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FA - Football Addicted #21! "Calcio inglese e darts: da Maddison a Gazza”

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FA – Football Addicted #21! “L’amore del calcio inglese per le darts: da Maddison a Gascoigne”

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Premier League e darts

QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI VI PARLIAMO DEL CURIOSO AMORE DEI CALCIATORI BRITANNICI PER LE DARTS: LE FRECCETTE!

Il 2022 è iniziato solamente da cinque giorni, ma c’è uno sport che può già vantare il suo nuovo Campione del Mondo!

Si tratta delle darts, le freccette, con lo scozzese Peter Wright‘the Snakebite’ – che lunedì sera nella splendida location di Alexandra Palace a Londra si è laureato Campione del Mondo PDC (Professional Darts Corporation, ndr) per la seconda volta in carriera (venendo celebrato immediatamente via social dal connazionale e terzino del Liverpool Andy Robertson).

Un evento, il Mondiale di freccette, che, come ogni anno, ha riunito decine di migliaia di appassionati nel nord della capitale inglese e tra questi anche qualche calciatore di Premier League.

Non è infatti un mistero che il mondo delle darts in Inghilterra (così come nel resto del Regno Unito) sia tra i più amati da molti giocatori impegnati solitamente a passarsi un pallone.

Non solo di oggi, ma anche del passato.

Da Paul Gascoigne a James Maddison, passando per l’ex CT dei Tre Leoni Sam Allardyce e l’attuale Commissario Tecnico Gareth Southgate.

Un binomio, quello tra il mondo del calcio inglese e le freccette, che nel tempo ha vissuto storie molto interessanti.

Seguiteci in questo particolarissimo episodio inaugurale del nuovo anno di “FA – Football Addicted”. Proveremo a fare centro.

PUBBLICO MONDIALE

Da sempre grande fan di bersaglio e freccette è il numero 10 del Leicester City James Maddison, ripreso il primo dell’anno, in compagnia di altri tre giocatori delle Foxes, proprio ad Alexandra Palace per assistere ai due matches validi per i quarti di finale del Mondiale.

Ricevuta la comunicazione che la gara in programma per lo stesso giorno tra il suo Leicester e il Norwich City era stata annullata, a causa di nuovi contagi da Covid-19, Maddison si è quindi voluto concedere una serata libera fuori porta.

Lui, Harvey Barnes, Kiernan Dewsbury-Hall e Hamza Choudhury sono infatti scesi nella capitale e, in quel di Ally Pally, tra i cori degli oltre 3.000 spettatori presenti e le giocate mozzafiato dei campioni in pedana (provate a lanciare qualche freccia verso un bersaglio e vi accorgerete di quanto questo sport sia estremamente complesso), hanno provato a spingere al turno successivo i due giocatori inglesi impegnati negli altrettanti incontri di serata.

Uno ce l’ha fatta. Michael Smith‘Bully Boy’ – ha infatti eliminato l’attuale numero uno del ranking PDC Gerwyn Price (il gallese – ‘the Iceman’ – era anche il Campione del Mondo in carica in quel momento).

L’altro no. Il giovane emergente Callan Rydz‘the Riot’ – si è infatti dovuto arrendere al morso di ‘Snakebite’ Peter Wright (poi laureatosi nuovo Campione del Mondo nelle serate successive).

Felicità per Maddison, dunque, visto che Michael Smith è il suo giocatore preferito, come dichiarato dallo stesso calciatore sui propri profili social attraverso la diffusione di alcune foto scattate durante l’evento (Smith è arrivato poi fino in finale, dove si è dovuto arrendere alla classe del più esperto Peter Wright, ndr).

Posizionato nell’Area Vip, a distanza dunque dai settori occupati invece dagli altri spettatori, il quartetto di casa Leicester si è goduto così uno spettacolo unico, come solo le freccette nel Regno Unito sanno offrire (partecipare a un evento per credere!).

A concordare è sicuramente l’ex campione di Manchester United e Aston Villa, Dion Dublin, anche lui avvistato, sempre nell’Area Vip di Ally Pally, pochi giorni prima.

UNA PRECISA CELEBRAZIONE

Prima di presenziare ad Alexandra Palace, Maddison in passato aveva già testimoniato il proprio amore per le darts davanti alle telecamere.

