QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DEL RITORNO IN EFL DELL’HARTLEPOOL UNITED, CLUB IN CUI NACQUE IL BRIAN CLOUGH ALLENATORE.

Dopo esserci dedicati nelle ultime settimane ai resoconti delle stagioni di Premier League e Championship inglese e alla presentazione delle tre squadre britanniche presenti a Euro 2020, oggi vogliamo dedicare questa settima puntata di “FA – Football Addicted” al ritorno dell’Hartlepool United in English Football League.

Parliamo dunque di Non-League – o per essere più precisi di National League – e di quella finale play-offs che ha determinato la risalita dei Pools nelle categorie professionistiche del calcio di sua maestà.

L’EVENTO

Mentre l’attenzione della maggior parte dei tifosi inglesi è riversata sull’avventura dei Tre Leoni all’Europeo, nel weekend appena trascorso gli occhi dei supporters di Hartlepool United e Torquay United si sono diretti unicamente in direzione Bristol.

L’Ashton Gate Stadium, impianto casalingo del Bristol City, si è vestito infatti da teatro per la finale play-off del campionato di National League (quinta divisione inglese) tra i Pools e i Gulls, match valido per assegnare l’ultimo posto valevole per la promozione in League Two, quarta divisione del calcio inglese, nonché ultimo gradino della English Football League.

Ma perché tanta attenzione per una partita tra squadre militanti in una categoria semi-professionistica?

Nell’articolato sistema del calcio inglese la National League rappresenta infatti il primo campionato al di sotto della EFL, organo che riunisce tre delle quattro divisioni professionistiche inglesi, ovvero quelle che vanno dalla seconda alla quarta categoria: Championship, League One, League Two. In cima alla piramide risiede ovviamente la Premier League.

La National League rappresenta invece il gradino più elevato di quei campionati raccolti sotto la denominazione di Non-League, modo per indicare le categorie non professionistiche.

Ecco allora che la promozione dalla National League alla League Two per una squadra significa entrare nella EFL, in campionati più ricchi e blasonati, in un contesto di maggior competitività e soprattutto visibilità.

Concetti già noti all’Hartlepool United, club che la maggior parte della sua storia l’ha vissuta altalenandosi proprio tra le ultime due categorie della EFL. Per i Pools si tratta infatti di un ritorno.

LE SQUADRE

Estremo nord-est contro profondo sud-ovest del Paese. La sfida tra Hartlepool United e Torquay United di domenica ha visto difronte il nord e il sud dell’Inghilterra.

Collocato nella contea di Durham, nei pressi delle più note città di Sunderland, Newcastle upon Tyne e Middlesbrough, l’Hartlepool United rappresenta il nord, a pochi “passi” dalla Scozia.

Situato nel Devon, affacciato sulla manica, quasi a metà strada tra Exeter e Plymouth, il Torquay United ricopre il ruolo del sud.

Due mondi distanti, dunque, all’interno di una stessa Nazione, ma con una grande caratteristica in comune: un passato nella EFL.

Così come l’Hartlepool United, anche il Torquay United nel corso della sua storia ha militato prevalentemente tra terza e quarta divisione del calcio inglese.

Un passato analogo nei campionati professionistici che per entrambe le società è sempre stato motivo d’orgoglio, salvo poi trasformarsi per ambe due improvvisamente in un contesto abbandonato e al quale tornare.

LE CADUTE

La retrocessione dalla League Two alla National League il 6 maggio 2017 ha rappresentato per l’Hartlepool United il primo addio alla EFL in 96 anni di storia. La vittoria in rimonta contro il Doncaster Rovers non bastò infatti quel giorno ai Pools per rimanere tra i professionisti, visto l’inaspettato successo in contemporanea del Newport County sul Notts County.

Un amaro destino capitato con qualche anno d’anticipo anche dal Torquay United, quando nel 2007 i Gulls dovettero salutare la EFL per scendere in National League (all’epoca Conference League, ndr), categoria che non abbracciavano da 80 anni. Nel 2009 è arrivata poi una promozione in League Two (e quindi un ritorno in EFL), seguita però da un’altra retrocessione nel 2014 (e quindi un’altra uscita dalla EFL).

