QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK!

L’improvvisa fondazione e l’altrettanto fulmineo abbandono dell’ormai già famosa – e famigerata – Super League.

L’esonero di José Mourinho e la promozione di Ryan Mason al suo posto.

La sconfitta nella finale di League Cup (o Carabao Cup che dir si voglia, per non far offesa allo sponsor) per mano – o sarebbe meglio dire testa – di Aymeric Laporte e del suo Manchester City.

L’ormai sempre più probabile addio di Harry Kane a fine stagione, dopo l’ennesimo anno senza la conquista di un trofeo per il capitano dell’Inghilterra nel nord di Londra.

Il Tottenham è sicuramente la squadra inglese più “discussa” del momento.

Ed è per questo che, su richiesta di una nostra appassionata lettrice – Mariateresa – anche noi di “FA – Football Addicted” abbiamo deciso di dedicare questa puntata della nostra rubrica agli Spurs e nello specifico al centenario appena festeggiato dallo storico galletto del club londinese.

LA RICORRENZA

Ebbene sì, perché pochi giorni fa – il 23 aprile, per essere precisi – l’ormai globalmente noto galletto che tutti siamo abituati a vedere sulle maglie del Tottenham ha compiuto esattamente 100 anni dalla sua prima discesa “in campo”.

Era infatti il 23 aprile 1921 quando per la prima volta gli Spurs indossarono in un match ufficiale una maglietta con un galletto ricamato su di essa.

UN EVENTO…

L’occasione era di quelle importanti. Il Tottenham si giocava infatti la finale di FA Cup contro il Wolverhampton Wanderers. La seconda della sua storia.

Gli Spurs erano saliti in First Division nella stagione 1919/20, mentre i Wolves arrivati all’ultimo atto della Coppa d’Inghilterra erano all’epoca una squadra militante in Second Division.

Stamford Bridge il teatro dell’incontro. 1-0 a favore del Tottenham il risultato finale, con Jimmy Dimmock a recitare il ruolo dell’eroe per il club londinese.

Fu infatti suo il goal che decise la partita al quinto minuto circa della ripresa. Un rasoterra mancino a incrociare sul secondo palo dalla sinistra, dopo un uno-due quanto meno fortuito con un difensore avversario al limite dell’area.

Per il Tottenham fu il secondo trionfo in FA Cup in altrettante finali, ma a rendere storica quella giornata fu a tutti gli effetti la già citata prima comparsa del galletto sulle maglie Spurs.

Una novità assoluta che fu resa poi ancor più leggendaria dal fatto che il galletto “giocò” solamente il primo tempo di quella gara.

…LEGGENDARIO

Come testimoniato da immagini dell’epoca, quel giorno su Stamford Bridge si abbatté infatti un forte acquazzone, che finì con il rendere il campo al limite della praticabilità nel corso dei primi 45 minuti. Il match fu anche sospeso momentaneamente, salvo poi essere ripreso dopo che la pioggia decise di dar tregua alle squadre sul terreno di gioco.

Ciò che non riuscì invece a sopravvivere a quella pioggia torrenziale furono però proprio le bianche maglie “gallettate” con le quali il Tottenham era sceso in campo al fischio d’inizio. Troppo il fango accumulato nel corso del primo tempo per non costringere i giocatori a indossare una casacca pulita nella ripresa. Una maglietta in questo caso però interamente bianca, senza il galletto esibito con orgoglio sul petto sinistro nel corso della prima frazione di gioco.

Osservando con attenzione i video dell’incontro (presenti oggi in rete), è facile notare come alla consegna della coppa da parte del Re, i giocatori del Tottenham indossassero infatti una maglia senza alcun galletto. A differenza di quanto le immagini mostrano all’uscita delle squadre dagli spogliatoi a inizio gara, quando il galletto è ben visibile sulle divise a maniche lunghe degli Spurs.

tottenham galletto

Fonte: foto scattata dall’autore nel nuovo Tottenham Hotspur Stadium. Due galletti accolgono i giocatori al loro ingresso in campo.

PERCHÉ PROPRIO UN GALLETTO?

Il 23 aprile 1921 fu dunque la prima volta che il Tottenham scese in campo con un galletto ricamato sulle proprie maglie, ma perché la scelta ricadde proprio sulla figura di questo animale?

La risposta è facilmente trovabile ripercorrendo a ritroso la storia stessa del club. Fin dalla sua fondazione il Tottenham è infatti sempre stato associato all’immagine del galletto, sebbene per i suoi primi quasi quarant’anni il club scese in campo prevalentemente con una maglia bianca con una grande H rossa sul petto sinistro.

