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Calcio e dintorni

FA – Football Addicted #54! “Nwaneri e Toney: due storie da raccontare”

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QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DI ETHAN NWANERI E IVAN TONEY!

Nell’ultimo weekend di Premier League è andato in scena un Brentford-Arsenal dal significato molto particolare.

Non solo per il successo per 3-0 (a firma William Saliba, Gabriel Jesus e Fabio Vieira, ndr) che ha permesso ai Gunners di restare in testa alla classifica dopo sette giornate di campionato, ma anche perché è stata la gara in cui si sono incrociate due storie speciali: quella di Ethan Nwaneri e quella di Ivan Toney.

Due storie che noi di “FA – Football Addicted” non possiamo non raccontarvi!

UN DEBUTTO DA RECORD

Partiamo da Ethan Nwaneri, centrocampista inglese dell’Arsenal che proprio in occasione del match giocato dai Gunners contro il Brentford è entrato nella Storia della Premier League.

Inserito in campo nei minuti di recupero di una partita il cui risultato era ormai consolidato, Nwaneri è diventato il più giovane debuttante nella Storia della Premier League, a 15 anni e 181 giorni.

Un momento che il giovane talento di casa Arsenal non dimenticherà di certo.

Così come Mikel Arteta, tecnico che ha deciso di aggregare Nwaneri alla prima squadra per la trasferta in casa del Brentford e di farlo poi debuttare.

“È stata una scelta di pancia. – ha dichiarato Arteta nel postpartita – Ho incontrato il ragazzo e mi è piaciuto subito quello che ho visto. Per [Mertesaker = General Manager dell’Academy] ed Edu [Gaspar = Direttore Tecnico dell’Arsenal] mi hanno dato delle informazioni e poi [Nwaneri] si è allenato con noi un paio di volte. Abbiamo deciso di portarlo con noi dopo l’infortunio di Martin [Odegaard] e ho avuto subito la sensazione che se ci fosse stata la possibilità, lo avrei inserito. Se lo è meritato. Penso che sia stata una scelta che abbia dimostrato a tutti che tipo di club siamo. Ieri [sabato, ndr] gli ho detto che sarebbe venuto con noi e che si sarebbe dovuto far trovare pronto. È pronto. Quando l’ho inserito gli ho detto semplicemente: congratulazioni, goditi il momento”.

SCUOLA ARSENAL

Nato il 21 marzo 2007, Ethan Nwaneri è arrivato nell’Arsenal nel 2016, quando aveva soltanto 9 anni.

A Gunner born and bred, direbbero gli inglesi!

Ed è proprio così, visto che il giovane talento di origini nigeriane nel corso della sua – fin qui ancor breve – carriera ha sempre indossato soltanto la maglia dell’Arsenal, facendosi strada tra le diverse categorie giovanili.

A 14 anni giocava già per l’Under 18, dove è stato quasi sempre schierato come centrocampista offensivo. Il debutto è arrivato il 4 maggio 2021 contro il Reading, in un match in cui Nwaneri segnò un goal che, per la sua bellezza, divenne subito virale sul web.

Negli anni ha poi imparato a ricoprire anche il ruolo di trequartista, di ala d’attacco e di prima punta. Tutti con successo. Sinonimo di una grande duttilità.

Quella che, infatti, gli hanno sempre riconosciuto Ken Gillard e Dan Micciche, suoi allenatori (prima l’uno e poi l’altro) nell’U18 dell’Arsenal dalla stagione 2020/21 a oggi, con Micciche che definì Nwaneri addirittura come un giovane calciatore con “la mentalità di un campione”.

GESTIONE WILSHERE

Apprezzato per il suo stile di gioco molto elegante e per la sua abilità nel correre palla al piede, Nwaneri con l’U18 dell’Arsenal ha collezionato 4 goals e 4 assists in 9 partite, riuscendo a mettere in mostra le proprie qualità soprattutto in questo avvio di stagione, sotto la guida di Jack Wilshere.

