Connect with us
Figliol prodigo

La nostra prima pagina

Figliol prodigo

Pubblicato

:

Jovetic

Jovetic è tornato a casa. Il ritorno del figliol prodigo dopo sei mesi di lontananza da casa. Il montenegrino tanto voluto ma poi allontanato per incomprensioni e incompatibilità, temi sempre più frequenti del rettangolo verde. La fortuna cercata lontano da casa senza grandi successi. Rientro a casa non necessariamente sinonimo di permanenza. Anzi. E il futuro, a oggi, tutto da scrivere.

PARABOLA

Il racconto biblico espressione perfetta del passato e presente di Stevan Jovetic. Non solo per contenuti e morale ma anche per la sua identità di parabola. Parabola come può essere riassunta fin qui la carriera del montenegrino, nel senso più geometrico del termine. Una parabola ancora nella sua fase calante in cui un picco minimo non c’è ancora mai stato, forse, prima di risalire. Dall’addio dopo i 5 anni viola il lento declino, la discesa. Prima a Manchester, poi a Milano e Siviglia. Città accomunate dallo stesso fallimentare percorso di Stevan.

Gli inizi in viola idilliaci. L’arrivo nel 2008. L’anno di svezzamento fatto comunque di oltre 30 presenza fra campionato e coppe. Ma il rapporto col gol che attende un anno per sboccare di colpo. L’annata 2009/2010 la migliore forse in quanto a risultati personali, ponderati con quelli della Fiorentina. L’anno della Champions, con la doppietta al Liverpool al Franchi. Partita storica quella contro i Reds. Per la Fiorentina che riuscì a battere una squadra imbattuta nelle ultime 4 trasferte italiane. E per Jovetic che proprio contro il Liverpool trovò la prima rete in Champions League. Non accontentandosi e tramortendo gli inglesi con una doppietta pesantissima. Un’altra doppietta ancora più pesante per peso specifico ma inutile per il cammino in Champions agli ottavi al Franchi, contro il Bayern Monaco.

L’anno 2009/2010 concluso con 11 gol e 11 assist. L’anno seguente invece assente completamente dai campi per un infortunio e relative conseguenze post operatorie non calcolate. Le ultime due stagioni a Firenze invece le migliori a livello realizzato – 27 gol in 63 presenze – che lo fanno brillare agli occhi delle gradi d’Europa per il grande salto. Come spesso accade poi, sempre i grandi magnati con grandi budget a disposizione, alla fine a spuntarla a prescindere da possibili reali volontà e desideri del giocatore.

Grandi budget sinonimo di Manchester City. Grande budget, grande stipendio – 6 milioni annui – ma non grandi risultati. Aspettative decisamente fallite. Rapporto mai sbocciato con Pellegrini che nella prima stagione complice la grande fragilità fisica del montenegrino, nell’esperienza inglese visibilmente sviluppato, forse eccessivamente, a livello fisico. Tre infortuni nella prima stagione che lo costringono fuori dai campi per un totale di oltre 90 giorni. Una collezione di sole 18 presenze nell’intera annata e 6 gol di cui solo 3 in campionato. 18 presenze, si, ma 578 i minuti. Media aritmetica e risultato di poco più di 30 minuti di media presenza.  Il 2013/2014 l’anno di necessario purgatorio. L’annata che a tutti i calciatori prima o poi capita. Un quasi necessario e obbligatorio “pedaggio” nel proseguo della propria carriera. Ma l’anno successivo non rispetta tale ipotesi anche se presenze e minutaglia aumentano. 26 le presenze, 5 soli i gol e minutaglia che si alza a 45 minuti di media a presenza.

Denominatore comune ancora gli infortuni. Ancora la coscia. Il tallone d’Achille del montenegrino. La stessa coscia che lo aveva tormentato l’anno prima. La stessa coscia che ripresenta la tassa annuale per quell’eccessiva crescita fisica maturata nel passaggio fra Firenze e Inghilterra.

Trovare le ragioni del fallimento per un talento del genere è un cavillo esistenziale. Forse proprio l’Inghilterra incapace di capirlo. E allora l’occasione, a 26 anni, di tornare dove tutto è cominciato. In Italia, ma all’Inter. Per tentare di far risalire quella geometrica parabola sempre più verticale. Le prime due giornate di Serie A sembrano finalmente soddisfare le regole geometriche. Tre gol. Tutti fondamentali. Tre gol che significano, da soli, 6 punti e la testa solitaria della classifica per i nerazzurri. Ma premesse che non trovano seguito. Il buio. Ancora per gli infortuni. Ancora la coscia. Altri 58 giorni totali fuori dai campi nella annunciata stagione della rinascita. Nonostante tutto comunque 28 le presenze a fine stagione. Solo altri 4 invece i gol dopo le bugiarde due prime giornate.

