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FA – Football Addicted #10! “La FA Cup compie 150 anni”

FA – Football Addicted #10! “La FA Cup compie 150 anni”

QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI VI PARLIAMO DELLA FA CUP, CHE NELLA STAGIONE 2021/22 COMPIE 150 ANNI.

La competizione calcistica più antica al mondo. Basta questa frase per presentare degnamente la FA Cup – la Coppa d’Inghilterra –, torneo che nella stagione 2021/22 compie ben 150 anni!

Ed è per questo che, nella settimana che vedrà iniziare ufficialmente la FA Cup 2021/22, noi di “FA – Football Addicted” non potevamo che dedicare la decima puntata della nostra rubrica a questa coppa leggendaria.

Il weekend del 7 e 8 agosto (con anticipi già in programma anche per venerdì 6, ndr) vedrà infatti scendere in campo ben 348 club, impegnati nelle 174 gare valevoli per il turno extra preliminare. Il primissimo scoglio da superare sulla strada verso Wembley.

FA CUP 2021/22

Competizione fondata nel 1871 dalla Football Association inglese, la FA Cup (o FA Challenge Cup, come fu chiamata originariamente) in questo 2021 compie 150 anni.

Un’annata storica, dunque, per quella coppa che da molti nel Regno Unito è considerata più importante persino della Premier League o della vecchia First Division, vista la sua storia centenaria e la sua formula unica.

Pensata come competizione a eliminazione diretta sin dal primo turno, senza teste di serie e con la possibilità di rigiocare l’intera partita in caso di punteggio di parità al termine dei 90’ più recupero (il famoso Replay), la FA Cup quest’anno vedrà impegnate 729 squadre in totale (il record di partecipanti è stato raggiunto nelle stagioni 2008/09 e 2009/10, quando in entrambe le occasioni 762 club parteciparono alla competizione, ndr).

Come già anticipato, 348 squadre scenderanno in campo già nel turno extra preliminare, alle quali seguiranno poi altre 136 impegnate nel turno preliminare.

Tutte le altre vedranno invece iniziare la propria stagione di coppa o dal primo round di qualificazione o nei turni successivi (le squadre di Premier League, per esempio, iniziano il loro percorso generalmente dal terzo turno della fase finale).

Turni della FA Cup 2021/22, quella dei 150 anni!

Turni della FA Cup 2021/22, quella dei 150 anni! (Fonte: profilo Instagram ufficiale Emirates FA Cup)

Il montepremi totale per questa stagione sarà di 16 milioni di sterline. In tutti i round preliminari e in quelli di qualificazione, un corrispettivo in denaro verrà destinato sia ai club vincitori che a quelli sconfitti (ovviamente con proporzioni diverse).

Spartizione che non avverrà invece dal primo turno della fase finale (First Round Proper, come lo chiamano gli inglesi), dove a vincere letteralmente dei soldi saranno solamente i club che avanzeranno al turno successivo.

Essendo la FA Cup una competizione aperta a tutte le squadre iscritte alla Football Association dotate di impianti con capienze adatte alla competizione e sicuri (e che l’anno precedente abbiano giocato almeno la FA Vase o il FA Trophy), questa ripartizione del montepremi permette di “arricchire” anche quei club di Non-League (e quindi non professionistici o semi-professionistici) impegnati nei primi turni.

UN PROGETTO VISIONARIO

Spinta dalla Prima Rivoluzione industriale e già impegnata a vivere la Seconda, l’Inghilterra degli anni Settanta del 1800 possedeva ormai tante ferrovie e treni da rendere possibile uno spostamento più celere di persone in tutta la nazione.

Un netto miglioramento per quanto riguarda le infrastrutture che non passò di certo inosservato agli occhi di alcuni dirigenti della Football Association, organo calcistico nato nel 1863.

La creazione di una competizione che potesse impegnare squadre e giocatori provenienti da tutta l’Inghilterra sembrava ormai facilmente realizzabile.

A credere più di tutti in questo progetto fu Mr. Charles William Alcock, ritenuto ancora oggi a ragione il vero padre della FA Cup.

In un incontro del comitato della FA tenutosi presso gli uffici del giornale The Sportsman il 20 luglio 1871, Alcock – allora Segretario della FA inglese – propose la sua idea ai colleghi, come riportato fedelmente da David Barber, storico della FA, in un articolo da lui redatto sul sito ufficiale della Football Association:

“È desiderabile che una Challenge Cup venga creata in connessione con la Football Association, così che tutti i club associati alla FA abbiano la possibilità di essere invitati a competere”.

