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FA – Football Addicted #25! “Un Senegal all’inglese ha trionfato in Coppa d’Africa”

FA – Football Addicted #25! “Un Senegal all’inglese ha trionfato in Coppa d’Africa”

QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DEL SENEGAL, FRESCO VINCITORE DELLA COPPA D’AFRICA: QUANTI “INGLESI” PROTAGONISTI IN CAMPO!

Battendo l’Egitto allo stadio Paul Biya di Yaoundé, in Camerun, domenica 6 febbraio 2022, il Senegal ha vinto per la prima volta la Coppa d’Africa.

Un trionfo storico per i Leoni della Teranga, quindicesimi vincitori diversi in trentatré edizioni del torneo, dal 1957 a oggi.

Ribattezzata da molti come la finale a forti tinte Liverpool, tra il Senegal di Sadio Mané e l’Egitto di Mohamed Salah – due massime stelle del calcio africano attualmente in attività –, l’ultimo atto della Coppa d’Africa 2022 ha visto in campo numerosi protagonisti del calcio inglese.

L’Egitto, oltre al già citato Salah, ha schierato Mohamed Elneny (centrocampista dell’Arsenal) e Trezeguet (attaccante dell’Aston Villa).

Il Senegal, al fianco di Mané, ha invece posto Edouard Mendy (portiere del Chelsea), Nampalys Mendy (centrocampista del Leicester City), Cheikhou Kouyaté (centrocampista del Crystal Palace) e Ismaila Sarr (attaccante del Watford). Presente in panchina anche Seny Dieng (portiere dei Queens Park Rangers).

Ben 8 giocatori (+ 1). Una vera e propria finale all’inglese, dunque, soprattutto se ci soffermiamo ad analizzare il Senegal campione.

Proprio quello che faremo in questo nuova puntata di “FA – Football Addicted”.

PRIMA COPPA D’AFRICA PER IL SENEGAL

Vincitore per 4-2 ai calci di rigore, dopo che i 90’ di regolamentari più i 30’ di supplementari erano terminati 0-0, il Senegal ha trionfato in questa Coppa d’Africa grazie soprattutto alla spinta dei suoi giocatori “inglesi”.

Da Mané a Sarr, da Kouyaté a Dieng, passando per i due Mendy. Tutti e sei i calciatori provenienti da clubs britannici hanno lasciato il proprio segno nel successo dei Leoni della Teranga, consentendo così alla Nazionale di Aliou Cissé di alzare una coppa che il Senegal aveva solamente sfiorato nel 2019, quando cadde in finale contro l’Algeria.

5 dei 9 goals totali segnati dai vincitori del torneo sono stati infatti realizzati da questo gruppo di giocatori, a cui vanno poi aggiunte le numerose parate messe a referto dai due portieri.

Analizziamo allora, personaggio per personaggio, i profili di questi sei campioni, pronti ora a portare il racconto del proprio trionfo fino in Inghilterra.

SADIO MANÉ

Non possiamo che partire da Sadio Mané, la stella indiscussa della Nazionale senegalese. Giocatore che non ha certo bisogno di presentazioni.

In questa Coppa d’Africa il numero 10 del Liverpool è stato il perno intorno al quale ha ruotato tutta la squadra.

In campo in tutte e sette le partite disputate dal Senegal nel torneo, per un totale di 640’, Mané ha realizzato 3 goals (contro Zimbabwe, Capo Verde e Burkina Faso), ai quali ha poi aggiunto il rigore in finale contro l’Egitto.

Ha aperto e chiuso le marcature della sua Nazionale.

Suo, infatti, il goal partita del Senegal nel primo match del Girone B, così come sempre suo l’ultimo decisivo calcio dal dischetto nella finale di domenica scorsa.

Nel mezzo anche due assists e un rigore fallito in finale, quando al 7’ il portiere dell’Egitto, Mohamed Abougabal Gabaski, si è opposto con successo a un suo tiro potente, ma centrale, dagli undici metri.

“È il giorno più bello della mia vita. Ho vinto la Champions League e tanti altri trofei in carriera, ma questo è il più speciale. È il più importante per me”.

Con queste parole Mané ha celebrato il successo del suo Senegal, accogliendo poi tra le proprie braccia anche il premio di “Miglior Giocatore” del torneo.