Vincere domenica avrebbe significato dunque per l’Hartlepool United interrompere un esilio di quattro anni dalla English Football League e per il Torquay United di addirittura sette. Come è andata?

LA PARTITA

È successo di tutto. Un match con così tanto in palio non poteva risolversi infatti in un modo banale. E ciò che ad Ashton Gate non si è presentato domenica è stata proprio la banalità.

Aperte le marcature al 35’ del primo tempo con Luke Armstrong, l’Hartlepool United si è visto recuperare sull’1-1 al 95’. L’autore del goal? Lucas Covolan, portiere del Torquay United.

Ebbene sì, a vestire gli stessi panni indossati da Alisson Becker in un WBA-Liverpool di qualche settimana fa, questa volta ci ha pensato il connazionale brasiliano Covolan, regalando ai Gulls nuove speranze in un momento in cui la partita sembrava terminata.

Nel corso dei 90’ il Torquay si è visto annullare anche un paio di goals, uno per fuorigioco e uno per fallo sul portiere, con l’1-1 finale che ha decretato così il passaggio ai tempi supplementari.

I 30’ di extra time non sono però serviti a trovare un vincitore all’interno della disputa, con i calci di rigore chiamati dunque a decidere l’incontro.

Primi due rigori sbagliati dall’Hartlepool. Primi due rigori sbagliati dal Torquay. Ancora 1-1. Due rigori segnati dall’Hartelpool, due rigori segnati dal Torquay. Ancora parità. Altri due rigori segnati dai Pools, altri due rigori segnati dai Gulls.

Hartlepool ancora a segno, Torquay no.

5-4 dal dischetto, 6-5 se preferite sommare anche i due goals dei tempi regolamentari.

Hartlepool United promosso in League Two e tornato così in EFL.

A decidere l’incontro la mano di Brad James (portiere dell’Hartlepool United), bravo a deviare sulla traversa il rigore calciato da Matt Buse.

GIOIA E DELUSIONE

Chiusa la stagione regolare di National League al quarto posto con 76 punti, battuto lo Stockport County nella semifinale play-offs e poi il Torquay nell’ultimo atto, l’Hartlepool United è riuscito così a completare il suo percorso.

Ciò che non ha potuto fare invece il Torquay United. La sconfitta contro i Pools ha infatti cancellato tutto ciò che di ottimo i Gulls erano riusciti a creare nel corso del campionato. A lungo squadra capolista, salvo poi essere sorpassata dal Sutton United (vincitore della National League con 84 punti e promosso direttamente in League Two), il Torquay era riuscito a chiudere il campionato al secondo posto con 80 punti e a superare poi il Notts County in semifinale con un convincente 4-2. Ultimo successo di una stagione positiva, ma non vincente.

E pensare che il goal in pieno recupero segnato da Covolan era stato accolto come buon segno dai tifosi dei Gulls, rimembrando una storica rete segnata nel 1987 proprio nell’injury time e che aveva permesso al Torquay di restare in EFL. Una storia leggendaria.

TORQUAY UNITED E…

Fondato nel 1899, il Torquay United in Inghilterra, ma anche altrove, è famoso soprattutto per quanto avvenuto nella stagione 1986/87.

I Gulls si trovavano sul fondo della classifica di quarta divisione, costretti a giocarsi la salvezza all’ultima giornata contro il Crewe Alexandra a Plainmoor.

Un pareggio sarebbe bastato al Torquay per restare in EFL. Una sconfitta sarebbe significata discesa in National League e quindi nei campionati semi-professionistici, nonché il titolo poco onorevole di prima squadra retrocessa dalla English Football League (prima del 1987 anche chi finiva all’ultimo posto della classifica di quarta divisione aveva infatti la possibilità di essere rieletto e mantenuto in EFL, ndr).

Una gara raccontata con passione da alcuni giocatori presenti in campo quel giorno all’interno di un episodio della serie “Losers” presente su Netflix, dove viene descritto nei particolari cosa accadde quel pomeriggio.