Nacque così la FA Challenge Cup (oggi nota con il nome accorciato di FA Cup).

Tutti e 50 i club allora affiliati alla FA inglese furono invitati a prendere parte alla competizione, ma solamente 15 risposero positivamente.

Tre di questi ritirarono però la propria adesione in un secondo momento (per molte società era difficile sostenere le spese di viaggio e per altre il progetto sembrava troppo visionario all’epoca), riducendo così a una dozzina le squadre partecipanti alla prima edizione della coppa.

La prima serie di gare si giocò l’11 novembre 1871, con la finale fissata per il 16 marzo del 1872.

FA Cup trofeo coppa

Particolare del trofeo della FA Cup che mostra il nome originario ‘Challenge Cup’.
(Fonte: profilo Instagram ufficiale Emirates FA Cup)

LA PRIMA STORICA FINALE

L’atto conclusivo della prima edizione della FA Cup – o se preferite FA Challenge Cup, come era chiamata all’epoca (vale sempre questo binomio di nomi) – venne giocato al Kennington Oval di Londra (impianto oggi tra i più famosi al mondo per quanto riguarda le gare di cricket, ndr).

In campo il Wanderers FC (squadra londinese) contro il Royal Engineers AFC (squadra che rappresentava i genieri dell’esercito britannico). A vincere furono i primi, grazie alla rete di Morton Betts, utile a fissare il risultato sull’1-0 finale.

Squadra formata prevalentemente da vecchi ragazzi della scuola pubblica, il Wanderers FC vantava tra le proprie fila anche il nome di Mr. Charles William Alcock. Esatto, a vincere la prima FA Cup fu anche il padre della competizione stessa!

I PREMI

Costruita da Martin, Hall & Company, la coppa della FA Cup venne consegnata ai vincitori circa un mese dopo la finale, in occasione dell’annuale cena dei Wanderers presso il Pall Mall Restaurant.

Nella stessa occasione ogni giocatore venne premiato con una mostrina di seta dalla FA e con una medaglia d’oro direttamente dai proprietari del club (come riportato dal sito ufficiale della FA, l’unica medaglia d’oro ancora esistente di cui si è a conoscenza fu acquistata all’asta dalla PFA nel 2010 per 70.500 sterline).

Ammessi di diritto alla finale della competizione dell’anno successivo, come prevedeva il regolamento dell’epoca (regola che fu subito tolta dal secondo anno, ndr), i Wanderers si confermarono vincitori anche nella seconda edizione della coppa grazie a un 2-0 ai danni dell’Oxford University.

Quello dei Wanderers nei primi anni della FA Cup fu un vero e proprio dominio, dal momento che la squadra vinse ben cinque delle prime sette edizioni della competizione, con le restanti due aggiudicate dai già citati Royal Engineers AFC e Oxford University.

COMPETIZIONE APERTA A (QUASI) TUTTI

Alta 18 inches (circa 46 cm), con una capacità di un quarto (poco più di un litro), fatta d’argento (al costo di 20 sterline dell’epoca), la coppa della FA Cup creata nel 1871 poteva essere contesa anche da squadre straniere.

Come previsto inizialmente dal regolamento, a essere invitate alla competizione non erano solamente formazioni inglesi (tutte amatoriali all’epoca, dato che il professionismo iniziò a prendere piede solamente una decina d’anni dopo), bensì anche squadre scozzesi, gallesi e nordirlandesi.

Ecco, infatti, che negli annali della competizione è possibile trovare il nome del Queen’s Park, club di Glasgow in grado di arrivare per ben due volte fino alla finale negli anni 1886 e 1887, oppure quello del Cliftonville di Belfast, unica squadra nordirlandese in grado di raggiungere il terzo turno.

L’unico club non inglese capace di vincere la FA Cup è stato però un club gallese: il Cardiff City.

Nel 1927 i Bluebirds batterono l’Arsenal, in quella che fu anche la prima finale trasmessa in diretta dalla radio nazionale BBC.

La prima finale a essere trasmessa live in TV fu invece quella tra Preston North End e Huddersfield Town nel 1938 (in precedenza erano stati trasmessi solamente degli spezzoni della finale tra Sunderland e Preston North End, ndr).

AMATORI E PROFESSIONISTI

Coppa inizialmente contesa esclusivamente tra club amatoriali, dal momento che il calcio delle origini in Inghilterra non prevedeva compensi per i giocatori impiegati nelle gare, la FA Cup nel corso della sua storia ha dovuto confrontarsi con una vera e propria rivoluzione: l’avvento e il propagarsi del professionismo.

