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FA–Football Addicted #26! "Premier League e NFL: i due volti del football"

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FA – Football Addicted #26! “Premier League e NFL: l’amore tra i due football”

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Premier League NFL

QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DELLE CONNESSIONI TRA IL CALCIO INGLESE E LA NFL: I DUE FOOTBALL PIÙ FAMOSI AL MONDO.

Football inglese e football americano.

A pochi giorni dalla vittoria dei Los Angeles Rams sui Cincinnati Bengals nel Super Bowl LVI, abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta delle connessioni esistenti tra i due football più famosi al mondo.

Premier League e NFL sono due delle leghe sportive più amate e seguite in tutti i continenti e nel corso degli anni diverse sono state le storie che hanno fatto da collante tra le due.

Dagli stadi di calcio inglesi, che sono diventati ormai di casa per tante franchigie di football americano, ai calciatori che prima di ritirarsi hanno provato con successo a calciare anche qualche pallone ovale oltre oceano.

Passando per l’ultimo Super Bowl vinto dal proprietario dell’Arsenal e il sogno, per nulla segreto, di Harry Kane.

Come avrete capito, la puntata odierna di “FA – Football Addicted” è dedicata ai due volti del football.

Tottenham Hotspur Stadium, spogliatoio NFL. Football americano

Tottenham Hotspur Stadium, spogliatoio dedicato alla NFL. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

L.A. RAMS CAMPIONI. ORA TOCCA ALL’ARSENAL?

Usciti vittoriosi dal SoFi Stadium di Los Angeles, dopo aver battuto per 23 a 20 i Cincinnati Bengals, nella notte italiana tra domenica e lunedì i Los Angeles Rams si sono laureati campioni della NFL per la seconda volta nella loro storia.

Un successo cercato e costruito con sapienza e soldi (tanti!!!) dagli Arieti e che ha visto festeggiare un volto molto conosciuto non soltanto nel football d’oltreoceano, ma anche in quello d’oltremanica: Stanley Kroenke.

Oltre che essere il proprietario di maggioranza dei Rams dal 2010 (dopo essere entrato per la prima volta nel board societario nel 1995, quando deteneva solamente il 30% della franchigia, ndr), Kroenke dal 2018 è anche il proprietario unico dell’Arsenal (le prime quote societarie dei Gunners le acquistò nel 2007, diventando poi azionista di maggioranza nel 2011, ndr).

Uomo d’affari statunitense arricchitosi grazie alla costruzione di supermercati, ranches e strutture edilizie, Kroenke nel corso degli anni 2000 ha allargato sempre di più la propria presenza nel mondo dello sport, acquistando anche i Denver Nuggets in NBA, i Colorado Avalanche in NHL (con i quali ha vinto una Stanley Cup di hockey), i Colorado Mammoth nella National Lacrosse League e i Colorado Rapids in MLS. Oltre che fondando due team nel mondo degli eSports: i Los Angeles Gladiators nella Overwatch League e i Los Angeles Guerrillas nella Call of Duty League.

Un uomo di sport a 360° e al quale ora i tifosi dell’Arsenal chiedono a gran voce di riportare i Gunners ai vertici del calcio inglese, dopo averlo criticato molto nel corso degli anni.

Stan, così come il figlio Joshua, a Londra non sono mai riusciti a entrare nei cuori dei tifosi dell’Arsenal, i quali nel corso dell’ultimo decennio hanno invocato più volte un cambio di proprietà.

Soprattutto dopo i noti fatti che solamente pochi mesi fa avevano portato i Gunners a entrare e uscire rapidamente dal progetto Super League, scatenando le ire dei supporters.

A ciò va poi aggiunto il fatto che da quando la famiglia Kroenke ha preso possesso del club, l’Arsenal non è più riuscito a esprimersi a livelli d’eccellenza, restando quasi sempre escluso dalla corsa al titolo e dalla Champions League (l’ultima volta che i Gunners hanno lottato per la Premier League è stato nel 2016/17, anno in cui arrivarono secondi a -10 punti dal Leicester City di Claudio Ranieri, mentre l’ultima partecipazione alla massima competizione europea risale alla stagione successiva, ndr).

I grandi investimenti economici fatti dai Kroenke nell’ultima sessione di mercato estiva (la più costosa nella storia dell’Arsenal, ndr), sono però visti da alcuni come il primo passo verso la costruzione di un nuovo Arsenal che possa finalmente puntare in alto.

Un progetto sul modello di quello portato avanti negli ultimi anni con i Los Angeles Rams (ai quali Kroenke ha regalato anche un nuovo impianto da 5 miliardi di euro: il SoFi Stadium, ndr), tra analogie e differenze.

L’analogia. Un tecnico giovane, ma con esperienza come assistente di grandi allenatori in altre squadre: Sean McVay ai Rams, Mikel Arteta all’Arsenal.

La differenza. Acquisti costosi di giocatori già affermati e pronti a vincere in NFL da una parte (Odell Beckham Jr, Matthew Stafford, Von Miller, Sony Michel ai Rams, dove erano già presenti in rosa eccellenze come Copper Kupp e Aaron Donald), acquisti costosi di giocatori giovani e bisognosi di crescere in Premier League dall’altra (Ben White, Martin Odegaard, Aaron Ramsdale, Nicolas Pepe, Thomas Partney all’Arsenal).

Il risultato. I Rams hanno già vinto, l’Arsenal è ancora in costruzione.

Una crescita che nell’ultimo periodo non è ancora stata sufficiente ai Gunners per togliersi grandi soddisfazioni (sebbene non vada dimenticata la conquista della FA Cup nel 2020 e il raggiungimento della finale di Europa League l’anno prima), ma che ora i tifosi dell’Arsenal sperano possa portare presto alla conquista di una Premier League.

Tottenham Hotspur Stadium. Caschi NFL presenti nello store. 2019. Football americano

Tottenham Hotspur Stadium. Caschi NFL presenti nello store. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

L’AMBIZIONE DEL TOTTENHAM

Nella Londra calcistica, ad avere collegamenti diretti con la NFL non è però solamente l’Arsenal.

Da un paio d’anni c’è infatti un altro club di Premier League che ha stretto una partnership molto importante con la massima lega di football americano al mondo: il Tottenham Hotspur.

La costruzione del nuovo stadio degli Spurs è stata studiata fin dal principio anche per ospitare partite di NFL, tanto che al suo interno il palazzetto presenta un campo da football americano regolare e diverse aree dedicate.

