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FA – Football Addicted #6! "Euro 2020: Galles, Scozia e Inghilterra”

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FA – Football Addicted #6! “Euro 2020: Galles, Scozia e Inghilterra”

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QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DI GALLES, SCOZIA E INGHILTERRA. NAZIONALI UK CHE PRENDERANNO PARTE A EURO 2020.

Mancano ormai solamente due giorni all’inizio dell’Europeo e noi di ‘FA – Football Addicted’ la puntata odierna non possiamo dunque che dedicarla alla presentazione delle rose di Galles, Scozia e Inghilterra: le tre Nazionali che rappresenteranno l’UK a Euro 2020.

Rimandato di un anno a causa della pandemia da Covid-19 che ha paralizzato il mondo, Euro 2020 inizierà ufficialmente venerdì sera con la partita Turchia-Italia, prima sfida del Gruppo A. Un girone che al suo interno trova anche una delle Nazionali sopra citate: il Galles.

Non ci resta dunque che partire da qui. Ready? Let’s go.

IL GALLES

galles euro 2020

Fonte: profilo Instagram ufficiale Galles

Seconda miglior sorpresa dell’ultimo Europeo giocato nel 2016, alle spalle del Portogallo inatteso vincitore, il Galles a Euro 2020 proverà a replicare quanto di straordinario compiuto nell’ultima competizione internazionale. Impresa per nulla facile. A Euro 2016 la Nazionale allora allenata da Chris Coleman terminò infatti la sua corsa solamente alle semifinali, battuta proprio da quel Portogallo che poi avrebbe alzato la coppa davanti agli occhi della Francia.

Un risultato storico per i gallesi, considerando che si trattava della loro prima partecipazione alla fase finale della competizione. Quello di quest’anno sarà infatti il secondo Europeo giocato dal Galles nella sua storia.

I CONVOCATI

Portieri: Hennessey, Ward, Davies

Difensori: Lawrence, Davies, Mepham, Gunter, Norrington-Davies, Roberts, Rodon, Williams, Cabango

Centrocampisti: Allen, Morrell, Ampadu, Smith, Williams, Ramsey, Levitt, Colwill, Brooks, Wilson

Attaccanti: Moore, Bale, James, Roberts

INTRODUZIONE

Passata nel giro di dieci anni dal posto numero 116 a quello numero 17 del ranking FIFA, il Galles può contare su una nuova nidiata di talenti, oltre che sull’esperienza di alcuni veterani.

Dei 26 giocatori convocati dal CT Robert Page, otto hanno preso parte anche all’ultimo Europeo disputatosi cinque anni fa: Ben Davies, Chris Gunter (primo gallese a raggiungere le 100 partite con la Nazionale lo scorso marzo contro il Messico, ndr), Joe Allen, Aaron Ramsey, Gareth Bale, Wayne Hennessey, Danny Ward e Jonny Williams. Una ristretta cerchia di calciatori più maturi all’interno della quale vivono innegabilmente le maggiori speranze per un grande Euro 2020 da parte del Galles.

Molto passerà infatti dai talentuosi piedi di Gareth Bale e Aaron Ramsey. Dalle corse di Ben Davies. Dal carattere di Chris Gunter e dalle parate di Danny Ward. Ma soprattutto molto passerà dallo stato di forma di questi giocatori.

In una competizione che nasce e muore nel breve periodo di un mese, lo stato di forma di chi scende in campo è molto spesso il fattore più importante da tenere in considerazione. Per passare il proprio girone e sperare di allungare il proprio torneo il più a lungo possibile, ogni Nazionale ha bisogno, infatti, di prestazioni immediatamente convincenti da parte della propria rosa. Di calciatori nella loro forma migliore. Ed è proprio qui che il Galles potrebbe avere i suoi maggiori problemi.

GLI INFORTUNI

Aaron Ramsey è reduce da un’annata molto deludente con la Juventus. Troppo poco il minutaggio ottenuto da un giocatore del suo talento nell’ultimo anno con i Bianconeri. Sempre troppo ricorrenti gli infortuni che lo costringono spesso e volentieri in infermeria e non gli consentono mai di trovare un equilibrio psico-fisico. Poca la voglia di “mordere il campo” mostrata da quando un paio di stagioni fa ha detto addio alla Premier League per trasferirsi in Serie A. A Euro 2016 era stato uno dei giocatori migliori (tanto da essere inserito nella Top 11 della competizione, ndr) e con i suoi colpi da fuoriclasse aveva permesso al Galles di avanzare fino alle semifinali. A Euro 2020 rischia di essere una comparsa.