Anche con l’Inter il rapporto non sboccia. L’anno seguente dopo soli 6 mesi e 5 presenze in campionato è un “arrivederci”. Cercare fortuna lontano, dove ancora non si è provato, forse l’ultima spiaggia. Siviglia. A Gennaio l’arrivo in terra iberica. 21 presenze. Esordio col botto contro il Real Madrid. Subentrato al 45esimo Jovetic si sblocca 8 minuti dopo l’ingresso in campo.

Quello, purtroppo, l’ennesimo bugiardo esordio della carriera del montenegrino. Le 21 presenze e i 6 gol in Liga non sono bastati al Siviglia, al momento, per credere ancora in lui.

RITORNO PER POCO

Il ritorno a casa la logica conseguenza. Ritorno all’Inter che con Mancini non lo aveva mai capito. Ora però con Spalletti. La sostanza non sembra essere cambiata. Jovetic sembra destinato alla partenza. Questa volta definitiva. La concorrenza è troppa. Icardi, Eder, Gabigol, Pinamonti, Joao Mario, Perisic e Candreva le sue alternative. Chi per un motivo chi per l’altro quasi tutte privilegiate e preferite al Stevan anche se Gabigol, Perisic e – forse – Joao Mario non sono così sicuri di restare. In caso di partenza del montenegrino associata a qualche altro collega l’Inter dovrà necessariamente intervenire sul mercato per cercare un sostituto. I nomi già circolano – fra i quali Martial – da inserire nella trattativa per Perisic.

L’addio del montenegrino non dovrebbe però promettere grandi guadagni alla causa nerazzurra. Il prestito biennale dal City si è concluso con il riscatto di 12 milioni sommati ai 3 del prestito oneroso. Infortuni, età e recente passato non giocano dalla parte né dell’Inter, né tantomeno di Jovetic.

I segnali però lanciati dalla tournée cinese contro il Lione sono più che positivi. Gol a parte. A posteriori dunque la considerazione sull’utilità della cessione va fatta. La bilancia certamente pende di più sulla partenza, ma qualche passo indietro potrebbe essere stato fatto. O quantomeno una pausa di riflessione sul futuro del giocatore.

Il talento è indiscutibile e l’utilità a stagione in corso potrebbe essere fondamentale. L’assenza dell’Inter da competizioni extra-campionato e Coppa Italia giocano da tutte e due le parti. Le poche competizioni non rendono obbligatoria l’ampiezza della rosa ed i sacrificati potrebbero essere molti. Dall’altro lato il talento di Jovetic ha dimostrato di saper fare la differenza, più nel lontano passato che in quello recente, ma in Serie A potrebbe ancora dire la sua e risultare utile a Spalletti.

Ad allenatore e dirigenza l’ardua decisione. A Jovetic invece ancora una volta la palla per far risalire la parabola della sua carriera questa volta, si spera davvero, nel suo punto più basso.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Flash News

Il papà di Kvaratskhelia: “Si vergogna quando paragonato a Maradona, per me rimarrà a Napoli”

Pubblicato

:

Pronostico Napoli-Monza, statistiche e consigli per la partita

Intervenuto ai microfoni di Radio Serie A, il padre di Khvicha Kvaratskhelia ha parlato del futuro del figlio e il rapporto con il Napoli. Ma non solo: il papà del georgiano ha ricelato anche un particolare retroscena sui paragoni “pesanti” che coinvolgono l’esterno azzurro. Di seguito le sue parole:

NAPOLI E I “GRANDI” PARAGONI – “Ringrazio Napoli e tutta l’Italia per apprezzare e amare mio figlio. Deve decidere lui il suo futuro. Secondo me rimarrà a Napoli ma rispetterò le sue decisioni. Quando viene paragonato a Maradona si vergogna tantissimo, ma ne è felice e non sa come ringraziare i tifosi per questa cosa”.

Continua a leggere

Flash News

Ilic costretto al cambio in Torino-Fiorentina: le condizioni

Pubblicato

:

Dove vedere Reims-Torino in tv e streaming

Brutte notizie in casa Torino. Proprio in questi minuti è in corso il match tra la formazione granata e la Fiorentina, valevole per la 27esima giornata di Serie A. Dopo appena dieci minuti di gioco, Ivan Ilic è stato costretto al cambio a seguito di uno scontro di gioco con Cristiano Biraghi.