Spazi che noi abbiamo avuto la possibilità di visitare in anteprima nell’estate del 2019 e dei quali possiamo confermarvi l’assoluta eccellenza.

Il campo da football è posizionato al di sotto di quello da calcio, il quale in 35 minuti può essere retratto e fatto scivolare in uno dei parcheggi presenti all’interno dello stadio.

C’è una sala stampa dedicata esclusivamente alla NFL, così come due spogliatoi studiati e creati appositamente per ospitare squadre di football americano.

Uno stadio multiuso e nel quale ora il Tottenham vorrebbe ospitare addirittura un Super Bowl.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il proprietario degli Spurs, Daniel Levy, avrebbe infatti intenzione di presentare alla NFL una proposta per poter ottenere l’organizzazione del Super Bowl 2026 in questa struttura.

Un sogno che, se dovesse realmente avverarsi, comporterebbe la disputa del primo Super Bowl della storia al di fuori del suolo degli Stati Uniti.

D’altronde il Tottenham ha già dimostrato di poter ospitare con successo partite di NFL, tanto da aver stipulato un accordo da oltre 54 milioni di euro con la lega statunitense e che permetterà agli Spurs di veder disputare sul proprio campo un paio di partite di football americano ogni anno per il prossimo decennio.

Dal 2007 durante la stagione regolare, diverse partite di NFL si giocano infatti a Londra – i così detti NFL London Games (appartenenti alle NFL International Series) – e lo stadio del Tottenham è solamente l’ultima venue a essere stata utilizzata.

Lo stadio di Wembley e quello di Twickenham sono gli altri teatri di questi incontri, che vedono spesso coinvolti i Jacksonville Jaguars, franchigia NFL posseduta da Shahid Khan, proprietario a sua volta anche del Fulham FC (altro uomo, dunque, di collegamento tra il mondo della NFL e quello del calcio inglese).

Tottenham Hotspur Stadium. Sala stampa dedicata alla NFL. 2019. Football americano

Tottenham Hotspur Stadium. Sala stampa dedicata alla NFL. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

IL SOGNO DI KANE

“Giocare un giorno in NFL sarebbe la realizzazione di un sogno per me. C’è ancora tanto tempo prima che succeda, ma tengo d’occhio questa possibilità”.

Parole di Harry Kane, capitano della Nazionale inglese e stella del Tottenham che nel corso della carriera non ha mai nascosto il proprio desiderio di confrontarsi un giorno con la NFL.

Maestro del football inglese, nel football americano vorrebbe infatti costruirsi una nuova carriera quando quella calcistica giungerà al termine.

Vuole farlo ovviamente nel ruolo di kicker, ovvero di quel giocatore il cui compito è quello di calciare i così detti field goals, dei tiri di precisione e potenza che possono essere paragonati – con flessibilità di veduta – a delle punizioni.

L’amore di Kane per la NFL è nato ammirando la figura di Tom Brady, leggendario quarterback in grado di conquistare sette Vince Lombardi Trophy (titoli NFL, ndr) con New England Patriots e Tampa Bay Buccaneers (Brady si è ritirato al termine di questa stagione, ndr).

199ª scelta al draft del 2000 (quindi molto tardi), Brady nel corso della sua carriera è riuscito forse ad affermarsi come il miglior quarterback di tutti i tempi.

Una storia che ha da subito affascinato Kane e che ha finito con l’alimentare il suo desiderio di NFL.

“Come per tutti gli sport, molto dipende dalla capacità di gestire la pressione. Anche nel football tutto può ridursi a un calcio dell’ultimo minuto. Credo che, se dovessi giocare mai in NFL, riuscirei a gestire la tensione”.

Pensiero che Kane ha ribadito lo scorso anno e che è condiviso anche da Christian Fuchs.

Vincitore di una Premier League e di una FA Cup con il Leicester City, l’ex difensore austriaco delle Foxes è infatti un altro calciatore che, come Kane, ha espresso più volte il proprio sogno di diventare un kicker NFL.

Kane e Fuchs non sono però gli unici due calciatori con un grande amore per il football americano. Fan dei Philadelphia Eagles, anche Eric Dier guarda sempre con attenzione cosa accade in NFL.

Una passione che il difensore del Tottenham condivide con la propria famiglia e in particolare con il cognato statunitense.

football americano NFL Houston vs Jacksonville a Wembley

Wembley Stadium, match NFL Houston Texans vs Jacksonville Jaguars, Nov. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

DA UN FOOTBALL ALL’ALTRO

Per quanto possa sembrare insolito, sono diversi i calciatori che nel corso dei decenni hanno intrapreso una carriera in NFL dopo averne conclusa una prima nel calcio.

Tra questi ci sono Toni Linhart, Toni Fritsch (unico austriaco vincitore di un Super Bowl, nel 1972 con i Dallas Cowboys), i fratelli Matt e Chris Bahr (vincitori di un paio di Super Bowl a testa rispettivamente con Pittsburgh Steelers/New York Giants e Oakland/Los Angeles Rams), Josh Lambo (attualmente in attività con i Jacksonville Jaguars) e Neil O’Donoghue.

Quest’ultimo è l’unico di questo sestetto ad aver partecipato a un campionato di football britannico, avendo militato per diversi anni nella League of Ireland. Americano nato a Dublino, O’Donoghue tra il 1971 e il 1978 ha infatti vestito le maglie di Shamrock Rovers, Drumcondra FC e Shelbourne, prima di diventare il kicker più alto nella storia della NFL nel 1977 (giocò con i Buffalo Bills, i Tampa Bay Buccaneers e i St. Louis Cardinals, ndr).

Menzione d’onore poi per Derek Smethurst. Attaccante di Chelsea e Millwall negli anni Settanta del Novecento, divenne un kicker dei Tampa Bay Buccaneers nel 1977. La sua carriera NFL durò però pochissimo, tanto che non giocò mai una gara ufficiale di regular season.

Caso analogo a quello di Tony Meola, storico portiere della Nazionale di calcio degli Stati Uniti nei Mondiali di Italia ’90 e USA ’94.

In Inghilterra Meola vestì le maglie di Brighton and Hove Albion e Watford in First Division. Negli USA quella dei New York Jets in NFL, venendo però escluso dalla squadra dopo sole tre partite di pre-season. Un’esperienza che però Meola non ha dimenticato.

“Penso che ciò che nel calcio si avvicini di più a un field goal NFL sia il quinto rigore che un giocatore si ritrova a tirare in una serie dagli undici metri. Quello che, se lo sbagli, hai perso”.

