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Finals LBA, l'Olimpia Milano vince il 29° scudetto

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Finals LBA, l’Olimpia Milano vince il 29° scudetto

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Olimpia Milano

Sabato sera l’Olimpia Milano ha vinto il suo 29° scudetto, il quarto negli ultimi nove anni. Nonostante Milano sulla carta risulti sempre la squadra da battere, non vinceva il titolo dalla stagione 2017/2018. Quest’anno però Ettore Messina è riuscito a raggiungere l’obiettivo principale della stagione. È stata una serie avvincente, tra due grandi squadre che hanno dominato il campionato, e sono qualche spanna sopra a tutte le altre della categoria. Lo si è visto anche nei playoff, dove entrambe hanno vinto le rispettive semifinali per 3-0 contro Tortona e Sassari.

LA VITTORIA DELL’OLIMPIA

Da quando la Virtus Bologna ha cambiato marcia nel 2020, ci si aspettava che sarebbe nata una grande rivalità, che può durare anche negli anni a venire. Finalmente c’è un’altra realtà italiana che può controbattere, anche economicamente, allo strapotere dell’Armani. L’anno scorso quindi ci si aspettava una grande serie finale tra queste due squadre, invece ha vinto la Virtus Bologna con un secco 4-0. Risultato davvero pesante e inaspettato che sicuramente ha dato a Milano la spinta in più per vendicarsi quest’anno, e così è stato. Milano ha vinto la serie 4-2, nonostante non partiva esattamente col favore dei pronostici, dato che la Virtus Bologna aveva il fattore campo dalla sua, essendo arrivata prima in Regular Season.

Proprio in gara 1, Milano è riuscita subito a ribaltare il vantaggio di Bologna, sbancando la Virtus Segafredo Arena. La serie si è aperta e conclusa sotto il segno di Shavon Shields. L’ala danese è stato l’unico della serie ad aver vinto il premio di MVP in più di una partita. Perciò l’ex Trento è stato premiato meritatamente come MVP delle Finals LBA. Shields ha segnato 15 punti di media nella serie finale, deludendo solo in gara 5, dove ha segnato 3 punti.

L’altro giocatore decisivo per Milano è stato Gigi Datome. Nonostante la grande carriera e i 34 anni, l’ex NBA voleva fortemente questo titolo, dato che non aveva ancora vinto uno scudetto. In realtà uno lo aveva vinto, ma quando era un sedicenne che scaldava la panchina tra le fila della Mens Sana Siena. Stavolta invece lo ha vinto da protagonista, riuscendo a dire la sua in quasi tutte le partite della serie finale. È andato quattro volte su sei in doppia cifra, segnando ben 23 punti sabato sera.

Sempre fondamentale poi Kyle Hines. Ha cominciato in A2 la sua carriera a Veroli, piccola cittadina ciociara che non arriva a 20 mila abitanti, ma che vive di pallacanestro. Da lì in poi gira l’Europa tra Bamberg, Olympiakos, ma soprattutto CSKA Mosca, vincendo ben 4 Eurolega. Nel 2020 è arrivato a Milano a 34 anni, proprio per dare quel quid in più che la squadra meneghina cerca in Europa. È l’ultimo a mollare in ogni partita, fornendo un grande apporto per punti, rimbalzi e anche tanto altro che le statistiche con rilevano.

Non ci si limita però solo a questi tre, perché anche Nik Melli al ritorno dalla NBA ha fornito delle grandi prestazioni in queste Finals LBA. È mancato nella gara decisiva in Eurolega contro l’Efes Pilsen, ma nei playoff ha dato tanto. Nelle 6 gare finali, ben 2 volte ha segnato più di 20 punti. C’è stato poi l’estro e l’esperienza del Chacho Rodriguez, che potrebbe aver giocato l’ultima stagione in Italia, per finire la carriera a casa sua in Spagna.

Da citare però anche Jerian Grant. Fino al 2019 giocava in NBA negli Orlando Magic, quindi era lecito aspettarsi tanto da lui. Purtroppo la sua stagione non è stata positiva, ma nelle Finals LBA si è fatto perdonare ed è stata l’arma segreta dell’Olimpia, fornendo ottime prestazioni da doppia cifra in gara 3 e 4.