Negli anni Ottanta del 1800 molti giocatori iniziarono a farsi pagare per scendere in campo, trasformando così il calcio in un vero e proprio settore lavorativo.

Non bastava più competere per l’onore e la gloria. Molti calciatori iniziarono a capire che di calcio potevano vivere e che dal calcio potevano ricavare il proprio lavoro.

Fu così che molti club professionistici iniziarono a essere legalizzati e a competere ufficialmente con i pari amatoriali.

Uno sviluppo che portò a un vero e proprio scisma all’interno del mondo del calcio inglese. I club professionistici del nord del Paese contro gli amatoriali del sud. Il tutto culminò con la fondazione della Football League nel 1888, oltre che al distaccamento della Amateur Football League dalla FA nel 1907.

SOLDI AL SERVIZIO DEL PRESTIGIO

Anche la FA Cup visse così la fase di nascita e crescita del movimento professionistico, con il Blackburn Olympic prima squadra professionistica a vincere la coppa nel 1883. A farne le spese furono gli Old Etonians, battuti per 2-1.

Fecero seguito poi la tripletta del Blackburn Rovers e i successi di Aston Villa, West Bromwich Albion e Preston North End, primo club in grado di aggiudicarsi nel 1889 il famoso Double: vittoria della FA Cup e del campionato inglese di First Division nello stesso anno.

Gli Invincibile del PNE lo fecero conquistando la FA Cup senza subire nemmeno un goal e il campionato da imbattuti.

Fin da subito per i club professionistici vincere la FA Cup divenne sinonimo di grande prestigio, oltre che primo risultato da inseguire ogni anno.

Fu così che molti proprietari delle varie squadre iniziarono a sfidarsi anche in quello che oggi è conosciuto come calciomercato.

Sempre più soldi iniziarono a essere investiti nell’acquisto e nel pagamento di giocatori, sempre più club furono formati. Tanto che nel 1883 la FA Cup iniziò a vantare 100 squadre iscritte alla competizione (dodici anni prima erano solamente una dozzina). Una crescita esponenziale!

GLI STADI DELLE FINALI

A ospitare la prima finale della FA Cup nel 1872 fu il già citato Kennington Oval di Londra. Questo fu l’impianto più utilizzato come teatro dell’ultimo atto della competizione fino al 1895, quando la finale di FA Cup venne spostata al Crystal Palace di Londra. Qui rimase fino al 1914.

A fare eccezione fu la finale giocata nel 1873 al Lillie Bridge, stadio londinese posizionato nei pressi dell’odierno Stamford Bridge, casa del Chelsea.

La novità più grande si ebbe però nel 1923, quando terminò la costruzione dell’Empire Stadium di Londra, altrimenti noto come Wembley (l’iconico impianto con le due torri).

Da quell’anno la finale della FA Cup fu dunque spostata in questo stadio, costruito anche per soddisfare la grande capacità di pubblico che l’ultimo atto della Coppa d’Inghilterra spesso richiedeva.

Un ulteriore spostamento si è avuto poi tra il 2001 e il 2006, quando la demolizione dell’appena citato Empire Stadium e la costruzione al suo posto del nuovo Wembley (l’impianto con l’arco ormai leggendario e dal 2006 in poi sede delle finali) costrinsero la FA a spostare la finale di FA Cup al Millennium Stadium di Cardiff.

Teatro di una finale di Coppa d’Inghilterra fu però anche Old Trafford nel 1970. Pareggiata per 2-2 la gara disputata a Wembley, Chelsea e Leeds United si affrontarono nuovamente in un match di replay nello storico stadio del Manchester United, con i Blues bravi a imporsi per 2-1 sui Whites.

Fu la prima finale di FA Cup che richiese un replay dal 1912, quando il Barnsley batté 1-0 il West Bromwich Albion al Bramall Lane di Sheffield, dopo che la prima gara giocata al Crystal Palace di Londra quattro giorni prima era terminata a reti inviolate.

L’AMATO REPLAY

Uno dei tratti distintivi della FA Cup è sempre stato rappresentato dalla presenza del replay.

Come già spiegato, si tratta della possibilità di rigiocare interamente qualsiasi partita terminata in parità nei 90’ più recupero.

Una regola che, come comprensibile dalla lettura del paragrafo precedente, era originariamente prevista in ogni turno della competizione, finale compresa (oggi invece l’ultimo atto viene concluso sempre in gara secca, con supplementari e rigori se necessario).

