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Calcio e dintorni

FA – Football Addicted #37! “Fulham Campione: la rivincita degli snobbati”

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Fulham Craven Cottage

QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI NON POSSIAMO CHE PARLARVI DEL FULHAM, FRESCO VINCITORE DELLA CHAMPIONSHIP 2021/22.

Una cavalcata trionfale, all’interno di una stagione da record. Da vari records.

Con la vittoria per 7-0 a Craven Cottage contro il Luton Town, il Fulham si è assicurato con novanta minuti d’anticipo il titolo di Campione della Championship 2021/22, completando così nel migliore dei modi un’annata difficile da dimenticare.

Assicuratisi la promozione in Premier League già grazie alla vittoria per 3-0 contro il Preston North End nella quart’ultima giornata di campionato lo scorso 19 aprile, ai Cottagers non restava che chiudere ufficialmente al primo posto della classifica e lunedì sera anche questo traguardo è stato centrato.

Davanti al proprio pubblico, nell’ultima gara casalinga della stagione.

L’epilogo perfetto per il club londinese, conscio quest’anno di aver riscritto pagine importanti della storia del campionato di seconda divisione inglese.

Lo ha fatto grazie soprattutto a un gioco esaltante, merito delle idee e del talento del proprio manager: Marco Silva.

Grazie ad un Aleksandar Mitrovic semplicemente indomabile e ad un Harry Wilson non da meno.

La rivincita degli snobbati.

Con l’obiettivo ben chiaro in testa che questa nuova promozione in massima serie (la terza negli ultimi cinque anni) non dovrà ritrovarsi ancora una volta a essere seguita dall’ennesima retrocessione immediata (già due quelle vissute nello stesso lasso di tempo, ndr).

La puntata odierna di “FA – Football Addicted” è tutta dedicata al Fulham Football Club.

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UN TITOLO DA RECORD

45 partite giocate, 27 vittorie, 9 pareggi, 9 sconfitte. 90 punti accumulati e altri tre ancora disponibili nell’ultima giornata contro lo Sheffield United ancora da giocare.

106 goals segnati. Miglior attacco del torneo e per distacco (il Bournemouth, secondo in questa classifica, ne ha realizzati 73, ndr).

39 reti subite. Miglior difesa, al pari di Bournemouth e Nottingham Forest.

Tre gare vinte con il risultato di 7-0, contro Blackburn Rovers, Reading e Luton Town, e due conquistate con il punteggio finale di 6-2, contro Birmingham City e Bristol City.

Il Fulham la Championship 2021/22 l’ha letteralmente dominata. Da cima a fondo.

E lo ha fatto andando a toccare, e in alcuni casi ritoccare, alcuni record di questa categoria

Era dalla stagione 2001/02 che il campionato di seconda divisione inglese non vedeva segnare almeno 100 goals dalla stessa squadra. In quel caso fu il Manchester City, vincitore del campionato, capace di collezionare 108 reti (mancandogliene solo due, il Fulham cercherà sicuramente di eguagliare – se non sorpassare – questo record nell’ultima di campionato, ndr).

Dobbiamo invece risalire addirittura all’annata calcistica 1960/61 per trovare un club capace di realizzare almeno 50 goals in casa e altrettanti in trasferta in un singolo campionato, nelle prime quattro divisioni del calcio inglese. Allora fu il Tottenham Hotspur, conquistatore del suo secondo e ultimo titolo di First Division (attuale Premier League, ndr).

Quest’anno è stato proprio il Fulham, con 56 reti prodotte nelle gare casalinghe e 50 in quelle lontane da Craven Cottage.

Numeri eccezionali e che hanno permesso ai Cottagers di prendere definitivamente la testa della classifica alla diciottesima giornata di campionato e di non lasciarla più.

Una costanza di rendimento impensabile meno di dodici mesi fa.