LA SCONFITTA DELLA VIRTUS

La Virtus non riesce a fare doppietta, nonostante il primo posto in Regular Season che le aveva permesso di avere una partita in casa in più nelle Finals LBA. La rosa di Bologna è molto lunga, forse pure troppo. Il problema delle V nere potrebbe essere proprio questo, infatti ci sono diversi giocatori importanti che quest’anno non hanno saputo rendere come dovevano.

Un esempio è Alessandro Pajola che l’anno scorso è esploso, mentre quest’anno è stato ben al di sotto delle aspettative. Nelle sei partite contro Milano ha segnato appena 14 punti, di cui ben 3 volte a 0 punti. Un altro è Nico Mannion. Doveva essere un grande colpo dopo la stagione passata ai Golden State Warriors, invece Scariolo non l’ha proprio visto adeguato per il campionato italiano. Nelle finali ha messo piede in campo solo nei minuti finali, col risultato già scritto.

Delusione totale è stata Kyle Weems che ha fatto bene in regular season. In questa stagione viaggiava con 11 punti di media a partita, ma in nessuna delle sei partite contro Milano è riuscito ad andare in doppia cifra. Anche Marco Belinelli poteva fare un po’ meglio, invece non è andato oltre i 7 punti di media in queste Finals.

Ci sono state però anche delle note positive. In primis Shengelia che ha dato sempre un grande apporto in merito di punti segnati, ma che ha deluso in gara 6 per colpa di qualche linea di febbre. Molto bene anche il centro francese Mouhammadou Jaiteh, che non è arrivato a Bologna da protagonista, ma è riuscito comunque a imporsi a suon di punti e rimbalzi, realizzando diverse doppie doppie.

All’estro del Chacho hanno provato a rispondere Milos Teodosic e Daniel Hackett. Curiosamente tutti e tre sono playmaker legati fortemente da un passato al CSKA Mosca, con cui ognuno ha vinto l’Eurolega.

È un piacere che siano tornati a giocare in Italia superstars di questo spessore. Ciò si sta rendendo possibile negli ultimi due anni con i grandi acquisti che hanno fatto Virtus Bologna e Olimpia Milano. Questa finale 2021/2022 ha tanto l’aria di essere solo il secondo capitolo di questa forte rivalità che continuerà ad esserci anche nei prossimi anni.

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ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

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Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

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CdM di Sci Alpino, il resoconto del weekend: Bassino trova la prima vittoria stagionale!

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Sci Alpino

Dopo le gare tecniche di Soldeu e di Bansko la carovana dello Sci Alpino si sposta in Svizzera – per le gare femminili – mentre a Kvitfjell (Norvegia) per le gare al maschile. Tuttavia il ricco weekend propone gare veloci con tre discese libere e due Super-G. Ad aprire i cancelletti sono state le donne, protagoniste sulla storica pista di Crans Montana. Esse hanno disputato la prima delle due discese in programma venerdì 16 febbraio. All’interno di questo pezzo vi proporremo un resoconto delle gare di questo fine settimana, partendo proprio dalla prima discesa libera in Svizzera.

SCI ALPINO, IL RESOCONTO DISCESA LIBERA FEMMINILE

Quella di venerdì 16 febbraio è la prima discesa senza la primatista della classifica di specialità. Difatti il brutto infortunio di Sofia Goggia non permetterà alla bergamasca di vincere la quinta coppetta almeno di clamorosi ribaltoni. Tuttavia nella gara sprint del venerdì la spunta la padrona di casa e dominatrice assoluta di queste ultime settimane: Lara Gut-Behrami. La sciatrice ticinese timbra la vittoria in 1.19.11, mettendosi alle spalle l’austriaca Huetter e la svizzera Flury ex aequo in seconda posizione a 21 centesimi dalla vittoria.

