Connect with us
FA – Football Addicted #17! "Warnock: record di 1.602 panchine e... addio”

Calcio e dintorni

FA – Football Addicted #17! “Warnock: record di 1.602 panchine e… addio al Middlesbrough”

Pubblicato

:

Neil Warnock middlesbrough

QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI DUE SETTIMANE, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DI NEIL WARNOCK, NUOVO RECORDMAN DI PANCHINE IN INGHILTERRA.

L’emozione di Antonio Conte per il suo ri-debutto in Premier League lo scorso weekend, questa volta come allenatore del Tottenham.

Il disappunto e l’insoddisfazione di Daniel Farke e Dean Smith, esonerati rispettivamente da Norwich City e Aston Villa nell’ultimo turno di campionato.

Negli scorsi giorni oltremanica a ritagliarsi un ruolo da protagonisti nelle news calcistiche sono stati senza ombra di dubbio gli allenatori. Chi entusiasta per un ritorno, chi abbattuto per un addio.

Nessuno però può dire di aver vissuto un condensato di svariate emozioni in poche ore più di Neil Warnock, il nostro protagonista di puntata.

Dal nuovo record di manager con il maggior numero di panchine alla guida di un club professionistico inglese (tra campionato e coppe nazionali), alla risoluzione del contratto con il Middlesbrough. Il tutto tra martedì e sabato!

UNA NOTTE DA RECORD

Kenilworth Road, casa del Luton Town FC. Sud-est del Bedfordshire.

È qui che martedì 2 novembre 2021 è stata scritta una nuova pagina del ricchissimo libro di Storia del calcio inglese.

Seduto in panchina per guidare il suo Middlesbrough nel match valido per la sedicesima giornata di Championship contro il Luton Town, Neil Warnock è diventato il primo manager a raggiungere 1.602 partite da allenatore di un club professionistico inglese.

A 72 anni (ne compirà 73 il prossimo 1° dicembre, ndr), il natio di Sheffield ha infatti superato il precedente primato appartenente a Dario Gradi, storica guida del Crewe Alexandra.

Una vera e propria notte da record. E poco importa se a vincere la partita per 3-1 sono stati i padroni di casa del Luton. Per Warnock quella vissuta sulla panchina del Boro poco più di una settimana fa è stata una serata indimenticabile.

“Sono molto orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo. Non lo avrei mai pensato. Devo molto a Steve Gibson (proprietario e presidente del Middlesbrough, ndr) perché avrei smesso con il calcio se non mi avesse chiamato qui lo scorso anno. Non avevo idea di questo record fino a un paio di settimane fa e qualcuno mi ha detto che nelle prossime 14 o 15 partite di campionato raggiungerò un altro primato (maggior numero di panchine da allenatore in Football League, ndr). Devo solo tenere ancora il mio lavoro per qualche mese e fare il meglio che posso”.

Così lo stesso Warnock aveva commentato il raggiungimento della panchina numero 1.602 ai microfoni di BBC Radio Tees.

Un’intervista che da lì a poco si sarebbe rivelata poi essere una delle sue ultime come manager del Middlesbrough.

UN POMERIGGIO D’ADDIO

Quel lavoro che Warnock sperava di poter “tenere ancora per qualche mese” ora non è infatti più suo.

A seguito del pareggio per 1-1 sul campo del West Bromwich Albion ottenuto sabato scorso, nella gara che gli ha permesso dunque di ritoccare a quota 1.603 il suo record di panchine, l’inglese è stato di fatto rimosso dal suo ruolo di manager del Middlesbrough.

Senza vittorie da tre partite. Stabile al quattordicesimo posto in un campionato dalla classifica molto corta dopo 17 giornate. A 22 punti, -4 dal sesto posto (ultimo piazzamento valido per l’accesso ai play-offs, ndr) occupato dal QPR con i suoi 26 punti e a +10 dal terzultimo posto (zona retrocessione) dell’Hull City (12 punti).

La dirigenza del Middlesbrough ha deciso di cambiare rotta e affidare la guida della squadra a Chris Wilder.

UN RECORD COSTRUITO NEGLI ANNI

L’incredibile primato di 1.603 panchine alla guida di un club professionistico inglese raggiunto da Warnock può logicamente essere definito come un record costruito negli anni.

Per essere precisi dal 1987 al 2021, periodo in cui il tecnico inglese ha svolto il suo ruolo di manager all’interno del sistema della English Football League.

