Connect with us

Calcio Internazionale

Félix Correia, la nuova freccia portoghese

Pubblicato

:

Si sta giocando in Armenia l’Europeo U-19, che vede la nostra Italia in un girone di ferro con Spagna, Armenia e soprattutto Portogallo. Proprio i portoghesi sono i favoriti per la vittoria finale del torneo. Una squadra ricca di talenti, tra i quali spicca Félix Correia, ala destra classe 2001.

Il giovane ha già le attenzioni di tanti top club, ma sembra che ad acquistarlo dallo Sporting Lisbona sarà il Manchester City, per una cifra tra i 5 e i 10 milioni di euro. D’altronde il club della capitale portoghese è sempre stato una fucina di talenti: dai capostipiti Luis Figo Cristiano Ronaldo Gelson Martins Nani, a cui Correia somiglia molto come stile di gioco.

VELOCITÀ, TECNICA E PERSONALITÀ

Nato a Lisbona il 22 gennaio del 2001, Correia è principalmente un’ala destra, ma può giocare anche a sinistra e come trequartista. Ha incantato tutti proprio contro i nostri azzurrini, che nella partita d’esordio dell’Europeo hanno preso tre goal dal Portogallo, di cui uno porta la firma di Félix, mentre un altro è stato innescato da lui con un meraviglioso assist.
Dotato di una grande tecnica di base, ha anche una grande velocità che lo rende molto forte a campo aperto, dove riesce a sfoderare grandi progressioni palla al piede. Dalla tecnica ne deriva un ottimo controllo palla che lo rende pericoloso anche negli spazi stretti. Molto bravo anche con il tiro dalla distanza.

A dimostrazione di questo analizziamo l’assist che ha fornito per la seconda rete del match contro l’Italia, siglata da Goncalo Ramos. Azzurrini disattenti, Correia scatta sulla fascia e viene servito, salta in velocità Udogie che va a vuoto, vede Ramos e lo serve perfettamente. Grande lettura del movimento sia del suo compagno che della linea difensiva italiana, a conferma di tutte le sue doti sia in fase realizzativa che di supporto.

L’assist di Correia sul goal del 2-0 di Ramos contro l’Italia nell’Europeo U-19.

Non solo velocità e tecnica, ma anche fisicità e personalità. Correia, nonostante la giovane età, è già ben strutturato fisicamente. Caratteristica che lo rende ancora più pericoloso per i difensori avversari.
Dell’uno contro uno ne fa una vocazione, riesce a cambiare ritmo da un momento all’altro lasciando sul posto gli avversari. Dimostra anche una buona intelligenza tattica: si sa infatti muovere con abilità negli spazi.

Il terzo goal contro l’Italia, che porta appunto la sua firma, è la dimostrazione di questa capacità. Lancio che parte direttamente dal portiere Biai, che vede il movimento a tagliare dalla destra al centro di Correia, che lasciandosi alle spalle Bellodi, insacca con tranquillità Carnesecchi.

La rete di Correia del 3-0 con il taglio verso il centro e la freddezza nell’insaccare Carnesecchi.

Nelle giovanili dello Sporting è un leader assoluto dello spogliatoio, a dimostrazione di una personalità forte che gli ha fatto guadagnare la fiducia dei compagni che lo vedono come un punto di riferimento.
Può migliorare nell’attenzione lungo i 90 minuti e dal punto di vista difensivo. Deve essere più continuo nell’arco della partita e non esentarsi completamente dalla fase difensiva, ma l’età gli permette qualsiasi tipo di cambiamento o adattamento.
Ama particolarmente giocare nel 4-3-3, in modo da avere un unico punto di riferimento al centro e poter galoppare sulla fascia.

VERSO LA GLORIA

“Un’altra tappa si è conclusa, volevo ringraziare lo Sporting Lisbona per i fantastici dieci anni che ho passato qui. Sono diventato un uomo, un’atleta migliore e cosa più importante una persona migliore”.
– Félix Correia

Queste le parole di Correia rilasciate qualche giorno prima dell’inizio dell’Europeo U-19. Parole ovviamente di addio, di ringraziamento per lo Sporting. La direzione sarà Manchester, sponda Citizens. L’investitura è di quelle pesanti: è stato consigliato direttamente da Pep Guardiola, che è rimasto impressionato dalle sue abilità.