Dopo aver segnato una rete contro il Newcastle United in una gara giocata dal Leicester il 3 gennaio 2021, l’inglese aveva infatti festeggiato in campo provando a imitare la posa di un giocatore di freccette intento a mirare il bersaglio.

Una celebrazione diventata subito una tra le più curiose e divertenti mai viste nella storia della Premier League. Nonché una delle più apprezzate da larga parte della popolazione d’oltremanica.

La comunità di freccette in Inghilterra vanta infatti ben 7 milioni di praticanti. Una vera moltitudine.

FRECCETTE E BENEFICENZA

Altra storia curiosa che lega il mondo delle freccette con quello del calcio inglese è quella legata alla speciale puntata di “Darts at Home” organizzata nel maggio 2020 da PDC, la lega professionistica più importante a livello globale.

Un episodio a tema calcio e che ha visto sfidarsi a suon di freccette scagliate contro un bersaglio ben quattro giocatori di altrettanti club inglesi: Paul Gallagher (ex Preston North End), Charlie Austin (Queens Park Rangers), Declan Rice (West Ham United) e ancora una volta James Maddison (Leicester City).

I quattro si sono affrontati in sfide uno contro uno, con la classifica finale che ha visto trionfare lo scozzese Gallagher (vincitore di tre incontri su tre), seguito al secondo posto dall’attaccante inglese Austin (vincitore di due partite) e al terzo da Maddison (vincitore di una partita). Fanalino di coda il centrocampista degli Hammers e della Nazionale dei Tre Leoni, Rice, battuto in tutti e tre gli incontri a cui ha preso parte.

Il torneo è stato molto particolare, visto che i calciatori si sono sfidati collegandosi in video dalle rispettive case e quindi senza incontrarsi di persona.

Creato in piena pandemia, il format è stato infatti pensato per permettere a giocatori professionisti o, come in questo caso, a ospiti illustri di sfidarsi in tutta sicurezza dalle proprie abitazioni, raccogliendo al contempo nuovi fondi da devolvere poi alla NHS (in particolar modo a ‘NHS Charities Together’, ndr), ovvero al sistema sanitario nazionale.

L’evento è stato infatti mostrato in diretta live sul canale YouTube della PDC, permettendo agli spettatori di donare liberamente alla causa le somme di denaro desiderate.

Una bella iniziativa e che ha concesso ai quattro calciatori di mostrare la propria competitività anche al di fuori di un campo in erba e di svelare la passione di tanti altri colleghi per le darts.

“È un sogno. Avevo sempre sognato di farlo da quando avevo cinque anni. Molti giocatori del Preston North End sono appassionati di freccette. Io ho ricevuto il bersaglio due giorni fa e da allora mi sono allenato. Provo grande rispetto per i professionisti di questo sport. Io ero in difficoltà a giocare con nessuno intorno, mentre loro fanno sembrare tutto così semplice davanti a un pubblico”.

Ha dichiarato Gallagher dopo il suo trionfo.

“Di solito l’allenatore [Brendan Rodgers] ci manda a letto la sera prima di una partita perché altrimenti facciamo tardi giocando a freccette. Jamie Vardy è molto bravo”.

Ha aggiunto Maddison, spiegando come sia consuetudine da parte di molti calciatori del Leicester l’intrattenersi in sfide a darts durante il tempo libero che si trascorre spesso quando ci si sposta per le gare in trasferta.

SFIDA NAZIONALE

Chi non ha paura di confrontarsi continuamente davanti a un bersaglio è poi la Nazionale inglese.

A partite dal CT Gareth Southgate.

Nel Media Day svoltosi alla vigilia di Euro 2020, il Commissario Tecnico dei Tre Leoni si è infatti intrattenuto in una partita a freccette contro Carrie Brown, Presidente della Football Writers’ Association, in quella che ormai è diventata una sfida infinita tra i giocatori e lo staff della Nazionale e i giornalisti impegnati a seguirla nei vari appuntamenti continentali e intercontinentali.

Oltre a Southgate, a scendere in pedana sono stati anche il fantasista del Manchester City Jack Grealish e l’esterno d’attacco dell’Arsenal Bukayo Saka (tutti e tre hanno vinto i propri incontri, ndr), portando avanti così una tradizione che dura ormai da anni.