In questi 34 anni ha guidato 14 clubs: Scarborough FC (club fallito nel 2007 e sostituito dallo Scarborough Athletic FC, ndr), Notts County, Torquay United, Huddersfield Town, Plymouth Argyle, Oldham Athletic, Bury FC, Sheffield United, Crystal Palace (in due diverse occasioni), QPR (anch’esso due volte), Leeds United, Rotherham United, Cardiff City e Middlesbrough.

In precedenza, dal 1980 al 1986, i suoi primi anni da allenatore li ha trascorsi in Non-League inglese, dove ha guidato prima il Gainsborough Trinity e poi il più noto Burton Albion.

I clubs con i quali Warnock ha lavorato in carriera fino ad oggi sono stati quindi ben 16.

PANCHINE E PROMOZIONI

Simpatico davanti alle telecamere. Abile nel saper vendere la sua immagine ai media. Duro nello spogliatoio quando necessario. Gran lavoratore. Amante profondo del gioco del calcio nella sua essenza più pura: divertimento per chi pratica e chi assiste.

Warnock nella sua ultratrentennale carriera si è imposto come Mr. Promozione.

Otto sono infatti le volte che il manager di Sheffield è riuscito a guidare un proprio club in una categoria maggiore rispetto a quella in cui si trovava a inizio stagione. Mai nessuno come lui in Inghilterra.

La prima volta è avvenuto nel 1987 con lo Scarborough FC, condotto dalla Football Conference (campionato di Non-league) alla Fourth Division (quarta categoria, livello più basso tra i professionisti in EFL).

Le successive due promozioni sono arrivate poi alla guida del Notts County, portato prima nell’allora Second Division (attuale Championship) nel 1990 e poi in First Division (attuale Premier League) l’anno seguente.

Nel 1995 ha invece esaltato l’Huddersfield Town, conducendolo in Championship.

Nel 1996 ha permesso al Plymouth Argyle di salire in League One (terza divisione).

Nato a Sheffield e da sempre tifoso dello United, la promozione più speciale Warnock l’ha vissuta però nel 2006, quando è riuscito a guidare proprio le Blades in Premier League.

Traguardo raggiunto anche nel 2011 con il QPR e nel 2018 con il Cardiff City.

GRADI E I MAGNIFICI 7

Prima di raggiungere le 1.602 panchine (poi 1.603), Warnock ovviamente ha vissuto anche la sua partita numero 1.601 da allenatore. Lo ha fatto contro il Birmingham City il 30 ottobre scorso, al Riverside Stadium, dove l’allora suo Middlesbrough perse per 2-0.

Fu in quell’esatta occasione però che Warnock ha eguagliato il record di Dario Gradi, ultimo allenatore capace di sedere per così tante volte su di una panchina di un club professionistico inglese.

Nato a Milano nel 1941 e trasferitosi poi a Londra al termine della Seconda Guerra Mondiale, l’italo-inglese è considerato ancora oggi uno dei migliori allenatori capaci di far crescere giovani talenti. Un vero e proprio educatore.

Gradi in Inghilterra ha vissuto una prima vita da calciatore di Non-league e successivamente una seconda da manager. A 29 anni la prima esperienza da assistente nelle file del Chelsea, seguita da esperienze al Sutton United, al Derby County e al Leyton Orient.

Nel 1978 l’arrivo al Wimbledon FC (club scioltosi nel 2004 e rimpiazzato di fatto nella forma – non senza critiche – dal Milton Keynes FC, sebbene l’unico legittimo erede è considerato l’odierno AFC Wimbledon, ndr), dove ha iniziato la sua carriera vera e propria da allenatore.

Poi un anno al Crystal Palace, prima dell’arrivo nel 1983 al Crewe Alexandra, amore più grande della sua vita.

Alla guida dei Railwaymen Gradi ci è infatti rimasto consecutivamente fino al 2007 (solo il regno di Sir Alex Ferguson al Manchester United – 26 anni – è durato più a lungo in Inghilterra). Diventato poi capo dell’Academy e membro del board societario, ha successivamente guidato il Crewe a più riprese, raccogliendo il ruolo di manager ad interim a seguito di alcuni esoneri di altri allenatori. Nell’ottobre 2011 l’ultima panchina: la numero 1.601.

I magnifici 7 (managers con più panchine alla guida di un club professionistico inglese secondo l’English National Football Archive)

  1. NEIL WARNOCK con 1.603 panchine
  2. DARIO GRADI con 1.601 panchine
  3. FRED EVERISS con 1.524 panchine
  4. SIR ALEX FERGUSON con 1.503 panchine
  5. BRIAN CLOUGH con 1.451 panchine
  6. JIM SMITH con 1.442 panchine
  7. HARRY REDKNAPP con 1.434 panchine

IL CALCIO È SORRISI

“Sono durato così a lungo nel calcio perché ho messo più sorrisi sulla faccia della gente che sguardi tristi. Ti devi divertire in questo lavoro e fare in modo che anche i fans si divertano quando possibile. Così è come io vedo la vita e il calcio”.