DAL NULLA AL TUTTO

Se mettiamo a confronto quanto ottenuto dal Fulham nel campionato di Premier League 2020/21 e in quello di Championship 2021/22, non è difficile constatare come le due annate per i Whites abbiano rappresentato la notte e il giorno. Il nulla e il tutto.

Dal diciottesimo posto, con retrocessione, al primo posto, con promozione.

Dai 7 goals di Bobby Decordova-Reid, miglior marcatore del Fulham nell’ultima esperienza in Premier League, ai 43 di Aleksandar Mitrovic, capocannoniere di questa Championship.

Lo stesso Mitrovic che in quel campionato in massima divisione realizzò soltanto 3 reti in 27 presenze (per un totale di soli 1.389 minuti giocati, a differenza dei 3.776 accumulati quest’anno, ndr). Ben 40 in meno!

Dai soli 9 goals realizzati a Craven Cottage ai già citati 56 attuali.

Dal nulla al tutto.

In due categorie che, ovviamente, hanno valori di forza molto diversi.

Panoramica dello spogliatoio del Fulham.
(Fonte: foto scattata da Marco Garghentino)

UN TROFEO ASPETTATO PER DECENNI

Grazie a questa rinascita, il Fulham è riuscito così a riportare nella propria bacheca un trofeo che mancava ormai da un paio di decenni.

Era dalla stagione 2000/01 che il club non conquistava il campionato di seconda divisione inglese (nelle ultime due occasioni in cui sono stati promossi, i Whites sono infatti saliti in Premier League vincendo la finale dei play-offs e non direttamente il campionato di Championship, ndr).

Allora, ad alzare il trofeo, fu il Fulham allenato da Jean Tigana, con un giovane Louis Saha grande protagonista di quel successo con 27 reti realizzate in 43 partite.

Lo stesso Fulham che nel 2002 vinse poi la Coppa Intertoto (al pari di Malaga e Stoccarda, ndr) con il mitico Edwin van der Sar tra i pali, battendo in finale il Bologna di Francesco Guidolin con un risultato totale di 5-3 (2-2 all’andata e 3-1 al ritorno, ndr).

In campo in quegli anni tra le fila dei Cottagers c’era anche Luis Boa Morte, ex attaccante portoghese che oggi ricopre il ruolo di vice-allenatore nella squadra di Marco Silva (tra il 1998 e il 1999 il lusitano vinse anche una Premier League, una FA Cup e due Community Shield con l’Arsenal di Arsène Wenger, ndr).

Il filo conduttore che unisce questi due storici Fulham.

fulham

Bacheca dei trofei del Fulham a Craven Cottage.
(Fonte: foto scattata da Marco Garghentino)

LA RIVINCITA DI MARCO SILVA

Come abbiamo detto a inizio articolo, la vittoria di questo campionato da parte del Fulham rappresenta anche la piccola rivincita degli snobbati.

Partiamo dal manager. Il manico capace di trasformare il Fulham da incudine a martello: Marco Silva.

Sotto la guida del quarantaquattrenne tecnico portoghese i Whites hanno infatti smesso di incassare colpi e hanno iniziato invece a infliggerne agli avversari. Ripetutamente.

E grandi meriti per questo vanno resi proprio al tecnico lusitano, capace di cucire su misura  l’abito perfetto su questa squadra.

Il suo gioco fortemente votato all’attacco ha valorizzato giocatori come Aleksandar Mitrovic e Harry Wilson, come Fabio Carvalho e Antonee Robinson, rendendo il Fulham una forza spesso indomabile.

Alla sua prima esperienza in Championship, Marco Silva è riuscito subito ad adattarsi a una categoria molto competitiva, dando nuove certezze a una rosa che nei mesi precedenti al suo arrivo di certezze non ne aveva più (basti pensare che anche Mitrovic sembrava ormai un corpo estraneo alla squadra).

Ha centrato immediatamente la vittoria del campionato e il ritorno in Premier League, lega in cui le sue idee e il suo bel gioco non sono stati apprezzati a dovere negli anni scorsi.