Durante il Mondiale giocato in Russia nel 2018, l’Inghilterra di Southgate aveva infatti già collezionato sfide giornaliere contro i giornalisti di diverse testate, presso la base media della selezione presente a Repino.

John Stones e Harry Kane in quell’occasione sconfissero due reporter del Daily Mirror, mentre Gary Cahill ebbe la meglio di un editorialista del Daily Mail.

Sfide create per aiutare i giocatori a eliminare un po’ di stress tra una partita e l’altra del Mondiale e creare al contempo una buona armonia di squadra e un migliore rapporto con la cosiddetta press, la stampa.

Una ricetta che diede i suoi frutti, visto che l’Inghilterra arrivò a giocare una semifinale contro la Croazia, e che per questo è stata riproposta anche in occasione di Euro 2020, anche se in maniera forzatamente diversa.

Costretti a isolarsi nell’ormai nota ‘bolla’ per provare a preservare il gruppo squadra da eventuali contagi da Covid-19, le partite a freccette sul suolo inglese si sono svolte solamente tra i giocatori stessi della Nazionale. Un puro strumento di relax, così come le partite a carte o con console elettroniche tra le mani, con l’Inghilterra che questa volta è arrivata addirittura in finale contro l’Italia.

Alexandra Palace Londra darts freccette

Match durante il “Mondiale di freccette PDC 2019/20” ad Alexandra Palace.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

BIG SAM PUNTA AL CENTRO

Restando in ambito Nazionale dei Tre Leoni, basta passare dall’attuale CT a un ex Commissario Tecnico per trovare un altro grande nome del calcio britannico che nel corso della sua carriera si è confrontato con il mondo delle freccette.

Stiamo parlando di Sam Allardyce, allenatore dell’Inghilterra nel 2016.

Big Sam, come è chiamato affettuosamente oltremanica il tecnico di Dudley, nel 2003 fu invitato infatti dalla PDC a prendere parte a un primo round di qualificazione dello UK Darts Open, la “FA Cup delle freccette”.

All’epoca Allardyce allenava il Bolton Wanderers e la città di Bolton (nonché nello specifico lo stadio dei Wanderers, il Reebok Stadium) era proprio la sede ospitante di questo torneo, considerato un major PDC, ovvero uno dei più importanti al pari del World Championship (il già citato Mondiale), del World Matchplay (il secondo major per importanza), del World Gran Prix, del Grand Slam of Darts (organizzato da PDC congiuntamente a BDO, la British Darts Organization), del Players Championship Finals e dell’European Championship.

Accettato l’invito, Big Sam giocò il proprio incontro di qualificazione contro Peter Castle, un tiratore di freccette proveniente dalla città di Southampton.

Una vera e propria sorpresa per lo sfidante stesso, come dichiarato all’epoca al Manchester Evening News.

“Ero un po’ sorpreso quando mi è stato comunicato che avrei dovuto giocare contro Sam Allardyce. Non vedo l’ora. Riserverò a lui lo stesso rispetto che provo per gli altri giocatori. Non avrà favoritismi, anche se so che non se ne aspetta. Spero che dopo il match avremo tempo per una birra e qualche risata. Magari gli chiederò un aiuto per trovare due biglietti per una partita del Southampton dato che sono sempre introvabili”.

Chiamato principalmente per promuovere l’evento con maggiore enfasi, Allardyce ricevette anche la benedizione dell’amico Phil Taylor ‘the Power’ –, vera leggenda del mondo delle darts.

Il Messi delle freccette. Il Cristiano Ronaldo. Il Maradona. Il Pelé. Paragonatelo a chi considerate il miglior calciatore di tutti i tempi e non sbaglierete.

Phil Taylor con i suoi 16 Mondiali vinti (14 PDC e 2 BDO) e 16 Matchplay, solo per citare le due competizioni più prestigiose, è l’uomo più forte ad aver mai impugnato delle freccette a livello professionale.

“Conosco bene Sam [Allardyce] e posso dire che è un buon giocatore di freccette”.

Allardyce perse però 5-0.

“Mi hanno chiesto di fare un po’ di pubblicità, ma sono stato battuto”.

Una sconfitta che non ha però cancellato l’amore del tecnico inglese per questo sport.