Altro calciatore che si è confrontato direttamente con il mondo del football americano è poi Horst Mühlmann, ex portiere di Schalke 04 e poi kicker NFL di Cincinnati Bengals e Philadelphia Eagles tra gli anni ’60 e ’70.

Così come Clive Allen, ex attaccante della Nazionale inglese, famoso per essere il calciatore ad aver giocato per più squadre nella città di Londra: Queens Park Rangers, Arsenal, Crystal Palace, Tottenham, Chelsea, West Ham United e Millwall.

Centravanti anche di Manchester City e Carlisle United, Allen nel 1997 si mise alla prova come kicker nei London Monarchs, squadra partecipante alla NFL Europe, campionato organizzato tra il 1991 e il 2007 dalla NFL in Europa per diffondere il football americano nel Vecchio Continente.

football americano NFL Houston vs Jacksonville a Wembley

Wembley Stadium, match NFL Houston Texans vs Jacksonville Jaguars, Nov. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

ALLENAMENTI DA PREMIER LEAGUE

Il rapporto tra il football inglese e quello americano negli anni è diventato sempre più profondo. Tanto che non è solamente più il calcio a guardare con ammirazione al football, bensì anche il contrario.

Diversi i giocatori della NFL che nel tempo hanno dichiarato di aver utilizzato le conoscenze apprese su un campo da calcio per migliorare le giocate da portare poi su quello da football americano.

Marcus Mariota, Jay Ajayi (grande tifoso dell’Arsenal, ndr), Wes Welker, DeAndre Hopkins, J.J. Watt, Chad Johnson, Andrew Luck, Dwight Freeney, Odell Beckham Jr., Ndamukong Suh, sono tutti giocatori con una passione per il calcio e che, praticando a livello giovanile o amatoriale questo sport, grazie al calcio hanno appreso nuove conoscenze che hanno riutilizzato poi in NFL.

Velocizzare il movimento dei piedi in una porzione ridotta di campo. Estendere la propria visione periferica per analizzare rapidamente cosa accade su tutto il perimetro di gioco. Sviluppare i cambi di passo, gli scatti.

Tecniche molto utili su entrambi i campi da football.

Oltre ai calciatori, a osservare con attenzione cosa accade nel mondo del calcio sono però anche gli staff tecnici delle diverse franchigie.

In particolare, Reggie Scott, capo allenatore per la parte atletica nei Los Angeles Rams di Kroenke.

Scott dalla Premier League ha copiato infatti veri modelli di allenamento, portando in NFL una nuova cultura per quanto riguarda il rapporto tra lavoro e riposo.

Esportando negli Stati Uniti quanto accade già da anni nei club di calcio inglese (e non solo), Scott ha iniziato a monitorare con strumenti all’avanguardia ogni singolo giocatore dei Rams nel corso degli allenamenti, potendo così capire come modificare il carico di lavoro per ogni atleta giorno dopo giorno.

Ciò è necessario per non sottoporre i giocatori a stress eccessivi (come avveniva invece spesso in passato), concedendo ai loro corpi il giusto riposo e i corretti tempi di recupero. Il fine è ovviamente quello di ridurre le possibilità di infortunio.

Un obiettivo che Scott ha centrato, se pensiamo che i Rams dal 2015 a oggi sono uno dei cinque teams (su 32 totali, ndr) con il minor numero di infortuni in NFL.

Un perfetto esempio di come un football possa influenzare l’altro.

Fonte: foto Pixabay con diritto Google Creative Commons

DAI MESSAGGI POLITICI ALLA TV

Oltre a ciò che accade in campo, e negli allenamenti, a unire Premier League e NFL sono anche alcuni messaggi politici.

Ormai da un paio di stagioni, prima di ogni partita i giocatori inglesi si inginocchiano in campo in onore del movimento Black Lives Matter, a difesa dei diritti dei neri nel mondo.

Un movimento di protesta nato proprio negli Stati Uniti e che ha visto in un quarterback NFL uno dei suoi primi portavoce silenziosi.

Ex stella dei San Francisco 49ers, Colin Kaepernick nell’agosto del 2016 prima del fischio d’inizio di una gara di pre-season tra i suoi 49ers e i Green Bay Packers si inginocchiò durante l’inno nazionale, suscitando scalpore.

Un gesto ripetuto poi più volte da Kaepernick nel corso delle gare successive, fino al suo allontanamento dalla NFL, dove nessuna franchigia ha più avuto il coraggio di integrarlo nel proprio roster.

Passando alla TV, a unire recentemente il mondo del football americano con quello inglese è stata la fortunata serie Ted Lasso.

Presentata nell’agosto del 2020 e vincitrice di diversi premi negli ultimi due anni, Ted Lasso è una commedia che parla di un coach di football americano che viene chiamato a Londra per allenare un club di Premier League in difficoltà.

Una storia divertente e ricca di spunti di riflessione, che gioca sapientemente e con ironia sulle differenze tra il mondo inglese e quello americano.

Il filo conduttore ovviamente è il football, nei suoi due volti.

Solamente l’ultima dimostrazione del forte link esistente tra queste due realtà, sinonimo di eccellenza nei rispettivi sport.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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CdM di Sci Alpino, il resoconto del weekend: Bassino trova la prima vittoria stagionale!

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Sci Alpino

Dopo le gare tecniche di Soldeu e di Bansko la carovana dello Sci Alpino si sposta in Svizzera – per le gare femminili – mentre a Kvitfjell (Norvegia) per le gare al maschile. Tuttavia il ricco weekend propone gare veloci con tre discese libere e due Super-G. Ad aprire i cancelletti sono state le donne, protagoniste sulla storica pista di Crans Montana. Esse hanno disputato la prima delle due discese in programma venerdì 16 febbraio. All’interno di questo pezzo vi proporremo un resoconto delle gare di questo fine settimana, partendo proprio dalla prima discesa libera in Svizzera.

SCI ALPINO, IL RESOCONTO DISCESA LIBERA FEMMINILE

Quella di venerdì 16 febbraio è la prima discesa senza la primatista della classifica di specialità. Difatti il brutto infortunio di Sofia Goggia non permetterà alla bergamasca di vincere la quinta coppetta almeno di clamorosi ribaltoni. Tuttavia nella gara sprint del venerdì la spunta la padrona di casa e dominatrice assoluta di queste ultime settimane: Lara Gut-Behrami. La sciatrice ticinese timbra la vittoria in 1.19.11, mettendosi alle spalle l’austriaca Huetter e la svizzera Flury ex aequo in seconda posizione a 21 centesimi dalla vittoria.