Creato il 5 settembre 1882 da un gruppo di studenti tra i 13 e i 14 anni della Saint John’s Middle Class School e della Tottenham Grammar School – nonché membri dell’Hotspur Cricket Club -, l’Hotspur Football Club (rinominato Tottenham Hotspur nel 1884 per distinguerlo dal già presente London Hotspur, ndr), il club fu così chiamato in onore di Sir. Harry Hotspur (1365-1403).

Altrimenti noto come Sir. Henry Percy, Harry Hotspur era un nobile combattente famoso per il suo acceso temperamento e per la sua aggressività a cavallo. Era infatti solito affondare gli speroni nei fianchi dei cavalli che cavalcava in battaglia per spronarli alla corsa e la sua passione per gli speroni era tale che – leggenda narra – fosse solito farli calzare anche ai galli che poi amava veder combattere tra loro. Giusto per rendere più duri e incerti i violenti incontri tra questi animali.

Personaggio citato anche da William Shakespeare nella Parte 1 del suo “Enrico IV”, Harry Hotspur morì nella Battaglia di Shrewsbury proprio contro l’allora Re d’Inghilterra.

UNA FORTE INFLUENZA

Appartenente alla casata dei poi Duchi di Northumberland, possessori un tempo proprio della terra sulla quale sorge l’area londinese di Tottenham, Sir. Harry Hotspur era un personaggio molto amato dai giovani studenti di fine 1800.

Come raccontato nel libro A Romance of Football: The History of the Tottenham Hotspur FC 1882-1921 ristampato dal “Tottenham and Edmonton Weekly Herald” nel febbraio 1921, i giovani studenti che fondarono il Tottenham calcio avevano appena finito di leggere la Storia d’Inghilterra del 1400 all’epoca della creazione del club e ciò influenzò molto la scelta di legare il nome della società alla figura di Sir. Harry Hotspur (all’inizio i ragazzi pensarono di chiamare il club Northumberland Rovers, idea poi accantonata) e alla sua passione per i combattimenti tra galli.

Da qui dunque il nome Hotspur, il soprannome Spurs (=speroni, appunto) e l’immagine del galletto, accolta subito con favore dalla stampa dell’epoca.

TOTTENHAM = GALLETTO

Basta guardare la prima pagina del “Football Evening News” del 14 settembre 1901 per capire che la figura del galletto era usata già allora come sinonimo per indicare il Tottenham.

“Congratulazioni Tottenham Cockspur. Mantieni la tua forma attuale e vedrai che la Coppa non lascerà Londra a breve. Non ti dimenticare che ora tu sei ‘L’orgoglio del Sud’”.

Recitava l’apertura del giornale. Parole sormontate dall’immagine di una donna – “Miss Evening News” – intenta a passare una zolletta di zucchero dalla propria bocca al becco di un galletto.

Campione in carica della Southern League, il Tottenham nell’aprile dello stesso anno aveva infatti conquistato la sua prima FA Cup, ovvero la “Coppa da mantenere a Londra” a cui si faceva riferimento in quella pagina di giornale.

Lasciato lo stadio allora situato a Crystal Palace con un 2-2 contro lo Sheffield United, gli Spurs vinsero la loro prima storica FA Cup nel replay disputato a Burnden Park, impianto a Bolton.

3-1 il risultato che permise al Tottenham di avere la meglio sulle Blades in questo rematch, consentendo agli Spurs in quel 1901 di diventare il primo club non appartenente alla English Football League (vi sarebbe entrato solamente nel 1908, ndr) in grado di vincere la FA Cup.

tottenham galletto

Fonte: foto scattata dall’autore nel nuovo Tottenham Hotspur Stadium. In cima allo stadio è ben visibile il galletto illuminato.

UN GALLETTO…

“Lo stemma sul fronte della maglia è più importante del nome che c’è dietro”.

Recitò Paul Gascoigne in una delle sue tante uscite ai tempi del Tottenham.

Spiegato da dove nasca il binomio Tottenham-galletto, ora ci sembra doveroso condurvi attraverso l’evoluzione della figura del gallo anche all’interno dello stemma degli Spurs.

Un compito reso più semplice dalla consultazione dei libri “World Football Club Crests” e “The Beautiful Badge” (se siete appassionati della storia che si cela dietro agli stemmi calcistici inglesi più famosi, ve li consigliamo vivamente come letture!), volumi che ben riassumono questa evoluzione.

…TANTI STEMMI

Comparso inizialmente come un semplice gallo a tinte unita di colore scuro su sfondo bianco, nel 1951 il galletto subì una prima modifica. Una sua versione più snella e slanciata venne infatti inserita nel logo del Tottenham per celebrare la prima conquista della First Division da parte degli Spurs in quell’annata.

Nel 1967 il galletto venne spostato in cima a un pallone da calcio in cuoio.