Nelle sue successive esperienze da manager sia al Newcastle United che al West Ham United Allardyce introdusse infatti la pratica delle freccette come sport ricreativo all’interno del gruppo squadra, come dimostra un interessante video presente in rete e che vede protagonisti l’allenatore e diversi giocatori degli Hammers di quel periodo impegnati in un torneo.

DALLA PANCHINA AL CAMPO

Altro tecnico che negli ultimi anni si è messo in gioco in pedana è stato Jürgen Klopp.

In un evento organizzato e ripreso in esclusiva da Sky Sports UK, il manager del Liverpool si è confrontato in particolare con Raymond van Barneveld, altra leggenda delle darts.

Chi invece in campo è sceso solamente da spettatore è stato Paul Gascoigne.

Nel 2016 Gazza assistette all’ultimo turno della Premier League di darts che quell’anno si tenne a Bournemouth.

L’ex campione di Tottenham, Lazio e Rangers, tifò ovviamente per l’amico Phil Taylor, per il quale spese poi belle parole ai microfoni di PDC.

“Una volta Phil [Taylor] mi ha stracciato. Mi ha battuto giocando in ginocchio. Quello che ha raggiunto lui nelle darts è fenomenale e se è uno sport così noto è grazie a lui. Io seguo la Premier League ogni settimana, amo le darts. Dovunque giochino, c’è sempre il pieno nell’arena. È incredibile”.

Altro ex Rangers di Glasgow grande appassionato del mondo delle freccette è poi Neil McCann, campione del calcio scozzese che quando era in attività era solito intrattenersi con un bersaglio nelle ore di svago.

Abituato a tifare per Eric Bristow e Jocky Wilson in passato, negli ultimi anni l’ex centrocampista dei Gers ha invece osservato con ammirazione soprattutto il connazionale Gary AndersonFlying Scotsman’ -, altro campionissimo delle darts (attualmente al sesto posto del PDC Order of Merit, il ranking ufficiale).

Alexandra Palace Londra

Facciata frontale di Alexandra Palace, nel nord di Londra. Sede del Mondiale di freccette al quale hanno assistito come spettatori i giocatori del Leicester e Dion Dublin.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

DAL PALLONE ALLE FRECCETTE

Chi nel mondo delle freccette sta invece provando ora a ritagliarsi una carriera è l’ex centrocampista di Tottenham, Real Madrid e Ajax, tra le altre, Rafael van der Vaart.

Appesi gli scarpini al chiodo nel 2018, l’olandese ex Spurs ha poi deciso di prendere in mano le darts e di diventare un giocatore professionista.

Nel 2019 si è unito alla BDO (federazione poi liquidata per problemi finanziari nel 2020, ndr) e il 4 maggio dello stesso anno ha esordito all’Open di Danimarca, torneo giocato e vinto negli anni anche da importanti campioni del settore quali i già citati Phil Taylor (inglese), Raymond van Barneveld (olandese) e Gary Anderson (scozzese).

Van der Vaart vinse il suo primo incontro per 4-2 contro Thomas Anderson, venendo però eliminato al secondo turno dopo una sconfitta per 4-0 patita contro Mogens Christensen. Anche il fratello, Fernando, partecipò al torneo.

Sempre nel 2019, van der Vaart ha partecipato anche alla “Celebrity World Cup of Darts” (evento al quale negli anni hanno preso parte anche altri calciatori ed ex come Max Kruse e Luca Toni), classificandosi al secondo posto in compagnia del connazionale Michael van Gerwen, il secondo mostro sacro del mondo darts alle spalle del solo Phil Taylor. Un vero e proprio “alieno” di questo sport, nonché idolo del popolo olandese.

Basti pensare che dopo aver vinto il suo secondo titolo Mondiale, van Gerwen venne celebrato dall’intero stadio del PSV Eindhoven (squadra per la quale tifa), a margine di una gara vinta per 4-3 contro l’Heerenveen nel 2017.

A passare dal mondo del calcio a quello delle freccette non è stato però solamente van der Vaart.