L’Italia parte bene nel weekend svizzero con ben tre atlete nelle prime 6, visto che Pirovano, Bassino e Brignone sono rispettivamente , , e . Ciò nonostante il rammarico per la vittoria c’è, visto che Brignone era in luce verde nell’ultima fotocellula: un’escursione fuori pista, però, gli ha negato la gioia del podio e, chissà, anche della vittoria. Per la vincitrice della gara si tratta del terzo successo consecutivo e il 44° della carriera. Complice, anche, l’infortunio di Mikaela Shiffrin la Gut si prende la leader della classifica di specialità dove comanda con 1314 punti.

SCI ALPINO, IL RESOCONTO DISCESA LIBERA FEMMINILE E MASCHILE

Sabato 17 febbraio giornata di grande spettacolo per le discipline veloci. Le donne stappano la giornata sul circolo bianco disputando la seconda discesa libera in Svizzera sulla pista di Crans Montana. Dopo il successo del venerdì, gli occhi sono puntati tutti su Lara Gut-Behrami, in cerca del suo 45° successo. A far la voce grossa, però, ci pensano le italiane: Marta Bassino e Federica Brignone conquistano una doppietta mettendosi alle spalle proprio la ticinese. Per la vincitrice – Bassino – si tratta della prima gioia stagionale, in una CdM in cui le difficoltà erano state parecchie. Difatti, l’ultima vittoria dell’atleta azzurra era arrivata nella stagione 2022/23, nello slalom gigante del Sestriere. Oltre alle già citate atleta della nazionale italiana, altro piazzamento importante è stato ottenuto da Laura Pirovano: la classe 99 si classifica quinta testimoniando l’ottimo feeling sulla pista svizzera.

Al termine del pendio, la Gut comanda ancora la classifica generale con 1374 punti e si prende, anche, la testa della coppa di specialità. A causa dell’infortunio della Goggia la ticinese la sopravanza ottenendo 369 punti a fronte dei 350 di Sofia.

 

Dopo le donne, il pendio del circolo bianco si sposta in Norvegia, dopo gli uomini disputano la penultima discesa della stagione. Tuttavia, prima della partenza, arrivano delle notizie non confortanti: Cyprien Sarrazin, dominatore assoluto della stagione, non prenderà parte alla corsa a seguito di un infortunio al polpaccio rimediato durante la prova nella giornata di venerdì. Il tutto spiana la strada a Marco Odermatt, il quale potrebbe vincere la classifica di specialità vincendo la gara.

Tuttavia a Kvitfjell, nell’Olympiabakken, vince a sorpresa lo svizzero Hintermann (già vincitore nel 2022) che precede l’austriaco Kriechmayr di appena 8 centesimi e il canadese Alexander di 19. Per l’Italia un bilancio non positivo con Bosca, 11°, e primo della spedizione azzurra. Per Paris, invece, una gara condizionata da una scivolata che ne ha compromesso il podio ma, anche, la vittoria. Così, resta tutto aperto per la gara del 24 marzo a Saalbach: in Austria, nella quattro giorni delle finali di CdM, che chiude la stagione, lo svizzero si presenterà con 46 punti di vantaggio sul francese Sarrazin. Tuttavia saranno proprio loro due a giocarsi la vittoria di specialità in questa stagione. Ricordiamo, inoltre, che nelle finali di Saalbach – in discesa – saranno al cancelletto di partenza Guglielmo Bosca, Paris, Schieder e Casse. Rimane fuori, invece, Christof Innerhofer che non rientra nei migliori 25 della specialità.

SCI ALPINO, IL RESOCONTO SUPER-G FEMMINILE E MASCHILE

Domenica 18 febbraio si chiude la tre giorni di CdM con due Super-G: le donne chiudono il weekend di Crans Montana, mentre gli uomini scendono per l’ultima volta a Kvitfjell. Nella pista svizzera trionfa l’austriaca Stephanie Venier che precede di soli 4 centesimi Federica Brignone e di 15 Marta Bassino. Per la vincitrice si tratta della terza vittoria della carriera e della 2ª stagionale dopo la discesa libera di Cortina; tuttavia, è anche il primo trionfo in Super-G. La spedizione azzurra, comunque, chiude questa tappa con un bilancio molto positivo, con una duplice doppietta. La Brignone, con questo doppio secondo posto, va al 70° podio in carriera, la Bassino, invece, il 30°.

La delusione di oggi è, invece, la Gut-Behrami che chiude al sesto posto. Ciò nonostante, tiene la testa della classifica generale comandando con 1414 punti: con questo bottino è avviata alla vittoria finale. Per lei significherebbe il secondo trofeo globale dopo quello ottenuto nella stagione 2015/16. Nella classifica di specialità, invece, la stessa svizzera deve guardarsi alle spalle da Cornelia Huetter – seconda – e Brignone terza. Tuttavia mancano ancora quattro supergiganti e il tutto si deciderà alla battute finali: prossima settimana ne andranno in scena due – il 24 e 25 febbraio – in Val di Fassa.

Gli uomini jet, invece, scendevano nel pendio della Olympiabakken di Kvitfjell per disputare il sesto Super-G della stagione. Dopo una gara al filo dei centesimi la spunta l’austriaco Kriechmayr che si mette alle spalle Read e Odermatt con Paris. Proprio quest’ultimo agguanta un podio importante per la fiducia personale. Il vincitore ottiene la seconda vittoria stagionale dopo il Super-G della Val Gardena e, inoltre, il terzo podio stagionale. Oltre modo con i 100 punti di oggi accorcia nella classifica di specialità salendo al secondo posto con 369 punti: sembra inarrivabile il primatista mondiale Odermatt a 450 punti. Anche l’Italia al maschile chiude un ottimo weekend con Bosca e Zazzi ex aequo in sesta posizione; Casse, invece, chiude in 11ª. Adesso, la carovana maschile si sposta negli Stati Uniti: prima a Palisades Tahoe e poi ad Aspen.

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Mondiali Nuoto, il resoconto della sesta giornata: Zazzeri e Deplano fuori dalla finale dei 50 sl

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Mondiali nuoto Doha

MONDIALI DI NUOTO 2024: IL RESOCONTO SESTA GIORNATA – Le luci si accendono, tutto è pronto all’Aspire Dome di Doha per la sesta giornata del Mondiale di Nuoto 2024. Dopo la fase eliminatoria di questa mattina, il turno pomeridiano odierno è traboccante di appuntamenti. Nella fattispecie, sono nove le gare in agenda, tra cui cinque finali e quattro semifinali. Lo show, dunque, è assodato; non latitano, però, oltre a conferme e dimostrazioni di forza, anche alcune sorprese.

