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FA – Football Addicted #2! "Calcio inglese e greco antico" | Numero Diez

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FA – Football Addicted #2! “Perché il calcio inglese parla greco antico?”

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QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK!

“Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”. Sentenziò una volta un allora interista José Mourinho, ritrovatosi oggi condottiero di un Tottenham in difficoltà, ma determinato a tornare grande.

Una frase capace di veder imprimere pressoché immediatamente i propri caratteri in quel famigerato ‘libro della storia del calcio’ a cui spesso si fa riferimento, colpendo fin da subito con forza l’immaginario collettivo degli appassionati.

In quell’occasione l’intento del lusitano era quello di far capire al proprio uditorio di come il calcio non sia solamente tattica, moduli, campo, bensì anche diritti tv, economia, politica. Un conglomerato di arti e mestieri che un tecnico deve assolutamente conoscere ed essere in grado di comprendere e manipolare.

Estendendo però il pensiero di Mourinho a un discorso più ampio, come spesso già fatto in passato, si potrebbe aggiungere che il calcio è anche storia, cultura, epica, geografia. Insieme di mondi e di conoscenze.

È così infatti che lo sport spesso si veste da punto d’incontro tra diverse culture, saperi, tradizioni, storie. Come quella che lega Londra alla Antica Grecia. O meglio ancora, il calcio londinese all’Antica Grecia.

LONDRA PARLA GRECO ANTICO

Provando a sfogliare a ritroso gli almanacchi del football avvolto dalla Union Jack, è facile notare come tra i nomi delle diverse leghe di calcio inglese compaiano pure alcuni termini che all’isola dovrebbero essere estranei.

Aetolian League, Athenian League, Corinthian League. E ancora: Delphian League, Isthmian League, Spartan League.

Un insieme di vocaboli germogliati nella penisola greca e che a sorpresa per anni si sono riscoperti suoni pronunciati da bocche inglesi.

Il motivo? Per comprenderlo è indispensabile risalire a metà del XIX secolo, quando nelle scuole pubbliche dell’Inghilterra era molto in voga l’insegnamento del greco e del latino, materie classiche considerate all’epoca imprescindibili in un piano di studi. Superiori per importanza alla matematica. Superiori addirittura all’insegnamento dell’inglese stesso.

Un costume proprio del Regno di sua Maestà in quel tempo. Come raccontatoci da Andy Carter, membro del Dipartimento di Storia, Politica e Filosofia della Manchester Metropolitan University:

“L’uso del greco come lingua all’epoca era uno strumento utilizzato da parte delle classi sociali più alte per escludere quelle più basse. La conoscenza del greco e del latino era infatti uno dei requisiti di ammissione per le università più importanti, come quelle di Oxford e Cambridge”.

 

SCUOLA …

Era la metà del 1800 e nello stesso periodo il calcio iniziò ad avere successo come sport proprio all’interno delle università, dove veniva vissuto anche come mezzo utile a controllare i comportamenti antisociali. Spesso in precedenza gli studenti delle scuole pubbliche erano infatti noti per i loro comportamenti violenti derivanti da un consumo smisurato di alcool.

… E CALCIO

Una mascolinità che ora poteva essere sfogata invece nel calcio, sport che alcuni scolari di Cambridge provarono anche a regolamentare per permettere a ragazzi provenienti da diverse scuole di giocare gli uni contro gli altri senza eccessive polemiche. Le Cambridge University Rules del 1848 segnarono infatti uno spartiacque importante nella storia del calcio inglese, ponendo le basi per l’insieme ufficiale di regole che il 26 ottobre 1863 portò al primo decisivo incontro della Football Association presso la Freemasons’ Tavern in Great Queen Street a Londra.