Non sarà semplice imporsi nel grande calcio, ma le qualità ci sono tutte. In molti hanno rivisto in lui Nani, per velocità, tecnica e dribbling e anche un destino molto simile. Entrambi partiti dallo Sporting, hanno mosso passi importanti della loro carriera in direzione Manchester. Unica differenza legata ai colori, uno legato alle tinte celesti del City, l’altro legato al rosso del Manchester United.
La vetrina che Correia dovrà continuare a sfruttare sarà quella dell’Europeo U-19. La squadra lo vede come il giocatore di spicco, ha fatto letteralmente impazzire la difesa dell’Italia e può continuare a fare bene. Da qui poi, può lanciarsi e capire quali saranno i piani di Guardiola per lui. Il tempo e il talento ci sono, Félix attende solo di dimostrare ad un grande pubblico le sue qualità.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale di Félix Correia

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Calcio Internazionale

Van Gaal carica Depay: “Dobbiamo contare su di lui per vincere i Mondiali”

Pubblicato

:

Van Gaal

Domani scende in campo alle ore 16 l’Olanda per la terza sfida della fase ai gironi dei Mondiali contro i padroni di casa del Qatar. Una partita importante per i ragazzi di Van Gaal che devono consolidare la qualificazione al prossimo turno della competizione e dare un occhio alla sfida tra Ecuador e Senegal. Nella consueta conferenza stampa, il c.t. Van Gaal si è anche espresso a proposito del minutaggio dato all’attaccante del Barcellona Memphis Depay, mai schierato dal primo minuto in questa Coppa del Mondo:

Depay? Non stiamo correndo rischi con Memphis. Abbiamo bisogno di lui per diventare campioni del mondo. Faremo il possibile per portarlo alla prossima partita nel miglior modo possibile, deciderò da solo quanto giocherà. Anche lui deve dare i suoi frutti

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Sofyan Amrabat è il perno del Marocco

Pubblicato

:

Amrabat

Alla vigilia dell’inizio di Qatar 2022 uno dei gironi più attesi era senza dubbio il gruppo F, quello di Belgio, Croazia, Canada e Marocco. Ci si sarebbe aspettato uno scontro per il primato tra i Diavoli rossi e i vice campioni del mondo, scontro fra due dei centrocampi più tecnici ai Mondiali. Ci si sarebbe aspettati il Canada di Alphonso Davies come terzo incomodo per un posto agli ottavi di finale. Invece, la nazionale che più di tutti sta sorprendendo è il Marocco, che ha già un piede e mezzo agli ottavi. I maghrebini hanno certo una rosa di qualità, ma gran parte dei loro meriti vanno a un giocatore che ha dominato in queste prime due partite. Sofyan Amrabat.

I NUMERI DI AMRABAT CONTRO CROAZIA E BELGIO

“Amrabat gioca finché non muore”

Forse vi ricordate di queste parole. Sono quelle di Ivan Juric che, ai tempi dell’Hellas Verona, ha ribadito, a modo suo, la centralità di Amrabat nel suo gioco. Diventato centrale anche alla Fiorentina con Vincenzo Italiano, adesso Amrabat lo è anche per la sua nazionale. Il sorteggio del Mondiale gli ha posto contro Croazia e Belgio. Vale a dire, giocare contro i vari Brozovic, Kovacic, Modric, De Bruyne e Witsel. Giocatori di non poca qualità, insomma.

Il Marocco ha però dimostrato di essere una grande squadra ed è uscita imbattuta (e a reti inviolate) contro entrambi i colossi europei. Sulla copertina, insieme ai big Ziyech e Hakimi, va per però giustamente inserito anche Sofyan Amrabat. L’uomo in più dei Leoni dell’Atlante.

E Ambrabat è davvero l’uomo in più del Marocco, tanto che in campo sembra sdoppiarsi. Nei primi 180 minuti del Mondiale è dappertutto sul terreno di gioco. Pressa chiunque si trovi nelle vicinanze, annulla qualunque attacco avversario e distribuisce palloni su palloni al reparto avanzato.

La sua importanza ci viene mostrata anche da alcuni numeri. Il centrocampista della Fiorentina è quello con più palloni toccati nella sua nazionale, 53 in media a partita. Con una percentuale di successo dell’87,2%, superiore anche a quella di Brozovic. È vero, rispetto al centrocampista dell’Inter e a Witsel (le sue controparti di Croazia e Belgio) tocca molti meno palloni, ma è anche vero che il Marocco tiene molto meno il possesso della sfera (34% di media a partita). Dunque, è la qualità dei suoi tocchi che fa la differenza.

Nel gioco di Regragui, mirato alla verticalizzazione immediata, è lui, infatti, che si occupa del primo possesso dei maghrebini. Abbassandosi fra i centrali di difesa e avviando la manovra della squadra, smista palloni con precisione. Soprattutto sulle fasce presidiate da Hakimi e Ziyech da una parte e da Mazraoui e Boufal dall’altra. Il gioco del Marocco si basa tutto su questo e, per ora, la tattica sta funzionando soprattutto grazie al suo numero 4.