Non era insolito, dunque, che parecchie partite venissero ripetute più volte, con il record di maggior numero di replay per un singolo turno di FA Cup fatto segnare nel 1971 da Oxford City e Alvechurch FC. Le due squadre si affrontarono infatti per ben sei volte (per un totale di 660 minuti) prima di arrivare a una risoluzione della disputa.

Un evento che si verificò, in maniera ridotta, vent’anni dopo, quando Arsenal e Leeds United nel 1991 si scontrarono per quattro volte.

I manager di entrambe le squadre scrissero allora una lettera alla FA per chiedere che la regola del replay a oltranza in FA Cup venisse tolta. Richiesta che fu accolta.

Dalla stagione 1991/92 venne istituito un solo replay per turno, con calci di rigore a decretare il vincitore in caso di parità anche al termine della seconda gara.

Nel 2019 e nel 2020, a causa dell’orrenda pandemia di Covid-19 che ha cambiato il mondo, la regola dei replay è stata invece messa in stand-by, così da mantenere al minimo il numero di gare da far giocare a ogni club, visto il calendario fitto di quest’ultimi.

Nella stagione 2021/22, quella dei 150 anni, il replay farà invece il suo ritorno!

MAGIC OF THE CUP

Vinta da 44 club diversi nel corso dei suoi 149 anni (va ricordato come in questo periodo si siano svolte 140 edizioni, con 9 anni di pausa forzata a causa della Prima e Seconda Guerra Mondiale, ndr), la FA Cup è sempre stata vista come la competizione nazionale in cui calciatori non professionisti possono ritrovarsi a competere con i migliori club di Premier League.

Una realtà che ha finito con l’alimentare nel tempo i concetti di “magic of the cup” (magia della coppa) e “giant-killing” (uccisori dei giganti=club piccoli capaci di battere i club più ricchi e blasonati del Paese).

Se corrisponde a verità che ad aver conquistato per il maggior numero di volte la FA Cup (14) è l’Arsenal, uno dei club storicamente più forti e ricchi, è anche vero che spesso la Coppa d’Inghilterra ha saputo regalare storie affascinanti e contraddistinte dalla vittoria dei più piccoli e deboli sui più grandi e forti.

Nel 1894 il Notts County fu, per esempio, la prima squadra di Second Division in grado di vincere la coppa, battendo il più quotato Bolton Wanderers.

L’anno successivo, invece, entrò nella leggenda per questioni diverse. Il trofeo fu vinto dall’Aston Villa, ma la coppa fu rubata dalla vetrina del negozio di Birmingham in cui era stata esposta, costringendo così la FA a commissionare la costruzione di un trofeo sostitutivo (rimpiazzato poi dalla versione definitiva – e ancor oggi in uso – nel 1910).

Il 1901 fu l’anno del Tottenham. All’epoca gli Spurs militavano nella Southern League e la loro vittoria in finale sullo Sheffield United in un replay rappresentò anche il primo trionfo nella FA Cup di una squadra non affiliata alla Football League inglese (fondata nel 1888). Questo ultimo atto fu anche il primo mai filmato da Pathé News.

Nel 1933 a guadagnarsi il proprio posto nella storia della competizione fu invece il Walsall, club di Third Division. Battuto l’Arsenal in un turno della fase finale, fece infuriare il leggendario allenatore dei Gunners Herbert Champan, il quale – si narra – licenziò addirittura uno dei propri difensori nel viaggio di ritorno sul treno da Fellows Park.

GIANT-KILLING

Tra le imprese inaspettate troviamo poi quella dell’Hereford United, club di Non-League capace di battere ed eliminare il Newcastle United in un replay di un turno di coppa nel 1972.

L’anno successivo fu invece la volta del Sunderland, squadra di seconda divisione, che ebbe la meglio in finale del Leeds United, club all’epoca vincitore in carica della FA Cup e tra i più forti in Europa.

Nel 1988 ci fu la storica vittoria in finale della Crazy Gang del Wimbledon.

L’anno 1989 fu invece contraddistinto dalla pagina nera della strage di Hillsborough, quando il 15 aprile ben 96 persone persero la vita per il cedimento di parte delle gradinate dello stadio di Sheffield, dove Liverpool e Nottingham Forest si erano trovati a disputare una semifinale (è notizia di questi giorni la morte di un tifoso colpito quel pomeriggio e da allora in stato semi vegetativo: la 97esima vittima). Oltre 200 furono i feriti.