Nelle sue esperienze in massima divisione con Hull City, Watford ed Everton, nessuno ha mai creduto fino in fondo in lui, finendo col concedergli sempre meno tempo di quello che avrebbe meritato.

Due, infatti, gli esoneri a stagione in corso.

Eppure, con i Toffees conquistò anche un ottavo posto nel 2018/19, unica stagione in cui gli fu permesso di allenare dalla prima all’ultima giornata di campionato.

Ecco allora che la vittoria di questa Championship con il Fulham Marco Silva la può vivere meritatamente come una piccola rivincita nei confronti di chi troppo in fretta l’ha snobbato.

Una rivincita che gli ha permesso anche di aggiungere un nuovo trofeo alla propria bacheca personale, che prima di quest’anno vantava già una Segunda Liga vinta con l’Estoril Praia in Portogallo, una Coppa di Portogallo con lo Sporting Lisbona e un Campionato greco con l’Olympiacos.

Le tre squadre con le quali in carriera ha collezionato anche 14 presenze in Europa League e 12 in Champions League.

Competizioni in cui, un giorno, Marco Silva sogna ovviamente di poter tornare.

Prima però, l’obiettivo è quello di conquistarsi una volta per tutte l’ammirazione della Premier League.

MITRO IS ON FIRE

Eletto “Miglior giocatore dell’Anno”, superando la concorrenza di Dominic Solanke del Bournemouth e del compagno di squadra Harry Wilson, Aleksandar Mitrovic è stato l’uomo simbolo di questa stagione del Fulham.

L’attaccante serbo sotto la guida di Marco Silva è rinato, finendo col toccare vette prima mai esplorate e prendendosi anche lui le sue rivincite, dopo essere stato spesso snobbato dai club di Premier League (Newcastle United su tutti, ndr).

“Da quando l’allenatore è arrivato, abbiamo creato un gioco perfetto per le mie caratteristiche”. 

Ha raccontato durante la serata di celebrazione dei premi EFL lo scorso aprile. E ha totalmente ragione.

Se nella stagione 2019/20 aveva chiuso la sua Championship con 26 goals, al pari di Ollie Watkins (con l’allora attaccante del Brentford premiato con il Golden Boot, ndr), quest’anno ha praticamente quasi raddoppiato il suo numero di reti.

Nelle 43 gare in cui è sceso in campo in questo campionato, Mitrovic di goals ne ha segnati infatti 43!

9 doppiette, 3 triplette. 22 reti di destro, 9 di sinistro, 12 di testa. Tutte all’interno dell’area di rigore.

Un bottino di reti sensazionale e che gli ha permesso di battere un paio di record (con la possibilità di batterne un terzo nell’ultima giornata di campionato).

Realizzando 43 goals, il serbo ha superato le 31 reti accumulate da Ivan Toney con il Brentford lo scorso anno, fissando così un nuovo record di marcature per quanto riguarda la Championship, da quando così è stata ribattezzata nel 2004/05.

Non solo, però.

Con i suoi 43 goals, Mitrovic ha superato anche un record che in seconda divisione durava dal 1992/93, quando Guy Whittingham (ora allenatore e sviluppatore di talenti nella FA inglese, ndr) realizzò 42 reti con il Portsmouth, con il Pompey che chiuse al terzo posto quel campionato e fu eliminato poi nelle semifinali dei play-offs dal Leicester City, a sua volta poi sconfitto in finale dallo Swindon Town, che aveva precedentemente eliminato il Tranmere Rovers.

“Sono contento se Mitrovic batterà il mio record, Penso che nel calcio di oggi, riuscire a segnare così tanti goals sia qualcosa di eccezionale. Come fece il Portsmouth con me, questo Fulham valorizza i suoi punti di forza. I compagni gli creano tante occasioni e lui le sfrutta tutte”.

Così aveva parlato al Daily Mirror lo stesso Whittingham lo scorso febbraio, quando Mitrovic si stava avvicinando al suo record di goals.