Per l’Italia il bilancio è tutt’altro che positivo: a pesare, soprattutto, l’eliminazione di Lorenzo Zazzeri e Leonardo Deplano nei 50 stile libero. Vediamo, pertanto, il resoconto della sesta giornata di manifestazione.

 MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 100 STILE LIBERO DONNE: STENBERGER D’ORO, SECONDA HAUGHEY

A ventiquattro ore di distanza dal trionfo di Pan Zhanle, è tempo nuovamente di finale dei 100 stile libero. Stavolta, però, a scendere in vasca non sono gli uomini, bensì le donne. E, tra le varie gare previste quest’oggi, non poteva esserci partenza migliore. In merito a ciò, nella “Gara Regina” le emozioni sono state innumerevoli e, al tocco finale della piastra, si è registrato anche un inopinato colpo di scena. A trionfare, infatti, è Marrit Steenbergen che, con una rimonta nella seconda metà di gara, batte Haughey e vince il titolo iridato in 52″26. La nuotatrice originaria di Hong Kong, reduce dalla medaglia d’oro nei 200 metri sl e dal bronzo nei 100 rana, chiude al secondo posto con il tempo di 52″56. In terza posizione l’australiana Shayna Jack (52″83), mentre Kate Douglass è quarta in 53″02.

Per l’olandese Steenbergen si tratta del primo successo mondiale in carriera. Prima di adesso, considerando i 100 sl, nel palmarès dell’atleta 24enne figuravano solo il bronzo a Fukuoka 2023 e l’oro agli Europei di Roma nel 2022. A partire da oggi, verrà aggiunto anche il metallo più prezioso conquistato a Doha.

FINALE 200 RANA DONNE: TRIONFA SCHOUTEN, ARGENTO DOUGLASS

Altro giro e seconda finale di giornata, sempre al femminile. Dopo i 100 sl, ecco l’ultimo atto dei 200 rana. Una gara in cui, a spiccare, al netto dell’assenza della campionessa in carica Tatiana Schoenmaker, sono le conferme (anzi, i miglioramenti) delle atlete premiate in Giappone la scorsa estate. E, di conseguenza, in questa edizione dei mondiali, sul podio non sono mancati sovvertimenti di posizione. Ne sa qualcosa Tes Schouten che, dal bronzo nipponico in 2’21″63, è avanzata all’oro qatariota con annessi, rilevanti, accrescimenti di crono. L’olandese si è aggiudicata la vittoria con 2’19″81, stabilendo inoltre il nuovo primato nazionale.

L’argento è degli USA con Kate Douglass, seconda in 2’20″91. Per il bronzo è bagarre, ma, ad avere la meglio, ci ha pensato Sydney Pickrem. Con 2’22″94, la canadese ottiene la terza posizione e torna, a distanza di cinque anni, sul podio iridato. Niente da fare, invece, per Alina Zmuskha e Mona McSharry, le quali si classificano rispettivamente quarta (2’24″44) e quinta (2’24″89).

MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 200 DORSO UOMINI: HUGO GONZALEZ C’È ED È ORO!

Le sorprese, nell’impianto natatorio dell’Aspire Academy, sono tutt’altro che terminate. La finale dei 200 dorso uomini, in tal senso, effigia un lapalissiano manifesto. A vincere la distanza lunga della specialità con il volto rivolto verso l’alto, infatti, è Hugo Gonzalez in 1’55″39. Lo spagnolo è una novità dei Giochi Acquatici di Doha e, in seguito all’argento maturato nei 100, ottiene anche la medaglia d’oro. Un successo arrivato in coda a una prestazione gestita alla perfezione. Rimasto a contatto con il gruppo di testa nella prima parte, Gonzalez snocciola quindi una progressione negli ultimi cinquanta metri che gli permette di prevalere, con un vantaggio di dieci centesimi, sulla concorrenza.

Al secondo posto, con il crono fermo a 1’55″49, Roman Mityukov, mentre per il prodigioso talento sudafricano Pieter Coetze (1’55″99) la medaglia è di bronzo. Seguono, sotto lo scranno dei medagliati, Jack Aikins (1’56″21), Junho Lee (1’56″38) e il greco Apostols Siskos con 1’56″64.

MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 200 RANA UOMINI: CHE RIMONTA DI DONG!

Il trono dei 200 rana cambia padrone ma rimane in Cina. Da Qin Haiyang, vincitore a Fukuoka e detentore del record del mondo, il testimone va a Zihaho Dong, il “nuovo che avanza” nella nazionale del Dragone. Il classe 2005 si è reso autore di una gara folle, iniziata nelle retrovie e culminata però con il trionfo in 2’07″94, precedendo di 30 centesimi Caspar Corbeau (2’08″24). Il terzo posto va invece a Nick Fink con 2’08″85.

Nei primi 100 metri il ranista orientale era transitato in sesta posizione, mentre al termine della terza vasca il ritardo accusato rispetto a Corbeau ammontava a 1″59. Agli occhi di molti appassionati, la distanza sarebbe potuta essere irredimibile, ma non per la spensieratezza di Dong che, nell’ultimo cinquanta, piazza 32″2. E, oltre a ricucire lo svantaggio, riesce addirittura a ottenere la vittoria.

 MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 4×200 SL UOMINI: AZZURRI QUINTI

L’ultima finale della giornata è la staffetta 4×200 stile libero maschile. Nel corso delle batterie della mattina, l’Italia si è assicurata il terzo tempo di qualificazione, alle spalle di Cina e Corea del Sud. In vista del pomeriggio, i tecnici della Nazionale hanno optato per alcune modifiche: al posto di Marco De Tullio, nella terza frazione c’è Matteo Ciampi.

Ad inaugurare la staffetta ci pensa Filippo Megli con un convincente 1’46″82. Un crono confermato anche dal secondo frazionista, Alessandro Ragaini (1’46″76), che porta gli azzurri in quinta posizione. Dunque, adesso, è il turno di Matteo Ciampi. Il livornese è volitivo di fare bene e parte subito forte (passaggio ai 100 in 50″89), sugellando poi  1’46″09. Chiude Stefano Di Cola, il quale nuota 1’47″33. L’Italia è fuori dal gioco per le medaglie e finisce al quinto posto con 7’00″00.