Un discorso simile a quello che potrebbe essere fatto per Joe Allen. Anch’egli inserito nella Top 11 di Euro 2016, il centrocampista dello Stoke City arriva a questo Europeo con molti dubbi. Se la competizione si fosse regolarmente svolta la scorsa estate come da programma iniziale, Allen non vi avrebbe preso parte a causa della rottura del tendine d’Achille. Il ritardo di un anno gli ha permesso invece di tornare in tempo, anche se molti dubbi restano sulla sua condizione fisica. Il Galles non può fare a meno della sua qualità a centrocampo. La domanda è: riuscirà a reggere il minutaggio?

Un interrogativo al quale sarà chiamato a rispondere anche Gareth Bale. Stella attorno alla quale quasi tutto ruota nel mondo Galles, quest’anno al Tottenham ha giocato meno del previsto, riuscendo però a brillare quando chiamato in causa. La gamba c’è, i goals pure. La corsa non è mai stata un problema. La resistenza dei muscoli sì però. È per questo che il CT Page ha studiato diverse soluzioni in attacco nelle partite di qualificazione per farsi trovare pronto difronte anche agli scenari peggiori.

STILE DI GIOCO

Difesa a 3, centrocampo a 4 e attacco da valutare in base all’avversario. In porta il ballottaggio sarà tra il veterano Hennessey (34 anni, Crystal Palace) e il più giovane, ma comunque esperto, Danny Ward (28 anni, Leicester City). Il primo non gioca una gara di campionato dal giugno scorso, il secondo in Nazionale ha collezionato solo 13 presenze. Ora il momento per il “sorpasso” è però maturo. Alla vigilia del torneo tutti gli indizi portano infatti a Ward come portiere titolare.

In difesa l’osservato speciale sarà invece Ethan Ampadu (20 anni, Chelsea). Il giovane gallese è infatti uno dei prospetti più attesi della Nazionale di Page. Nella difesa a tre dello Sheffield United, dove ha trascorso in prestito l’ultima Premier League, è cresciuto molto. Ha accumulato esperienza e ha messo in mostra tante delle sue qualità, motivo per cui dovrebbe essere lui il punto di riferimento arretrato, insieme alla coppia di casa Tottenham formata da Ben Davies e Joe Rodon.

Se a centrocampo molto passerà dalle condizioni di Ramsey e Allen e dal talento e dalla corsa del giovane Neco Williams (20 anni, Liverpool), in attacco tutto dipenderà dalle soluzioni adottate.

Gareth Bale (31, Real Madrid) e Daniel James (23 anni, Manchester United) saranno i proprietari di fascia destra e sinistra, con il ruolo di prima punta che sarà invece quello destinato a ospitare più interpreti diversi nel corso del torneo.

Il Galles nelle partite di qualificazioni ha imparato infatti a giocare con i giovani David Brooks (24 anni, Bournemouth) o Harry Wilson (24 anni, Liverpool) come falso nove, facilitando l’ingresso verso il centro del campo delle ali e le conseguenti conclusioni in porta di Bale e James. CT Page nella sua rosa può contare però anche sui goals di Kieffer Moore (28 anni, Cardiff City), in grado quest’anno di realizzare 20 reti in Championship. La perfetta prima punta che può dare un punto di riferimento in attacco quando necessario, permettendo ai compagni di appoggiarsi sulla sua fisicità qualora il palleggio non dovesse funzionare efficacemente.

Tyler Roberts (22 anni, Leeds United) resta invece il jolly offensivo, vista la buona duttilità mostrata con i Peacocks di Marcelo Bielsa nell’ultimo campionato.

LATO NEGATIVO

Squadra veloce e molto dotata tecnicamente, il Galles segna però molto poco. Solamente 10 le reti realizzate in 8 gare di qualificazione a Euro 2020. 1-0 il risultato più gettonato. Per sei volte negli ultimi tre anni il Galles ha infatti vinto una gara per 1-0 grazie sempre a goals realizzati da calciatori alla loro prima marcatura in Nazionale. Una curiosità che presto potrebbe diventare anche oggetto di riti scaramantici. Guardando l’altra faccia della medaglia si può però notare come il Galles subisca anche pochi goals. Un aspetto sicuramente a loro favore.