Detto, fatto. Con il serbo che è diventato così il giocatore capace di realizzare il maggior numero di reti in seconda divisione da quando è iniziata l’era Premier League nel 1992.

Ma non è finita qui.

Con i suoi 43 goals segnati, Mitrovic ha anche eguagliato il record di goals mai realizzato nella storia del campionato di seconda divisione inglese da quando è stato creato.

Ci riferiamo a quello stabilito dal leggendario Brian Clough, capace di infilare per 43 volte il pallone in rete nella stagione 1958/59.

Il poi iconico manager di Derby County e Nottingham Forest, quel record lo stabilì a soli 23 anni, con il Middlesbrough di Bob Dennison, in 42 partite (Clough con 251 goals è anche il miglior marcatore di sempre nella storia del campionato di seconda divisione inglese, a pari merito con Tommy Biggs, come confermatoci dalla EFL, ndr).

Un record che Mitrovic ora potrà superare, nel caso in cui dovesse andare a segno anche contro lo Sheffield United il prossimo weekend.

Migliori marcatori nella storia del campionato di seconda divisione inglese [dati confermati dalla EFL, allo 04.05.22]

  • Tommy Briggs, 251 goals
  • Brian Clough, 251 goals
  • Arthur Rowley, 231 goals
  • Wilf Kirkham, 182 goals
  • Billy McLeod, 181 goals
  • Eddie Quigley, 177 goals
  • Jimmy Hampson, 170 goals
  • Ivor Allchurch, 169 goals
  • John Aldridge, 168 goals
  • Steve Bull, 166 goals

RINFORZI DAL LIVERPOOL

Parlato di Marco Silva e di Aleksandar Mitrovic, la terza pedina fondamentale nello scacchiere del Fulham quest’anno è stata quella con il volto di Harry Wilson.

Miglior assistman del campionato con 20 passaggi vincenti per i compagni, l’ex Liverpool a Craven Cottage ha trovato finalmente la casa che cercava ormai da anni.

Cresciuto nelle giovanili dei Reds, il gallese nella città a nord dell’Inghilterra non ha mai ottenuto spazio (difficile farlo nell’attuale rosa del Liverpool!), finendo praticamente sempre in prestito.

A 25 anni può infatti già vantare esperienze con le maglie di Crewe Alexandra, Hull City, Derby County, Bournemouth e Cardiff City, oltre 30 presenze in Premier League e più di 130 in Championship.

Nell’estate 2021 la svolta.

Il Fulham l’ha acquistato a titolo definitivo per 12 milioni di sterline e Marco Silva l’ha messo immediatamente al centro del proprio progetto.

Già conosciuto in seconda divisione come “re degli assist”, quest’anno si è superato, aggiungendo anche 10 goals alle già citate 20 assistenze vincenti in 41 partite di campionato.

È stato inserito nella Top 11 di questa Championship e nella Top 3 nella corsa al titolo di “Miglior giocatore dell’Anno”.

A convincerlo a firmare con i Whites è stato un colloquio proprio con Marco Silva, il cui gioco offensivo ha catturato subito l’attenzione di Wilson, stupito anche da quanto il manager portoghese conoscesse bene la sua carriera.

I tifosi del Fulham gli hanno già dedicato un paio di cori personalizzati. Uno sulle note di Starman di David Bowie. Un altro su quelle di Super Trouper degli ABBA, per la gioia della madre, grande fan del gruppo svedese.

RINFORZI PER IL LIVERPOOL

Harry Wilson non è però il solo rinforzo arrivato dal Liverpool.

Anche il terzino ventunenne Neco Williams si è unito in prestito al Fulham dai Reds lo scorso gennaio, accumulando da allora 14 presenze con i Whites in Championship e aiutando la squadra a centrare l’obiettivo promozione.

Un trasferimento che gli ha permesso di crescere e ottenere minuti, con il gallese che ora è pronto a rientrare a Liverpool per ritagliarsi un ruolo di vice di Trent Alexander-Arnold.

E a seguirlo sarà probabilmente anche Fabio Carvalho.