Vince la staffetta la Cina (7’01″84), guidata da Xinjie Ji, Haoyu Wang, Pan Zhanle (1’43″90) e Zhang Zhanshuo. Argento per la Corea del Sud di Hwang Sunwoo (1’43″76) e bronzo per gli USA.

MONDIALI DI NUOTO 2024, RESOCONTO SEMIFINALI: OUT ZAZZERI E DEPLANO NEI 50 STILE LIBERO

Nella sesta giornata dei Mondiali di Nuoto sono andate in scena quattro semifinali. Ad aprire le danze i 100 farfalla uomini con Gianmarco Sansone a rappresentare i colori italiani. Il toscano, al debutto internazionale, fa 52″15 e termina quattordicesimo. Sfuma, dunque, il sogno finale, ma per il nuotatore dell’Esseci rimane una esperienza indelebile: “È stata una semifinale bellissima, un’emozione indescrivibile. Per me è stato un onore gareggiare con campioni di questo calibro “, ha dichiarato a Rai Sport HD. Il miglior crono, invece, è stato registrato da Diogo Matos Ribeiro (51″30), che domani nuoterà in corsia quattro. Al suo fianco, il polacco Jakub Majerski (51″33) e l’austriaco Simon Bucher (51″39).

Nei 200 dorso donne, la favorita è Claire Curzan. La statunitense, dopo la vittoria dei 50 e 100, è alla ricerca del titolo anche nella distanza lunga. A fronteggiare, la 19enne di Cary (oggi 2’07″01) dovrebbero essere, con ogni probabilità, Jaclyn Barclay  e Eszter Szabo-Felthoty.

In casa Italia, le notizie negative arrivano soprattutto con le semifinali dei 50 stile libero. In virtù di pochi centesimi, Lorenzo Zazzeri (21″80) e Leonardo Deplano (21″81) mancano l’accesso alla finale mondiale. L’ultimo tempo, valevole la presenza nei primi otto velocisti, è di Michael Andrew con 21″77. D’altro canto, il primatista in carica Cameron McEvoy troneggia in 21″23, poi Bukhov (21″38) e Benjamin Proud (21″54). Da non sottovalutare, inoltre, lo svedese Seeliger (21″67) e il greco Gkolomeev (21″72).

Nei 50 farfalla donne Sarah Sjostrom è candidata alla vittoria.  La svedese, alla soglia ormai dei trenta anni, ha nuotato in controllo 25″08.  Non sembrano esserci molte probabilità per le inseguitrici, capeggiate da Melanie Henique (25″27) e Farida Osman (25″80).

Fonte immagine in evidenza Mondiale Nuoto: Sito World Acquatics 

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Mondiali di nuoto, il resoconto della quinta giornata: Miressi d’argento, Razzetti ancora a podio

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Mondiali nuoto Doha

L’Aspire Dome di Doha abbassa i riflettori sulla quinta giornata dei Mondiali di nuoto in vasca lunga. Gli atleti, dopo le batterie del mattino, riscendono sul piano vasca per affrontare le semifinali e finali del pomeriggio. Il pacchetto di gare è ricco e vedrà l’Italia protagonista: su tutti Alessandro Miressi nella gara regina – i 100 sl – e Alberto Razzetti nei 200 misti. Proprio quest’ultimo, dopo l’argento nei 200 delfino di ieri, va a caccia della seconda medaglia ad una rassegna iridata.

Prima di osservare e proporvi un breve resoconto della gare pomeridiane, un omaggio va fatto anche all’Italia della pallanuoto. Il Settebello di Sandro Campagna ha sconfitto la Spagna e andrà a giocarsi il metallo più pregiato contro la Croazia o la Francia. La nostra Nazionale ha rivendicato la sconfitta subita lo scorso gennaio agli Europei, quando perse per 7-4.

Tra i marcatori azzurri, 2 gol a testa per Di Fulvio, Fondelli (2 rigori) e Condemi. Una rete per Bruni e Velotto. Tuttavia, in tre delle ultime quattro edizioni dei Mondiali, l’Italia della pallanuoto è sicuro a medaglia. Le recenti sono arrivate nel 2019 – con l’oro – e nel 2022 con l’argento.

RESOCONTO FINALE 200 FARFALLA DONNE 

La prima gara della quinta giornata dei Mondiali la aprono le donne, scendendo in vasca per i 200 farfalla. Nell’ultima edizione, a Fukuoka 2023, ha trionfato la canadese Summer McIntosh con il tempo di 2.04.06. Qui, a Doha, è assente e tutto ciò dà la possibilità a molte atlete di ottenere la medaglia iridata. La prima ad entrare è Lana Pudar, campionessa europea in carica; seguono Boglarka Kapas campionessa nel 2019. Le ultime due corsie sono occupate da Rachel Klinker e Helena Bach che entra con il miglior tempo.

Ad avere la meglio, però, dopo quattro vasche è l’inglese Laura Stephens che brucia tutte le avversarie chiudendo in 2.07.35. Il podio viene chiuso dalla Bach e dalla bosniaca Pudar, alla sua prima medaglia ai Mondiali.

RESOCONTO FINALE 100 SL UOMINI

La gara di tutte le gare: i 100 stile libero. Si disputa come seconda della quinta giornata e vede l’Italia protagonista con Alessandro Miressi. L’italiano entra in corsia 5, fiancheggiando il favorito numero uno Zhanle Pan autore del neo record del mondo. Tra gli altri aspiranti Matthew Richards – campione in carica dei 200 e oro all’Olimpiade in staffetta – il cinese Wang, mina vagante, e il coreano Hwang che dopo i 200 stile libero va a caccia del podio.

Al termine della gara trionfa Zhanle Pan che timbra la vittoria in 47.53. L’Italia c’è e Miressi è argento dopo una vasca di ritorno semplicemente straordinaria. L’atleta azzurro si mette alle spalle l’ungherese Nandor Nemeth, terzo all’arrivo.

Così l’Italia, dopo ben 17 anni, torna sul podio della gara regina. Tuttavia, Miressi, è il terzo italiano di sempre a salire sul podio in questa gara. Prima di lui solamente Filippo Magnini e Giorgio Lamberti erano riusciti nell’impresa: il primo con due ori ai Mondiali, uno a Montreal nel 2005 e l’altro a Melbourne nel 2007. Il secondo, invece, a Perth in Australia nel 1991.