Stella dei Gunners, l’ex centrocampista inglese da questa estate è diventato il nuovo allenatore dell’U18 dell’Arsenal, facendo immediatamente di Nwaneri un perno della propria squadra.

Lo ha fatto durante le amichevoli estive, con il giovane Ethan che si è messo in mostra soprattutto contro lo Slough Town nel match perso per 1-0 ad Arbour Park, come sottolineato dall’allenatore avversario Neil Baker.

“Il loro numero 10 ha ottimi piedi. È un giovane di grandi speranze per l’Arsenal. Ha davvero delle abilità incredibili”.

Wilshere, poi, lo ha schierato in campo per tutti e 90 i minuti in tutte le prime tre giornate di campionato, affidandogli ogni volta il compito di ricoprire una posizione diversa.

Nella sconfitta per 1-0 contro il Chelsea lo ha schierato trequartista. Nel pareggio per 1-1 contro il Fulham come ala sinistra (venendo ripagato con un assist) e nella vittoria per 4-1 sul Tottenham Hotspur come punta (ricevendo in cambio un goal e un assist).

Tre occasioni perfette per Nwaneri per continuare a mettere in mostra la sua estrema duttilità e catturare l’attenzione di altri managers in casa Arsenal.

Missione compiuta!

SCALATA AL VERTICE

Iniziata la stagione come giocatore appartenente alla rosa dell’U18, lo scorso 3 settembre Nwaneri ha fatto il primo salto di categoria, venendo convocato dall’U21 di Mehmet Ali.

Una chiamata che ha portato a un debutto immediato.

Il giovane inglese è stato, infatti, schierato in campo come trequartista per 59’ contro il Blackburn Rovers, bagnando la sua prima apparizione in Premier League 2 con un assist.

Appena due settimane dopo è arrivato, poi, il secondo salto di categoria, grazie alla convocazione in prima squadra.

Catturato dalle sue ottime prestazioni e dal suo atteggiamento da bravo ragazzo deciso a diventare un campione, Arteta lo ha lanciato in Premier League, facendolo diventare il primo calciatore con meno di 16 anni a debuttare in questa lega.

Niente male per chi vuole ripercorrere le orme di Bukayo Saka ed Emile Smith Rowe, giovani talenti plasmati nell’Academy dell’Arsenal e diventati in pochi anni punti fermi della prima squadra.

QUATTRO RECORDS IN UN COLPO SOLO

“Ha solo 15 anni, ha solo 15 anni. Quanto dovete fare schifo?”

O ancora.

“Domani ha scuola, domani ha scuola”.

Questi i cori intonati dai tifosi dell’Arsenal al momento del debutto di Nwaneri in Premier League, come riportato dal giornalista Charles Watts.

Cori a dileggio dei tifosi avversari, ma che sottolineano ancora una volta la precocità del giovane esordiente (già tornato ieri sui banchi di scuola della St. John’s Prep and Senior School a Enfield).

Basti pensare che Nwaneri non può ricordarsi la finale di Champions League giocata dall’Arsenal nel 2006 contro il Barcellona o l’inaugurazione dell’Emirates Stadium perché, semplicemente, non era ancora nato!

È per questo, infatti, che il suo debutto in Premier League gli ha permesso di battere in un colpo solo quattro records.

Oltre a essere diventato il più giovane calciatore a debuttare in Premier League (il precedente primato era stato stabilito da Harvey Elliott, esordiente con il Fulham a 16 anni e 30 giorni), da quando è nata questa lega nel 1992, Nwaneri è diventato anche il più giovane debuttante nella Storia di tutto il campionato di prima divisione inglese (il precedente primato era stato stabilito da Derek Forster nel 1964, quando esordì con il Sunderland a 15 anni e 184 giorni).

Ma non solo.