Curiosa la storia di Jack Main, calciatore inglese costretto a dire addio al pallone a poco più di 20 anni a causa di un bruttissimo infortunio al ginocchio. Il suo focus si spostò così sulla passione di famiglia per le freccette, riuscendo a diventare professionista PDC in meno di tre anni e mezzo dall’inizio della sua seconda carriera sportiva. Ad aiutarlo in questo nuovo mondo fu Darren Webster, campione di darts nato a Norwich.

Ancora più curiosa la storia invece di Nathan Aspinall, ragazzo che campione di freccette lo è già diventato (nel 2019 ha raggiunto le semifinali del Mondiale e vinto uno UK Open).

Attualmente al quattordicesimo posto del ranking PDC, ‘the Asp’ (come avrete ormai capito ogni giocatore di darts ha un personale nickname) ha trascorso tutta l’infanzia nelle fila del Manchester United.

Natio di Stockport, città che ha dato i natali anche alla stella del Manchester City Phil Foden, Aspinall non ha mai nascosto che la sua prima passione è sempre stata il calcio.

“Fui scelto per giocare nell’Academy dei portieri del Manchester United. Giocai lì per diverso tempo – ha raccontato a Sky Sports UK – e a 9 anni mi offrirono un contratto anche i Rangers di Glasgow. Il mio sogno era quello di diventare un calciatore, come per tanti bambini. Ho giocato anche per lo Stockport County (in Non-League, ndr). Non sono riuscito a crearmi una carriera da portiere, forse non ero abbastanza alto, ma ho giocato a livelli semi-professionistici e ora sono un professionista delle freccette”.

Il perfetto esempio del legame profondo tra il calcio britannico e le darts.

Pallone e freccette. Un connubio basato su passione e divertimento.

E allora, come canterebbe (ballando) il nuovo Campione del Mondo, Peter Wright, sotto gli occhi di Maddison e compagni, “Don’t stop the party”!!!

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

Recupera le puntate precedenti di ‘FA – Football Addicted’ QUI

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Fonte immagine in evidenza: foto con diritto Google Creative Commons

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ESCLUSIVA – PADOVAN: “Napoli campione ormai da mesi, lotta serrata in Serie A solo per la Champions”

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Napoli

ESLUSIVA PADOVAN – Abbiamo avuto l’onore di poter ascoltare in esclusiva per NumeroDiez il noto giornalista ed opinionista Giancarlo Padovan, con cui abbiamo trattato diverse tematiche. I temi affrontati nel corso dell’intervista vanno dall’extra campo, con la vicenda plusvalenze che vede coinvolta la Juventus, per poi passare al calcio giocato e non solo.

L’INTERVISTA ESCLUSIVA A GIANCARLO PADOVAN

Innanzitutto partiamo dal caso plusvalenze. Lunedì sono state comunicate le motivazioni della Corte d’appello riguardo la penalizzazione inflitta alla Juventus. In base alle motivazioni rilasciate, crede che i bianconeri appellandosi al Collegio di Garanzia possano ricevere la revoca della penalizzazione, o è un ipotesi remota?

“È indipendente. Il Collegio di Garanzia entra nel metodo della sanzione applicata. Quindi si valuta se la sentenza è conferme al regolamento federale o meno. Non so se ci sarà una revoca o meno, però so per certo che la Juventus sta battendo due strade. La prima è il ricorso per la revocazione, la seconda è che la condanna sia stata eseguita in base all’articolo 6, mentre nell’imputazione viene richiamato l’articolo 4. Per come è stata gestita l’accusa da parte della Corte finora, non mi aspetto una revoca. Non mi aspettavo sicuramente il -15, che è una sanzione abnorme. La Juventus comunque è stata accusata di essere l’organizzatrice di un sistema criminoso sportivo in merito all’ambito delle plusvalenze”.

Parlando di campo, il Milan verte in un profondo stato di crisi. Quali sono i fattori di questa crisi e come può uscirne il Milan?

Il fattore principale è aver smarrito il gioco, con cui Pioli aveva fondato il successo nella scorsa stagione, anche grazie ai regali delle dirette concorrenti. Quando Pioli dice post Sassuolo che non importa come si gioca, l’importante è vincere, fa capire come non ne abbia più in questo momento. Al momento il più appannato è proprio Pioli, e lo si capisce anche dall’esclusione di Leao dai titolari contro il Sassuolo. Quando si smarriscono le idee di gioco e si perde il controllo dello spogliatoio, almeno a livello tecnico, come in questo caso, un allenatore come Pioli mostra tutti i suoi limiti“. 