RESOCONTO FINALE 50 DORSO DONNE 

La terza gara pomeridiana è quella più aperta visto che cambia padrona dal 2011. Kira Toussaint, Ingrid Wilm, Claire Curzan, e Lauren Cox si giocano le medaglie con Iona Anderson giovane novità e netta favorita. Al termine della vasca secca, però, la spunta la statunitense Curzan che chiude in 27.43 precedendo l’australiana Anderson e la canadese Wilm. Tuttavia la gara sprint di dorso ha dell’incredibile, visto che il podio è uguale a quello dei 100. Per Curzan, quinid, una doppietta nelle gare di dorso.

RESOCONTO FINALE 200 MISTI UOMINI 

La penultima gara sono i 200 misti al maschile. Tra i pretendenti al podio troviamo: Alberto Razzetti – già argento nei 200 delfinoDaiya Setocampione a GwangjuDuncan Scottargento olimpico e mondiale in carica Shaine Casas sorpresa in vasca lunga e poi Carson Foster, a Budapest 2022 argento. Dopo quattro vasche al cardiopalma, sorprende tutti il canadese Finlay Knox, che si mette alle spalle lo statunitense Foster e l’azzurro Alberto Razzetti.

Così come per i 100 stile libero, l’Italia conquista una medaglia storica nei 200 misti. Difatti dopo 21 anni – da Barcellona 2003 – la nostra nazionale sale sul podio in questa specialità. In quell’occasione Massimiliano Rosolino ottenne anche il terzo gradino del podio. Tuttavia, lo stesso, è ancora l’unico ad aver vinto in questa specialità: erano i Mondiali di Fukuoka del 2001.

RESOCONTO FINALE 4×200 SL DONNE 

Ultima gara della giornata, valida per assegnare le medaglie, è la staffetta 4×200 sl al femminile. L’Italia è assente, ma le nostre ragazze hanno ottenuto lo stesso il pass per le Olimpiadi di Parigi. La gara è stata aperta fino alle ultime due vasche, finché la Cina non ha aperto il gas con la terza frazione grazie a Bingjie Li. La nazionale del dragone trionfa in 7.47.26 precedendo la Gran Bretagna e l’Australia. Proprio quest’ultima viene scalzata dal gradino più alto del podio dopo l’oro a Fukuoka 2023.

Con quest’ultima gara si chiude la quinta giornata dei Mondiali. L’appuntamento è per domani alle ore 17.00 quando all’Aspire Dome di Doha si scende sul piano vasca per disputare cinque finali e quattro semifinali.

RESOCONTO SEMIFINALI 

Oltre alle gare che assegnano le medaglie, nel pomeriggio si disputano le semifinali che decretano l’ingresso in vasca dei migliori otto nelle finali del giorno dopo. La prima semifinale è stata quella dei 100 stile libero al femminile: nessuna sorpresa con Steenbergen e Haughey che andranno a giocarsi l’oro nella gara di domani.

Gli uomini, invece, scendono in vasca per i 200 rana. Al termine delle due semifinali la spunta l’americano Jake Foster che entrerà in vasca con il miglior tempo: 2.08.78. Lo seguono i migliori della specialità come Fink, Corbeau e Kamminga. Occhio, però, alla sorpresa Zhihao Dong, che entrerà con il secondo tempo.

La penultima semifinale del pomeriggio è quella che vede i 200 rana, stavolta al femminile. Tra le azzurre cercava la qualificazione alle migliori otto Francesca Fangio che però non entra in finale. Tra le pretendenti alle medaglia ci sono l’olandese Tes Schouten, già argento nei 100, e Kate Douglass, argento a Fukuoka 2023.

Ultima semifinale di giornata è quella dei 200 dorso. L’Italia è assente a causa dell’eliminazione di Lorenzo Mora nelle batterie della mattina. Tra i migliori otto di specialità ci sono sorprese, ma il favorito numero uno Mityukov entrerà in vasca con il quinto tempo.

Fonte immagine in evidenza Mondiali Nuoto: sito ufficiale World Aquatics 

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Mondiali Nuoto, il resoconto della quarta giornata: quante medaglie per l’Italia!

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nuoto

MONDIALI NUOTO RESOCONTO QUARTA GIORNATA – Dopo le fasi eliminatorie di questa mattina, i Mondiali di Nuoto entrano nel vivo con le finali e semifinali della quarta giornata. All’Aspire Dome di Doha, il programma odierno del pomeriggio è traboccante di appuntamenti: l’agenda, infatti, prevede cinque finali e quattro semifinali. Nove, dunque, le gare in totale con sette atleti azzurri al via, oltre alla staffetta 4×100 medley relay che chiuderà il sipario di giornata.

Per l’Italia il bilancio è positivo e fa sorridere anche il medagliere. Nuove medaglie, infatti, si aggiungono al palmarès dei Giochi acquatici: bronzo per Paltrinieri negli 800 stile libero, Martinenghi e Razzetti vincono l’argento nei 100 rana e 200 delfino.

MONDIALI NUOTO, FINALE 800 STILE LIBERO UOMINI: VINCE WIFFEN, BRONZO PALTRINIERI

Ad aprire le danze nel pomeriggio della quarta giornata del Mondiale 2024 è la finale degli 800 stile libero uomini. Una gara in cui, a spiccare, al netto della rilevanza dell’evento, sono le assenze illustri. Alla rassegna qatariota non hanno partecipato Robert Finke e Samuel Short, rispettivamente bronzo e argento iridati a Fukuoka 2023. D’altro canto, il campione in carica, il tunisino Ahmed Hafnaoui, a Doha è sceso in vasca ma è stato eliminato nelle batterie. Cambiano, dunque, gli interpreti e, di conseguenza, aumentano le possibilità di medaglia per gli outsider.

E, in merito a ciò, è bravo a cogliere l’opportunità Daniel Wiffen. L’irlandese, detentore del record del mondo in vasca corta, si conferma anche in lunga trionfando con il crono di 7’40″94. Secondo posto per l’australiano Elijah Winnington (7’42″95), mentre in terza posizione – a tre centesimi- c’è l’Italia con Paltrinieri. 7’42″98, invece, è il tempo del 29enne carpigiano, autore di una splendida gara votata all’attacco sin dalle prime battute. Per Greg si tratta della sedicesima medaglia mondiale in carriera, considerando anche le competizioni in acque libere. Rimane fuori dal podio l’altro azzurro Luca De Tullio che, alla prima finale internazionale, termina settimo in 7’49″97.