Nwaneri è diventato, infatti, anche il più giovane debuttante dell’Arsenal in Premier League (togliendo il record a Jack Wilshere, esordiente a 16 anni e 256 giorni nel 2008), nonché il più giovane debuttante dell’Arsenal in ogni competizione (battendo il record di Cesc Fabregas, che esordì con la maglia dei Gunners in Coppa di Lega a 16 anni e 177 giorni nel 2003).

IL RECORD NON BATTUTO

Ethan Nwaneri non è però riuscito a battere il record di precocità stabilito da Christopher Atherton solamente una settimana fa in Irlanda del Nord.

Entrato in campo a 15’ dal termine del match di Coppa di Lega vinto per 6-0 dal Glenavon sul Dollingstown, a 13 anni e 329 giorni Atherton è diventato il più giovane calciatore a debuttare tra i professionisti in prima squadra in una partita ufficiale nel Regno Unito.

Un record che il giovanissimo nordirlandese ha impreziosito fornendo anche un assist per il 6-0 realizzato dal compagno Matthew Snoddy.

ALTRI GIOVANISSIMI IN EUROPA E NEL MONDO

Restando in tema “giovani esordienti”, Nwaneri è in ottima compagnia.

Negli Stati Uniti, a detenere ancora oggi il record di più giovane esordiente nella storia della MLS è Freddy Adu, talento di cui in molti si erano innamorati al tempo del suo esordio e che non è però riuscito a mantenere fede alle aspettative.

Quando debuttò per il DC United nel 2004 aveva 14 anni e 306 giorni.

Qualcosa in meno di Luka Romero, più giovane esordiente nella storia della Liga. Debuttò nel 2020 durante un match tra il suo Mallorca e il Real Madrid, all’età di 15 anni e 219 giorni.

In Francia il record del debuttante più giovane in Ligue 1 regge, invece, dal 1960, quando, a 15 anni e 225 giorni, Kalman Gerencseri esordì per il Lens contro il Monaco.

Spostandoci in Germania, il più giovane a esordire in Bundesliga è stato Youssoufa Moukoko nel 2020, all’età di 16 anni e 1 giorno, durante una partita tra il suo Borussia Dortmund e l’Hertha Berlino.

In Italia, l’esordiente più precoce in Serie A resta, invece, Wisdom Amey.

Il Bologna lo ha fatto debuttare in una gara contro il Genoa nel 2021, a 15 anni e 274 giorni.

UN TALENTO ANCHE PER LA NAZIONALE

Oltre che a scalare le categorie in casa Arsenal, dove Mikel Arteta ha già fatto capire che tornerà a giocare per l’U18 e l’21 (per continuare la sua crescita), Nwaneri sta compiendo lo stesso percorso anche in Nazionale.

Con l’Inghilterra U16 di Greg Lincoln ha collezionato 6 presenze tra il febbraio e l’aprile del 2022 (con un goal e un assist), venendo poi convocato dall’U17 di Tom Curtis ad agosto.

Qui ha giocato tre partite (segnando anche un goal), prima di entrare già nel giro dell’U21, come riportato da Goal.com.

Una scalata rapidissima e che, nel prossimo futuro, potrebbe vederlo affacciarsi anche alla Nazionale maggiore. D’altronde, il CT Gareth Southgate si è sempre dimostrato molto attento nel premiare la crescita dei giovani talenti più interessanti.

LA RIVINCITA DI IVAN TONEY

Come vi abbiamo anticipato all’inizio, nella partita tra Brentford e Arsenal si sono intrecciate due storie affascinanti.

E se in casa Gunners il protagonista è stato Ethan Nwaneri, in casa Bees a prendersi le luci della ribalta è toccato a Ivan Toney.

L’attaccante che negli ultimi giorni è riuscito a prendersi una bellissima rivincita!

Il centravanti del Brentford ha, infatti, ricevuto la sua prima convocazione in Nazionale, in occasione dei matches di Nations League che vedranno l’Inghilterra impegnata contro Italia e Germania.

UNA CHIAMATA INASPETTATA

A 26 anni già compiuti, per Toney si tratta della prima convocazione in assoluto in Nazionale.