Una giornata indimenticabile per il campione del Liverpool, consapevole di aver raggiunto l’apice della propria carriera.

Champions League, Supercoppa europea, Mondiale per Club, Premier League. E ora anche Coppa d’Africa.

Mané negli ultimi tre anni ha conquistato tutti i trofei più importanti, coronando un sogno che aveva fin da ragazzino.

Nato a Bambali, cittadina molto povera del Senegal, a 15 anni portò a termine un viaggio di oltre 800 chilometri per raggiungere la città di Dakar e dare inizio a una carriera da calciatore.

Lo fece, vestendo la maglia dell’AS Generation Foot e passando poi in Francia, al Metz (squadra gemellata proprio con l’AS Generation Foot, ndr), prima di volare in Austria, al Salisburgo, e in Inghilterra, prima al Southampton e poi al Liverpool.

La povertà che ha vissuto da giovane gli ha insegnato a lottare. La scomparsa del padre quando aveva solo sette anni, a crescere più rapidamente e ad accrescere il legame con la propria terra.

Un legame profondo che Mané continua ad alimentare ancora oggi.

Dopo essere diventato un calciatore tra i più forti al mondo, Mané alla sua Bambali ha infatti regalato la costruzione di una nuova scuola nel 2019, oltre che del primo ospedale solamente un anno fa (la mancanza di una struttura di pronto soccorso in città contribuì alla morte del padre, ndr).

“Perché devo volere dieci Ferrari, venti orologi di diamanti o due aerei privati? Ho costruito scuole, uno stadio. Ho donato vestiti, scarpe e cibo a persone estremamente povere. Preferisco che la mia gente abbia un po’ di tutto quello che la vita mi ha dato”.

Ha spiegato nel 2019. Ora al suo Senegal ha donato anche una Coppa d’Africa e un titolo di campioni che nessuno potrà più togliergli.

Mane Liverpool Senegal

LONDON, ENGLAND – JANUARY 02: Sadio Mane of Liverpool during the Premier League match between Chelsea and Liverpool at Stamford Bridge on January 2, 2022 in London, England. (Photo by James Williamson – AMA/Getty Images)

EDOUARD MENDY

Secondo giocatore più importante, e famoso, della squadra allenata dal CT Cissé è senza ombra di dubbio Edouard Mendy.

Per il portiere del Chelsea il 2021 e il 2022 sono stati due anni indimenticabili.

Passato dal Rennes ai Blues nell’estate del 2020, il natio di Montivilliers in poco meno di un anno ha messo in bacheca una Champions League, una Supercoppa europea, una Coppa d’Africa, il premio di “Miglior Portiere” agli ultimi The Best FIFA Football Awards e quello di “Miglior Portiere” di questa Coppa d’Africa.

Primo estremo difensore nella storia a tenere un clean sheet nei tempi regolamentari sia in una finale di Champions League che di Coppa d’Africa.

Numerosi successi di squadra e personali. Di club e con la Nazionale.

Niente male per un ragazzo che solamente nel 2014 non era poi così certo di poter continuare la propria carriera da calciatore.

Dopo essere stato svincolato dall’AS Cherbourg, Mendy nel 2014 si recò a un centro per l’impiego alla ricerca di un nuovo lavoro.

La sua compagna stava per regalargli la gioia della paternità e l’avere una stabilità economica iniziò, dunque, all’improvviso a essere la priorità per il senegalese.

“Quando dissi che volevo giocare a calcio, l’addetto del centro per l’impiego mi rispose che avrei dovuto iniziare a valutare altri lavori. A quel punto capì che era ora di smettere con il pallone e di iniziare una nuova carriera”.

Fortunatamente la chiamata da parte della squadra riserve del Marsiglia fece cambiare idea al portiere, che a 24 anni firmò poi il suo primo contratto da calciatore professionista con il Reims in Ligue 2.

L’inizio di un nuovo viaggio che in pochi anni lo ha portato ad affermarsi come uno dei migliori portieri del pianeta. Prima con il Rennes in Francia e poi con il Chelsea in Inghilterra.

E pensare che da bambino Mendy di fare il portiere non ne aveva proprio voglia.

