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Farsi male da soli

Farsi male da soli

L’Udinese si rilancia superando un periodo abbastanza negativo, mentre la Sampdoria non riesce a dare continuità alla strepitosa vittoria sul Milan. E’ quanto ha detto il primo anticipo della settima giornata di Serie A che ha visto i friulani imporsi con il netto risultato di 4-0.

Alla Dacia Arena c’era molta attesa per vedere la reazione dei padroni di casa dopo il ritiro punitivo e capire se i blucerchiati potessero concorrere per i piani alti della classifica. Del Neri, in bilico, non rinuncia a Barak, titolare nelle ultime quattro, e allarga Lasagna per formare un tridente con Maxi Lopez e De Paul. Il suo collega avversario conferma l’undici titolare vincente domenica scorsa.

L’EQUILIBRIO REGNA SOVRANO

A fare la partita sono gli uomini di Giampaolo che gestiscono con facilità il possesso palla trovando però pochi spazi. I bianconeri, infatti, si compattano bene a centrocampo e al recupero della sfera si fiondano verso la porta di Puggioni. E’ fin troppo chiaro nei primi dieci minuti, quando i friulani si fanno vedere in area sampdoriana già un paio di volte senza essere concreti.

Sesto minuto: è già chiaro come l’Udinese voglia colpire la Sampdoria. Recupero palla a centrocampo di Barak e subito offensiva verso la porta di Puggioni

La squadra ligure non si scompone più di tanto e continua a giocare la palla, affidandosi ai giocatori di maggior qualità tecnica per creare occasioni da rete. Gaston Ramirez svaria su tutto il fronte per non dare riferimenti, le due punte si muovono tanto, mentre sono i due centrali difensivi ad impostare. Questo perchè l’Udinese in fase di non possesso lascia loro iniziare l’azione orientando, tuttavia, il gioco sulle fasce facendo densità al centro.

I bianconeri, dunque, non si prestano all’avversario, piuttosto svolgono una gara di sacrificio e corsa, approfittando degli errori altrui per costruire pericoli. Quest’atteggiamento non lascia emergere la Samp, superiore dal punto di vista tecnico, e favorisce l’equilibrio. Stabilità che sovrana fino a quando gli ospiti non decidono di cambiare la sfida.

LE INGENUITA’ DORIANE

E’ il ventiseiesimo minuto e il numero uno doriano combina la fritta: su una rimessa esce inspiegabilmente su Maxi Lopez regalando il tiro dagli ultimi metri che De Paul trasforma. Così i liguri provano a reagire, i friuliani a raddoppiare, prima che Barreto indirizzi il match verso un unico senso. Il centrocampista paraguaiano commette un fallo inutile su Lasagna che gli vale il doppio cartellino giallo.

I ragazzi di Giampaolo dovranno dunque recuperare il gol di svantaggio in inferiorità numerica per i prossimi cinquanta minuti: è come dire che serve un miracolo. Le ingenuità di due giocatori esperti sono pesanti e fanno male ai fans della Doria.

DOMINIO FRIULANO

Si sente l’uomo in meno per il club del patron Ferrero tanto che a inizio ripresa gli uomini di Del Neri provano subito a chiudere la pratica. Poi l’ex tecnico dell’Empoli prova a ripristinare equilibrio al centro del campo con l’ingresso di Linetty, sostituendolo al più offensivo Ramirez. E’ il mister di Aquileia che, però, azzecca il cambio: inserisce Fofana al posto di uno stanco Barak.

Proprio l’ivoriano, al suo secondo pallone toccato, con una bella percussione in area conquista il secondo penalty convertito in rete da Maxi Lopez.

Chissà quanti scout si sono segnati il nome di Fofana dopo questa grande azione

Ormai i blucerchiati sono alle corde, servirebbe una grande impresa per ribaltare tutto, ma mollare non è nelle corde di Giampaolo che porta freschezza in attacco con Caprari e Kownacki. I due un paio di volte collaborano bene, anche se non basta perché i padroni di casa nel finale dilagano.

DAI MERITI DELL’UDINESE AI DEMERITI DELLA DORIA

L’Udinese regala al proprio pubblico una grande prestazione, sicuramente la migliore stagionale, non solo per il risultato largo. Fin da quando c’era la parità numerica, i friulani sono stati molto attenti a ogni minimo dettaglio della partita. La preparazione di questa è frutto del lavoro svolto da Del Neri che, consapevole di essere a rischio esonero, ha voluto dare una grande risposta.

La vittoria friulana è meritata e potrebbe rappresentare la svolta stagionale per il club dei Pozzo.

Dove, però, finiscono i meriti dei bianconeri iniziano i demeriti della Doria che ci ha messo molto del suo nella sconfitta. Le aspettative erano alte per questa sfida che arrivava in seguito alla strepitosa vittoria contro il Milan dell’ex Montella. La Sampdoria per la sua qualità tecnica doveva dare continuità a questa, arrivando pero’ a farsi male da sola in modo incredibile.

Edgar Barreto e Christian Puggioni sono due uomini che avrebbero dovuto tenere alta la guardia nello spogliatoio e invece proprio loro hanno esposto la squadra a un bruciante k.o. Per quanto visto nei primi quaranta minuti, prima dell’episodio dell’espulsione, si sarebbe potuto assistere a una ripresa anche più divertente della prima frazione.

E’ una sconfitta sicuramente condizionata dall’inferiorità numerica che a maggior ragione non scalfisce il cammino fin qui compiuto dai doriani. Piuttosto, perchè arrivata solo al settimo turno, potrebbe servire da lezione per il futuro.

MIGLIORI E PEGGIORI

Tanti i giocatori allenati da Gigi Del Neri che si sono messi in evidenza in questo match. Maxi Lopez ha ritrovato il gol che mancava da marzo segnando addirittura una doppietta. Insieme a lui bene Lasagna, che si è divorato anche una marcatura, Jankto e Fofana che ha messo la sfida in discesa per i friulani. Il migliore su tutti è, però, Rodrigo De Paul, che si è sacrificato, ha corso tanto, creato occasioni e anche segnato.

Dalla parte blucerchiata pochi da salvare: da segnalare un buon impatto sulla partita di Kownacki che sotto la guida di Giampaolo sta crescendo tanto. Tra qualche mese si potrebbe parlare tanto dell’attaccante polacco.

I peggiori, invece, sono i già citati Puggioni e Barreto: sono loro che hanno portato i blucerchiati a farsi male da soli.

 

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