Una vita in casacca Viola, e dopo 4 stagioni di Serie A il grande salto: 50 milioni più bonus per diventare un giocatore della Juventus. L’inizio è poco felice, per via dell’etichetta di “traditore” e l’espulsione amara rimediata a Crotone. Poi Federico Chiesa si è preso la Juventus, un passo alla volta, fino a diventare, a suon di gol e assist, il trascinatore indiscusso della Vecchia Signora in questa stagione; Uno dei pochissimi a brillare nella pessima campagna europea bianconera, e faro della squadra nei confini italici.

In una Juventus sospesa tra Uefa e Superlega, nel momento di piena crisi del neonato progetto Pirlo, il talento azzurro si è ritagliato un ruolo in primissima fila nelle gerarchie bianconere, entrando di diritto nel cuore degli stessi tifosi che pochi mesi fa storsero il naso di fronte ai 50 milioni spesi per portare l’ala toscana a Torino. Per capire come Federico Chiesa si è preso la Juventus, è necessario fare un tuffo nel suo passato viola

L’espulsione di Chiesa a Crotone, immagine estratta da VirgilioSport.it

 

LA MATURAZIONE TATTICA E MENTALE

“È il miglior talento italiano, non so se arriverà mai a 20 gol a stagione, ma è sulla strada per diventare il nuovo Mbappe”. Così Stefano Pioli, nel marzo 2019, si esprimeva sulla crescita di Chiesa, trascinatore fin lì della Fiorentina fino alla semifinale di Coppa Italia, con una tripletta alla Roma nei quarti nello storico 7-1 del Franchi, appena pochi giorni dopo aver raggiunto le 100 presenze in Viola a soli 19 anni.

Dopo l’addio di Pioli esplode definitivamente nella scorsa stagione con Iachini, dove segna il record personali di gol in una stagione (dieci). Nelle annate in Viola dà il meglio come ala destra, esaltandosi nelle ripartenze in campo aperto che hanno caratterizzato entrambi gli allenatori sopracitati. Quest’anno con Pirlo ha saputo dimostrare grande capacità di adattamento in un sistema di gioco diverso, dove si è mostrato capace di ricoprire 3 ruoli diversi con grande versatilità.

Se è vero che in Viola ha dato il meglio da esterno a destra, in bianconero lo abbiamo visto con ottimi risultati anche da seconda punta e da esterno a sinistra, ruoli che risaltano la sua grande qualità tecnica e senso della posizione. Ottima anche l’intesa con Ronaldo, in un’annata priva di Dybala, ai box per 3 mesi circa, e con un Morata decisamente altalenante, che ha posto il peso dell’attacco sulle spalle del Portoghese e dell’ex Fiorentina.

Bravo anche Pirlo a non bruciare subito il giovane esterno, lavorando ad un graduale inserimento nell’11 titolare con pazienza e fiducia. Altresì fondamentale è stato il percorso di crescita mentale e personale di Chiesa, passato dall’essere l’idolo di una piazza a Firenze all’essere “uno tra tanti” nella piazza bianconera.

Chiesa e la complicità con CR7, immagine estratta da ilBianconero,com

 Il cambio di mentalità è stato necessario, ed è andato di pari passo con il salto di qualità tattico. La reazione dopo l’espulsione a Crotone, partita dove aveva realizzato anche l’assist per l’1-0 di Morata, è il perfetto esempio della maturazione del giocatore, capace di non farsi scalfire dalle critiche di tifosi e stampa, che già avevano iniziato a gridare al flop.

Da diverse settimane a questa parte è il giocatore chiave nella fase offensiva juventina, dove grazie alla sua imprevedibilità è riuscito più volte, per esempio nel match di Champions con il Porto, a dare nuova linfa ed a cambiare ritmo ad una manovra troppo sterile, sostenuta da un centrocampo che quest’anno non si è dimostrato all’altezza dei precedenti, in cui si sono palesate evidenti lacune in momenti decisivi della stagione.

 

TRA EUROPEI, CHAMPIONS E SUPERLEGA

Dopo 7 reti ed una manciata di assist in poco più di 20 presenze, il mirino punta gli Europei di quest’estate: nel 4-3-3 di Mancini Chiesa è una pedina fondamentale nello scacchiere azzurro, che quest’estate punta alla rivincita in una grande competizione dopo la mancata qualificazione ai mondiali di Russia.

Ma a mettere un grosso punto di domanda sulla partecipazione agli europei di Chiesa è stata la Uefa stessa. Čeferin, vicepresidente della federazione, ha infatti annunciato che i giocatori delle squadre coinvolte nella Superlega saranno squalificati da ogni competizione Fifa e Uefa. E la questione Superlega getta un grande punto di domanda sul finale di stagione della Juventus, in una complicata lotta, dopo la sconfitta di Bergamo, per un posto tra le prime 4 con Atalanta, Napoli, Roma e Lazio, ma con un posto certo nel format della nuova competizione Europea.


Tra mille dubbi e incertezze sul futuro delle istituzioni europee, a Torino una delle pochissime certezze è sicuramente Federico Chiesa, il Diez che da Firenze si è preso Torino, pronto a diventare un campione all’ombra della Mole.

 


                (Fonte immagine in evidenza:ProSport.com)