“Per il suo primo ventennio di vita, l’associazione fu dominata sul campo da squadre di ex studenti delle scuole pubbliche. Con l’avvento degli anni Ottanta del 1800, questi clubs iniziarono invece a essere eclissati da squadre professioniste le cui rose erano formate da giocatori provenienti dalla working-class del nord dell’Inghilterra, delle Midlands e della Scozia. Anche se dominati sul campo, gli ex studenti per molto tempo continuarono però a detenere il potere amministrativo del calcio e cercarono a lungo di bandire o quanto meno limitare il diffondersi di un movimento calcistico professionale”.

Ci spiega Andy.

“Fu nel periodo edoardiano che la battaglia per fermare il professionismo fu persa, con gli amatori che decisero allora di separarsi. Mentre il calcio nel nord del Paese e nelle Midlands era dominato da clubs professionisti, nel sud c’erano ancora diverse ottime squadre amatoriali che, anziché competere con i professionisti nelle Southern League, decisero di dare vita alla loro lega amatoriale: la Isthmian League. Fondata nel 1905”.

Un nome di inconfondibile natura greca e che sottolinea l’amore che l’ambiente universitario inglese nutriva all’epoca per la terra dei filosofi.

L’IDEA DI CORINTHIANISM

Come specificato in un articolo pubblicato nel dicembre 1977 sul N°1 dell’Isthmian News, cartaceo d’informazione venduto per 10 pennies in quegli anni, il nome Isthmian fu copiato dai famosi Giochi Istmici, manifestazione sportiva che nell’Antica Grecia veniva considerata seconda per importanza solamente alle Olimpiadi.

“Il nome Isthmian fu scelto anche perché i Giochi Istmici nell’Antica Grecia avevano luogo a Corinto e l’idea di corinthianism nello sport amatoriale aveva radici molto forti e complesse”.

Aggiunge Andy.

“La città di Corinto nel mondo antico era infatti nota per la sua opulenza, il suo benessere, e questa considerazione prese piede anche nell’Inghilterra elisabettiana, dove il termine Corinto divenne un aggettivo molto usato dagli inglesi per indicare il potere e il benessere. Assunse poi anche una dimensione propria nello sport. I primi yachts da regata erano chiamati Corinti e anche quelle persone che scommettevano e prendevano parte a eventi di boxe o di combattimenti tra galli erano chiamati Corinti. Un esempio è il campione di boxe Corinthian Tom, personaggio creato dalla penna di Pierce Egan nei primi anni del 1900”.

A contribuire al successo del fenomeno dell’idea di corinthianism nel calcio inglese fu inoltre il collegamento che tale termine possedeva anche con la fede.

“Corinto era associata anche alle lettere di San Paolo Apostolo ai Corinzi, in cui San Paolo utilizzò anche lo sport come metafora per indicare la necessità di lottare per raggiungere degni risultati (Prima Lettera ai Corinzi 9, 24-27, ndr). Non appena nelle scuole inglesi lo sport iniziò a essere associato con l’idea muscolare della cristianità a metà del 1900, il corinthianism diventò sinonimo di purezza sportiva e ideale amatoriale”.

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Fonte: profilo Twitter ufficiale Hellenic League

LO SCISMA

Antica Grecia e Cristianesimo. Due radici ben distinte. Due mondi tra loro lontani, capaci però di influenzare con la medesima forza lo stesso soggetto.

“Tutto ciò era alla base dell’idea di Nicholas Lane Jackson (fondatore della London Football Association, ndr) di nominare Corinthian FC la sua squadra di calcio amatoriale nel 1882. Squadra talmente legata all’idea di amatorialità da considerare campionati e coppe addirittura come una contaminazione dello sport da accantonare. Nell’idea del club le uniche partite degne di essere giocate erano infatti le amichevoli”.

