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La nostra prima pagina

Fallire sempre meglio

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Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.

Questa frase di Samuel Beckett si collega perfettamente al mondo dello sport, caratterizzato spesso da un ciclo di cadute e risalite, per ricordarselo Stan Wawrinka se lo è impresso sulla pelle, come una sorta di incoraggiamento a fare sempre di più. Il passo dello scrittore irlandese va in simbiosi con la carriera di uno dei calciatori migliori degli anni 2000, Michael Ballack, un centrocampista tedesco tra i più completi in assoluto, capace di amalgamare la fase difensiva e quella offensiva in maniera perfetta; la sua indifferenza tra il piede destro e quello sinistro, inoltre, denota la sua grande capacità tecnica, grande quanto la sua sfortuna.

L’ILLUSIONE

Cresce nel Chemnitzer dove effettua tutta la trafila delle giovanili per poi essere acquistato dal Kaiserslautern appena promosso in Bundesliga. Michael fa da controparte in un campionato che doveva completarsi con l’obiettivo salvezza, ma in cui Otto Rehangel compie un vero e proprio miracolo, conducendo i suoi diavoli rossi alla conquista del Meisterschale. Mai prima d’ora una squadra neopromossa è riuscita ad arrivare sul tetto della Germania e, nel frattempo, Ballack inizia a pregustarsi una carriera piena di trionfi..

BAYER NEVERKUSEN

Nel ’99 passa al Bayer Leverkusen dove si guadagna il posto fisso nel centrocampo di Christoph Daum, e in contemporanea recepisce i consigli del ds Rudi Voeller. Le aspirine volano in campionato e sembrano ad un passo dalla vittoria della prima Bundesliga: è necessario un punto da fare nell’ultima giornata contro l’Unterhaching per trionfare; il Bayern Monaco dista 3 lunghezze e sembrerebbe tutto facile per Ballack che, però, dà inizio all’incubo. Al ventesimo un cross innocuo viene deviato nella porta sbagliata proprio dal suddetto, il Leverkusen non si rialza ed, anzi, subisce un altro gol: la partita termina con una sconfitta per 2-0 ed il Bayern, nel frattempo, batte il Werder Brema vincendo la Bundesliga per differenza reti. Il 2002 si dimostra l’anno peggiore: alla guida delle aspirine c’è Toppmoller che, con il 4-1-4-1, porta la squadra a giocarsi tutto il possibile in primavera. La prima delusione arriva in coppa di Germania, lo Schalke soffia il trofeo alle aspirine con un 4-2 e, come se non bastasse, nelle ultime 4 giornate il Leverkusen, poi ribattezzato Neverkusen, racimola solo 4 punti ed il Borussia Dortmund compie il sorpasso fino a festeggiare la vittoria finale. Ad Hampden Park si consuma il dramma finale, i galacticos abbattono le aspirine con il celeberrimo gol al volo di Zizou, dove Michael può solo restare a guardare.

MALEDETTA COREA

Sì, perché la Corea non è solo maledetta per noi italiani, ma anche per Ballack, perché la Germania domina tutte le partite del mondiale ed arriva al penultimo atto contro una “sorprendente” “Corea del Sud“, la quale dà del filo da torcere a Klose e compagni. Per tutta la partita il risultato non si schioda dallo 0-0, poi, al 71′, Ballack commette il più semplice dei falli tattici, si becca il giallo e, da diffidato, salterà quindi la finale da lui conquistata con un gol decisivo dopo pochi minuti dall’ammonizione. Com’è storia nota, la Germania perderà quella finale grazie alla doppietta de “o’ fenomeno” Ronaldo, propiziata anche da un errore del portiere Oliver Kahn.

L’ammonizione che sancisce la squalifica per Ballack nella finale

GROSSO

Dopo la cocente delusione di un anno da buttare, Ballack si trasferisce al Bayern Monaco dove in quattro anni vince per tre volte Bundesliga e Coppa di Germania. L’occasione per rifarsi della Corea arriva dopo 4 anni: il mondiale casalingo contiene tutte le caratteristiche per portare la Germania nuovamente in cima al mondo. Michael, con la sua fascia di capitano, accompagna i suoi in un cammino quasi tranquillo fino ai quarti, suda freddo quando deve giocarsi l’accesso alla semifinale ai rigori contro l’Argentina, ma Lehmann ed i suoi fogliettini eliminano i sudamericani. A Dortmund quella nuvola di Fantozzi ritorna in capo a Ballack, trionfano gli italiani quasi allo scadere, Grosso mette in ginocchio tutta una nazione e pone Michael di fronte all’ennesimo trionfo sfiorato.

FOTOCOPIA

Come diceva Beckett, Ballack ci prova ancora per fallire meglio, ma secondo Nietzsche la vita è un eterno ritorno, e dopo 6 anni il 2002 si ripresenta nella carriera del centrocampista tedesco. Nel 2008 Michael è ormai da 2 anni al Chelsea, in primavera, come 6 anni fa, si gioca tutto, ma con il passare dei giorni perde qualsiasi titolo: sconfitta in finale di Coppa di Lega per mano del Tottenham, il Manchester che si piazza davanti in Premier League, e proprio i Red Devils soffiano la coppa dalle grandi orecchie ai connazionali londinesi nella tragica finale di Mosca, caratterizzata da una pioggia incessante e dallo scivolone di  John Terry. Quest’anno fa più male del 2002 perché Michael, ormai, ha poche possibilità di riprovarci, e fa soffrire di più perché questa volta c’era proprio vicinissimo: un maledetto rigore lo separava dal trionfo meritato per una carriera strabiliante e fa ancora più male perché una finale con la nazionale la gioca, in Austria, e la perde per mano delle furie rosse e di un Fernando Torres inarrestabile.

