori alle spalle e di farsi trovare solo davanti al portiere e con l’incombenza di buttare il pallone in rete.

Con ottime qualità di dribbling nello stretto, ama segnare anche da fuori area, con colpi al volo, in anticipo, pallonetti o destri secchi sotto gli incroci dei pali.

Per farsi un’idea basta rivedersi il goal segnato in un Cardiff City-Blackburn Rovers nel luglio del 2020, quando Adam decise di superarsi sfruttando un errore avversario, anticipando il proprio marcatore a centrocampo e segnando con un destro di prima intenzione da oltre 40 metri (rete che valse la vittoria per 3-2, ndr).

Segna i rigori. Sa trasformare anche le punizioni dal limite. Con il passare degli anni ha incrementato costantemente il proprio bottino di goals. È un attaccante completo.

E pensare che è partito tutto da un palo: lui!

PRIMI RICORDI

Recuperando un’intervista rilasciata da Armstrong al dipartimento media del Blackburn Rovers nel marzo del 2020, e ritrovabile ancora oggi sul canale YouTube ufficiale del club, è possibile scoprire una storia molto curiosa legata all’attaccante inglese.

“Il mio primo ricordo calcistico? Quando ero molto piccolo seguivo mio fratello e i suoi amici e loro erano soliti giocare per strada a pallone. Fino all’età di quattro o cinque anni però non mi era permesso giocare con loro e quindi mi toccava fare il palo. Esatto, questo è il mio primo ricordo: facevo il palo!”.

Da fare il palo, a rendere i pali gli spettatori privilegiati dei suoi goals. Chi, infatti, più di un palo o di una traversa può sentirsi più vicino di tutti a quel pallone pronto a insaccarsi in rete?

Se soltanto i legni della porta di Goodison Park difesa da Jordan Pickford sabato scorso potessero parlare, descriverebbero meglio di chiunque altro il primo goal in Premier League di Armstrong.

Errore in disimpegno di Michael Keane, intelligente tocco di Che Adams ad anticipare Mason Holgate, superato alle spalle proprio da Adam Armstrong, e destro a giro perfettamente sotto l’incrocio dei pali lontano del nuovo numero 9 del Southampton.

Un goal alla Danny Ings. E se non fosse stato che quel pomeriggio il connazionale era impegnato a debuttare con l’Aston Villa al Vicarage Road di Watford (andando a segno pure su rigore, ndr), in molti la differenza non l’avrebbero neppure notata.

Corporatura simile, taglio di capelli analogo, stesso 9 sulla schiena. Adam Armstrong ha già iniziato a vestire alla perfezione i panni lasciati da Ings.

Un nuovo confronto che potrebbe far dimenticare, almeno per un attimo, il più impegnativo con Alan Shearer.

CONFRONTO IMPEGNATIVO

Attaccanti figli di generazioni e stili di gioco completamente differenti, dalle corporature dissimili e dai talenti che sarebbe meglio non accumunare in un confronto azzardato e improprio, i nomi di Adam Armstrong e Alan Shearer sono spesso stati scritti nelle stesse frasi.

Il motivo? Le tappe comuni delle rispettive carriere.

Figlio prediletto della città di Newcastle upon Tyne, Shearer – miglior marcatore della storia della Premier League con 260 reti – la propria leggenda in terra britannica ha iniziato a costruirla con la maglia del Southampton a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del Novecento, prima di consacrarsi al Blackburn Rovers (con cui vinse la Premier League nella stagione 1994/95, ndr) e spostarsi poi al Newcastle, dove avrebbe vissuto romanticamente dieci indimenticabili anni prima di ritirarsi definitivamente.

Anch’egli figlio di Newcastle upon Tyne, Adam Armstrong ha compiuto invece il percorso inverso. Primi passi mossi in casa Magpies, consacrazione avvenuta al Blackburn Rovers – con la conquista di una promozione dalla League One alla Championship – e trasferimento ora al Southampton, dove il suo obiettivo è quello di entrare subito nel cuore dei tifosi come fece proprio Shearer a suo tempo.

Ed è per questo che ad accogliere il nuovo attaccante dei Saints sui socials non poteva che essere il concittadino più famoso.

“Buona fortuna Adam, in un fantastico club di calcio”.

PRESTITI E …

A differenza di Shearer, quelle di Magpies, Rovers e Saints non sono state le uniche maglie di clubs indossate da Armstrong nel corso della sua carriera.

Nel luglio del 2015 venne infatti mandato in prestito al Coventry City in League One (terza divisione dal calcio inglese), dove l’obiettivo era quello di giocare con maggiore continuità e accumulare esperienza. Detto fatto. Come dichiarato proprio da Adam recentemente in un’intervista rilasciata davanti alle telecamere del Southampton.

“Ho giocato una quindicina di partite in Premier League con il Newcastle e poi sono stato mandato al Coventry City in prestito. Giocare ogni weekend mi ha aiutato. Ero un ragazzino in mezzo agli uomini”.

… NUOVE SICUREZZE

Un ragazzino che riuscì però subito a mettersi in mostra, tanto da essere inserito nella Squadra dell’Anno PFA della League One nel 2016 e vincere anche il premio per il Goal dell’Anno per il Coventry.

La crescita di Armstrong è poi proseguita l’anno seguente al Barnsley, in Championship. Questa volta a spingere per il nuovo prestito fu Rafael Benitez, all’epoca manager del Newcastle United.