Un modo di pensare che nel calcio ultra-competitivo dei giorni d’oggi farà forse sorridere e che nella Londra di inizio secolo scorso portò invece a una vera e propria rottura. Come continua a spiegarci Andy:

“Non molto dopo la formazione della Isthmian League (1905), l’Amateur Football League si staccò dalla Football Association nel 1907 in uno scisma che durò fino al 1914. Durante questo periodo di tempo l’Isthmian League si espanse costantemente, dando così la spinta alla nascita di altre divisioni minori come la Spartan League nel 1907 e l’Athenian League nel 1912”.

Ecco ritornare dunque quei nomi greci tanto amati, a ulteriore dimostrazione di un forte legame tra l’Inghilterra del tempo e la cultura classica. Alfred Lyttelton e Lord Alverstone, figure molto influenti all’interno della Amateur Football Association all’epoca, si erano formati scolasticamente in ambienti classici e questo loro background comune, secondo Andy Carter, potrebbe aver ricoperto un ruolo di rilievo nella scelta di questi termini greci.

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Fonte: profilo Twitter ufficiale Spartan South Midlands

GLI ULTIMI ARRIVATI

“Dopo la Seconda Guerra Mondiale nacquero altre leghe calcistiche nel sud dell’Inghilterra e ancora una volta a connotare queste nuove realtà furono vocaboli greci. Nel 1945 nacque infatti la Corinthian League, seguita poi dalla Delphian League nel 1951 e dalla Hellenic League nel 1952. L’Aetolian League nacque invece quasi per caso, sostituendo per un breve lasso di tempo la Kent League fondata nel 1959. I nomi greci erano ormai entrati nella tradizione del calcio amatoriale del sud est dell’Inghilterra”.

Un idillio, quello tra mondo britannico e greco, che portò anche alla creazione di una coppa.

“L’ultima competizione nominata seguendo questa tradizione classica nel sud-est del Paese fu la Mithras Cup, coppa che venne giocata tra il 1962 e il 1970. Si giocava a metà settimana, di sera, sotto la luce artificiale, e a prendere parte a questa competizione erano i club che giocavano nelle leghe citate in precedenza. La scelta del nome richiama ovviamente la divinità greca Mitra, il cui culto è legato al rapporto tra luce e buio”.

Nomi antichi, spesso dimenticati nella moderna era della Premier League, la cui traccia può invece ancora essere ritrovata nelle categorie minori, quelle della Non-League.

Nell’intricato National League System, tra gli steps 3 e 7, sono infatti ancora presenti la Isthmian League, la Spartan South Midlands League e l’Hellenic League.

Tangibile eredità di un passato importante. Curiosa storia tra le mille che popolano quell’affascinante mondo qual è quello del football inglese.

And now – as you know – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

Un ringraziamento speciale a Andy Carter per la sua gentile disponibilità e collaborazione

Recupera le puntate precedenti di ‘FA – Football Addicted’ QUI

[INTERAGISCI CON NOI! Hai in mente una particolare storia di calcio britannico di cui vorresti leggere un nostro approfondimento nella rubrica FA – Football Addicted? Lascia un commento nel box dedicato che troverai nelle nostre stories Instagram o scrivici un messaggio. Il tema della prossima puntata potresti sceglierlo tu!]

Fonte immagine in evidenza: foto Pixabay con diritto Google Creative Commons

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Nuytinck rompe il silenzio stampa: la delusione sui social

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Nonostante il silenzio stampa imposto dalla Sampdoria, il difensore olandese Bram Nuytinck ha espresso sui propri canali social il suo disappunto per il pareggio arrivato nel finale di match contro il Monza.

In particolare il neo-acquisto dei blucerchiati ha pubblicato una storia su Instagram in cui ha affermato: “Torniamo a casa molto frustrati. Ora analizzeremo la partita e recupereremo”. Nonostante il messaggio di incoraggiamento, il centrale ex Udinese potrebbe subire delle sanzioni da parte della società, la quale aveva vietato di rilasciare interviste e dichiarazioni già nel post-partita di ieri. Sono attesi, quindi, provvedimenti disciplinari per il giocatore di mister Stankovic, che preparerà i suoi in vista del match contro l’Inter.