LA GUIDA

Il Commissario Tecnico per la spedizione gallese a Euro 2020 è, come detto, Robert Page. Ex difensore di Watford, Sheffield United e Coventry – tra le altre -, Page nel Galles in passato ha ricoperto i ruoli di CT dell’Under 21, Viceallenatore della Nazionale maggiore e Allenatore ad interim. Un avanzamento di carriera reso possibile anche dallo scandalo che ha colpito l’ormai ex CT Ryan Giggs. Leggenda del Manchester United e della Nazionale gallese, Giggs è stato rimosso dal proprio ruolo di Commissario Tecnico a pochi mesi da Euro 2020 al seguito di alcune accuse per molestie sessuali mosse nei suoi confronti. Una vicenda per la quale l’ex calciatore risponderà in tribunale, dopo essersi già dichiarato innocente.

GLI APPUNTAMENTI NEL GIRONE

Euro 2020 – Gruppo A: Italia, Galles, Svizzera, Turchia.

12/06/21 Galles-Svizzera (Baku)

16/06/21 Turchia-Galles (Baku)

20/06/21 Italia-Galles (Roma)

LA SCOZIA

scozia euro 2020

Fonte: profilo Instagram ufficiale Scozia

Un’attesa durata ben 23 anni e finalmente terminata. La Scozia torna a giocare una manifestazione internazionale dopo più di due decadi. Il Mondiale 1998 l’ultimo torneo al quale la Tartan Army era riuscita a qualificarsi. Gli Europei del 1992 e del 1996 le altre uniche due partecipazioni invece alle fasi finali della competizione continentale. In entrambe le occasioni la Scozia si fermò ai gironi.

Arrivata a Euro 2020 attraverso i play-offs, battendo prima Israele 5-3 ai rigori (dopo lo 0-0 dei regolamentari) e poi la Serbia 5-4 ai rigori (dopo l’1-1 dei regolamentari), la Nazionale di Steve Clarke questa estate vuole semplicemente godersi questo storico momento.

Inserita in un complicato Gruppo D con Croazia, Inghilterra e Repubblica Ceca, il principale obiettivo della Tartan Army sarà quello di provare a regalarsi almeno una vittoria nel proprio girone.

I CONVOCATI

Portieri: Gordon, Marshall, McLaughlin

Difensori: Cooper, Gallagher, Hanley, Hendry, McKenna, O’Donnell, Patterson, Robertson, Tierney, Taylor

Centrocampisti: Armstrong, Gilmour, Fleck, McGregor, McTominay, McGinn, Turnbull

Attaccanti: Adams, Christie, Dykes, Forrest, Fraser, Nisbet

INTRODUZIONE

Raggiunta la posizione numero 44 nel ranking FIFA, la Scozia arriva a Euro 2020 con una striscia di nove gare consecutive (tra qualificazioni e amichevoli) senza sconfitte. La striscia di imbattibilità più lunga per la Tartan Army negli ultimi 44 anni.

CT Steve Clarke è riuscito a creare un gruppo solido e mosso da un grande orgoglio nazionale, consapevole di essere con ogni probabilità la rosa con maggior talento generale mai vista dalla Scozia.

“Ci eravamo ripromessi di far sorridere la Nazione e spero che un minimo lo abbiamo fatto”.

Ha sentenziato il Commissario Tecnico dopo la storica qualificazione ottenuta contro la Serbia. Un sorriso che Clarke vuole vedere anche sul volto dei propri giocatori a Euro 2020.

LA FORZA DEL CENTROCAMPO

Squadra fisica, pragmatica, brava a riconquistare palla e ripartire in contropiede, la Scozia può vantare una bella dose di talento soprattutto a centrocampo. È questo, infatti, il reparto in cui la Tartan Army ha più soluzioni.

Il punto di riferimento è senza ombra di dubbio John McGinn (26 anni, Aston Villa). Trascinatore nella fase di qualificazione con i suoi 7 goals, può giocare in mediana in un centrocampo a due o a quattro, come interditore in uno centrocampo a tre e anche come trequartista dietro alle due punte. Forte fisicamente e dal temperamento sanguigno, garantisce sia copertura in fase difensiva che spinta in quella offensiva, dove Steve Clarke lo ha saputo valorizzare sempre di più. Gli ha insegnato a giocare più a ridosso delle punte e il risultato sono stati tanti goals e una manovra d’attacco più fluida.

Una doppia fase d’eccellenza garantita anche da Scott McTominay (24 anni, Manchester United). Lanciato nella prima squadra dei Red Devils da Josè Mourinho ormai diverse stagioni fa, lo scozzese sotto la guida di Ole Gunnar Solskjaer ha mostrato una crescita sempre più importante.

Utilissimo tatticamente, negli anni ha aumentato anche il suo bagaglio di goals (merito anche di un passato da attaccante nei settori giovanili). Il meglio di sé lo dà però quando è chiamato all’uno contro uno in fase difensiva, al recupero palla, all’aggressione dell’avversario. Per questo Clarke ama schierarlo in mediana a centrocampo, ma anche nella difesa a tre, dove sa garantire copertura e spinta in ripartenza.