Nel corso della sua carriera non ha, infatti, mai collezionato nemmeno un minuto con le giovanili dell’Inghilterra, conquistandosi ora la chiamata di Gareth Southgate dopo quattro anni giocati a ottimi livelli.

In particolare, gli ultimi due anni e pochi mesi con la maglia del Brentford, di cui è diventato il leader indiscusso in campo, nonché il modello da seguire per i compagni e l’idolo per i tifosi.

È per questo che il suo allenatore, Thomas Frank, ha tenuto a sottolineare lo straordinario traguardo raggiunto dal suo attaccante.

“Credo che questo momento sia per il Brentford più importante di quanto la gente pensi. Solo 15 anni fa eravamo in fondo alla League Two, giocavamo contro l’MK Dons e perdevamo 3-0 davanti a 4.000 persone. Ora abbiamo un giocatore convocato dalla Nazionale inglese dopo 83 anni dall’ultima volta e stiamo giocando la nostra seconda stagione in Premier League”.

Era, infatti, dal 1939 che un calciatore del Brentford non veniva convocato dall’Inghilterra. Un’impresa riuscita ora a Ivan Toney. Meritatamente!

“Southgate mi ha scritto un messaggio la mattina, dicendomi che avrei potuto comunicare io a Toney la notizia della sua prima convocazione. – ha aggiunto Thomas Frank – Accade raramente che lui resti senza parole, ma stava ridendo ed era così felice. Penso sia una storia fantastica”.

VIETATO MOLLARE

“Penso che la sua [di Toney, ndr] sia una grande storia. Negli ultimi anni ci sono state diverse storie come questa nel nostro Paese. Quella di Jamie Vardy, per esempio. È straordinario. Ciò significa che ci sono più opportunità per tutti. Bisogna dimostrare le proprie qualità e di credere in se stessi”.

Con queste parole, rilasciate al sito ufficiale dell’Arsenal prima della sfida contro il Brentford, Mikel Arteta ha voluto rimarcare i meriti dell’avversario Ivan Toney, attore protagonista di una vita da “vietato mollare”.

Nel corso della sua carriera l’attaccante inglese ha infatti vissuto momenti di profonda delusione, riuscendo però a non farsi mai abbattere.

A 11 anni entrò nell’Academy del Leicester, come ricordato dal Leicester Mercury, venendo poi rilasciato dal club solamente cinque anni dopo.

Una prima porta chiusa in faccia, alla quale Toney rispose unendosi al club della città in cui è nato il 16 marzo 1996: il Northampton Town.

È qui che ha iniziato a farsi largo tra le giovanili, arrivando fino alla prima squadra e diventando il più giovane a indossare la maglia dei Cobblers, a 16 anni e 8 mesi.

Ottime prestazioni in League Two gli hanno poi garantito nel giro di soli due stagioni la chiamata da parte di un club di Premier League: il Newcastle United.

All’epoca il direttore sportivo dei Magpies era Graham Carr e fu lui a consigliare alle Gazze di acquistare quel giovane talento per un prezzo di poco superiore ai 350.000 euro nell’estate del 2015.

SECONDA BOCCIATURA

L’avventura al Newcastle per Toney non andò, però, come sperato.

L’allora allenatore Rafael Benitez lo fece giocare soltanto per una decina di minuti (totali) nelle due partite pareggiate contro Manchester United e Chelsea.

Pochi minuti che gli permisero di collezionare il suo debutto in Premier League, ma anche di capire che al Newcastle non avrebbe trovato spazio.

Seconda porta chiusa in faccia.

Nei tre anni successivi seguirono, infatti, sei avventure in prestito.

Il primo fu al Barnsley, club che Toney contribuì attivamente a riportare dalla League One alla Championship, ottenendo una promozione attraverso i playoffs.

Poi sono arrivati quelli allo Shrewsbury Town, al Wigan Athletic, con cui vinse un campionato di League One, e allo Scunthorpe United, club con cui raggiunse per due volte i playoffs.