Filosofia Warnock, uomo che i media hanno imparato ad apprezzare sempre di più soprattutto nel suo ultimo anno al Middlesbrough.

Dal Forrest Gumpiesco “la mia squadra è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita” al recente “quando hai la mia età hai sempre delle etichette: sei come un dinosauro”.

Dal “non so se guarderò ancora il calcio quando smetterò, sono onesto” al “quando non ci sarò più, non voglio un minuto di silenzio e applausi. Voglio un minuto di cori “Warnock è un seg*****””.

Quando non ci è riuscito in campo con la sua squadra, ha provato a strappare un sorriso a tutti davanti ai microfoni o alle telecamere, rivelando nel corso degli anni una personalità per nulla banale.

“Cerco sempre di portare un po’ di divertimento perché credo che nel calcio moderno non ce ne sia troppo. Sono sempre tutti così seri. Mi piace far ridere la gente, strapparle un sorriso. Farle godere la vita. Siamo qui per questo. A volte penso che i giovani allenatori dimentichino il divertimento [che è all’essenza del calcio]. Non penso che avrei mai potuto allenare così a lungo senza humour. Ho avuto anche io tempi bui, che non voglio rivivere, ma sono andato avanti. Sono sicuro che mamma e papà sarebbero orgogliosi di me. Devo essere stato decente nel mio lavoro per raggiungere 1.601 panchine (ha detto il giorno in cui ha eguagliato il record di Gradi)”.

Divertimento e sorrisi che è riuscito a regalare anche sabato scorso, quando l’allora suo Boro è andato a pareggiare 1-1 sul difficile campo del WBA, in quella che Neil già sapeva essere la sua ultima partita con quella squadra. Come rivelato poi a BBC Radio Tees:

“Ero stato avvisato questa mattina (ha detto la sera dell’addio al Middlesbrough, ndr) che avrei lasciato il club. Non volevo demoralizzare squadra e tifosi. Tutti si aspettavano che oggi avremmo perso, ma i ragazzi sono stati fantastici… [Parlando di Chris Wilder] Ho sentito fare il suo nome come mio sostituto nelle ultime due settimane. Questo è quello che accade nel calcio. Non è molto bello. Penso che avrei meritato di più, ma non sono sorpreso. Sono dispiaciuto per come tutto sia finito, ma chi verrà troverà un bel gruppo di ragazzi e sono orgoglioso del mio record di allenatore. Non penso che qualcuno nel calcio moderno possa batterlo. Sono arrivato nel club con la pandemia in corso ed è stato complicato, ma sono orgoglioso di quanto fatto”.

https://www.instagram.com/p/CV-MZqBt39x/?utm_source=ig_web_copy_link

UN ADDIO DOLOROSO

Chiamato alla guida del Middlesbrough dal proprietario e presidente Steve Gibson nel luglio del 2020, con una squadra in piena lotta per la retrocessione dopo l’esonero di Jonathan Woodgate, Warnock è riuscito nell’impresa di risollevare il club fino al decimo posto finale nell’ultimo campionato di Championship.

Un traguardo straordinario e che gli è valso la riconferma in estate, ma non gli ha garantito un credito tale da potersi giocare qualche jolly in più. Alle prime difficoltà il club ha infatti deciso di intraprendere una nuova strada e di puntare su un altro ottimo allenatore come Chris Wilder.

Da un grande tifoso dello Sheffield United a un altro.

Va detto che la repentina decisione presa nelle scorse ore da parte del Boro di cambiare guida è stata dettata dal fatto che Wilder sembrava pronto ad accasarsi altrove.

L’ex allenatore capace di portare lo Sheffield United dalla League One a un nono posto in Premier League era stato infatti accostato con forza a Nottingham Forest, Cardiff City e Barnsley in Championship e al Norwich City (visto che l’esonero di Farke era nell’aria da settimane) in Premier League.

Ora o mai più, dunque, per il Boro, con buona pace di mister Neil.

“Penso che, a eccezione di Steve [Gibson], il club non mi abbia supportato molto. – ha commentato lo stesso Warnock, come riportato da Teesside Live – Se mi avessero ascoltato la scorsa estate sul mercato, avremmo già potuto ottenere grandi cose”.