Se il geometra della squadra resta invece John Fleck (29 anni, Sheffield United), uomo dotato forse dei piedi migliori in mezzo al campo, il compito di colpire le difese avversarie con i suoi inserimenti è poi proprietà di Stuart Armstrong (29 anni, Southampton).

STILE DI GIOCO

Pronto a utilizzare un 3-4-1-2, Clarke può vantare su una fascia sinistra di primo livello. Su quell’asse agiscono infatti Kieran Tierney (24 anni, Arsenal) e il capitano Andy Robertson (27 anni, Liverpool). Rapidi nel capovolgere il fronte d’attacco e precisi crossatori, i due terzini di Arsenal e Liverpool hanno imparato a convivere sulla stessa fascia dividendosi equamente una porzione di campo in cui inizialmente pareva impossibile farli coesistere.

Il più utile tatticamente è in particolare Tierney. Nativo dell’Isola di Man, può giocare come terzino sinistro, esterno sinistro di centrocampo e anche difensore centrale grazie alla sua rapidità e alla sua forza nell’uno contro uno.

Sulla fascia opposta un compito analogo è affidato invece ai due uomini di casa Motherwell Declan Gallagher (30 anni) e Stephen O’Donnell (29 anni) – il fedelissimo di Clarke, che lo ha allenato anche al Kilmarnock -, sostituiti all’occorrenza dal talentuoso Nathan Patterson (19 anni, Rangers), il “ragazzino” nei 26 di Clarke.

Per dare maggiore sostanza in centro alla difesa in caso di necessità sono presenti invece in rosa Liam Cooper (29 anni, Leeds United) e Grant Hanley (29 anni, Norwich), uno dei migliori giocatori del Norwich City vincitore dell’ultimo campionato di Championship e promosso in Premier League.

Detto del centrocampo, dove il ruolo di instancabile veterano è ricoperto da Callum McGreggor (28 anni, Celtic) – il quale dal 2016/17 ha sempre giocato almeno 46 partite ogni stagione – e l’abito di giovane sorpresa potrebbe essere vestito da Billy Gilmour (20 anni, Chelsea) – fresco conquistatore della Champions League con il Chelsea -, in attacco Clarke può contare su giocatori con caratteristiche diverse. C’è Ryan Fraser (27 anni, Newcastle), bravo a fornire assist vincenti per i compagni e ad allargare il gioco sulle fasce. Ci sono Kevin Nisbet (24 anni, Hibernian) e Ryan Christie (26 anni, Celtic), ragazzi dal grande talento capaci di muoversi con disinvoltura in un attacco a due punte.

C’è soprattutto Che Adams (24 anni, Southampton), calciatore che ha iniziato a indossare la maglia della Scozia solamente il marzo scorso, quando ha scelto di rappresentare la Tartan Army anziché l’Inghilterra. Giocatore dalla grande tecnica e dall’ottimo fiuto per il goal, è l’uomo su cui Clarke ripone le sue maggiori speranze in fase offensiva. La stella della squadra negli ultimi venti metri.

LATO NEGATIVO

La recente annessione di un giocatore come Che Adams in rosa potrebbe essere la chiave decisiva per la Scozia. Come detto, il giocatore del Southampton è in grado di portare un buon numero di goals alla selezione di Clarke, aiutando così la squadra proprio in quella statistica che fino ad oggi ha visto numeri abbastanza bassi.

La Scozia è infatti una Nazionale che non segna molto. Solamente 16 i goals messi a referto nelle 10 gare di qualificazione (contro avversari spesso modesti), di cui quasi la metà (7) realizzati tutti dallo stesso giocatore: McGinn.

LA GUIDA

Iniziata la sua carriera da allenatore come vice di Ruud Gullit al Newcastle United nel 1998, Steve Clarke ricopre il ruolo di CT della Scozia dal maggio 2019.

Precedentemente alla guida del Kilmarnock, dove condusse la squadra a uno storico record di punti, in passato ha ottenuto ottimi risultati anche come manager del West Bromwich Albion – club che ha guidato al suo miglior piazzamento di sempre in Premier League – e del Reading – che portò alla sua prima semifinale di FA Cup in 88 anni.

GLI APPUNTAMENTI NEL GIRONE

Euro 2020 – Gruppo D: Croazia, Inghilterra, Repubblica Ceca, Scozia.