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Verso Sanremo 2023: 5 canzoni sul calcio

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VERSO SANREMO 2023

Verso Sanremo 2023: 5 canzoni sul calcio – Nella settimana in cui Sanremo canta l’Italia, il pallone non resta a guardare: c’è il campionato in concomitanza, tra postici ed anticipi. Come è noto, la musica e il calcio formano una connubio perfetto e duraturo da sempre. Nel corso degli anni infatti, tanti artisti hanno dedicato parole e melodie al mondo di questo sport e tanti brani sono diventati delle vere e proprie colonne sonore che accompagnano gli appassionati prima e dopo le partite.

Sono tanti i cantanti che hanno voluto dedicare una canzone ai loro beniamini. Dagli 883 a Francesco De Gregori, sempre con un solo obiettivo: essere la colonna sonora di un intero stadio.

Ecco una top 5 delle canzoni sul calcio più belle di sempre:

 

VERSO SANREMO 2023 Francesco De Gregori – La leva calcistica della classe ’68

La leva calcistica della classe 68 è un brano di Francesco De Gregori, presente nell’album Titanic, pubblicato nel 1982. La canzone, per quanto ne sappiamo, è stata dedicata ad Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma di quegli anni. Il protagonista del brano è un bambino di soli 12 anni che inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio e si ritrova subito a capire cosa significhi la sconfitta. Questa è una metafora per incoraggiare tutti coloro che si trovano ad affrontare un momento difficile. Infatti, come ricorda il cantautore romano, noi, come Nino, “non dobbiamo aver paura di sbagliare un calcio di rigore, perché non è da eventi particolari come questo che si giudica un giocatore”.

 

VERSO SANREMO 2023: Antonello Venditti – Grazie Roma

Grazie Roma/Roma capoccia è un brano di Antonello Venditti, pubblicato nel 1983. La canzone è stata scritta durante l’anno della conquista del secondo scudetto della Roma. Lo stesso autore ha però spiegato, che Grazie Roma fu scritto quando tornò a vivere a Roma, quando certamente non poteva aspettarsi che la squadra potesse vincere lo scudetto: il brano fu infatti registrato l’8 marzo 1983. Il pezzo nasceva per gratitudine verso la città e verso la sua squadra, essendo le due inscindibili. Un inno di gioia ed amore. La dimostrazione che l’amore verso una squadra di calcio può legare un popolo intero.

 

VERSO SANREMO 2023: 883 – La dura legge del gol

La dura legge del gol è un brano degli 883, pubblicato nel 1997.  La canzone è una metafora della vita: non conta sempre vincere e fare gol, ma dare spettacolo con il gioco di squadra e divertirsi, per uscire dal campo senza rimpianti. Nella vita bisogna sapere incassare i gol e anche le decisioni avverse dell’arbitro, senza arrendersi mai. L’unione di intenti, la passione, la bellezza seppur talvolta effimera contano più del risultato finale poiché può riservare soddisfazioni ed emozioni molto più importanti e vere di una vittoria fine a se stessa.

 

VERSO SANREMO 2023: Edoardo Bennato e Gianna Nannini – Un’estate italiana

Un’estate italiana fu scritta da Giorgio Moroder con un’idea precisa in testa: accompagnare gli Azzurri verso la vittoria della Coppa del Mondo che sarebbe tornata a disputarsi in Italia dopo 56 anni. Anche se il sogno venne infranto in semifinale dall’Argentina, le notti magiche di quell’estate rimarranno per sempre nella memoria e nei cuori di tutti i tifosi. E se si dice che le canzoni siano immortali questa ne è l’esempio: nell’estate del 2021, durante gli Europei del 2020 (rimandati causa covid) la canzone diventa la colonna sonora di ogni partita. Sulle note del brano, gli Azzurri alzeranno la Coppa a Wembley.