Celebrato dai propri tifosi dopo l’1-1 contro il WBA, con un coro “Super Neil Warnock” intonato da molti dei presenti al The Hawthorns, il manager inglese il regalo d’addio più bello lo ha ricevuto però dai suoi giocatori.

“Penso che meritassimo più di un solo punto oggi. In generale in classifica meritavamo più punti. Ma questa è la vita. Mi spiace. Sono contento però dei miei giocatori. Avevo chiesto loro di regalarmi una bella prestazione oggi. Li ho avvisati dieci minuti prima della partita che sarebbe stata la mia ultima come loro allenatore e ho chiesto di farmi finire con un bel risultato. Sono orgoglioso di loro. Sono un bel gruppo, senza mele marce”.

UN’ULTIMA GRANDE SFIDA?

Salutati i “fantastici tifosi” del Middlesbrough dopo 75 gare trascorse insieme, Warnock ora, alla soglia dei 73 anni, è pronto a dire addio alla panchina?

Lui non sembra così convinto.

“Se mi ritirerò? Mai dire mai. Pensavo che questa sarebbe stata la mia ultima stagione da allenatore, ma la stagione non è ancora finita, no? Siamo solamente a novembre, vediamo che succede”.

Il suo nome è già entrato nel radar del Cardiff City (insieme a quelli di Michael Flynn e Steve Morison, come riportato dal Wales Online), club di cui conosce molto bene diversi giocatori, avendoli guidati solamente fino a un paio d’anni fa.

Ciò che è certo è che, qualora dovesse sedere ancora su di una panchina, Warnock si porrà come sfida quella di battere se stesso.

Potrebbe infatti ritoccare verso l’alto il record di allenatore più anziano ad aver conquistato una promozione, al momento detenuto proprio da lui, quando a 69 anni condusse il Cardiff City in Premier League.

“Marmite man” (come è stato soprannominato Warnock in passato, paragonandolo a una nota marca di crema di lievito spalmabile inglese che in tanti amano e in tanti odiano, ma che mantiene sempre la propria essenza) è pronto a stupire ancora.

“Quando smetterò, mi mancherà fare una chiacchierata prima delle partite, fare autografi e foto con i bambini. Tutti al giorno d’oggi vestono le loro grosse cuffie e tirano dritto negli spogliatoi. Non si preoccupano dei tifosi”.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

Recupera le puntate precedenti di ‘FA – Football Addicted’ QUI

[INTERAGISCI CON NOI! Hai in mente una particolare storia di calcio britannico di cui vorresti leggere un nostro approfondimento nella rubrica FA – Football Addicted? Lascia un commento nel box dedicato che troverai nelle nostre stories Instagram o scrivici un messaggio. Il tema della prossima puntata potresti sceglierlo tu!]

Fonte immagine in evidenza: presa da Flickr con diritto Google Creative Commons

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calcio e dintorni

Contatto tra Zhang e Sala per San Siro: l’Inter attende garanzie

Pubblicato

:

Inter

Nella giornata di oggi c’è stata una telefonata tra Steven Zhang, presidente dell’Inter, e Giuseppe Sala, sindaco di Milano, per trattare il tema San Siro. In questo contatto, Zhang ha confermato l’idea proposta dal sindaco di Milano e l’AD Alessandro Antonello che optano per la ristrutturazione dello stadio, ma vuole chiarezza. Infatti l’Inter, stando a quanto riporta ANSA, attende dal sindaco meneghino delle garanzie rispetto al piano, proposto da WeBuild, di ristrutturazione della Scala del calcio. In particolare chiede chiarezza riguardo al costo e alle condizioni necessarie, come per esempio l’entità del restauro, se soft o seria, oppure la possibilità di giocare al Meazza anche durante il rifacimento. Inoltre, i nerazzurri vogliono sapere di chi sarà la proprietà dello stadio dopo il restauro, dal momento che non si sa ancora se sarà dell’Inter o del Milan.

Proprio per queste incertezze i nerazzurri stanno portando avanti il progetto di costruire un nuovo stadio a Rozzano, più precisamente nell’area Cabassi. Infatti, qualora questo progetto andasse a buon fine, certamente lo stadio sarebbe di proprietà dell’Inter e, durante la costruzione, potrebbe giocare a San Siro senza complicazioni o restrizioni in termini di pubblico. Tuttavia, molto probabilmente, l’opzione di costruire un nuovo stadio da zero sarebbe più dispendiosa in termini monetari e, per questo, l’Inter Zhang non avrebbero abbandonato l’idea di rimanere a San Siro.