IL DISTRUTTORE DELLE MANOVRE AVVERSARIE

Il suo contributo è però vitale in fase difensiva. Il suo pressing ha costretto Modric e De Bruyne a giocare delle partite anonime. Ha vinto il 75% dei contrasti che lo hanno visto coinvolto. Spesso è lui, inoltre, che marca il centravanti avversario, anche in area di rigore, giocando come centrale aggiunto.

Una statistica però pone Sofyan Amrabat al primo posto tra i centrocampisti di tutto il Mondiale qatariota e ci fa ben capire la sua importanza in fase difensiva.

L’ex Hellas Verona è infatti al primo posto per palloni intercettati in tutta la Coppa del Mondo, ben 18 in totale. Una media dunque di ben 9 a partita finora. Una vera e propria diga, dunque, sulla quale si stanno infrangendo anche i migliori giocatori del mondo.

Persino la sua ammonizione, che può sembrare un macchia nelle sue finora ottime statistiche, è stata vitale per la squadra. Essendo arrivata per contrastare Luka Modric, al 78esimo del match contro la Croazia. In un’azione di contropiede in campo aperto, Amrabat ha preferito saggiamente stendere il trequartista del Real Madrid.

ANCHE ALL’ESTERO SI STANNO INTERESSANDO A LUI

Le prestazioni di Sofyan Amrabat lo pongono quindi fra i migliori giocatori del Mondiale in queste prime due partite. Forse il migliore degli “italiani” presenti alla kermesse. Le sue prestazioni non stanno però passando inosservate. Non c’è da stupirsi, almeno non per il  ct Regragui, che ha recentemente affermato:

“È un giocatore chiave per i miei progetti. Mi aspetto che si trasferisca in un top club europeo dopo il M0ndiale”.

La Serie A può dunque perdere uno dei suoi giocatori in rampa di lancio, con la Fiorentina che ha però un’opzione per il rinnovo fino al 2025. Su di lui però sta facendo più di un pensierino anche il Tottenham di Antonio Conte, che potrebbe dargli la possibilità di giocare in Champions League, desiderio espresso anche dallo stesso Amrabat.

Se è vero che speriamo che il marocchino non si muova dal nostro campionato, sarebbe altresì interessante vedere in che modo distruggerà le manovre offensive delle migliori squadre del continente, proprio come sta facendo al Mondiale.

 

 

 

 

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Kjaer: “Non sto bene, giusto lasciarmi fuori”

Pubblicato

:

Kjaer

Dopo la sconfitta di sabato della Danimarca, contro la Francia, per 2-1, Simon Kjaer ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’ex difensore di Roma e Palermo ha parlato così nel post partita: “Non sto bene, non posso giocare 90’, giusto sia stato fuori. Mbappé è incredibile, mai visto nessuno così veloce. Non ho parlato di rinnovo con Giroud ma penso resti con noi un altro anno”.

Il classe ’89 ha subito un lungo calvario con il Milan questa stagione, giocando la metà delle gare disputate in campionato. Anche al Mondiale Kjaer non è parso molto in forma, come confermato dal diretto interessato.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Cafu sicuro su Paquetà: “Al Milan troppe responsabilità”

Pubblicato

:

Paquetà

Cafu, storico terzino e leggenda di Roma e Milan ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Il Pendolino della fascia destra ha vestito in 143 occasioni la maglia del Brasile, che attualmente conta molti giocatori provenienti dalla Serie A. A questo proposito, la domanda su Lucas Paquetà, un ex in questo caso, che ha vestito la maglia del Milan, club che lo ha portato in Europa per primo, e attualmente al West Ham.

Queste le parole di Cafu sul calciatore: Lucas era troppo giovane quando arrivò al Milan, e il Milan gli diede troppe responsabilità. Avrebbe avuto bisogno di più tempo. Adesso ha più personalità e sa come stare in campo”. Il Milan ha portato in Italia Paqueta a 22 anni per poco più di 38 milioni dal Flamengo. Il calciatore non è riuscito ad esprimere il suo pieno potenziale e a mostrale la sua piena personalità. Al Lione, in Francia, ha trovato una sua dimensione, e al West Ham il brasiliano è letteralmente esploso. Il Milan ne ha fatto a meno per 23 milioni, nel 2020, salvo essere poi stato ceduto dal Lione agli inglesi in questa sessione di mercato estiva per quasi 43 milioni di euro.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969