14/06/21 Scozia-Repubblica Ceca (Glasgow)

18/06/21 Inghilterra-Scozia (Londra)

22/06/21 Croazia-Scozia (Glasgow)

L’INGHILTERRA

inghilterra euro 2020

Fonte: profilo Instagram ufficiale Inghilterra

La favorita per la vittoria finale di Euro 2020 al pari della Francia. L’Inghilterra non può nascondersi. Insieme ai Campioni del Mondo transalpini, i Tre Leoni sono la Nazionale con il maggior quantitativo di talento in rosa. Più del Belgio primo nel ranking FIFA, più del Portogallo Campione d’Europa in carica. Più delle riemergenti Olanda, Germania, Spagna e Italia.

La pressione alla quale i 26 convocati di Gareth Southgate saranno sottoposti sarà sicuramente tanta, anche perché l’Inghilterra avrà la fortuna (o sfortuna) di giocare un Euro 2020 praticamente in casa. Tutte le partite del girone saranno disputate a Wembley, così come le eventuali semifinali e finale. Qualora dovesse arrivare fino in fondo, la selezione inglese potrebbe vedersi costretta a giocare quindi solamente una o al massimo due partite (tra ottavi e quarti di finale) al di fuori del suolo nazionale.

Se ci si aggiunge poi che l’Inghilterra continua a sognare quel trionfo internazionale che manca da Mondiale di calcio 1966 (anche quella volta giocato in casa) e che ogni volta che i Tre Leoni si affacciano a una competizione diventano subito gli osservati speciali da parte di tutti gli addetti ai lavori e tifosi, è facile immaginare come per la rosa di Southgate il risultato finale di Euro 2020 sarà visto come un grandissimo (e attesissimo) successo o come l’ennesima cocente delusione.

I CONVOCATI

Portieri: Henderson, Johnstone, Pickford

Difensori: White*, Chilwell, Coady, James, Maguire, Mings, Shaw, Stones, Trippier, Walker

Centrocampisti: Bellingham, Henderson, Mount, Phillips, Rice

Attaccanti: Calvert-Lewin, Foden, Grealish, Kane, Rashford, Saka, Sancho, Sterling

* in sostituzione di Alexander-Arnold

INTRODUZIONE

Inserita in un Gruppo D che vede anche la presenza degli eterni rivali della Scozia, dei Vicecampioni del Mondo della Croazia e di quella Repubblica Ceca unica squadra in grado di battere i Tre Leoni in una gara di qualificazione dal 2009 in poi (è avvenuto lo scorso ottobre e ha interrotto una striscia di 43 partite di qualificazione senza sconfitte, ndr), il cammino dell’Inghilterra a Euro 2020 non sarà dei più facili.

Pronosticando un passaggio del turno come prima del girone, l’Inghilterra agli ottavi troverebbe già una superpotenza come Francia, Germania o Portogallo (inserite con la più modesta Ungheria nel Gruppo F, il vero “girone di ferro” di Euro 2020). Un primo turno a eliminazione diretta da far già tremar le gambe per i ragazzi di Southgate.

Nazionale piena di talenti soprattutto dal centrocampo in su, quella inglese è anche però una selezione di giovani. Pochi, infatti, i veterani che sul proprio curriculum possono vantare una certa esperienza internazionale a questi livelli con l’Inghilterra. Un dato derivante da motivi anagrafici e non certamente da demeriti dei 26 selezionati.

Per dimenticare a distanza di cinque anni l’umiliante eliminazione agli ottavi di finale per mano dell’Islanda a Euro 2016 e provare a migliorare addirittura il risultato di semifinalista a Euro 1968 ed Euro 1996 (i migliori piazzamenti mai ottenuti dall’Inghilterra agli Europei nella sua storia, ndr), tutto passerà dunque dalla forza mentale che i tanti ragazzi presenti nella rosa dei Tre Leoni riusciranno a dimostrare per tutto il torneo.

GIOVANI DI TALENTO

Nazionale al posto numero 4 nel ranking FIFA, la forza dell’Inghilterra va ricercata soprattutto nel talento dei suoi giovani. Nella loro freschezza, abbinata però – nella maggior parte dei casi – a una mentalità già vincente.

Basti pensare ai vari Phil Foden (21 anni, Manchester City), Jadon Sancho (21 anni, Borussia Dortmund), Mason Mount (22 anni, Chelsea), Declan Rice (22 anni, West Ham United), Jack Grealish (25 anni, Aston Villa), Jude Bellingham (18 anni, Borussia Dortmund), Bukayo Saka (19 anni, Arsenal) e Marcus Rashford (23, Manchester United).