Sicuramente anche i giocatori hanno le loro responsabilità, e ciò si dimostra nel fatto che abbiano smesso di aver fame di successo. La perseveranza e la determinazione che c’era in ogni giocatore è venuta meno in questo momento, mostrando come diversi giocatori siano già sazi dopo il successo della scorsa stagione. Poi il Milan ha dei buoni giocatori, qualcuno forse diventerà campione, ma non c’è alcun fuoriclasse, soprattutto dal punto di vista mentale. Il Milan dovrebbe avere dei “Djokovic”, ovvero dei giocatori che vogliono vincere sempre anche quando stanno male o hanno vinto tanto”.

Con la vittoria di ieri sera, il Napoli ha dimostrato di saper vincere anche quando crea poco rispetto al solito. Crede che ormai i giochi per lo scudetto siano chiusi?

Il Napoli per me già da mesi ha vinto lo scudetto, già a metà del girone d’andata. Non lo davo tra le favorite, soprattutto dopo la campagna estiva modesta. I partenopei hanno un grande allenatore in panchina come Spalletti, che ad oggi è un signor allenatore. L’anno scorso diverse volte si è detto Spalletti out, ma il tecnico è stato bravi a tramutarli in Spalletti in. L’allenatore toscano ha fatto crescere giocatori come Mario Rui, Meret, Lobotka, Lozano e Politano, che sono irriconoscibili rispetto alle loro annate precedenti. È una squadra che merita lo scudetto, e ad oggi c’è da chiedersi solamente con quanti punti di distacco vincerà il campionato e con quante giornate d’anticipo“.

Le due romane dopo diversi anni di alti e bassi sembrano aver trovato più costanza in questa stagione, crede che entrambe possano ambire alla zona Champions?

Credo che possano entrare entrambe, però devono giocare meglio. La Lazio deve fare meglio rispetto a quello mostrato contro la Fiorentina, mentre la Roma deve essere più cinica. Contro il Napoli è bastata una disattenzione difensiva di Smalling su Simeone a vanificare la buona prestazione offerta. Per la lotta Champions ci sarà una battaglia tra Inter, Roma, Lazio e Atalanta, almeno per il momento. L’Atalanta viaggia ad una velocità pazzesca, e potrebbe scavalcare una delle due romane per un posto in Champions. Però anche l’Atalanta probabilmente sarà giudicata in merito al caso plusvalenze, quindi bisognerà vedere se ci sarà un’eventuale penalizzazione che potrebbe risultare determinante. Ad oggi comunque l’Atalanta e le due romane potrebbero fare fuori le due milanesi, il Milan perché è in caduta libera, mentre l’Inter poiché è discontinua ed è dipendente da Lautaro Martinez“.

Infine una domanda sulle ultime tre in classifica, Hellas Verona, Sampdoria e Cremonese. Hanno diversi punti di distacco dalla zona salvezza, e faticano a trovare continuità di risultati, crede che proprio loro tre retrocederanno?

Io all’inizio affermai che per me in questa stagione sarebbero retrocesse Sampdoria e Verona. Sulla terza non mi ero espresso, ma vedevo una Cremonese in difficoltà. Queste squadre fanno pochi punti, e di conseguenza ci sarà una quota salvezza bassissima, ed è per questo che si salverà la Juve (ride, ndr). Il divario con le altre è alto. In qualche occasione c’è anche la prestazione, come nel caso della Cremonese, ma senza poi portare punti e risultati importanti a casa. Dal mercato estivo e anche in questa sessione nessuna è riuscita a rinforzarsi a tal punto da poter raggiungere la salvezza”.

Cambiando tema, prima lei parlava della mentalità di Djokovic. In merito a questo, domenica il serbo ha conquistato il suo 22 titolo Slam; lei si aspettava questa vittoria, soprattutto dopo la vicenda della scorsa stagione successa proprio in Australia? Per quanto riguarda i tennisti italiani, cosa si aspetta da loro nel prossimo futuro?