Continua a leggere

Calcio e dintorni

Curva Nord dell’Inter coinvolta nell’ultimo album di Kanye West

Pubblicato

:

Inter Curva Nord

La Curva Nord, tifo organizzato dell’Inter, è presente nell’ultimo album rilasciato da Kanye West, noto rapper statunitense, insieme a Ty Dolla $ign. In particolare la “voce” della curva della Beneamata compare all’interno della dodicesima traccia, intitolata “Carnival” dell’album “Vultures 1″, uscito il 9 febbraio.

Come si può osservare nei crediti di “Carnival” su Genius, sito web dedicato alla musica di tutto il mondo, la Curva Nord è citata sotto la voce “choir vocals”. Infatti i tifosi dell’Inter hanno registrato dei veri e propri cori per questa canzone di Kanye West. Il particolare interessante è che per registrare questa “melodia”, la quale accompagna la voce dei cantanti per tutta la canzone, i due rapper hanno invitato degli esponenti della Curva Nord in studio con loro. Inoltre hanno registrato insieme ai tifosi nerazzurri anche un videoclip.

Continua a leggere

Calcio e dintorni

adidas presenta l’UCL Pro Ball London, il pallone della fase ad eliminazione diretta della Champions League 2023/24

Pubblicato

:

La Champions League si appresta ad entrare nel vivo con l’inizio della fase ad eliminazione diretta. A tal proposito, adidas ha svelato il pallone da gioco ufficiale che verrà utilizzato durante questa importantissima fase della competizione. Si tratta dell’UCL Pro Ball London, che farà il proprio debutto a partire dalle gare di andata degli ottavi di finale e verrà poi utilizzato fino alla finalissima di Wembley del prossimo 1º giugno.

Il pallone celebra l’anfitrione della finale, la città di Londra, con una grafica vibrante che raffigura due leoni ruggenti che combattono tra le stelle. Il leone è il simbolo della ricca storia e cultura dell’Inghilterra e della sua capitale, ma rappresenta anche il coraggio e la forza dei calciatori oltre che la maestosità del trofeo più ambito del panorama calcistico europeo.

Oltre al nuovo design grafico, il pallone è dotato di una serie di tecnologie adidas a elevate prestazioni, studiate per fornire ai calciatori una precisione millimetrica. Infatti, l’innovativa texture della superficie PRISMA offre ai migliori talenti del calcio europeo una tenuta di palla ancora più precisa. Il rivestimento esterno, invece, garantisce un grip sicuro e il controllo completo, mentre la decorazione termosigillata è sinonimo di prestazioni d’eccellenza.

Proseguendo la partnership con Common Goal, adidas devolverà l’1% delle vendite nette globali di palloni da calcio a iniziative di cambiamento sociale duraturo in comunità svantaggiate, contribuendo con questo sport a creare un futuro migliore e più inclusivo.

Continua a leggere

Calcio e dintorni

Ibrahimovic a sorpresa a Sanremo, Amadeus lo pungola: “Sei in prima fila, ma non primo in classifica”

Pubblicato

:

ibrahimovic sanremo

IBRAHIMOVIC SANREMO – Durante la prima serata della 74esima edizione del Festival di Sanremo si attendeva un ospite a sorpresa, che poi si è rivelato essere Zlatan Ibrahimovic, già all’Ariston durante il Festival del 2021.

IBRAHIMOVIC A SANREMO: LO SCAMBIO DI BATTUTE CON AMADEUS

L’ormai ex attaccante svedese, che da metà dicembre ricopre un ruolo nella dirigenza del Milan come “Senior Advisor della proprietà RedBird“, è sbucato direttamente dalla platea e distribuendo “santini” con la sua foto al pubblico presente. Poi è salito sul palco e ha iniziato un divertente siparietto con il conduttore dell’evento, Amadeus: “Che ci fai qui? Quanti anni hai?“, la domanda di Ibra. “61“, la risposta del conduttore del Festival. “Io 42 e ho smesso, perché ho ascoltato il mio corpo… Sono venuto qui per proteggerti, ti ricordi i casini che hai combinato l’anno scorso?“, le replica dello stesso Ibrahimovic.

Il dialogo tra i due continua, con Ibrahimovic che chiede se può andare a occupare il palco d’onore: “Ci si è seduto solo Mattarella“, sottolinea Amadeus. “E quanti gol ha fatto?“, la battuta pronta di Ibra. Poi, a conclusione, la frecciata di Amadeus (noto tifoso dell’Inter, ndr): “Ti ho riservato un posto in prima fila anche se non sei primo in classifica…“, a cui sono seguite le risate del pubblico presente all’interno del teatro.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969