Giovani che in Premier League e Bundesliga hanno già dimostrato di essere assoluti protagonisti con le rispettive squadre. Così come lo hanno fatto sempre a livello di club anche in ambito europeo: una dimostrazione sono l’Europa League conquistata da Rashford ai tempi del Manchester United di Mourinho e la Champions League messa in bacheca da Mount quest’anno. Oltre alle ottime prestazioni sempre nelle coppe europee di Foden, Saka, Sancho e Bellingham in questa annata.

I PIÙ ESPERTI

Stella della squadra, sulle cui spalle verrà posto il maggior carico di responsabilità, è invece Harry Kane (27 anni, Tottenham). Capocannoniere del Mondiale 2018, dove a suon di goals portò l’Inghilterra fino al quarto posto finale, il capitano dei Tre Leoni è l’uomo a cui tutta la Nazione inglese si affida per arrivare fino ad alzare la coppa sotto l’arco di Wembley. Miglior marcatore e miglior assist-man dell’ultima stagione di Premier League, Kane sembra infatti aver raggiunto il giusto livello di maturità per essere considerato il vero leader da seguire.

Gli altri giocatori di maggior esperienza con la Nazionale sono invece Jordan Pickford (27 anni, Everton), Jordan Henderson (31 anni, Liverpool), Kieran Trippier (30 anni, Atletico Madrid), Harry Maguire (28 anni, Manchester United), John Stones (27 anni, Manchester City), Kyle Walker (31 anni, Manchester City) e Raheem Sterling (26 anni, Manchester City). Veterani nei rispettivi clubs, a loro spetterà il compito di mantenere alta l’attenzione nei più giovani compagni di reparto e di aiutarli a rendere al massimo delle loro potenzialità all’interno del gruppo.

Una mano in questo senso potrà arrivare poi anche da Conor Coady (28 anni, Wolverhampton), difensore che in passato in Nazionale non ha mai trovato molto spazio e sul quale Southgate quest’anno ha invece deciso di puntare giustamente dopo l’ennesima ottima annata disputata in Premier League con il Wolverhampton, di cui è l’indiscusso leader caratteriale.

STILE DI GIOCO

In un molto probabile 4-2-3-1 o 4-3-3, il ruolo di portiere sarà affidato a Jordan Pickford, nonostante la non eccelsa stagione di campionato appena archiviata dall’estremo difensore dell’Everton e il recente infortunio al braccio che lo ha tenuto fermo per diverse settimane.

Il ruolo di prima riserva sarà affidato invece al talentuoso Dean Henderson (24 anni. Manchester United), con Sam Johnstone (28 anni, West Bromwich Albion) come terzo portiere (ha fatto il suo debutto contro la Romania domenica scorsa, ndr).

Maguire e Stones i centrali, con il già citato Coady e Tyrone Mings (28 anni, Aston Villa) come rimpiazzi. Ben White (23 anni, Brighton and Hove Albion), inserito all’ultimo minuto nella lista dei 26 convocati da Southgate al posto dell’infortunato Trent Alexander-Arnold, sarà invece il jolly difensivo.

Il ballottaggio per il ruolo di terzino sinistro titolare sarà tra Luke Shaw (25 anni, Manchester United) e Ben Chilwell (24 anni, Chelsea). Il primo ha disputato forse la sua miglior stagione in carriera, rinascendo sotto l’ala protettrice di Ole Gunnar Solskjaer. Il secondo è stato uno dei protagonisti nel Chelsea vittorioso in finale di Champions League sul Manchester City.

Discorso analogo tra Walker e Trippier sulla fascia opposta. Il primo è ormai un intoccabile nel Manchester City di Pep Guardiola che quest’anno è andato molto vicino a vincere tutto. Il secondo è fresco campione de La Liga con l’Atletico Madrid (l’ultimo inglese in grado di vincere il campionato in Spagna fu David Beckham nel 2007 con il Real Madrid, ndr). Più indietro nelle gerarchie invece Reece James (21 anni, Chelsea).

In mediana a centrocampo il compito di schermare la difesa sarà affidato con ogni probabilità a Henderson e Rice, con Kalvin Phillips (25 anni, Leeds United) come eccellente sostituto. Centrocampista box-to-box (sulla falsa riga di Henderson e soprattutto Rice), Phillips può essere la “scoperta” a centrocampo per l’Inghilterra. Nel Leeds United di Bielsa è ormai da anni un insostituibile e presto potrebbe diventarlo anche per Southgate.

Non va poi dimenticato Bellingham, il più giovane del gruppo che è anche però il giocatore con maggior qualità nei piedi tra i centrocampisti centrali.