Il classe 2002 portoghese è infatti dato ormai come prossimo acquisto sicuro da parte del Liverpool di Jürgen Klopp, suo grande estimatore.

Una voce di mercato confermata a The Athletic dal vicepresidente del Fulham, Tony Khan, nel corso delle celebrazioni post-vittoria del campionato.

“Mi piace Fabio e mi sarebbe piaciuto trattenerlo, ma abbiamo stretto l’accordo migliore per il club”.

5 milioni di sterline il costo del cartellino, più 2,7 di bonus.

Queste le cifre dell’operazione che dovrebbe portare dunque il lusitano a vestire la maglia dei Reds, dove il giovane trequartista troverà non poca concorrenza in attacco.

Cresciuto nelle giovanili del Fulham, dopo essere passato anche per quelle di Benfica e Balham FC (club londinese, ndr), Carvalho ha indossato i colori dell’Inghilterra fino all’U18, salvo poi passare a vestire quelli del Portogallo nell’U21.

Sotto la guida di Marco Silva quest’anno ha dimostrato grande duttilità e adattabilità a vari ruoli, scendendo in campo sia come trequartista che come centrocampista centrale che come ala sinistra nelle 35 gare in cui è stato impiegato nel consolidato 4-2-3-1 del tecnico portoghese (a volte 4-3-3, ndr).

Ha segnato 10 goals e ha realizzato 8 assists, chiudendo alle spalle del solo Brennan Johnson del Nottingham Forest nella corsa al premio di “Miglior giovane dell’Anno” in Championship.

DA NON DIMENTICARE

Altri protagonisti per il Fulham in quest’annata sono stati Tosin Adarabioyo e Antonee Robinson, entrambi inseriti nella Top 11 del campionato, insieme a Wilson e Mitrovic.

Da non dimenticare è poi il capitano, Tom Cairney.

Ai Cottagers dal 2015, anche lo scozzese ha vissuto una lenta stagione di rinascita, dopo la pessima annata vissuta lo scorso anno in Premier League, quando giocò solamente 10 partite a causa di un brutto infortunio al ginocchio.

Quest’anno le presenze sono diventate invece 26, seguite da 3 goals e 4 assists.

Sempre impiegato da Marco Silva quando a disposizione, Cairney si è ripreso il suo ruolo di guida della squadra e contro il Luton Town lunedì sera ha segnato il goal numero 100 del campionato dei Whites, alzando poi al cielo il suo terzo trofeo da capitano del club di Londra.

La rivincita personale di un uomo che a 31 anni vuole dimostrare di non essere solamente un giocatore di categoria e di poter lasciare quindi il suo segno anche in massima divisione. Ciò che in carriera fin qui non gli è mai riuscito nelle sue precedenti esperienze.

E ORA?

Quando sabato pomeriggio l’arbitro fischierà la fine del match contro lo Sheffield United a Bramall Lane, il sipario sulla favolosa stagione del Fulham calerà e per i Whites sarà tempo di iniziare a pensare già alla prossima annata.

I contratti di giocatori importanti come Neeskens Kebano, Tim Ream e Jean Michel Seri scadranno quest’estate e il club dovrà dunque prendere le prime decisioni. Rinnovare o lasciarli partire?

Da decifrare resta poi anche la situazione relativa al possibile ritorno in rosa di Andre-Frank Zambo Anguissa, centrocampista che quest’anno ha disputato un’eccellente stagione in prestito al Napoli in Serie A e il cui futuro è nelle mani dei partenopei.

Starà infatti agli Azzurri decidere se esercitare l’opzione per il riscatto del giocatore o se lasciarlo tornare in Premier League.

Carvalho saluterà il club.

Mitrovic e Wilson saranno i perni intorno ai quali Marco Silva costruirà nuovamente la propria squadra.

Per il ritorno in massima divisione saranno necessari nuovi rinforzi, ma l’idea del Fulham questa volta è quella di puntare su pochi innesti, ma nei punti giusti.