IL FIORE INIZIA A SBOCCIARE

Dopo una deludente parentesi al Newcastle e tanti prestiti in giro per l’Inghilterra, a dare un nuovo volto alla carriera di Toney è stato il suo passaggio al Peterborough United nell’estate del 2018.

I Posh lo acquistarono a titolo definitivo per meno di 400.000 euro e in due stagioni l’inglese collezionò 94 presenze, segnando 49 goals ed effettuando 16 assists.

Numeri che gli permisero di conquistare il titolo di Miglior giocatore della League One, nonché quello di capocannoniere del campionato.

È stato in quel momento che il Brentford ha deciso allora di corteggiarlo e portarlo a Londra, per fare di lui l’erede di Ollie Watkins (partito nell’estate 2020 direzione Aston Villa).

Scommessa vinta!

Acquistato per meno di 6 milioni di euro, Toney ha cambiato la Storia delle Bees.

L’UOMO DELLA STORIA

Nella sua prima stagione in Championship ha realizzato 31 goals in 44 partite di regular season, stabilendo, in quel momento, un nuovo record per il campionato (a batterlo è stato poi lo scorso anno Aleksandar Mitrovic, autore di 43 reti in 44 gare, ndr).

A queste ne ha poi aggiunte altre due nel corso dei playoffs, portando il Brentford a conquistare la sua prima storica promozione in Premier League.

Il goal più importante è stato senza dubbio quello che ha aperto le marcature nella finale giocata a Wembley contro lo Swansea City il 29 maggio 2021.

Un rigore che Toney ha trasformato con una freddezza disarmante dopo dieci minuti dall’inizio dell’incontro, davanti agli occhi orgogliosi di mamma Lisa e papà Ivan Sr.

Il match è poi terminato 2-0 per le Bees, tornate a calcare così i campi di prima divisione per la prima volta dal lontano 1947.

MAI DOMO

La stagione della consacrazione Ivan Toney l’ha però vissuta lo scorso anno.

Al suo primo anno in Premier League.

Sul palcoscenico più importante.

Lo ha fatto segnando 12 goals in 33 partite e trascinando il Brentford a un memorabile tredicesimo posto finale nella sua stagione di ritorno in massima serie.

Prestazioni che gli hanno permesso di far capire all’Inghilterra intera quanto grande sia la sua fame di successo. La sua voglia di non mollare mai.

Caratteristiche che si sono riviste anche quest’anno, dove nelle prime 7 giornate di Premier League Toney ha già collezionato 5 reti (tra cui una meravigliosa tripletta contro il Leeds United).

Semplicemente indomabile!

DA GATTINO A TIGRE

Grande amante dei tatuaggi (ne ha a decine, ndr), sul costato destro ha inciso un gatto che osserva il proprio riflesso in una pozza d’acqua, scoprendo di essere una tigre.

Un tattoo dal significato profondo e che racchiude l’essenza dell’Ivan Toney giocatore e anche uomo. Come ha spiegato lui stesso.

“Non importa come ti vedono gli altri. Se tu ti vedi come un vincente, sarai un vincente. Farai di tutto per esserlo. Se ti vedi senza paura, allora non avrai paura. Vale per il calcio e per tutto il resto. Se vuoi raggiungere qualcosa, non importa cosa pensino gli altri, devi fare di tutto per raggiungerlo”.

Una filosofia di vita che ha permesso all’attaccante del Brentford di resistere alle porte chiuse in faccia e di tornare sempre a galla nei momenti più difficili della propria carriera.

A Toney il carattere non manca di certo e lo ha sempre dimostrato.

MODELLO PER GLI ALTRI

È un fan del Liverpool. Si è autodefinito un mammone. È un baluardo della lotta al razzismo.

Nato con la pelle nera, ne è sempre andato orgoglioso e, quando ne ha avuto la possibilità, ha condiviso la sua esperienza con giovani ragazzi nelle scuole.