L’Italia parte bene nel weekend svizzero con ben tre atlete nelle prime 6, visto che Pirovano, Bassino e Brignone sono rispettivamente , , e . Ciò nonostante il rammarico per la vittoria c’è, visto che Brignone era in luce verde nell’ultima fotocellula: un’escursione fuori pista, però, gli ha negato la gioia del podio e, chissà, anche della vittoria. Per la vincitrice della gara si tratta del terzo successo consecutivo e il 44° della carriera. Complice, anche, l’infortunio di Mikaela Shiffrin la Gut si prende la leader della classifica di specialità dove comanda con 1314 punti.

SCI ALPINO, IL RESOCONTO DISCESA LIBERA FEMMINILE E MASCHILE

Sabato 17 febbraio giornata di grande spettacolo per le discipline veloci. Le donne stappano la giornata sul circolo bianco disputando la seconda discesa libera in Svizzera sulla pista di Crans Montana. Dopo il successo del venerdì, gli occhi sono puntati tutti su Lara Gut-Behrami, in cerca del suo 45° successo. A far la voce grossa, però, ci pensano le italiane: Marta Bassino e Federica Brignone conquistano una doppietta mettendosi alle spalle proprio la ticinese. Per la vincitrice – Bassino – si tratta della prima gioia stagionale, in una CdM in cui le difficoltà erano state parecchie. Difatti, l’ultima vittoria dell’atleta azzurra era arrivata nella stagione 2022/23, nello slalom gigante del Sestriere. Oltre alle già citate atleta della nazionale italiana, altro piazzamento importante è stato ottenuto da Laura Pirovano: la classe 99 si classifica quinta testimoniando l’ottimo feeling sulla pista svizzera.

Al termine del pendio, la Gut comanda ancora la classifica generale con 1374 punti e si prende, anche, la testa della coppa di specialità. A causa dell’infortunio della Goggia la ticinese la sopravanza ottenendo 369 punti a fronte dei 350 di Sofia.

 

Dopo le donne, il pendio del circolo bianco si sposta in Norvegia, dopo gli uomini disputano la penultima discesa della stagione. Tuttavia, prima della partenza, arrivano delle notizie non confortanti: Cyprien Sarrazin, dominatore assoluto della stagione, non prenderà parte alla corsa a seguito di un infortunio al polpaccio rimediato durante la prova nella giornata di venerdì. Il tutto spiana la strada a Marco Odermatt, il quale potrebbe vincere la classifica di specialità vincendo la gara.

Tuttavia a Kvitfjell, nell’Olympiabakken, vince a sorpresa lo svizzero Hintermann (già vincitore nel 2022) che precede l’austriaco Kriechmayr di appena 8 centesimi e il canadese Alexander di 19. Per l’Italia un bilancio non positivo con Bosca, 11°, e primo della spedizione azzurra. Per Paris, invece, una gara condizionata da una scivolata che ne ha compromesso il podio ma, anche, la vittoria. Così, resta tutto aperto per la gara del 24 marzo a Saalbach: in Austria, nella quattro giorni delle finali di CdM, che chiude la stagione, lo svizzero si presenterà con 46 punti di vantaggio sul francese Sarrazin. Tuttavia saranno proprio loro due a giocarsi la vittoria di specialità in questa stagione. Ricordiamo, inoltre, che nelle finali di Saalbach – in discesa – saranno al cancelletto di partenza Guglielmo Bosca, Paris, Schieder e Casse. Rimane fuori, invece, Christof Innerhofer che non rientra nei migliori 25 della specialità.

SCI ALPINO, IL RESOCONTO SUPER-G FEMMINILE E MASCHILE

Domenica 18 febbraio si chiude la tre giorni di CdM con due Super-G: le donne chiudono il weekend di Crans Montana, mentre gli uomini scendono per l’ultima volta a Kvitfjell. Nella pista svizzera trionfa l’austriaca Stephanie Venier che precede di soli 4 centesimi Federica Brignone e di 15 Marta Bassino. Per la vincitrice si tratta della terza vittoria della carriera e della 2ª stagionale dopo la discesa libera di Cortina; tuttavia, è anche il primo trionfo in Super-G. La spedizione azzurra, comunque, chiude questa tappa con un bilancio molto positivo, con una duplice doppietta. La Brignone, con questo doppio secondo posto, va al 70° podio in carriera, la Bassino, invece, il 30°.

