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Fernando Morientes, il bomber che non amava calciare i rigori

Fernando Morientes, il bomber che non amava calciare i rigori

 

Fernando Morientes ha la valigia pronta.

E’ il 31 Agosto 2002 e il mercato sta finendo.

Il Real Madrid ha tenuto tutto il mondo del calcio con il fiato sospeso.
Acquisterà Ronaldo dall’Inter?

Le voci si susseguono da metà Luglio e proprio nell’ultimo giorno di mercato “o fenomeno” diventa un “galactico“.

Il parco attaccanti del Real Madrid vantava già firme pregiate quali quelle di Raúl e Fernando Morientes, coppia tra le più prolifiche della storia delle Merengues.
L’arrivo di un giocatore dell’importanza di Ronaldo avrebbe portato quasi certamente alla cessione di una delle due punte.

Proprio per questo, in quel famoso ultimo giorno di mercato, si sparse la voce che “El Moro” Morientes avrebbe lasciato Madrid per andare al Barcellona.

I 20 milioni offerti dal Barça vennero accettati, ma Morientes rifiutò la cifra proposta per l’ingaggio e rimase a Madrid.
Nella successiva finestra di mercato, dopo aver giocato col contagocce, decise di andarsene, firmando per il Monaco.

Nel Principato scrisse il capitolo più intenso della sua fantastica carriera, che ora ripercorreremo.

FRA TRASLOCHI E PALLONE

Nato a Cilleros in Extremadura, Morientes è figlio di una guardia civile.
Il lavoro svolto dal padre lo costringono a cambiare spesso città in cui vivere.
A 5 anni mosse i suoi primissimi passi calcistici giocando per la Escuela de Fútbol Base Diana per poi passare al Sonseca, rappresentativa della cittadina nella quale stava crescendo in quel periodo.
Il primo club professionistico a credere in lui fu l’Albacete, con il quale esordì in Primera Division nel 1994, a 17 anni.

Dopo due stagioni a Saragozza in cui arriva in doppia cifra (28 gol in due stagioni), arriva la chiamata del Real Madrid.

SANGUE GALATTICO

L’arrivo a Madrid è da sogno.
Morientes entra subito in sintonia con gli schemi della squadra e soprattutto con il suo compagno di reparto Raúl.
Le diverse caratteristiche tecniche li portano a sviluppare un’intesa di gioco impressionante.
Le dominanti doti fisiche di Morientes e il suo abilissimo talento aereo, lo consacrarono a perno fondamentale dell’attacco della nazionale spagnola e del Real Madrid a cavallo del secolo.

A SUON DI FINALI

Il bottino in patria parla di due campionati e tre supercoppe vinte con il Real Madrid.
Sono le notti europee, però, ad esaltare maggiormente el Moro.
Con il Real vincerà ben 3 Champions League, decidendone una con un suo gol.
Morientes fu il match-winner della prima finale di Champions League del millennio, quella di Parigi contro il Valencia.
Il gol di Fernando fu importante non solo per la posta in palio, ma perché la sua rete fu la prima a decidere una finale di Coppa giocata fra due squadre dello stesso Paese.
Il suo primo tempo al Real giunse al termine nell’estate del 2003, quando firmò per il Monaco.

RE DEL PRINCIPATO

In Francia Morientes salì alla ribalta, non tanto per le sue prestazioni in campionato, bensì per il suo rendimento in Champions League.
I suoi gol trascinarono il Monaco alla finale contro il Porto, che perderà 3-0.
Nonostante il triste epilogo, Morientes verrà eletto miglior attaccante e capocannoniere della competizione.

VENDETTA

Voci dalla Spagna parlarono di un rapporto gelido con il presidente Florentino Perez tra i principali motivi legati all’addio di Morientes al Real Madrid.
Tuttavia, il calcio, come sempre, non perse occasione per far vivere al “moro” una notte di gloria e di rivincita verso la sua ex squadra.
Sotto contratto con il Monaco, l’urna di Champions propose di fronte ai monegaschi proprio il Real Madrid.
La freddezza che lo ha sempre contraddistinto anche in quel caso fu fatale.
Morientes eliminò la sua vecchia squadra, castigandola sia al Bernabeu che al Louis II durante la partita di ritorno.
Vendetta o meno, Morientes dimostrò alla sua vecchia squadra di aver sbagliato a scartarlo così facilmente.

GITE D’OLTREMANICA E RITORNI

Dopo la stagione al Monaco, Morientes tornò al Real Madrid, dove venne nuovamente impiegato poco e niente.
Nel gennaio del 2005 si accasò al Liverpool di Rafa Benitez, dove non riuscì ad imporsi.
I Reds vinsero la Champions League, ma nulla venne conferito al Moro, in quanto cominciò la campagna europea con il Real Madrid.
Dopo la magra esperienza inglese, nella quale vinse una FA Cup, Morientes tornò in Spagna, al Valencia, dove giocò tre stagioni.
La prima lo vide ancora raggiungere ottimi livelli realizzativi, mentre le altre due lo videro relegato in panchina.
Con “los murcielagos“, comunque, vinse la Copa del Rey nel 2008, segnando in finale.
Tornò ancora una volta in Francia, a Marsiglia, dove in una stagione personalmente travagliata, ritrovò il suo allenatore dei tempi del Monaco Didier Deschamps.
All’OM giocò solamente 12 partite, vincendo il double campionato-coppa di Francia, ma segnando un solo gol.

 

A VOLTE RITORNANO

Una volta ritiratosi, Morientes intraprese la carriera di allenatore, occupandosi delle squadre giovanili del Real Madrid.

Chi nella sua carriera ha segnato 124 gol in Liga non può facilmente dire addio al calcio giocato.
Infatti, nel 2015, Morientes annunciò che sarebbe tornato a giocare per il Deportivo Asociación de Vecinos Santa Ana, nelle categorie regionali del calcio spagnolo.
L’avventura durò poco tempo, e dopo una fievole esperienza in panchina, al Fuenlabrada, Morientes si defilò dalle panchine.

Attualmente è direttore generale del Granada.

LE SUE VITTORIE

Morientes ha segnato in tutta la sua carriera 248 reti, di cui 143 nei tre campionati nei quali ha giocato e 39 in Champions League.
Ha lasciato il segno anche in nazionale, dove ha segnato 27 gol in 47 presenze.

Il paradosso leggendo queste statistiche?
Morientes odiava e odia tutt’ora calciare i rigori, vuoi per tensione, vuoi per chissà quale altro motivo.
Poco importa, il calcio ci ha donato un grande attaccante, e noi ce lo siamo goduto fino in fondo.

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