FINALE 200 STILE LIBERO DONNE: DOMINA HAUGHEY

La regina dei 200 stile libero donne è Siobhan Bernadette Haughey. La nuotatrice di Hong Kong, dopo il bronzo ottenuto ieri nei 100 rana, vince finalmente il metallo più prezioso e conquista la prima medaglia d’oro mondiale. La 21enne troneggia dai metri iniziali e, dopo un passaggio a metà gara in 55’12, tocca al primo posto in 1’54″89. Una prestazione superlativa per un’atleta prodigiosa destinata a scrivere pagine di storia del nuoto globale. L’argento va alla Nuova Zelanda con Erika Fairweather: la campionessa dei 400 sl sigla il crono di 1’55″77. L’australiana Brianna Throssell (1’56″00), invece, sconfigge nel rush conclusivo Barbara Seemanova (1’56″13) aggiudicandosi così la terza posizione. La cinese Yanhan Ai, decima in semifinale e ripescata in seguito alla rinuncia della connazionale Bingjie Li, finisce ottava (1’57″53), alle spalle di De Oliveira, Padar e Shayna Jack.

FINALE 200 FARFALLA MASCHILE: ARGENTO RAZZETTI

Altra finale e l’Italia risponde nuovamente presente. La selezione azzurra atterrata in Qatar è volitiva di fare bene e, oggi pomeriggio, è arrivata un’ulteriore conferma. Dopo il bronzo in apertura di giornata di Gregorio Paltrinieri, ecco anche l’argento: a conquistarlo Alberto Razzetti nei 200 farfalla. Il genovese, qualificatosi in finale con il miglior piazzamento, nuota in corsia quattro e conduce una gara, a larghi tratti, connotata dal duello con Tomoru Honda. Alla fine, però, è il giapponese a spuntarla in 1’53″88. Razzetti, sebbene un calo negli ultimi 25 metri, mantiene comunque il secondo posto con 1’54″96, un tempo non distante dal record italiano di Federico Burdisso (1’54″28).

Medaglia di bronzo per un sorprendente Martin Espernberger che, con il riferimento cronometrico di 1’55″16, regala la prima medaglia in terra qatariana all’Austria.

FINALE 50 RANA: ORO AUSTRALIA, MARTINENGHI D’ARGENTO

Le sorprese non sono terminate. E Sam Williamson ne sa qualcosa. L’australiano vince in rimonta la finale dei 50 rana maschili in 26″32 e stabilisce il nuovo primato oceanico. Una gara, quella del talento di Melbourne, edificata, dopo una partenza tutt’altro che idilliaca, su una costante e proficua progressione culminata con il trionfo, a discapito di Martinenghi. L’azzurro ottiene, tuttavia, l’argento in 26″39 bissando così il risultato ottenuto lunedì nei 100. Per il talentuoso varesino, cresciuto alla corte del Nuoto Club Brebbia, è la sesta medaglia iridata. A chiudere il podio lo statunitense Nik Fink (26″49), mentre il pluripremiato e detentore del WR, Adam Peaty, è quarto in 26″77. Il britannico, reduce da alcuni anni trascorsi nella depressione, non riesce nella missione di ottenere lo scranno di miglior ranista del pianeta. Simone Cerasuolo, invece, conclude al sesto posto (26″93), piazzandosi dietro al tedesco Lucas Matzerath (26″80).

FINALE 4×100 MEDLEY RELAY: TITOLO USA, ITALIA SESTA

L’ultima finale della giornata non è una gara individuale, bensì la staffetta 4×100 metri misti. Nel corso delle batterie della mattina, l’Italia si è assicurata, in virtù della squalifica dei Paesi Bassi, l’ottavo tempo di accesso alla finale. Il tecnico della nazionale per il pomeriggio ha optato per una variazione: al posto di Viberti, nella frazione a rana c’è Martinenghi. L’Italia, dunque, partirà dalla corsia otto.  Al centro della vasca, le favorite USA, Australia e Gran Bretagna. Ad inaugurare la staffetta ci pensa Lamberti a dorso (54″48), con Martinenghi che, al termine di una super prestazione a rana da 58″21, porta gli azzurri in seconda posizione. La delfinista D’Innocenzo subisce però la rimonta e sigla un deludente 1’00″22, mentre la stileliberista Chiara Tarantino fa 54″38.  L’Italia è fuori dal gioco per le medaglie e finisce in sesta posizione in 3’47″29.

Vincono la staffetta gli Stati Uniti, sospinti da Armstrong (53″07), Fink (58″27), Curzan (56″54) e Douglass (52″34). Argento per l’Australia e bronzo per la Gran Bretagna.

RESOCONTO SEMIFINALI: MIRESSI C’É, OK RAZZETTI

La quarta giornata dei Mondiali di nuoto di Doha è stata teatro, inoltre, di quattro semifinali. A scendere in vasca per primi, in ordine cronologico, sono stati i 100 sl uomini. Nei primi otto “Califfi della velocità” mondiale, che domani lotteranno per il titolo, c’è anche Alessandro Miressi. Il torinese, campione italiano della distanza, ha vinto la prima semifinale in 47″88, precedendo il coreano Sunwoo Hwang (47″93) e il britannico Matthew Richards (48″22). Il più veloce delle semifinali, invece, è Zhanle Pan. Il cinese, autore del record del mondo durante la staffetta 4×100 stile libero di domenica scorsa, ha nuotato in controllo totale 47″73. Nella finale (in programma domani alle ore 17:21 italiane) ci saranno anche Nemeth, Wang, Barna e Matt King. Eliminato, invece, Manuel Frigo, il quale però ha conseguito il pass olimpico in vista dei Giochi di Parigi.

Nei 50 dorso femminili, signoreggia Iona Andersson con il miglior crono (27″51). Seguono Lauren Cox (27″55) e l’enfant-prodige Claire Curzan in 27″65.  Niente da fare per Costanza Cocconcelli: la nuotatrice delle Fiamme Gialle (28″14) è la prima delle escluse (insieme a De Waart) a causa di un centesimo di svantaggio da Kira Toussaint (28″13).

I 200 delfino donne dovrebbero rivelarsi una bagarre aperta a qualsiasi risultato. La favorita è la danese Helena Rosendahl Bach, vincitrice tra l’altro delle semifinali in 2’07″45. Da non sottovalutare, tuttavia, Rachel Klinker e Laura Stephens, pronte all’inopinato colpaccio.

Alberto Razzetti raggiunge l’ultimo atto nei 200 misti. Reduce dall’argento nei 200 farfalla, il “Razzo” torna subito in acqua e firma il quinto tempo con 1’58″21. Comandano la graduatoria la diade americana costituita da Carson Foster (1’57″13) e Shaine Casas (1″57″62). In corsia tre, invece, ci sarà Duncan Scott.

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