Come quanto ha partecipato a un incontro organizzato dalla Premier League e dal Brentford Community Trust alla Rabbsfarm Primary School di West Drayton, per dare risalto alla campagna No Room For Racism.

INGHILTERRA, ECCOMI!

La Jamaica, dove ha parte delle sue origini, lo ha chiamato per chiedergli se volesse giocare per la sua Nazionale, ma la risposta di Toney è stata: “No, grazie”.

Il desiderio della stella del Brentford è, infatti, sempre stato quello di indossare la maglia dell’Inghilterra e finalmente questo momento sembra essere arrivato.

Ricevuta la convocazione da Southgate, Toney potrebbe ora debuttare contro Italia o Germania in Nations League, andando così a realizzare un sogno a lungo cullato.

Toney però ha già in mente anche il prossimo obiettivo: convincere il CT a convocarlo per la Coppa del Mondo in Qatar.

Per caratteristiche potrebbe, infatti, rivelarsi il perfetto sostituto di Harry Kane e la sua voglia di successo potrebbe tornare più che utile a una Nazionale che al prossimo Mondiale scenderà in campo per provare a vincere il torneo.

GOOD LUCK LADS!

Ethan Nwaneri e Ivan Toney.

Due volti di un calcio inglese che non smette di emozionare.

Storie diverse, intrecciatesi in un pomeriggio di football oltremanica.

Talento. Sudore. Fame.

Good luck lads!

Che questo possa essere solamente l’inizio di una nuova grande avventura.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

Recupera le puntate precedenti di ‘FA – Football Addicted’ QUI

[INTERAGISCI CON NOI! Hai in mente una particolare storia di calcio britannico di cui vorresti leggere un nostro approfondimento nella rubrica FA – Football Addicted? Lascia un commento in risposta alle nostre stories Instagram o scrivici un messaggio. Il tema della prossima puntata potresti sceglierlo tu!]

 

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Calcio e dintorni

Non solo Chiesa, anche Pogba ricomincia a correre

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Pogba

Oltre alle buone notizie relative a Federico Chiesa, il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri ha potuto riabbracciare anche Paul Pogba, che ha ripreso ad allenarsi. Come riportato da TMW, il francese, fermo ai box da luglio, ha iniziato a correre sul campo, seppur in modo blando, ma che dimostra come il recupero proceda bene.

Nonostante tutto questo, i tempi di recupero restano incerti e le speranze per Pogba di partecipare al Mondiale con la Francia sono molto poche. La Juventus, dal canto suo, ha nel mirino gennaio per il ritorno del Polpo, quando la Serie A ripartirà dopo la sosta per la campagna iridata.

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Roma, cambio di programma nel progetto stadio: le novità

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Sin dall’arrivo dei Friedkin, successori di Pallotta, in casa Roma c’è stato un entusiasmo che non si vedeva da tempo. La nuova dirigenza ha portato nella capitale Mourinho, il quale ha portato i giallorossi a vincere un trofeo europeo e tanti nomi importanti del calcio mondiale.

Tutti gli acquisti dei capitolini portano la firma dello Special One, dei Friedkin e di Tiago Pinto, con tutti i tifosi entusiasti di ciò che sta facendo la propria squadra dopo anni difficili. Oltre ai risultati sportivi e ad un calciomercato stellare, la nuova presidenza americana vuole lo stadio di proprietà in zona Pietralata. Stando alle ultime notizie, in caso di approvazione a tutti i passi dell’iter, l’idea è quella di terminare i lavori nel 2026 ed inaugurare lo stadio per il centenario del club capitolino nel 2027.

CAMBIO DI PROGRAMMA

Nel progetto iniziale, come scrive il Messaggero, presentato al sindaco della capitale Gualtieri, la misura dello stadio era indicata tra i 55 ed i 60 mila posti. Il popolo giallorosso, però, ha presentato delle perplessità sul numero dei tifosi ritenuto esiguo. Negli ultimi tempi, infatti, la Roma ha spesso fatto registrare il sold out all’Olimpico, stadio da 68530 posti a sedere, con i Friedkin che hanno aumentato di 5 mila posti l’idea iniziale, passando da 60 mila a 65 mila.