“Quando ero piccolo non volevo giocare in porta. Ero alto e veloce però e allora decisero di farmi fare il portiere”.

Chelsea e Senegal ringraziano chi fu così lungimirante da spingerlo a optare per quel ruolo.

Costretto a saltare le prime due partite del girone a causa della positività al Covid-19, Mendy in questa Coppa d’Africa ha poi messo in campo prestazioni eccellenti. Solamente due goals subiti nei tempi regolamentari in tutto il torneo, ai quali se ne sono poi aggiunti un altro paio nella lotteria dei rigori in finale.

Uno lo ha anche parato. Quello calciato da Mohanad Lasheen, consentendo così poi a Mané di chiudere la partita.

Il tempo dei festeggiamenti per Mendy è però già finito.

Il Chelsea lo ha infatti chiamato subito ad Abu Dhabi, dove oggi i Blues giocano la semifinale del Mondiale per Club contro l’Al Hilal, squadra vincitrice della Champions League asiatica.

SENY DIENG

Sostituto di Edouard Mendy nelle prime due gare del Gruppo B è stato Seny Dieng, portiere dei Queens Park Rangers, club di Championship inglese.

A 27 anni, e dopo aver debuttato con il Senegal solamente il 30 marzo di un anno fa (in un match di qualificazione alla Coppa d’Africa contro lo eSwatini, ndr), Dieng si è così ritrovato a proteggere improvvisamente la porta del Senegal nelle gare contro Zimbabwe e Guinea, concludendo entrambe le partite senza subire alcuna rete.

Un grande traguardo per un portiere che quest’anno sta facendo bene con gli R’s in Championship (la squadra è attualmente al quarto posto, ndr) e che in Inghilterra è ormai di casa.

Nato a Zurigo, da padre senegalese e madre elvetica, è cresciuto tra Svizzera e Germania, prima di oltrepassare la Manica nel 2016 per firmare proprio con il QPR, tappa numero uno del suo tour britannico.

Con la formula del prestito ha infatti poi vestito le maglie di Whitehawk in National League South, dello Stevenage in League Two, del Doncaster Rovers in League One e anche del Dundee FC in Premiership, in Scozia.

In questa Coppa d’Africa ha avuto il merito di chiudere il torneo da imbattuto, con due clean sheets.

In carriera un goal Dieng è però anche riuscito a segnarlo.

Era il 2 dicembre del 2017 e in un match di National League South tra il suo Whitehawk e il Chippenham Town, all’Hardenhuish Park, realizzò una rete al 91’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo (la partita terminò 2-1 per i rivali, ndr).

Una giornata che Dieng non dimenticherà mai. Così come quella di domenica scorsa, sebbene in quest’ultima occasione il portiere senegalese il suo contributo lo abbia dato dalla panchina, incitando i compagni fino al fischio finale.

CHEIKHOU KOUYATÉ

Grande protagonista a centrocampo è stato Cheikhou Kouyaté.

Il mediano del Crystal Palace è sceso in campo in ben sei dei sette incontri disputati dal Senegal in Coppa d’Africa, per un totale di 426’, mettendo a referto anche un goal nei quarti di finale contro la Guinea Equatoriale.

Veterano della Nazionale senegalese, con le sue oltre 70 presenze, Kouyaté a 32 anni è così riuscito a conquistare il suo primo trofeo internazionale.

Prima di domenica sera, in bacheca il centrocampista vantava infatti solamente quattro campionati belgi, conquistati con l’Anderlecht.

Il Belgio, la Nazione in cui Kouyaté è diventato uomo.

Il primo impatto con l’Europa non fu dei migliori. Arrivato in Francia all’età di 15 anni, fu minacciato di espulsione per mancanza di un permesso di lavoro.

A salvarlo fu allora il suo procuratore, Saffet Balkan, il quale lo portò in Belgio e lo adottò, fino ai 18 anni.

Per tre anni l’agente turco si prese cura di Kouyaté, crescendolo come un figlio. Gli garantì vitto e alloggio. Gli trovò una squadra in cui giocare a calcio.

L’esperienza all’Anderlecht gli ha permesso di farsi notare, conquistandosi una convocazione da parte del Senegal, che lo inserì nella spedizione che prese parte alle Olimpiadi del 2012 a Londra.