La delusione di oggi è, invece, la Gut-Behrami che chiude al sesto posto. Ciò nonostante, tiene la testa della classifica generale comandando con 1414 punti: con questo bottino è avviata alla vittoria finale. Per lei significherebbe il secondo trofeo globale dopo quello ottenuto nella stagione 2015/16. Nella classifica di specialità, invece, la stessa svizzera deve guardarsi alle spalle da Cornelia Huetter – seconda – e Brignone terza. Tuttavia mancano ancora quattro supergiganti e il tutto si deciderà alla battute finali: prossima settimana ne andranno in scena due – il 24 e 25 febbraio – in Val di Fassa.

Gli uomini jet, invece, scendevano nel pendio della Olympiabakken di Kvitfjell per disputare il sesto Super-G della stagione. Dopo una gara al filo dei centesimi la spunta l’austriaco Kriechmayr che si mette alle spalle Read e Odermatt con Paris. Proprio quest’ultimo agguanta un podio importante per la fiducia personale. Il vincitore ottiene la seconda vittoria stagionale dopo il Super-G della Val Gardena e, inoltre, il terzo podio stagionale. Oltre modo con i 100 punti di oggi accorcia nella classifica di specialità salendo al secondo posto con 369 punti: sembra inarrivabile il primatista mondiale Odermatt a 450 punti. Anche l’Italia al maschile chiude un ottimo weekend con Bosca e Zazzi ex aequo in sesta posizione; Casse, invece, chiude in 11ª. Adesso, la carovana maschile si sposta negli Stati Uniti: prima a Palisades Tahoe e poi ad Aspen.

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Mondiali Nuoto, il resoconto della sesta giornata: Zazzeri e Deplano fuori dalla finale dei 50 sl

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Mondiali nuoto Doha

MONDIALI DI NUOTO 2024: IL RESOCONTO SESTA GIORNATA – Le luci si accendono, tutto è pronto all’Aspire Dome di Doha per la sesta giornata del Mondiale di Nuoto 2024. Dopo la fase eliminatoria di questa mattina, il turno pomeridiano odierno è traboccante di appuntamenti. Nella fattispecie, sono nove le gare in agenda, tra cui cinque finali e quattro semifinali. Lo show, dunque, è assodato; non latitano, però, oltre a conferme e dimostrazioni di forza, anche alcune sorprese.

Per l’Italia il bilancio è tutt’altro che positivo: a pesare, soprattutto, l’eliminazione di Lorenzo Zazzeri e Leonardo Deplano nei 50 stile libero. Vediamo, pertanto, il resoconto della sesta giornata di manifestazione.

 MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 100 STILE LIBERO DONNE: STENBERGER D’ORO, SECONDA HAUGHEY

A ventiquattro ore di distanza dal trionfo di Pan Zhanle, è tempo nuovamente di finale dei 100 stile libero. Stavolta, però, a scendere in vasca non sono gli uomini, bensì le donne. E, tra le varie gare previste quest’oggi, non poteva esserci partenza migliore. In merito a ciò, nella “Gara Regina” le emozioni sono state innumerevoli e, al tocco finale della piastra, si è registrato anche un inopinato colpo di scena. A trionfare, infatti, è Marrit Steenbergen che, con una rimonta nella seconda metà di gara, batte Haughey e vince il titolo iridato in 52″26. La nuotatrice originaria di Hong Kong, reduce dalla medaglia d’oro nei 200 metri sl e dal bronzo nei 100 rana, chiude al secondo posto con il tempo di 52″56. In terza posizione l’australiana Shayna Jack (52″83), mentre Kate Douglass è quarta in 53″02.