Mi aspettavo che vincesse Djokovic, perché l’anno scorso era stato privato della partecipazione agli Australian Open che probabilmente avrebbe lanciato il serbo verso il Grande Slam. Mi aspetto che Djokovic vinca ancora tanto. Come numero di vittorie e regolarità è a pari livello di Nadal e Federer. Degli italiani mi piace molto Sinner, ma aldilà di questo, il movimento tennistico italiano mai come in questo momento vanta diversi giocatori di livello assoluto. Siamo arrivati ad un passo dalla Finale di Coppa Davis nell’ultima edizione, e ciò fa ben sperare. È un momento fantastico per il tennis e mi aspetto tutto il meglio. L’auspicio è che un giorno dietro i vari Djokovic e Nadal ci sia un italiano, quantomeno stabilmente nei primi 10 al mondo”.

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Djokovic eterno: vince gli Australian Open e ritorna 1 nel ranking ATP

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Djokovic

Si è conclusa da poco la Finale degli Australian Open, e dunque l’edizione 2023 dello Slam Australiano. Oggi in campo si sfidavano TsitsipasDjokovic, in una finale attesissima, anche perché accessa dalle dichiarazioni dei due nei giorni scorsi.

LA FINALE DEGLI AUSTRALIAN OPEN: TSITSIPAS-DJOKOVIC

Il match ha mostrato tutta la supremazia di Djokovic, che ha sconfitto Tsitsipas in 3 set in modo abbastanza agevole. Il serbo si è imposto sul greco con il punteggio di 6-3, 7-6, 7-6. Con la vittoria di oggi Djokovic raggiunge Nadal a quota 22 Slam e centra la sua decima vittoria agli Australian Open.

Al termine del match Nole si è lasciato andare in un pianto liberatorio, complice anche la vicenda brutta che l’anno scorso lo ha costretto a non poter partecipare al torneo. Continua dunque la striscia positiva di Djokovic nello Slam in Oceania, dove con la vittoria odierna raggiunge quota dieci vittorie su altrettante finali disputate agli Australian Open. Oltre questo dato, il serbo prolunga a 28 la striscia di vittorie consecutive agli AO, che al momento è la più lunga di sempre.

Nella finale di oggi non c’era in palio solo il titolo dello Slam, ma anche la posizione numero 1 del ranking ATP, che difatti viene conquistata anch’essa da Novak Djokovic.

L’ANALISI DELLA FINALE

Il match ci ha dimostrato ancora quanto sia inarrivabile Djokovic a livello di gioco e mentale, poiché è stato capace di gestire la finale senza alcuna pressione. Nel match il serbo ha perso la battuta solo nel primo game del terzo set, salvo poi recuperarlo nel turno successivo.

Per Tsitsipas è sicuramente una sconfitta cocente, dato che ci si aspettava di più da lui vista la qualità messa in campo nel corso di queste due settimane. Per il greco quindi nessuna rivincita contro il serbo, dopo la Finale dell’edizione 2021 del Roland-Garros persa proprio contro Nole.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI FINO AL ROLAND-GARROS

Adesso il prossimo appuntamento con un torneo dello Slam è fissato al 28 maggio, quando prenderà il via proprio il Roland-Garros a Parigi. Nel mentre si chiuderà la prima parte di stagione su cemento con diversi tornei ATP 250, 500 e 1000, per poi passare alla stagione su terra con altrettanti tornei prima dell’Open di Francia.

 

 

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Australian Open: la finale sarà Tsitsipas-Djokovic, i due si contenderanno il titolo e non solo

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Australian Open, Djokovic passa il turno

Nella giornata odierna si sono disputate le Semifinali degli Australian Open. I due match in programma hanno visto sfidarsi KhachanovTsitsipas e DjokovicPaul.

MATCH KHACHANOV-TSITSIPAS

Nella prima sfida c’è stato un equilibrio per tutto l’incontro, con Khachanov che nonostante partisse sfavorito si è giocato la partita contro il greco al massimo delle sue possibilità. Ma nonostante ciò, Tsitsipas si è imposto sul russo, guadagnandosi un posto in Finale. Il greco si è aggiudicato l’incontro in quattro set, chiudendo con il parziale finale di 7-6, 6-4, 6-7, 6-3.

Va comunque reso onore a Khachanov, che ha disputato un torneo eccezionale, arrendendosi solo ad uno dei giocatori più in forma del circuito in questo inizio di stagione.