 

VERSO SANREMO 2023: Antonello Venditti – La coscienza di Zeman

La coscienza di Zeman è un brano di Antonello Venditti, presente nell’album Goodbye Novecento, pubblicato nel 1999. Il brano è dedicato all’allenatore di calcio, Zdenek Zeman. Il testo è una parafrasi della Coscienza di Zeno di Italo Calvino. Zeman era stato appena esonerato dalla guida della Roma e le sue scelte tecnico-tattiche e le sue sedute d’allenamento erano state discusse in numerose occasioni. Non si può negare però, la visione del tecnico boemo che lascerà una traccia indelebile nel futuro del calcio italiano. Non a caso nel ritornello, l’autore si chiede “Perché non cambi mai?”, proprio in riferimento alle scelte che gli hanno fatto perdere la panchina giallorossa.

 

 

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Calcio e dintorni

LaLiga apre un’indagine per gli insulti razzisti a Vinicius

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Vinicius

Un altro brutto episodio di razzismo nel mondo del calcio, questa volta nella Liga, primo campionato spagnolo. Lo sfortunato protagonista è stato ancora una volta Vinicius Jr, esterno brasiliano del Real Madrid.

LIGA, INDAGINE PER GLI INSULTI A VINICIUS

Vinicius Jr, esterno del Real Madrid, è stato nuovamente insultato in occasione della gara tra blancos e Mallorca. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, a causa di tutto ciò, la Liga avrebbe aperto un’indagine sugli insulti razzisti che ha ricevuto il fuoriclasse dei blancos. Anche le prove televisive hanno approvato che un tifoso avrebbe chiamato “scimmia” Vinicius. Lo stesso brasiliano è stato anche insultato fuori dallo stadio mentre si era fermato a firmare autografi e scattare selfie con i suoi fan.

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Calcio e dintorni

La Curva Nord a sostegno degli ultras giallorossi: “Cose che non ci appartengono”

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Nella giornata di ieri, degli ultras della Stella Rossa di Belgrado hanno aggredito alcuni tifosi del gruppo ultras della RomaFedayn“. Scontro avvenuto a Piazza Mancini, con i romanisti che sono stati presi all’improvviso in inferiorità numerica, a cui sono stati anche sottratti degli striscioni.

Il motivo dello scontro dovrebbe risalire agli scontri di poco tempo fa tra ultras romanisti e napoletani, con i serbi che hanno stretto una gemellanza da anni con i partenopei. Anche la Curva Nord nerazzurra ha preso posizione sul fatto, schierandosi al fianco del gruppo romanista e condannando l’azione degli ultras serbi.

Questo il comunicato del tifo organizzato interista:

OLTRE LA RIVALITÀ, I FATTI DI ROMA NON APPARTENGONO ALLA NOSTRA MENTALITÀ
Quanto accaduto con l’azione compiuta e rivendicata dal gruppo serbo della Stella Rossa a Roma non può lasciare indifferente il mondo ultras italiano e non lascia sicuramente indifferente la Nord.
Se è vero che non esistono regole scritte nel nostro mondo, a nostro avviso le dinamiche di rivalità devono consumarsi faccia a faccia e non con atti indegni seppure coordinati tra più persone.
Non è stata un’azione certamente da poco quella compiuta ai danni di uno dei più storici gruppi della Sud romanista ma rimane un agguato compiuto da molti a danno di pochi giocando sull’assoluta imprevedibilità di un gesto compiuto in assenza di uno scontro diretto.
Ci sembra doveroso condannare questa deriva dei comportamenti ultras senza senso e che può pericolosamente spostare gli equilibri delle dinamiche legate alle rivalità, in un campo che non ci appartiene con regole prive di valori come Onore e Lealtà.
Ci auguriamo che questo precedente non stimoli emulazioni che, lo ripetiamo, col mondo ultras nel quale siamo cresciuti non ha niente a che fare”.

 

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