Per l’olandese Steenbergen si tratta del primo successo mondiale in carriera. Prima di adesso, considerando i 100 sl, nel palmarès dell’atleta 24enne figuravano solo il bronzo a Fukuoka 2023 e l’oro agli Europei di Roma nel 2022. A partire da oggi, verrà aggiunto anche il metallo più prezioso conquistato a Doha.

FINALE 200 RANA DONNE: TRIONFA SCHOUTEN, ARGENTO DOUGLASS

Altro giro e seconda finale di giornata, sempre al femminile. Dopo i 100 sl, ecco l’ultimo atto dei 200 rana. Una gara in cui, a spiccare, al netto dell’assenza della campionessa in carica Tatiana Schoenmaker, sono le conferme (anzi, i miglioramenti) delle atlete premiate in Giappone la scorsa estate. E, di conseguenza, in questa edizione dei mondiali, sul podio non sono mancati sovvertimenti di posizione. Ne sa qualcosa Tes Schouten che, dal bronzo nipponico in 2’21″63, è avanzata all’oro qatariota con annessi, rilevanti, accrescimenti di crono. L’olandese si è aggiudicata la vittoria con 2’19″81, stabilendo inoltre il nuovo primato nazionale.

L’argento è degli USA con Kate Douglass, seconda in 2’20″91. Per il bronzo è bagarre, ma, ad avere la meglio, ci ha pensato Sydney Pickrem. Con 2’22″94, la canadese ottiene la terza posizione e torna, a distanza di cinque anni, sul podio iridato. Niente da fare, invece, per Alina Zmuskha e Mona McSharry, le quali si classificano rispettivamente quarta (2’24″44) e quinta (2’24″89).

MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 200 DORSO UOMINI: HUGO GONZALEZ C’È ED È ORO!

Le sorprese, nell’impianto natatorio dell’Aspire Academy, sono tutt’altro che terminate. La finale dei 200 dorso uomini, in tal senso, effigia un lapalissiano manifesto. A vincere la distanza lunga della specialità con il volto rivolto verso l’alto, infatti, è Hugo Gonzalez in 1’55″39. Lo spagnolo è una novità dei Giochi Acquatici di Doha e, in seguito all’argento maturato nei 100, ottiene anche la medaglia d’oro. Un successo arrivato in coda a una prestazione gestita alla perfezione. Rimasto a contatto con il gruppo di testa nella prima parte, Gonzalez snocciola quindi una progressione negli ultimi cinquanta metri che gli permette di prevalere, con un vantaggio di dieci centesimi, sulla concorrenza.

Al secondo posto, con il crono fermo a 1’55″49, Roman Mityukov, mentre per il prodigioso talento sudafricano Pieter Coetze (1’55″99) la medaglia è di bronzo. Seguono, sotto lo scranno dei medagliati, Jack Aikins (1’56″21), Junho Lee (1’56″38) e il greco Apostols Siskos con 1’56″64.

MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 200 RANA UOMINI: CHE RIMONTA DI DONG!

Il trono dei 200 rana cambia padrone ma rimane in Cina. Da Qin Haiyang, vincitore a Fukuoka e detentore del record del mondo, il testimone va a Zihaho Dong, il “nuovo che avanza” nella nazionale del Dragone. Il classe 2005 si è reso autore di una gara folle, iniziata nelle retrovie e culminata però con il trionfo in 2’07″94, precedendo di 30 centesimi Caspar Corbeau (2’08″24). Il terzo posto va invece a Nick Fink con 2’08″85.

Nei primi 100 metri il ranista orientale era transitato in sesta posizione, mentre al termine della terza vasca il ritardo accusato rispetto a Corbeau ammontava a 1″59. Agli occhi di molti appassionati, la distanza sarebbe potuta essere irredimibile, ma non per la spensieratezza di Dong che, nell’ultimo cinquanta, piazza 32″2. E, oltre a ricucire lo svantaggio, riesce addirittura a ottenere la vittoria.