Qui, sul palcoscenico a cinque cerchi, Kouyaté si mise subito in mostra, richiamando l’attenzione di diversi clubs internazionali.

“Dopo le Olimpiadi, molti giocatori furono contattati da grandi squadre europee. Per tanti di noi si spalancarono diverse porte”.

Kouyaté fu contattato dalla Dinamo Kiev, pronta a offrirgli un alto compenso pur di portarlo in Ucraina, ma il giocatore rifiutò, convinto di potersi trasferire presto in Inghilterra.

Il suo sogno era infatti quello di seguire le orme di Patrick Vieira, nato come lui a Dakar, in Senegal e, ironia della sorte, suo manager oggi al Crystal Palace.

A chiamarlo fu il West Ham United di Sam Allardyce, squadra che riuscì a portarlo a Londra.

“Al mio arrivo la città non mi piaceva. Volevo tornare in Belgio, ma conoscere i compagni di squadra mi ha poi aiutato ad ambientarmi”.

Negli Hammers è rimasto per quattro anni, collezionando oltre 140 presenze, prima del trasferimento nel sud di Londra, al Crystal Palace nel 2018.

Qui ha accumulato più di altre 120 partite, arrivando a sfiorare (ad oggi) le 250 presenze in Premier League. Un vero e proprio veterano del massimo campionato inglese ormai.

Mediano abile in interdizione e utilizzabile all’occasione anche come difensore centrale, Kouyaté quest’anno si è ritagliato un ruolo da protagonista nelle Eagles di Vieira così come nel Senegal di Cissé (nel suo passato da calciatore, anche il CT senegalese giocò in Inghilterra, vestendo le maglie di Birmingham City, Crystal Palace e Portsmouth tra il 2002 e il 2006, ndr).

In un’intervista rilasciata un paio di anni fa si è dichiarato contrario al format che prevede la disputa della Coppa d’Africa nel mese di gennaio/febbraio, quando i diversi campionati europei sono in svolgimento. Non lo considera giusto né per i calciatori né per i clubs, costretti a rinunciare gli uni agli altri per diverse settimane in una fase delicata della stagione.

Quest’anno però la sua momentanea assenza dal Crystal Palace Kouayaté l’avrà digerita sicuramente meglio, visto come è terminato il torneo.

NAMPALYS MENDY

L’altro centrocampista “inglese” protagonista con il Senegal in Coppa d’Africa è stato invece Nampalys Mendy.

Utilizzato in ben cinque gare da Cissé, per un totale di 462’, il mediano del Leicester City è diventato titolare nell’ultima partita disputata dai Leoni della Teranga nel Gruppo B e da quel momento non ha più perso il posto.

Lo scorso anno ha vinto la FA Cup con le Foxes, disputando solamente due partite nel torneo e alimentando con un altro successo la sua carriera fin qui costellata di tanti alti e bassi.

Nato in Francia, ha indossato la maglia dei Galletti fino all’Under 21, prima di scegliere di rappresentare il Senegal.

Il 26 marzo 2021 il suo debutto contro il Congo, in un match di qualificazione alla Coppa d’Africa. Prima partita delle tredici poi giocate con il Senegal. Tante gliene sono bastate per vincere il suo primo trofeo con la Nazionale.

Si è formato calcisticamente nel Monaco e in Francia si è fatto conoscere con la maglia del Nizza, prima di diventare l’acquisto più oneroso nella storia del Leicester City nell’estate del 2016 (15 milioni di euro, record poi battuto, ndr).

Arrivò nelle Foxes Campioni d’Inghilterra di Claudio Ranieri. Giocò in Champions League contro il Porto e lo scorso anno ha accumulato diverse presenze anche in Europa League sotto le dipendenze di Brendan Rodgers.

Paragonato spesso a Claude Makelele per la sua bassa statura, l’abilità nei passaggi e la durezza nell’affondare i tackles, a Leicester fu portato per sostituire il partente N’Golo Kanté.

Un ruolo, complicatissimo, che non è però mai riuscito a ricoprire con continuità.

Dal 2016 a oggi ha saltato infatti oltre 50 partite per infortunio. Ha subito diversi interventi chirurgici.