Con Kane ovviamente prima punta e Dominic Calvert-Lewin (24 anni, Everton) unico altro attaccante puro in rosa, è sulla trequarti che Southgate potrà far ruotare il maggior numero di uomini. È qui che infatti l’Inghilterra ha i suoi giovani di maggiore qualità. Da Foden a Mount, da Sancho a Saka, da Grealish a Sterling. Passando poi per Rashford.

Tutti possono svariare su tutto il fronte della trequarti, con Sterling, Rashford e Saka che preferiscono però una posizione da esterno o ala d’attacco (i primi due a sinistra, il terzo a destra). A loro agio al centro si trovano invece con maggior disinvoltura Mount e soprattutto Grealish. Fermo per un terzo di stagione a causa di un infortunio allo stinco, il trequartista dell’Aston Villa potrebbe diventare l’uomo in più dell’Inghilterra a Euro 2020 qualora nel corso della competizione dovesse riscoprirsi più fresco dei compagni arrivati invece a questo appuntamento dopo una lunga e faticosa annata.

Il vero jolly offensivo nelle mani di Southgate resta poi Foden. Esterno a destra, a sinistra, trequartista o all’occorrenza falso nove, per la stellina del Manchester City non fa differenza. Sa fare tutto e tutto molto bene.

ATTENZIONE AL MORALE

Nazionale che segna molto, come dimostrano le 37 reti messe in fila nelle 8 gare di qualificazione (con soli 6 goals subiti, ndr), l’Inghilterra dovrà stare attenta soprattutto all’aspetto mentale.

Southgate dovrà essere bravo a tenere libera la mente dei propri giocatori. A tenere alto il morale della squadra nei momenti di difficoltà, senza permettere che i più giovani possano lasciarsi impaurire da un risultato che magari stenta ad arrivare. Forti del proprio gioco d’attacco, i Tre Leoni non devono infatti perdere la propria identità come avvenuto invece diverse volte in passato. Difendere un risultato non è pane per l’Inghilterra, continuare ad attaccare sì.

Una mano in questo senso potrebbe arrivare in particolar modo da Sterling. Cresciuto a pochi passi da Wembley a Londra, il suo sogno è sempre stato quello di vincere un trofeo con l’Inghilterra sotto l’arco di questo iconico stadio.

Quest’estate potrebbe averne la possibilità ed è per questo che lui più di tutti potrebbe essere l’uomo capace di infondere questo forte desiderio anche nella mente dei propri compagni. Deciso anche a riscattare una stagione difficile a livello personale al Manchester City e prestazioni spesso deludenti con l’Inghilterra nelle fasi finali di un torneo.

LA GUIDA

Commissario Tecnico dell’Inghilterra dal settembre 2016 e in precedenza CT dell’Under 21 per tre anni, Gareth Southgate nella Nazionale dei Tre Leoni ormai si sente a casa sua. Al Middlesbrough tra il 2006 e il 2009 la sua unica esperienza come manager di club.

Bravo a riportare l’Inghilterra fino a una semifinale mondiale nel 2018, dal suo arrivo ha potuto contare sempre su diverse generazioni di talenti in grado di competere ai massimi livelli. Mai come quest’anno la Nazionale alle sue dipendenze è sembrata però – sulla carta – così forte. Manca la prova del campo.

Ricordato spesso per aver sbagliato il rigore decisivo nella semifinale di Euro 1996 che decretò l’eliminazione dell’Inghilterra per mano della Germania (poi vincitrice del torneo, ndr), vorrebbe portare i Tre Leoni sul tetto d’Europa anche per scrollarsi di dosso questo brutto ricordo.

GLI APPUNTAMENTI NEL GIRONE

Euro 2020 – Gruppo D: Croazia, Inghilterra, Repubblica Ceca, Scozia.

13/06/21 Inghilterra-Croazia (Londra)

18/06/21 Inghilterra-Scozia (Londra)

22/06/21 Repubblica Ceca-Inghilterra (Londra)

 

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

Recupera le puntate precedenti di ‘FA – Football Addicted’ QUI

[INTERAGISCI CON NOI! Hai in mente una particolare storia di calcio britannico di cui vorresti leggere un nostro approfondimento nella rubrica FA – Football Addicted? Lascia un commento nel box dedicato che troverai nelle nostre stories Instagram o scrivici un messaggio. Il tema della prossima puntata potresti sceglierlo tu!]

Fonte immagine in evidenza: foto Pixabay con diritto Google Creative Commons

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LaLiga apre un’indagine per gli insulti razzisti a Vinicius

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Vinicius

Un altro brutto episodio di razzismo nel mondo del calcio, questa volta nella Liga, primo campionato spagnolo. Lo sfortunato protagonista è stato ancora una volta Vinicius Jr, esterno brasiliano del Real Madrid.