Nel 1983 al fianco del galletto vennero poi introdotti due leoni rossi e la scritta latina “Audere est facere” (=osare è fare; il coraggio di fare. Oggi tradotto con il noto “To dare is to do”), motto del club. Questo nuovo stile venne adottato per rendere più difficile il plagio dello stemma da parte di altre realtà.

Tra gli anni 1997 e 1999 si passò invece a uno stemma più araldico, di impronta medievale. Il galletto tornò in cima a un pallone di cuoio. I leoni rossi e il motto in latino vennero mantenuti. Le iniziali del club, la figura stilizzata del Bruce Castle (castello presente nell’area di Tottenham) e sette alberi (a rappresentanza delle Sette Sorelle, famoso – e forse mitico – bosco del nord di Londra) vennero introdotti per la prima volta (uno stemma analogo era già stato creato nel 1956, ma non era mai stato posto sulle maglie da gara, ndr).

Nel 2006 il ritorno alla semplicità quasi più estrema. Venne ripreso lo stile di fine anni ’60 – inizio anni ’80, ovvero un galletto snello e slanciato in bilico su un pallone di cuoio. Elementi poi completati dal nome del club, Tottenham Hotspur, posto a chiare lettere sotto di essi.

CURIOSITÀ VINTAGE

A favore dei nostalgici, ma anche di chi non ha mai avuto il piacere di scoprire questa chicca, ci piace ricordare che il famoso galletto del Tottenham è anche protagonista del volume “Roy Race’s Album of Football Badges”, vero e proprio album di figurine composto da 12 pagine e pubblicato nel 1967.

Legato al famoso fumetto inglese “Roy of the Rovers”, pubblicato per la prima volta dalla Tiger nel 1954 e che racconta l’ascesa calcistica di Roy Race (personaggio di fantasia, ndr) nelle fila del Melchester Rovers (squadra di fantasia, ndr), l’album vede il galletto del Tottenham come primo stemma presentato in alto a sinistra in copertina. Lo stesso stemma è poi presente all’interno dell’album come sticker numero 101 (in totale sono 110 gli stickers utili a completare l’album: rappresentati tutti i clubs di First Division inglese più diversi clubs di Scottish League), stretto tra i “colleghi” del Torquay United e del Tranmere Rovers.

TRE GALLETTI ALLO STADIO

Oltre che su album, maglie e merchandising, il galletto del Tottenham è presente anche con ricorrenza nel nuovo stadio degli Spurs.

Attraverso la “The Dare Skywalk”, camminata guidata che permette di “scalare” il nuovo impianto del Tottenham fino al raggiungimento del tetto, ai giorni d’oggi è possibile arrivare a toccare il galletto dorato posto in cima all’attuale South Stand (oltre che godere di una vista panoramica di Londra dall’alto dello stadio).

Una replica (più grande) del galletto di bronzo che nel 1909 venne commissionato dall’ex calciatore degli Spurs, William James Scott, e posto dal club in cima all’allora West Stand di White Hart Lane.

Realizzata grazie al contributo della London Mould Makers, questa copia mantiene i graffi e le ammaccature del galletto originale, il quale è invece conservato nella Lilywhite House, quartier generale del club posizionato all’esterno del nuovo stadio.

Questi due galletti non sono però gli unici due conservati dal Tottenham. Nella reception della Lilywhite House è infatti possibile ammirare anche un terzo galletto, questa volta utilizzato come decorazione di un orologio.

Si tratta dell’orologio che tra il 1932 e il 2007 è rimasto affisso a un muro di High Road (dove sorge lo stadio), all’incrocio con Bill Nicholson Way (via in onore della leggenda del club Bill Nicholson).

tottenham galletto

Fonte: foto scattata dall’autore nella reception della Lilywhite House. È lo storico orologio una volta affisso a un muro di High Road.

CELEBRAZIONI

Per festeggiare i 100 anni dalla prima storica comparsa del galletto sulle proprie maglie da gara, il Tottenham in questi giorni ha creato diversi contenuti speciali, sfruttando il proprio sito web e i propri accounts social (molti ve li abbiamo riportati come immagini a corredo di questo articolo).

Gli Spurs hanno poi fatto posare alcuni giocatori della rosa attuale, come Japhet Tanganga, Heung-Min Son e Pierre-Emile Højbjerg, con alcune storiche maglie del club e nelle quali è possibile ritrovare diverse versioni del galletto.

Nuovi contenuti verranno presentati dal Tottenham da qui a fine campionato, con il club londinese che ha anche già annunciato che la maglia casalinga della prossima stagione renderà omaggio in qualche modo al design originale del gallo.

Un binomio, quello tra il Tottenham e il suo galletto, che ora punta a durare almeno altri 100 anni.

And now – as you know – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di FA – Football Addicted!

 

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Fonte immagine in evidenza: foto scattata dall’autore all’esterno del nuovo Tottenham Hotspur Stadium