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Felipe Anderson non deve più guardarsi allo specchio

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Attualmente la figura di Felipe Anderson Pereira Gomes è avvolta da un dubbio: il brasiliano è realmente un craque oppure è semplicemente un buon giocatore? La risposta la otterremo alla fine della sua carriera, o forse rimarremo col dubbio.

Nonostante questo Felipe, dopo aver giocato le sue prime stagioni a livelli stratosferici, negli ultimi anni si era un po’ perso. Il rapporto non idilliaco con i propri dirigenti – con Lotito che per cederlo ha sempre richiesto cifre stratosferiche – non lo ha sicuramente aiutato. Il brasiliano dopo la seconda stagione in Italia avrebbe voluto subito spiccare il volo verso palcoscenici più importanti, ma la Lazio, rappresentata ironia della sorte da un’aquila, gli ha tarpato le ali in più occasioni.

Il valore del calciatore non si discute: in Brasile si mise in mostra nel Santos di Neymar e Ganso che vinse la Libertadores, anche se lui non partecipò effettivamente a tutte le partite di quella stagione. Alla seconda stagione in Italia in 32 presenze mise a segno 10 gol e 8 assist, risultando uno dei giocatori più interessanti del campionato.

Dopo questo incredibile exploit il talento del brasiliano è venuto fuori solo in parte, qualche scintilla ogni tanto ma nessuna luce splendente come nei primi mesi. Nell’ultima estate, allora, il presidente Lotito ha accettato un’offerta dall’estero e Anderson è stato ceduto al West Ham, per circa 38 milioni di euro.

La nuova avventura inglese potrebbe rappresentare una seria svolta alla carriera di Felipe Anderson. L’impatto con la Premier League è stato devastante e in questi primi mesi il brasiliano, insieme ad Arnautovic, sta trascinando il West Ham verso una salvezza tranquilla. Da alcune stagioni ormai gli hammers compiono acquisti milionari durante il mercato per compiere il definitivo salto di qualità e competere per la zona Europa. Ma, puntualmente, qualcosa va sempre storto e la squadra londinese si ritrova a dover giocare la solita stagione con l’unico obiettivo di non retrocedere.

L’UTILIZZO E I COMPITI DI ANDERSON NEL WEST HAM

Anderson viene utilizzato da Pellegrini come esterno sinistro, la sua posizione varia leggermente in base agli avversari: è stato impiegato sia come esterno di centrocampo nel 4-1-4-1 oppure come ala d’attacco del 4-3-3/ 4-2-3-1.

Tralasciando i numeri e i moduli, meglio parlare dei princìpi di gioco in cui è coinvolto Felipe. Il brasiliano è sempre chiamato a creare superiorità numerica sul proprio lato, compie 1.6 dribbling a partita ed effettua 1.94 passaggi chiave ogni 90’. In questa azione fa praticamente tutto: dribbla, serve bene il compagno per farlo andare al cross, segue lo sviluppo dell’azione e trova la rete.

Il compito principale di Anderson è proprio quello di determinare la fase offensiva degli hammers, partendo largo a sinistra per convergere verso il centro e finalizzare con il piede forte.

In questo frame contro l’Huddersfield Felipe parte larghissimo a sinistra, mentre l’azione si sviluppa sull’altro lato del campo. Arnautovic viene servito in profondità e Anderson va ad attaccare la zona centrale eludendo la difesa avversaria, ma non viene servito dal compagno austriaco.

Arriva poco sul fondo a crossare, sono infatti solo 1.1 i cross a partita. L’ex-Lazio è molto più utile se taglia verso il centro del campo e dialoga con i compagni nello stretto.

In fase di non possesso Pellegrini chiede il ripiegamento, Anderson ci è abituato perché con Inzaghi ha giocato qualche volta anche come esterno del 3-5-2. Per il momento subisce quasi 2 dribbling a partita, un fondamentale che deve migliorare.

Ritornando alla produzione offensiva: con la rete di ieri ai danni del Newcastle Felipe è salito a quota 5 gol in campionato, l’obiettivo è arrivare alla doppia cifra, raggiungibile senza molti problemi. Il numero degli assist attualmente è fermo a 1, con gli xA (expected assist) di Understat superiori, cioè 2.69.

Quando Felipe Anderson è andato a segno il West Ham non ha mai perso (3 vittorie e 1 pareggio). Le basi per ripetere una stagione come quella dei 10 gol con la Lazio ci sono tutte. Vedremo se il brasiliano tornerà ad esprimersi regolarmente ad alti livelli oppure ritornerà ad eclissarsi e a guardarsi allo specchio come ai tempi di Roma.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Messico

Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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