OGGI DAL SINDACO, L’ITER LEGISLATIVO

Proprio in questo momento, l’amministratore delegato della Roma, Pietro Berardi, si trovà in Campidoglio per consegnare formalmente a Gualtieri lo “studio di fattibilità” per il nuovo stadio in zona Pietralata. 

 

Il Messaggero scrive: “Di questo nuovo progetto emergono, per ora, pochissimi dettagli: sarà presentato al Comune ai sensi della “legge stadi” (la 147 del 2013 con tutte le successive modifiche). Il che significa che la Roma dovrebbe anche depositare, insieme al progetto, la formale richiesta al Campidoglio di indire la Conferenza di Servizi preliminare. Quindi, in teoria, da oggi scattano i 90 giorni di tempo che la legge attribuisce al Comune per concludere questi lavori tecnici: i funzionari del Campidoglio, quelli di Regione, Città Metropolitana, Soprintendenze, Ministeri, Società dei pubblici servizi, dovranno sostanzialmente rispondere a due quesiti. Il primo, se esistono motivi ostativi insormontabili e irrisolvibili all’approvazione del progetto. Se questi non ci sono, il secondo quesito è quali sono le prescrizioni di base dei vari Enti per ottenere l’assenso finale all’opera”.

In caso di esito positivo alla conclisione della Conferenza di Servizi pleliminare sarà fatto il verbale della conferenza direttamente dalla Giunta Gualtieri con una delibera. Questo verbale poi sarà presentato alle Commissioni Consiliari competenti del IV Municipio (municipio in cui si trova Pietralata). Le Commissioni Consiliari sono: Urbanistica, Lavori pubblici, Mobilità, Ambiente, Patrimonio, Sport.

Infine, in caso di approvazione, toccherà all’Assemblea capitolina: “Votare il testo, attribuendogli, quindi, la validità di pubbblico interesse.

POSSIBILE NODO OSPEDALE

Nel quartiere di Pietralata, vicino a dove i giallorossi vorrebbe far sorgere il suo nuovo stadio, è presente l’Ospedale Sandro Pertini. Durante gli incontri, il Campidoglio ha detto chiaramente agli emissari della Roma che si occupano del progetto che deve essere garantito l’accesso e l’uscita dei mezzi di soccorso dall’ospedale. Inoltre, un altro problema potrebbe essere l’inquinamento acustico. Esso non deve disturbare ospedale e pazienti. Non dovrebbe sussistere invece il problema della mobilità pubblica. Per raggiungere lo stadio c’è nelle vicinanze la famosa stazione Tiburtina (Bus, treni regionali, treni alta velocità, treni da e per Fiumicino), oltre alle stazioni metro B (Tiburtina, Quintiliani) le quali garantiscono il trasporto pubblico.

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Inter, quanto costerebbe esonerare Inzaghi

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Inzaghi

In casa Inter c’è in corso una vera e propria tempesta. I nerazzurri,  dopo ver perso lo scorso scudetto contro i cugini del Milan, hanno iniziato la stagione a rilento. Nell’ultima di campionato è arrivata la sconfitta contro la Roma di Mourinho, la quale si è aggiunta ad altre 4 sconfitte in questo inizio di stagione, con conseguenti indiscrezioni di un esonero di Inzaghi. nerazzurri, attualmente noni in classifica, hanno perso contro Lazio, Milan, Udinese, Bayern Monaco e domani affronteranno in casa il Barcellona. Calcio e Finanza ha fatto un’analisi sull’eventuale impatto a bilancio di un esonero del tecnico.