Il desiderio è infatti quello di non ripetere gli errori già compiuti nelle ultime due esperienze in Premier League, quando il club spese molti soldi, acquistò tanti giocatori, ma ottenne pessimi risultati.

Sia con Slaviša Jokanović sia con Scott Parker (manager che ritroverà i Whites da avversari anche in massima serie, avendo conquistato ieri sera la promozione in Premier League con il suo Bournemouth, vincendo per 1-0 il recupero contro il Nottingham Forest, ndr).

La difesa dovrà essere rinforzata con qualche giocatore d’esperienza. Il centrocampo avrà bisogno di qualche ritocco, per rendere il reparto ancora più solido. L’attacco di un degno sostituto di Carvalho.

Il compito di mantenere le certezze acquisite quest’anno spetterà poi a Marco Silva.

Il comandante sotto i cui ordini il Fulham vuole scrollarsi definitivamente di dosso l’appellativo di “yo-yo club” (per le continue promozioni e retrocessioni in e dalla massima serie, ndr) e stabilizzarsi finalmente in prima divisione.

Ah, dimenticavamo… bentornato in Premier League Craven Cottage!

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

Recupera le puntate precedenti di ‘FA – Football Addicted’ QUI

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Immagine in evidenza: facciata storica di Craven Cottage in Stevenage Road.

(Fonte: foto scattata da Marco Garghentino)

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Calcio e dintorni

Gelbison, la promessa di De Sanzo: “Daremo il massimo per salvarci”

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Juve Stabia

In una recente intervista rilasciata a SalernoSport24, Fabio De Sanzo ha parlato della sua nuova avventura in Serie C, alla guida della Gelbison. Il tecnico di Castrovillari, dopo l’esperienza alla Paganese, è ritornato ad essere protagonista nella terza serie professionistica italiana. Contro ogni aspettativa di inizio stagione, l’ex Acireale ha condotto la formazione di Vallo della Lucania in zona play-off. L’allenatore calabrese, però, vola basso: l’imperativo è la salvezza dei rossoblù.

L’intervista a Fabio De Sanzo

  • Cosa ha detto sin dal primo giorno al gruppo per portarli ad ottenere quattro successi di fila?

«C’era già una buona base di partenza anche perché mister Esposito ha lavorato bene. Ho trovato una squadra organizzata, una squadra importante. Ho inculcato un po’ di coraggio, di forza. Tra il suo metodo e il mio vi sono delle differenze però, ripeto, la base importante l’ha creata già lui, altrimenti sarebbe stato difficile lavorare così».

  • Quali sono le differenze di metodo?

«Lui predilige il possesso palla, la manovra, mentre io preferisco la verticalizzazione e l’aggressione alla palla».

  • Chi la sta impressionando della sua rosa?

«È un continuo conoscersi, anche perché sono passati due mesi dal mio arrivo e tanti giocatori non li conoscevo bene, se non Gilli e Cargnelutti su tutti. Però ci sono altre situazioni importanti. Ci auguriamo la crescita di giocatori come SaneKyeremateng e Graziani. Il reparto difensivo è quello che mi ha impressionato di più».

  • Una battuta d’arresto che può starci contro un avversario ostico come il Catanzaro. Da dove deve ripartire la Gelbison?

«Dalla convinzione dei primi 60’, dove abbiamo cercato di giocare non dico alla pari, ma all’altezza del Catanzaro. Secondo me, i primi 60’ sono stati giocati bene, con intensità, voglia, coraggio, però poi, alla lunga, la qualità sia di squadra che dei singoli del Catanzaro è prevalsa. È pur vero che stiamo parlando di una squadra costruita per vincere questa categoria ormai da anni. Il divario era molto ampio, ma onestamente sono orgoglioso dei miei ragazzi per come si sono comportati».

  • In cosa può migliorare la squadra?