 MONDIALI DI NUOTO 2024, FINALE 4×200 SL UOMINI: AZZURRI QUINTI

L’ultima finale della giornata è la staffetta 4×200 stile libero maschile. Nel corso delle batterie della mattina, l’Italia si è assicurata il terzo tempo di qualificazione, alle spalle di Cina e Corea del Sud. In vista del pomeriggio, i tecnici della Nazionale hanno optato per alcune modifiche: al posto di Marco De Tullio, nella terza frazione c’è Matteo Ciampi.

Ad inaugurare la staffetta ci pensa Filippo Megli con un convincente 1’46″82. Un crono confermato anche dal secondo frazionista, Alessandro Ragaini (1’46″76), che porta gli azzurri in quinta posizione. Dunque, adesso, è il turno di Matteo Ciampi. Il livornese è volitivo di fare bene e parte subito forte (passaggio ai 100 in 50″89), sugellando poi  1’46″09. Chiude Stefano Di Cola, il quale nuota 1’47″33. L’Italia è fuori dal gioco per le medaglie e finisce al quinto posto con 7’00″00.

Vince la staffetta la Cina (7’01″84), guidata da Xinjie Ji, Haoyu Wang, Pan Zhanle (1’43″90) e Zhang Zhanshuo. Argento per la Corea del Sud di Hwang Sunwoo (1’43″76) e bronzo per gli USA.

MONDIALI DI NUOTO 2024, RESOCONTO SEMIFINALI: OUT ZAZZERI E DEPLANO NEI 50 STILE LIBERO

Nella sesta giornata dei Mondiali di Nuoto sono andate in scena quattro semifinali. Ad aprire le danze i 100 farfalla uomini con Gianmarco Sansone a rappresentare i colori italiani. Il toscano, al debutto internazionale, fa 52″15 e termina quattordicesimo. Sfuma, dunque, il sogno finale, ma per il nuotatore dell’Esseci rimane una esperienza indelebile: “È stata una semifinale bellissima, un’emozione indescrivibile. Per me è stato un onore gareggiare con campioni di questo calibro “, ha dichiarato a Rai Sport HD. Il miglior crono, invece, è stato registrato da Diogo Matos Ribeiro (51″30), che domani nuoterà in corsia quattro. Al suo fianco, il polacco Jakub Majerski (51″33) e l’austriaco Simon Bucher (51″39).

Nei 200 dorso donne, la favorita è Claire Curzan. La statunitense, dopo la vittoria dei 50 e 100, è alla ricerca del titolo anche nella distanza lunga. A fronteggiare, la 19enne di Cary (oggi 2’07″01) dovrebbero essere, con ogni probabilità, Jaclyn Barclay  e Eszter Szabo-Felthoty.

In casa Italia, le notizie negative arrivano soprattutto con le semifinali dei 50 stile libero. In virtù di pochi centesimi, Lorenzo Zazzeri (21″80) e Leonardo Deplano (21″81) mancano l’accesso alla finale mondiale. L’ultimo tempo, valevole la presenza nei primi otto velocisti, è di Michael Andrew con 21″77. D’altro canto, il primatista in carica Cameron McEvoy troneggia in 21″23, poi Bukhov (21″38) e Benjamin Proud (21″54). Da non sottovalutare, inoltre, lo svedese Seeliger (21″67) e il greco Gkolomeev (21″72).

Nei 50 farfalla donne Sarah Sjostrom è candidata alla vittoria.  La svedese, alla soglia ormai dei trenta anni, ha nuotato in controllo 25″08.  Non sembrano esserci molte probabilità per le inseguitrici, capeggiate da Melanie Henique (25″27) e Farida Osman (25″80).

Fonte immagine in evidenza Mondiale Nuoto: Sito World Acquatics 

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Mondiali di nuoto, il resoconto della quinta giornata: Miressi d’argento, Razzetti ancora a podio

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Mondiali nuoto Doha

L’Aspire Dome di Doha abbassa i riflettori sulla quinta giornata dei Mondiali di nuoto in vasca lunga. Gli atleti, dopo le batterie del mattino, riscendono sul piano vasca per affrontare le semifinali e finali del pomeriggio. Il pacchetto di gare è ricco e vedrà l’Italia protagonista: su tutti Alessandro Miressi nella gara regina – i 100 sl – e Alberto Razzetti nei 200 misti. Proprio quest’ultimo, dopo l’argento nei 200 delfino di ieri, va a caccia della seconda medaglia ad una rassegna iridata.