MATCH DJOKOVIC-PAUL

L’altro incontro invece ha visto prevalere in modo agevole Djokovic, come da pronostico. Il serbo ha sconfitto Paul in tre set, con il parziale di 7-5, 6-1, 6-2. Il serbo ha titubato solamente nel primo set, dove si è fatto recuperare i due break di vantaggio che aveva acquisito, ma successivamente ha lasciato solo le briciole al suo avversario.

Con la vittoria odierna Djokovic ha centrato la sua decima finale agli Australian Open, e nello specifico la trentatreesima a livello Slam. Finora non ha mai perso alcuna delle nove finali disputate nello Slam australiano, e vanta anche una striscia di ventisette partite consecutive senza perdere in questo torneo (striscia più lunga di sempre).

Domenica quindi si disputerà la finale dell’edizione 2023 degli Australian Open, dove si sfideranno Tsitsipas e Djokovic. I due vantano già un confronto in una Finale Slam (Roland-Garros 2021) dove Djokovic rimontò il greco da uno svantaggio di due set, imponendosi dunque al quinto set.

Nella Finale di domenica non c’è in palio solo la vittoria del primo Slam stagionale, ma anche il primato del ranking mondiale. Dunque chi vincerà la Finale degli Australian Open guadagnerà anche la posizione numero 1 nel ranking ATP.

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Australian Open: nessuna sorpresa nei Quarti, Tsitsipas e Djokovic approdano alle Semifinali

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Djokovic

Tra ieri e oggi si sono disputati i Quarti di finale degli Australian Open, che hanno delineato il quadro delle due Semifinali dello Slam. Non c’è stata alcuna sorpresa nei quattro match disputati, vinti in modo abbastanza agevole dai favoriti.

I QUARTI DI FINALE DI IERI

Ieri sono scesi in campo KhachanovKorda e TsitsipasLehecka, dove ci sono state le vittorie del tennista russo e del greco, che ora si affronteranno in Semifinale degli Australian Open. Khachanov ha beneficiato anche del ritiro forzato di Korda, causato da un problema al polso che non ha permesso all0 statunitense di proseguire il match. Il tennista russo si è imposto con un parziale finale di 7-6, 6-3, 3-0.

Per quanto riguarda il match tra Tsitsipas e Lehecka, il greco non ha avuto grandi problemi ad imporsi sul ceco, che comunque ha fatto il massimo possibile. Ma Tsitsipas è in uno stato di forma pazzesco, e l’ha dimostrato annullando anche le otto palle break concesse a Lehecka. Il greco ha chiuso il match con il punteggio di 6-3, 7-6, 6-4.

I QUARTI DI FINALE DI OGGI

Oggi invece si sono disputati i due restanti Quarti di finale, che hanno visto affrontarsi SheltonPaul e RublevDjokovic.

Nel Derby americano ha prevalso Tommy Paul, anche se Shelton ha comunque ben figurato nell’incontro come in tutto il torneo, dimostrando di essere pronto a giocare partite di un certo livello. Nonostante questa sia stata la sua prima partecipazione ad un torneo dello Slam, Shelton non ha sentito alcuna pressione, guadagnandosi comunque un traguardo importante come i Quarti di finale degli Australian Open. Però Paul ha messo in campo tutta la sua esperienza, contro cui Shelton ha pagato dazio. Paul infatti si è imposto con il punteggio di 7-6, 6-3, 5-7, 6-4.

Infine è sceso in campo il più atteso di tutti, ovvero Novak Djokovic, in un match in cui ci si aspetteva di più dal suo avversario Rublev. Per Nole è stata un vera e propria passeggiata, che gli ha permesso di conquistare l’ennesima Semifinale Slam. Il serbo ha inflitto a Rublev il parziale pesante di 6-1, 6-2, 6-4.

Venerdì sono in programma le due Semifinali dell’Australian Open, dove si sfideranno DjokovicPaul e TsitsipasKhachanov per un posto nella Finale dello Slam australiano. Djokovic e Tsitsipas cercheranno di ritornare in una finale Slam, mentre Paul e Khachanov proveranno ad approdare per la prima volta nella loro carriera in una delle Finali più prestigiose della stagione tennistica.

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