… IL MORSO DI BRYN

Sotto per 2-1 nel risultato al 90’ e ormai praticamente retrocesso, il Torquay United riuscì a pareggiare l’incontro nei minuti di recupero. Un 2-2 che valse la salvezza e che fu reso storico dall’intervento di Bryn. O sarebbe meglio dire dal morso.

Bryn era un cane pastore tedesco al guinzaglio di un agente di polizia, presente a bordo campo per sorvegliare i tifosi e scongiurare un’invasione di campo nel corso dell’incontro.

Vistosi avvicinare di corsa dal difensore Jim McNichol, intento mantenere in campo un pallone finito nei pressi della rimessa laterale, Bryn, pensando forse a un attacco nei confronti del suo padrone, scattò d’istinto contro il giocatore, affondando i suoi canini nella gamba del malcapitato.

Un incidente che portò alla sospensione indiretta della partita per qualche minuto, per permettere ai sanitari di offrire le dovute cure mediche a McNichol.

Una pausa che comportò un allungamento considerevole del tempo di recupero, nel quale Paul Dobson riuscì a trovare il goal del 2-2 finale.

Il cane Bryn passò così in poco tempo da insultato attentatore a star indiscussa della città di Torquay. Tutti indicarono infatti il suo morso come l’episodio che permise ai Gulls di restare in EFL.

HARTLEPOOL UNITED: I MONKEY HANGERS

Continuando a parlare di storie curiose e legatesi profondamente con il passare del tempo con il vivere quotidiano di una squadra di calcio, anche l’Hartlepool United può dire la sua.

I tifosi dei Pools sono infatti indicati a volte come Monkey Hangers, modo usato spesso per indicare in maniera più allargata i cittadini di Hartlepool.

Leggenda narra che nel corso del XIX secolo, durante le Guerre Napoleoniche, una nave francese si infranse sulle coste di Hartlepool, dopo essere stata colpita da una tempesta.

L’unico membro dell’equipaggio a salvarsi fu una scimmia, vestita con un’uniforme militare francese (probabilmente per far divertire l’equipaggio).

Ritrovata da alcuni cittadini di Hartlepool, i quali non avevano mai visto un francese in vita loro, la scimmia fu interrogata. Non ricevendo risposte comprensibili, i cittadini indicarono la scimmia come una spia francese e decisero dunque di impiccarla.

Da qui Monkey Hangers, ovvero “appenditori della scimmia”, per provare a creare una spuria traduzione letterale.

H’ANGUS THE MONKEY SINDACO

Interpretato inizialmente come un insulto da parte dei cittadini di Hartlepool, il soprannome Monkey Hangers venne accettato con il passare degli anni. Soprattutto dalla tifoseria dell’Hartlepool United. C’è anche una statua in città dedicata alla scimmia.

A favorire questo cambiamento positivo di considerazione nei confronti del nickname ha contribuito indubbiamente la creazione nel 1999 di una mascotte da parte dell’Hartlepool United: H’Angus the Monkey.

Altra storia curiosa? H’Angus the Monkey – o per meglio dire il suo indossatore – nel 2002 fu eletto sindaco della città di Hartlepool e rieletto poi sia nel 2005 che nel 2009.

HARTLEPOOL UNITED: DALL’AMATEUR CUP AI BUSBY BABES

Nato come club professionistico nel 1908, raccogliendo l’eredità lasciata dal West Hartlepool Amateur Football Club (fondato nel 1881) – poi anche West Hartlepool Rugby Football Club -, l’Hartlepool United è entrato nel sistema della English Football League per la prima volta nel 1921.

Finendo nella prima metà del tabellone della North-Eastern League, i Pools acquisirono infatti il diritto di iscriversi alla nuova sezione creata a nord dalla Football League.

Conquistatori dell’Amateur Cup (competizione precursora dell’attuale FA Vase, ndr) nel 1905 grazie al 3-2 sul Clapton, quando la squadra era ancora amatoriale (prima di essere inglobata da quella professionista nel 1910, ndr), l’Hartlepool United giocò la sua partita più famosa il 5 giugno 1957.