EPILOGO

Resta altri 2 anni al Chelsea, dove conquista una Premier League e altre 2 FA cup, dopo quella vinta nel 2007; nel 2010 salta il mondiale per colpa di un infortunio causato da un’entrataccia di Kevin Prince Boateng e non verrà più chiamato dalla nazionale. Michael torna a casa, a Leverkusen per chiudere dopo 2 anni una carriera strabiliante dal punto di vista personale, ma ricca di fallimenti, fallimenti piano piano migliori, ma pur sempre fallimenti.

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Calcio Internazionale

Gabriel Jesus, intervento riuscito: i tempi di recupero

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Brasile

Infortunatosi nel secondo tempo del match della fase a gironi tra Brasile e Camerun, Gabriel Jesus si è sottoposto a un’operazione al ginocchio. L’intervento, eseguito con successo, comporterà un consueto periodo di riabilitazione che terrà il giocatore lontano dai campi per circa tre mesi. Di seguito, il comunicato dell’Arsenal:

Gabriel Jesus ha subìto con successo un intervento chirurgico al ginocchio destro dopo aver subito un infortunio durante la partita della fase a gironi della Coppa del Mondo Brasile-Camerun venerdì. Gabby inizierà ora il suo programma di riabilitazione. Tutti nel club stanno sostenendo Gabby e lavoreranno duramente per riportarlo in campo il prima possibile“.

Una brutta tegola per i verdeoro di Tite che dovranno fare a meno dell’attaccante per tutto il resto della competizione. Brutte notizie anche per Mikel Arteta che non potrà contare sul contributo del calciatore in uno dei periodi più delicati della stagione dei Gunners.

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Sassuolo, Traorè: “Recupero procede bene, ci toglieremo soddisfazioni”

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Traore

Dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi in questo inizio di stagione, Hamed Junior Traorè è pronto a tornare al 100% alla ripresa del campionato. Il classe 2000 è stato intervistato da Sky Sport, prima della partenza del Sassuolo per il ritiro di Marbella. “Quasi tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno sempre detto che posso giocare un po’ ovunque, ringrazio Dionisi perché mi ha fatto giocare esterno alto e aveva ragione…”. Poi sul recupero dall’infortunio ha proseguito: “Finalmente sto bene, ho recuperato bene, mi sto allenando al 100% e sto cercando di ritrovare la condizione. Ora ci alleneremo e le scelte le farà il mister, ma ci toglieremo soddisfazioni perché abbiamo tanti giocatori forti. Il gol? E’ bello segnare ma conta la squadra. La Nazionale? Ci penso, ma so che passa tutto dal Sassuolo. Facendo bene qua, mi potrà richiamare anche la Nazionale”.

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Neville ancora contro Ronaldo: “Quello che sta facendo è fuori luogo”

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Cristiano Ronaldo

Dopo la panchina in PortogalloSvizzera, Cristiano Ronaldo è stato preso nuovamente di mira da tutta la stampa mondiale. Non poteva ovviamente mancare anche la stoccata di Gary Neville, ex giocatore del Manchester United e spesso in disaccordo con le scelte prese dal portoghese. Nel nuovo ruolo di opinionista, Neville ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di ITV, senza peli sulla lingua: “Quando è stato Ten Hag a metterlo in panchina si diceva che il tecnico dello United volesse sminuire l’autorità di Ronaldo. Oggi però lo fa anche Fernando Santos con il quale ha avuto un rapporto incredibile per otto anni. Cristiano ha bisogno di sentirsi dire la verità, ha bisogno di sentirsi dire che quello che sta facendo nella fase finale della sua carriera è fuori luogo. Non mi stupirei se entrasse e segnasse il gol della vittoria, ma il suo ritmo in campo, il suo costante cattivo umore sono cose che devono finire. Non gli si addicono per niente. Siamo sicuri che a sbagliare fosse l’allenatore della Juventus prima? E poi quello dello United? E ora anche quello del Portogallo? La sua eredità è già scritta, sarà per sempre uno dei migliori di tutti i tempi”.

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Spagna eliminata, il messaggio di Sergio Ramos: “Torneremo più forti”

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Sergio Ramos

Uno dei grandi esclusi della spedizione in Qatar risponde al nome di Sergio Ramos. Luis Enrique ha difatti optato per linfa nuova tra le file de La Roja, escludendo il calciatore del Paris Saint-Germain, detentore del maggior numero di presenze con la nazionale spagnola. Per il difensore si sarebbe trattato, per forza di cose, il suo ultimo Mondiale. Ciononostante, l’ex bandiera Real Madrid ha sostenuto con forza la propria fede verso la Nazionale, attraverso un post pubblicato su Instagram, affermando:

Oggi più che mai, orgoglioso della nostra bandiera, orgoglioso del nostro Paese e orgoglioso dei nostri giocatori. La Spagna non perde, la Spagna impara. La Spagna cade, inciampa, ma si rialza e continua al fronte. Torneremo più forti. Forza Spagna“.

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