E’ molto facile passare dalle stelle alle stalle. Gli esempi sono tantissimi e di diversa natura. Come il Milan che perde la Champions dopo aver concluso in vantaggio per 3-0 il primo tempo. O anche il contrario. Come Kerry Strug ad Atlanta ’96, che dopo essersi infortunata gravemente alla caviglia riuscirà comunque a portare a casa la medaglia d’oro nella ginnastica artistica.

Il Famalicão, squadra portoghese, rientra paradossalmente in tutte e due le categorie, visto che ha passato e passa sia momenti felici che non. Nel 2018-19 infatti è salita nella prima divisione, portando a termine un campionato straordinario, ma in questa stagione si trova a lottare per non retrocedere.

STORIA DEL CLUB

I Famalicenses sono una squadra che ha bazzicato più negli inferi del calcio che nel paradiso. Storia quasi centennale, i portoghesi hanno poche volte vissuto l’ebbrezza di godersi la prima divisione, con un picco negli anni’70 e ’90. Verso la fine del secolo i bianco-blu hanno poi subito un’involuzione societaria e tecnica importante, arrivando addirittura in quinta divisione. Ma la favola del Famalicão non arriva dal nulla, perché dietro come spesso accade, c’è una questione prettamente economica. Infatti nell’anno dell’ultima stagione in Serie B, una parte del club è stata rilevata dall’imprenditore Ofer, che possiede anche una parte delle azioni dell’Atletico Madrid. L’attuale presidente ha prima acquisito una parte del club, per poi diventarne presidente con quasi tutte le quote.

Famalicão

Fonte immagine: tuttocampo.it

LA FAVOLA

Il Famalicao nella stagione 2019-20 arriva da assoluta outsider nella massima competizione portoghese. Il mercato è composto quasi interamente da giocatori in prestito, prevalentemente portoghesi e molto promettenti. Arrivano infatti potenziali craque come Pedro Gonçalves, Toni Martinez, Gustavo Assunção, Centelles e Perez, che vanno a formare una delle squadre più giovani del torneo (età media 23 anni). La squadra partì benissimo nelle prime partite, rimanendo addirittura in testa al campionato fino all’autunno. Dopo il boom ci fu un calo fisiologico e una stabilizzazione nella parte alta della classifica, zona in cui poi rimase fino alla fine. Infatti la squadra portoghese arrivò sesta, ad un solo punto dalla qualificazione storica per l’Europa League, comunque conducendo una stagione oltre qualsiasi aspettativa.

Anche nella Coppa nazionale portoghese il Famalicão fu una rivelazione, visto che arrivò fino alle semifinali. Sulla sua strada, però, si trovò davanti un mostro scaro come il Benfica, che sconfisse i biancoblù per 4-3. Proprio l’allenatore delle Aquile, Bruno Lage, si è complimentò dopo la partita:

“E’ stata una partita molto difficile. Il secondo tempo il Famalicão è andato meglio. E’ stato molto offensivo e dobbiamo fargli i complimenti per quello che hanno fatto.”

Famalicão

Fonte immagine: desporto.sapo.dt

La squadra neopromossa prevalentemente giocava con il 4-3-3, sfruttando molto sulle fasce Pedro Martins e Diogo Gonçalves. Il primo soprattutto fu il vero trascinatore della squadra con 12 gol e 6 assist, mentre il secondo contribuì alla causa con 5 gol e 8 assist. I loro passaggi servirono principalmente alla prima punta Toni Martinez, che riuscì a sforare la doppia cifra, con 14 gol e diversi assist anche per lui.

IL DECLINO

Come accade spesso, le piccole squadre, dopo aver fatto una buona stagione, vengono smantellate. Soprattutto se la maggior parte erano in prestito e sono stati valorizzati. Così accadde anche per il Famalicão nell’estate 2020. Vengono ceduti Gonçalves, Toni Martinez e Pedro Martins, i migliori tre della stagione 2019-20, colpo basso per chiunque. Porte girevoli in sede di mercato, stessa politica: acquisti in prestito e giovani ragazzi da far crescere come Vinagre, Dias, Ugarte, Zoblin. Passa dal Portogallo anche una conoscenza del calcio italiano: Marcello Trotta, per soli sei mesi, da ottobre fino a gennaio, ma rimarrà colpito dal club:

“Non sapevo molto sul Famalicão, ma quando ho saputo l’interesse del club ho fatto delle ricerche e ho visto che è una famiglia. I miei compagni mi hanno accolto bene fin dall’inizio. Siamo un bel gruppo e ne sono contento”.

La squadra parte male e nuovi acquisti non rendono come dovrebbero, si capisce da subito che è finita quella spinta propulsiva della stagione precedente. I lusitani alternano vittorie a sconfitte brucianti, ma la squadra naviga in brutte acque, a ridosso della zona retrocessione. Motivo per cui viene esonerato l’artefice della fantastica cavalcata, Joao Pedro Sousa, che fa posto a Ivo Vieira.Le cose migliorano, ma non di molto, visto che con il nuovo mister la squadra ottiene 20 punti in 15 partite, mentre con il precedente 14 in 16.

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Fonte immagine: footballticketnet.it

Adesso come adesso a 3 giornate dalla fine i biancoblù hanno 3 punti di margine di vantaggio sulla zona play-out, quindi hanno ancora il destino nelle loro mani. Il miglior marcatore è Anderson Silva con 7 gol, attaccante di riserva della stagione 19-20, mentre i nuovi non hanno lasciato per niente il segno.

Queste storie quasi favolistiche fanno sempre bene al calcio e per questo si spera che i portoghesi possano almeno salvarsi. E’ stato seminato troppo per non ottenere un raccolto quantomeno buono, per non buttare all’aria tutto quello fatto in precedenza.

(Fonte immagine in evidenza: calciomercato.com)