Per il centrocampista serbo, che ha abbandonato il rettangolo verde in lacrime, si tratterebbe di un infortunio piuttosto serio. Secondo quanto riportato da Sky Sport, infatti, ci sarebbe l’interessamento della rotula. Nel corso della giornata di domani, si sottoporrà agli esami strumentali per valutare l’entità dell’infortunio e i relativi tempi di recupero.

Continua a leggere

Flash News

Palladino polemico sull’arbitraggio: “Partita condizionata dagli errori”

Pubblicato

:

Palladino Monza-Milan

Monza-Roma, 27esima giornata di Serie A, si è conclusa sul punteggio di 1-4. Al termine del match, Raffaele Palladino è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare l’amara sconfitta contro i giallorossi. Così il tecnico del club brianzolo.

LE PAROLE DI PALLADINO

SCONFITTA CONTRO LA ROMA“Complimenti alla Roma, abbiamo affrontato una squadra forte, hanno fatto una grande partita ma il risultato è bugiardo per quello che abbiamo messo in campo. Abbiamo messo in difficoltà la Roma, avendo occasioni nitide per passare in vantaggio. Poi se non fai gol contro queste squadre, ti puniscono al primo mezzo errore che fai però sono soddisfatto della prova dei ragazzi, sia nel primo che nel secondo tempo. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, questa partita ci deve dare grande orgoglio. Il risultato è troppo ampio, però dobbiamo continuare così, questa partita ci farà crescere”.

DE ROSSI“Ringrazio Daniele che è un grandissimo ragazzo, faccio i complimenti alla Roma che ha scelto bene. Lui ha liberato questa squadra e ha tanta qualità, ha giocatori formidabili e si vedono le sue idee. Non sono contento per il risultato ma per Daniele che se lo merita”.

ARBITRAGGIO“Non parlo mai degli arbitri ma ci sono stati degli errori che hanno condizionato tanto la partita, c’era un fallo su Colpani sul primo gol, poi è stato fischiato un fallo di Bondo su Cristante che non c’è mai enel quarto c’era un fallo su Pessina non fischiato dall’arbitro che stava per fischiare e non ho capito perché non ha fischiato. Il rammarico è aver preso troppi gol dopo una partita ben giocata, la prestazione è stata fatta”.

COLPANI“Nessun problema, mi dispiace sempre sostituire a fine primo tempo ma avevo bisogno di cambiare sistema di gioco e mi serviva un quinto. Andrea aveva speso molto giocando bene, è stato solo un cambio tattico, non una scelta tecnica”.

MALDINI“Deve continuare così, mi piace tantissimo, è un bravissimo ragazzo che si allena a duemila. É un ragazzo introverso e come tutti quelli di talento va coccolato per essere stimolato. L’occasione dall’inizio arriverà, stasera quando è entrato ha dato qualità. Non guardo tanto a chi gioca dall’inizio, ma chi subentra e oggi chi è entrato ha dato ottimi risposte”.

Continua a leggere

Flash News

De Rossi dopo Monza-Roma: “Vedo miglioramento, ma non è abbastanza”

Pubblicato

:

de rossi

DE ROSSI ROMA – Monza-Roma, match valevole per la 27esima giornata di Serie A, si è conclusa sul risultato di 4-1 per i giallorossi, che centrano la terza vittoria consecutiva. Al termine della sfida, Daniele De Rossi è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare la vittoria contro i brianzoli. Queste le sue dichiarazioni.

VITTORIA CONTRO IL MONZA – “Questo gruppo era già coeso, per due anni hanno raggiunto una finale europea. Io gestisco gli esseri umani prima dei calciatori. Sono contentissimo di stare in mezzo a loro. L’importanza è dei singoli, anche di chi non sta sul giornale. Celik gioca pochissimo, ma si allena al meglio. Oggi è entrato alla grande“.

PELLEGRINI – “Ho cercato di dare quella che sia la mia idea di calcio, credo in questo tipo di gioco, ma per farlo dobbiamo stare molto bene fisicamente: ho lavorato su questo punto di vista. Tanto sforzo fisico e fatica senza palla. Lorenzo lo ha capito”.

ASSETTO DI GIOCO – “Cerco di mettere una squadra offensiva: ho giocatori che possono segnare in ogni momento. Le qualità dei giocatori devono essere rispettate e sfruttate. Dobbiamo migliorare, vedo qualche miglioramento, ma non è abbastanza”.

DYBALA “Gli piace lavorare, è un esempio, come tutti gli altri. Anche quando non ha defaticante viene e segue l’allenamento. Il suo talento è qualcosa di diverso”.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969