Terzo turno di FA Cup contro il Manchester United allenato da Sir Matt Busby. In campo, da avversari, i celebri e compianti Busby Babes. Il leggendario Duncan Edwards su tutti.

4-3 per i Red Devils il risultato finale, con Sir Matt Basby che al termine dell’incontro disse:

“È stata la partita più eccitante che abbia mai visto”.

Si giocò davanti a 17.264 persone al Victoria Ground (nome poi cambiato in Victoria Park nel 1995).

HARTLEPOOL UTD E IL PRIMO BRIAN CLOUGH MANAGER

Rinominato Hartlepool United nel 1908 per riunire sotto un’unica bandiera i due distretti cittadini di West Hartlepool e Hartlepool, i Pools possono vantarsi di essere stata la prima squadra allenata dal mitico Brian Clough.

Terminata di fatto la sua straordinaria carriera da prolifico attaccante di Middlesbrough e Sunderland dopo un brutto infortunio alla caviglia nel 1962, nel 1965 Clough venne chiamato a Hartlepool per allenare lo United.

Tutto iniziò con una vittoria per 3-1 sul Bradford City il 30 ottobre 1965, in quarta divisione, con Clough che a 30 anni si ritrovò a essere il manager più giovane in Football League. Al suo fianco l’immancabile Peter Taylor, precedentemente allenatore del Burton Albion e chiamato a Hartlepool da Clough per dar vita a un binomio che con gli anni sarebbe poi diventato iconico.

Eccitato dalla sua prima esperienza da manager e già allora molto sicuro dei propri mezzi, il poi leggendario allenatore di Derby County e Nottingham Forest (con cui vinse due Coppe dei Campioni, ndr) aiutò il club a raccogliere fondi per autosostenersi, conducendolo poi a un 18° posto nella sua prima stagione 1965/66. Risultato trasformato poi in un eccellente 8° posto l’anno successivo, prima di salutare Hartlepool per firmare con il Derby County, squadra che poi portò dalla seconda divisione al titolo di Campione d’Inghilterra.

Una curiosità? Durante la sua esperienza all’Hartlepool United Brian Clough fece debuttare un allora sedicenne John McGovern, giocatore che poi legherà la sua carriera proprio al tecnico inglese, seguendolo sia alla vittoriosa esperienza al Derby County che alla breve infruttuosa parentesi al Leeds United che a quella trionfale al Nottingham Forest.

HARTLEPOOL: OLTRE AL CALCIO

Città nativa di Janick Gers, celebre chitarrista di importanti formazioni musicali come i White Spirit, i Gillan e soprattutto gli Iron Maiden, Hartlepool è famosa nel mondo della letteratura fumettistica grazie a Reg Smythe.

Anch’egli nato a Hartlepool, in questa città Smythe ha ambientato le storie di Andy Capp, personaggio fumettistico da lui stesso creato e disegnato per la prima volta nel 1957.

Fumetto diventato molto famoso nel corso degli anni, tanto da essere pubblicato in 50 nazioni e tradotto in 14 lingue, Andy Capp – o “Le vicende di Carlo e Alice” come è noto in Italia, dove è pubblicato su La Settimana Enigmistica – è un ubriacone scansafatiche che rappresenta tutti gli stereotipi dell’uomo del profondo nord dell’Inghilterra. In città c’è anche una statua a lui dedicata.

Cappello irlandese calato sugli occhi, sigaretta in bocca (prima di essere tolta definitivamente dalle vignette dopo la legge antifumo inglese di fine anni ’90) e rapporto complicato con la moglie Florrie (detta Flo).

IL TRIONFO

Monkey Hangers, Brian Clough, Andy Capp. Ora il ritorno in EFL. La storia di Hartlepool e dell’Hartlepool United continua ad arricchirsi di pagine per nulla banali.

Come la partita vinta contro il Torquay United ai rigori. Dove la banalità non ha varcato i cancelli di Ashton Gate a Bristol. Dove i Pools si sono regalati un pomeriggio da favola.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram ufficiale Hartlepool United FC