Avvicinandoci ulteriormente ai giorni recenti, nel 2013 ha fatto scalpore la vittoria in finale del piccolo Wigan Athletic sul Manchester City, in quegli anni già uno dei club più ricchi al mondo.

Nel 2015 è stata la volta della cavalcata del Bradford City, squadra di League One (terza divisione), fino al sesto round.

Nel 2017 del Lincoln City, club di Non-League, in grado di battere il Burnley e arrivare fino ai quarti di finale della Coppa d’Inghilterra.

FINALI ICONICHE

Sebbene nel 1990 la vittoria della FA Cup salvò la traballante panchina di Sir Alex Ferguson al Manchester United (fu il suo primo trofeo del manager scozzese ai Red Devils dopo i primi anni di sole delusioni) e nel 1999 permise agli stessi Diavoli Rossi di diventare la prima (e fin qui unica) squadra inglese in grado di ottenere un Treble (vittoria della FA Cup, della Premier League e della Champions League nella stessa annata), le finali di Coppa d’Inghilterra più famose sono però altre.

Su tutte la finale del “Cavallo bianco”, o del “White Horse”, come è nota a livello internazionale.

Era il 28 aprile 1923 e l’Empire Stadium di Wembley, la cui costruzione era stata completata da appena quattro giorni, era pronto a ospitare la sua prima finale di FA Cup tra Bolton Wanderers e West Ham United.

126.047 gli spettatori ufficialmente presenti. Più del doppio quelli realmente stimati. La calca provocata dal pubblico numeroso creò alcuni problemi, con la Polizia a cavallo chiamata a ristabilire l’ordine.

Su tutti, di quel pomeriggio viene ricordata l’azione del poliziotto George Scorey e del suo cavallo bianco Billy, i quali riuscirono a ristabilire l’ordine e permisero lo svolgimento della finale. Un’immagine rimasta iconica.

Altra finale leggendaria è la cosiddetta “Matthews final”. Nel 1953, alla sua terza finale di FA Cup, il leggendario Stanley Matthews (colui che nel 1956 sarebbe poi stato nominato il primo Pallone d’Oro della storia davanti ad Alfredo Di Stefano e Raymond Kopa, ndr), conquistò la Coppa d’Inghilterra a 38 anni.

Giocatore del Blackpool, l’inglese con le sue splendide giocate riuscì a modificare da 3-1 a sfavore a 4-3 a favore il risultato nei venti minuti finali di gara, più recupero.

Una rimonta incredibile che lasciò inerme il Bolton, il quale si vide sfilare dalle mani una coppa che teneva saldamente.

CURIOSITÀ

Ogni competizione che si rispetti ha le sue curiosità e così è anche per la FA Cup.

Nel 1890 William Townley, attaccante del Blackburn Rovers, fu il primo giocatore a segnare una tripletta in finale, nel 6-1 con il quale la sua squadra si impose sullo Sheffield United.

L’anno seguente è invece ricordato per l’introduzione dei calci di rigore nella competizione. La massima punizione iniziò a essere concessa a seguito di falli antisportivi (falli di mano, trattenute o sgambetti) e in un primo momento prevedeva la possibilità per il portiere di avanzare fino al limite dell’area piccola dell’area di rigore.

Una regola che rendeva più facile le parate e meno i goal.

Il 2012 è stato invece l’anno del record di Ashley Cole. Se l’Arsenal con 14 conquiste è la squadra più vittoriosa in FA Cup, l’ex terzino inglese è il giocatore con più Coppe d’Inghilterra nel palmares: ben 7 (tre con l’Arsenal e quattro con il Chelsea).

NOVITÀ

La stagione 2021/22 sarà invece quella dei Jersey Bulls, prima squadra maschile dell’isola di Jersey a essere ammessa alla FA Cup (risultato al quale nei prossimi anni punta anche FC Isle of Man, squadra dell’omonima isola).

Promossi lo scorso anno allo Step 5 della piramide calcistica inglese, per i Jersey Bulls è un risultato storico, come ammesso dal loro CEO Ian Horswell:

“Siamo entusiasti di competere nella FA Cup. È sempre stata un’ambizione per il club. Non vediamo l’ora di ospitare nuovi avversari allo Springfield (Stadium) e di compiere questo viaggio emozionante”.

La magia della FA Cup. La competizione calcistica più antica al mondo, arrivata al suo 150° compleanno. Non resta che vedere quale squadra succederà al Leicester City nell’albo d’oro.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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Fonte immagine in evidenza: scattata in un parco di Liverpool dall’autore dell’articolo Marco Garghentino

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