LIGA, INDAGINE PER GLI INSULTI A VINICIUS

Vinicius Jr, esterno del Real Madrid, è stato nuovamente insultato in occasione della gara tra blancos e Mallorca. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, a causa di tutto ciò, la Liga avrebbe aperto un’indagine sugli insulti razzisti che ha ricevuto il fuoriclasse dei blancos. Anche le prove televisive hanno approvato che un tifoso avrebbe chiamato “scimmia” Vinicius. Lo stesso brasiliano è stato anche insultato fuori dallo stadio mentre si era fermato a firmare autografi e scattare selfie con i suoi fan.

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La Curva Nord a sostegno degli ultras giallorossi: “Cose che non ci appartengono”

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Nella giornata di ieri, degli ultras della Stella Rossa di Belgrado hanno aggredito alcuni tifosi del gruppo ultras della RomaFedayn“. Scontro avvenuto a Piazza Mancini, con i romanisti che sono stati presi all’improvviso in inferiorità numerica, a cui sono stati anche sottratti degli striscioni.

Il motivo dello scontro dovrebbe risalire agli scontri di poco tempo fa tra ultras romanisti e napoletani, con i serbi che hanno stretto una gemellanza da anni con i partenopei. Anche la Curva Nord nerazzurra ha preso posizione sul fatto, schierandosi al fianco del gruppo romanista e condannando l’azione degli ultras serbi.

Questo il comunicato del tifo organizzato interista:

OLTRE LA RIVALITÀ, I FATTI DI ROMA NON APPARTENGONO ALLA NOSTRA MENTALITÀ
Quanto accaduto con l’azione compiuta e rivendicata dal gruppo serbo della Stella Rossa a Roma non può lasciare indifferente il mondo ultras italiano e non lascia sicuramente indifferente la Nord.
Se è vero che non esistono regole scritte nel nostro mondo, a nostro avviso le dinamiche di rivalità devono consumarsi faccia a faccia e non con atti indegni seppure coordinati tra più persone.
Non è stata un’azione certamente da poco quella compiuta ai danni di uno dei più storici gruppi della Sud romanista ma rimane un agguato compiuto da molti a danno di pochi giocando sull’assoluta imprevedibilità di un gesto compiuto in assenza di uno scontro diretto.
Ci sembra doveroso condannare questa deriva dei comportamenti ultras senza senso e che può pericolosamente spostare gli equilibri delle dinamiche legate alle rivalità, in un campo che non ci appartiene con regole prive di valori come Onore e Lealtà.
Ci auguriamo che questo precedente non stimoli emulazioni che, lo ripetiamo, col mondo ultras nel quale siamo cresciuti non ha niente a che fare”.

 

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Il Manchester City risponde alle accuse: “Sorpresi dalle presunte violazioni”

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Dove vedere Leeds-Manchester City

In mattinata, il campionato inglese è stata scosso dalla notizia di una potenziale infrazione del regolamento da parte del Manchester City.

Citizens sono stati dichiarati colpevoli di aver commesso una serie di violazioni delle regole finanziarie negli ultimi anni ed ora rischiano grosso. Infatti, secondo fonti locali, il City rischierebbe una penalizzazione oppure, nel caso più estremo, l’espulsione dal campionato.

Tuttavia, la risposta del club britannico non si è fatta attendere, qui riportata integralmente: “Il Manchester City FC è sorpreso dalla pubblicazione di queste presunte violazioni delle regole della Premier League, in particolare in considerazione dell’ampio impegno e della grande quantità di materiali dettagliati che è stata fornita all’EPL. Il club attende la revisione della Commissione indipendente, per considerare in maniera imparziale l’intero corpo di evidenze irrifiutabili in favore della sua posizione. Attendiamo ciò per porre fine alla vicenda una volta per tutte“.

 

 

 

 

 

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Record di incassi a San Siro per Inter-Milan: il dato

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San Siro

Inter-Milan è tra le partite più attese dell’anno del nostro campionato. Per i tifosi, a prescindere dal periodo di forma e dalla situazione di classifica delle due squadre, il derby assume fondamentale importanza.

Il match di stasera a San Siro, a tal proposito ha fatto registrare un dato molto importante. La gara tra le due strisciate, infatti, ha prodotto il secondo incasso più alto di sempre per l’Inter in Serie A dopo Inter-Juventus del 2019. Ad assistere dal vivo alla partita ci sono 75.584 spettatori per un incasso lordo di 5.832.142 euro inclusi i servizi ospitalità.

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