«C’è sempre da migliorare. In convinzione soprattutto, nelle qualità che ognuno di noi ha e che deve sempre dimostrare, nell’orgoglio, nella caparbietà di credere in quello che stiamo facendo. Perché, in tutta onestà, in queste otto-nove partite con me in panchina, forse solo col Monterosi abbiamo toppato la prestazione. Dobbiamo migliorare nell’autoconvinzione, essere bravi e avere tanta umiltà».

  • Quando è stato scelto dal presidente, qual è stata la sua prima impressione? Cosa vi siete detti?

«Mi ha fatto tanto piacere, perché vuol dire che la scorsa stagione ha premiato la Gelbison ma anche l’Acireale, squadra che ha lottato per salire in C sotto la mia gestione. Approdare in terza serie con una diretta concorrente dell’anno precedente fa solo piacere. Vuol dire che il lavoro è stato apprezzato. Col presidente ci siamo detti che dobbiamo lottare per arrivare alla salvezza con le unghie e con i denti».

  • Qual è l’obiettivo stagionale?

«L’obiettivo è uno: arrivare salvi all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato».

  • Si sente di promettere qualcosa ai tifosi?

«Le aspettative, alla partenza, davano la Gelbison tra le vittime predestinate alla retrocessione. La mia promessa è quella di mettercela tutta per salvarci».

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Inter, Antonio Pintus premiato per la stagione dello Scudetto

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Corsa scudetto, Milan-Napoli-Inter

Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid, è stato premiato oggi a Coverciano con il Cronometro D’Oro. Il premio si riferisce al lavoro svolto durante la stagione 2020/21, annata in cui era parte dello staff tecnico di Conte all’Inter, conclusasi con la vittoria dello Scudetto. Dopo aver ricevuto il premio, Pintus ha preso la parola per un discorso di ringraziamento. Ecco cosa ha detto:

Ringrazio lo staff tecnico dell’Inter per la stagione a cui fa riferimento questo Cronometro d’Oro. Tutti i miei ex collaboratori, il mister e soprattutto ricordo lo staff medico. Per riuscire ad avere risultati eccellenti, bisogna che ci sia un’assoluta integrazione tra gli staff. Ci deve essere onestà intellettuale, cosa che ho trovato all’Inter e non a caso sono stati raggiunti certi risultati. Mia moglie mi dà un equilibrio, sia nei momenti di euforia che di sconforto”.

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L’esito degli esami per Mazzocchi: c’è distorsione

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Durante il ritiro della Nazionale, Pasquale Mazzocchi, terzino della Salernitana, ha dovuto abbandonare anzitempo l’allenamento per un problema al ginocchio destro.
Rientrato a Salerno, Mazzocchi si è subito sottoposto agli esami di rito, che hanno evidenziato una distorsione con interessamento del legamento.

Lo stop, indicativamente, sarà dalle 3 alle 6 settimane, una tegola decisamente pesante per Nicola e la sua Salernitana, per i quali Mazzocchi rappresenta un pilastro fondamentale.

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Calcio e dintorni

La Russa si espone su San Siro e presenta il suo piano per il “doppio stadio”

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San Siro

Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, è tornato a parlare sul progetto del nuovo stadio di Milano, che dovrebbe vedere la demolizione di San Siro.

La Russa si è dichiarato totalmente contrario a tale demolizione, infatti pare che stia discutendo con il Sindaco Sala per cercare una soluzione che scongiuri ciò.

Ecco le parole, riportate da Daniele Mari su Twitter:

Al sindaco Sala, il piano economico che mi sono permesso di sottoporre prevede un risparmio di 500 milioni, il costo della demolizione, che si somma al risparmio di danni ambientali enormi”.

“Anzi c’è un vantaggio a mantenere come è esattamente lo stadio di San Siro e costruire accanto, come avviene in tante città europee e sudamericane, un altro stadio“.

“Il progetto dei due stadi è conveniente, assolutamente necessario e utile. Quando all’estero si parla di Milano le cose che si conoscono sono tre: il Duomo, la Scala e lo stadio San Siro. Continuo a ripetere che vi è compatibilità assoluta”.

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