L’ANALISI DI CALCIO E FINANZA

Inzaghi, dopo un ottimo cammino con la Lazio, è sbarcato a Milano come successore di Antonio Conte. L’attuale tecnico del Tottenham ha riportato l’Inter alla vittoria di uno scudetto, rompendo l’egemonia della Juventus, e succederlo sicuramente non era facile. Simone Inzaghi è approdato in nerazzurro firmando un contratto fino al 2023 a 4,5 milioni netti a stagione, circa 8,3 milioni lordi. L’anno scorso, dopo la vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa Italia, ha rinnovato il contratto fino al 2024 a 5,5 milioni a stagione, circa 10,1 milioni lordi.
Attualmente, dopo i 3 mesi di campionato già trascorsi, Inzaghi deve ricevere ancora 9,6 milioni di euro netti. Questi 9,6 milioni sono divisi in 4,1 per il resto di questa stagione e 5,5 della prossima, per un valore lordo di 18 milioni di euro.

Questa è la cifra complessiva che l’Inter dovrebbe versare al tecnico a meno di un accordo per buonauscita. Quest’utlimo sarebbe un accordo per una rescissione ad una determinata cifra stabilita tra club e tecnico. Un eventuale esonero di Inzaghi, in caso, dovrebbe arrivare prima dell’approvazione definitiva del bilancio da parte dell’assemblea dei soci. Negli scorsi giorni infatti il CdA dell’Inter ha approvato il progetto di bilancio con un rosso di 140 mlioni di euro per la stagione 2021-2022. L’ok definitivo a questo progetto di bilancio arriverà per fine ottobre, quando l’assemblea dei soci si riunirà di nuovo per dare l’ok definitivo.

PER QUALE MOTIVO BISOGNEREBBE METTERLO SUBITO A BILANCIO

L’Inter, così come la Roma, è finita nel mirino della UEFA per il fair play finanziario e sarà obbligata nel triennio che va dalla stagione 2023/2024 alla stagione 2025/2026 a non far registrare perdite superiori ai 60 milioni di euro. Un esonero di Inzaghi subito permetterebbe all’Inter di inserire questa spesa a bilancio di una stagione che non sarà esaminata dalla UEFA per il fair play finanziario. 

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Calcio e dintorni

Florentino Perez fa il punto sulle casse del Real: i dati

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Real Madrid

Florentino Perez ha aperto l’assemblea generale dei soci del Real Madrid e ha parlato dello stato economico del club campione d’Europa.

Durante il suo discorso il presidente blanco ha spiegato come durante la pandemia il Real abbia dovuto rinunciare a 127 milioni di euro di introiti e ad altri 200 milioni a causa delle partite giocate a porte chiuse.
Durante la scorsa stagione, però, gli introiti del club sono stati di 722 milioni: il 10% in più rispetto alla stagione precedente, ma di 100 milioni in meno rispetto all’ultima stagione pre-pandemia.

Florentino Perez ha anche difeso il ricorso alle “leve economiche” che hanno portato il Real Madrid all’accordo con Sixth Street Legends. L’accordo ha visto il Real Madrid cedere al fondo statunitense, esperto nella gestione di eventi sportivi, l’organizzazione degli eventi al Santiago Bernabeu per i prossimi 20 anni dietro un pagamento di circa 360 milioni di euro.

La gestione del club è stata concentrata sulla riduzione delle spese. Per questo motivo ci siamo associati a Sixth Street Legends per realizzare la gestione dello stadio, aumentare gli introiti e renderlo più conveniente. Loro sono i migliori al mondo e realizzare differenti eventi nello stesso stadio ci farà ottenere una stabilità finanziaria”, ha detto Perez.

Riguardo i costi del restauro dello stadio Bernabeu, Perez ha anche precisato che l’attività del club non sarà compromessa dal pagamento per i lavori.
Il presidente ha anche spiegato che l’obiettivo è di completare il nuovo stadio entro la prossima estate.
Perez vuole rendere la nuova casa del Real Madrid uno dei centri per l’intrattenimento più attrattivi d’Europa.

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