Fermo dallo scorso agosto a causa di un problema all’inguine, a inizio stagione non è stato inserito nella lista dei giocatori disponibili per la Premier League 2021/22 dal Leicester.

Quest’anno con le Foxes ha infatti giocato solamente un match di Coppa di Lega contro il Brighton & Hove Albion, il 27 ottobre 2021, collezionando poi tre partite con l’U23 nel campionato di Premier League 2.

Nelle ultime sessioni di mercato la voglia di lasciare il Leicester è stata tanta. Offerte dalla Turchia e dal Qatar lo hanno fatto vacillare, ma i continui infortuni lo hanno spinto ad aspettare.

Il ritorno in campo, con trionfo finale, in questa Coppa d’Africa può essere vissuto da Mendy allora come un nuovo inizio.

Le Foxes, dopo la chiusura del mercato di gennaio, lo hanno reinserito nella lista dei giocatori utilizzabili in questa seconda parte di Premier League.

Le ottime prestazioni mostrate in campo con il Senegal hanno infatti convinto Brendan Rodgers, che, d’altronde, già negli anni scorsi aveva dato grande fiducia al ventinovenne di La Seyne-sur-Mer.

ISMAILA SARR

Tre partite giocate su sette. 134’ collezionati. Un goal contro la Guinea Equatoriale nei quarti di finale e un assist nella semifinale contro il Burkina Faso.

Ismaila Sarr non è stato uno dei giocatori più utilizzati dal Senegal in questa Coppa d’Africa, eppure il talento del Watford il suo segno nella competizione è riuscito a lasciarlo eccome.

Gli Hornets avrebbero preferito trattenerlo a Londra per continuare a curare l’infortunio al ginocchio che lo ha costretto lontano dal campo negli ultimi due mesi.

Dopo una accesa diatriba tra la società inglese e la Federcalcio senegalese, il giovane esterno d’attacco è stato però rilasciato dal proprio club ed è volato così in Camerun, dove ha contribuito al successo della propria Nazionale.

Acquistato dal Watford per 30 milioni nel 2019, l’ex Rennes in Premier League ha già accumulato 40 presenze e 10 goals. Cinque di questi li ha messi a referto nelle dodici gare disputate in questa stagione, prima dell’infortunio accusato lo scorso novembre (nel curriculum vanta anche 39 presenze e 13 goals in Championship, ndr).

È considerato uno dei migliori talenti della propria generazione e a soli 21 anni ha già collezionato 40 partite, 9 reti e un successo in Coppa d’Africa con il suo Senegal.

Dotato di un cambio di passo repentino, abile nella conduzione del pallone e freddo quando si tratta di finalizzare l’azione, Sarr è cresciuto nell’AS Generation Foot a Dakar e nel Metz in Francia.

Stesse squadre in cui, come ricorderete, è passato qualche anno prima il compagno di Nazionale Mané.

Si vocifera che il Barcellona si accorse subito delle sue qualità e provò a portarlo in Spagna, ma che lui rifiutò, preferendo il passaggio al Rennes (squadra con cui ha vinto una Coppa di Francia in finale contro il Paris Saint-Germain, ndr).

Ciò che è certo è che a scuola non andava tanto bene e che i genitori lo spinsero allora nella bottega di un sarto per apprendere la nobile arte della sartoria e avviare il figlio verso questa carriera lavorativa.

Il richiamo del calcio per Sarr è sempre stato però troppo forte per essere ignorato. E per fortuna non l’ha fatto.

SENEGAL CAMPIONE

Sei personaggi in cerca di… una Coppa.

Dopo tre quarti posti (nel 1965, 1990 e 2006) e due secondi posti (nel 2002 e nel 2019, quando perse sempre ai calci di rigore contro Camerun e Algeria), il Senegal ha portato la Coppa d’Africa a Dakar.

Lo ha fatto vincendo cinque partite e pareggiandone due.

Battendo in finale l’Egitto, Nazionale che vanta il maggior numero di Coppe d’Africa in bacheca (ben 7).

Lo ha fatto grazie, anche, a sei campioni che il calcio inglese conosce ormai bene da diversi anni e che ora è pronto a riaccogliere con un sorriso in più.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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