Anche con la maglia dei Tykes le cose andarono bene, tanto che Adam venne premiato dal club con il trofeo per il Goal dell’Anno.

Restato poi in Championship, ma spostatosi in prestito per sei mesi al Bolton Wanderers, dove non ottenne grandi successi, nel gennaio del 2018 decise di scendere un gradino e di tornare in League One.

Ad attenderlo il Blackburn Rovers, club che lo avrebbe poi acquistato a titolo definitivo per due milioni circa di sterline pochi mesi più tardi e con il quale avrebbe ottenuto la promozione in seconda divisione.

Ed è proprio a Ewood Park che Armstrong ha compiuto il definitivo salto di qualità, guadagnandosi in poco tempo il ruolo di stella della squadra e vincendo il premio di Giocatore dell’Anno del club nella stagione 2019/20.

SUCCESSI IN NAZIONALE

Militato in tutte le categorie della Nazionale inglese dall’Under 16 all’Under 21 e segnato con ognuna di esse, i due titoli conquistati fin qui in carriera Armstrong li ha vinti proprio con i Tre Leoni.

Nel 2014 poté festeggiare infatti il successo nell’Europeo UEFA U17. Due i goal messi a segno nel torneo, con il solo rammarico di non aver potuto disputare la finale per infortunio.

Tre anni dopo, nel 2017, la festa per Adam fu però ancora più grande e importante.

La sua Nazionale U20 vinse infatti il Mondiale FIFA di categoria (presenti in rosa anche calciatori oggi maggiormente noti come Dean Henderson, Fikayo Tomori e Dominic Calvert-Lewin). Primo trofeo di livello mondiale conquistato da una selezione inglese dalla storica Coppa del Mondo del 1966.

Anche in questa occasione Armstrong non prese parte alla finale, ma il ricordo del goal nella gara d’esordio contro l’Argentina resterà sempre impresso nella sua mente.

MATRIMONI

Convolato a nozze questa estate, dopo essere stato costretto a rimandare questo appuntamento di un anno a causa del dilagare nel mondo della pandemia da Covid-19, su un campo da calcio il matrimonio più longevo e felice Adam l’ha vissuto con Tony Mowbray.

Ex difensore di Middlesbrough, Celtic e Ipswich Town, il tecnico di Saltburn-by-the-Sea ha infatti allenato Armstrong sia al Coventry City che al Blackburn Rovers.

L’alchimia tra i due inglesi è stata immediata, tanto che con gli Sky Blues in una sola stagione Adam Armstrong mise subito a segno 20 goals in 40 partite.

Numeri migliorati poi nell’esperienza ai Rovers, dove in 160 gare l’attaccante ha realizzato 64 goals e 19 assists. 29 di queste reti le ha messe a referto tutte lo scorso anno, in 43 presenze.

Solamente il pari ruolo del Brentford Ivan Toney negli ultimi due anni è riuscito a realizzare più goals di Adam nei primi quattro campionati inglesi (55 reti per Toney, 45 per Armstrong, ndr).

Cifre che non potevano di certo passare inosservate agli occhi dei tanti clubs di Premier League. E infatti gli interessamenti per Armstrong non sono mancati.

Crystal Palace, Norwich City, West Ham United e Leicester City alcune delle società pronte a intavolare delle trattative con il Blackburn Rovers, con il Southampton bravo però a concludere l’affare prima delle rivali.

QUI …

“Adam era un nostro grande obiettivo di mercato estivo e siamo entusiasti di averlo con noi, specialmente dopo che molti altri clubs si sono interessati a lui. È il momento giusto per lui di essere qui (a Southampton, ndr). È giovane, dinamico, ma ha già esperienza ed è cresciuto negli anni. Segna molto e penso che noi possiamo aiutarlo a migliorarsi ancora. Ci da nuove opzioni in attacco e per noi è molto importante”.

Queste le parole pronunciate dal manager Ralph Hasenhüttl dopo l’approdo di Armstrong ai Saints, a dimostrazione di come l’ex Newcastle fosse un obiettivo di mercato del club già da molto prima della partenza di Danny Ings.

L’idea del tecnico austriaco è infatti quella di affidare nuovamente il peso dell’attacco a un calciatore che non abbia paura di prendersi le proprie responsabilità. E a giudicare dalle prime dichiarazioni rilasciate al reparto media del Southampton, ad Armstrong la fiducia nei propri mezzi non manca affatto.

“Quello che ho sempre voluto è giocare partite importanti. Sono al settimo cielo. Ho pensato subito che firmare per il Southampton fosse la mossa giusta in questo momento della mia carriera, per tornare in Premier League e continuare a dimostrare dopo quello che di buono ho fatto con il Blackburn Rovers. Tutto sta nella sicurezza in se stessi e io sono sempre stato sicuro di me dentro e fuori dal campo”.

… E ORA

Dalla prima maglia del Newcastle United con la stella sullo stomaco – a rappresentanza dello sponsor Newcastle Brown Ale – e le Adidas Predator color argento con rifiniture in rosso indossate a cinque o sei anni, al primo goal in Premier League con il Southampton a 24.

Adam Armstrong ora si sente pronto per il campionato più competitivo al mondo.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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Fonte immagine in evidenza: presa da Piqsels con diritto Google Creative Commons

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