Prima di osservare e proporvi un breve resoconto della gare pomeridiane, un omaggio va fatto anche all’Italia della pallanuoto. Il Settebello di Sandro Campagna ha sconfitto la Spagna e andrà a giocarsi il metallo più pregiato contro la Croazia o la Francia. La nostra Nazionale ha rivendicato la sconfitta subita lo scorso gennaio agli Europei, quando perse per 7-4.

Tra i marcatori azzurri, 2 gol a testa per Di Fulvio, Fondelli (2 rigori) e Condemi. Una rete per Bruni e Velotto. Tuttavia, in tre delle ultime quattro edizioni dei Mondiali, l’Italia della pallanuoto è sicuro a medaglia. Le recenti sono arrivate nel 2019 – con l’oro – e nel 2022 con l’argento.

RESOCONTO FINALE 200 FARFALLA DONNE 

La prima gara della quinta giornata dei Mondiali la aprono le donne, scendendo in vasca per i 200 farfalla. Nell’ultima edizione, a Fukuoka 2023, ha trionfato la canadese Summer McIntosh con il tempo di 2.04.06. Qui, a Doha, è assente e tutto ciò dà la possibilità a molte atlete di ottenere la medaglia iridata. La prima ad entrare è Lana Pudar, campionessa europea in carica; seguono Boglarka Kapas campionessa nel 2019. Le ultime due corsie sono occupate da Rachel Klinker e Helena Bach che entra con il miglior tempo.

Ad avere la meglio, però, dopo quattro vasche è l’inglese Laura Stephens che brucia tutte le avversarie chiudendo in 2.07.35. Il podio viene chiuso dalla Bach e dalla bosniaca Pudar, alla sua prima medaglia ai Mondiali.

RESOCONTO FINALE 100 SL UOMINI

La gara di tutte le gare: i 100 stile libero. Si disputa come seconda della quinta giornata e vede l’Italia protagonista con Alessandro Miressi. L’italiano entra in corsia 5, fiancheggiando il favorito numero uno Zhanle Pan autore del neo record del mondo. Tra gli altri aspiranti Matthew Richards – campione in carica dei 200 e oro all’Olimpiade in staffetta – il cinese Wang, mina vagante, e il coreano Hwang che dopo i 200 stile libero va a caccia del podio.

Al termine della gara trionfa Zhanle Pan che timbra la vittoria in 47.53. L’Italia c’è e Miressi è argento dopo una vasca di ritorno semplicemente straordinaria. L’atleta azzurro si mette alle spalle l’ungherese Nandor Nemeth, terzo all’arrivo.

Così l’Italia, dopo ben 17 anni, torna sul podio della gara regina. Tuttavia, Miressi, è il terzo italiano di sempre a salire sul podio in questa gara. Prima di lui solamente Filippo Magnini e Giorgio Lamberti erano riusciti nell’impresa: il primo con due ori ai Mondiali, uno a Montreal nel 2005 e l’altro a Melbourne nel 2007. Il secondo, invece, a Perth in Australia nel 1991.

RESOCONTO FINALE 50 DORSO DONNE 

La terza gara pomeridiana è quella più aperta visto che cambia padrona dal 2011. Kira Toussaint, Ingrid Wilm, Claire Curzan, e Lauren Cox si giocano le medaglie con Iona Anderson giovane novità e netta favorita. Al termine della vasca secca, però, la spunta la statunitense Curzan che chiude in 27.43 precedendo l’australiana Anderson e la canadese Wilm. Tuttavia la gara sprint di dorso ha dell’incredibile, visto che il podio è uguale a quello dei 100. Per Curzan, quinid, una doppietta nelle gare di dorso.

RESOCONTO FINALE 200 MISTI UOMINI 

La penultima gara sono i 200 misti al maschile. Tra i pretendenti al podio troviamo: Alberto Razzetti – già argento nei 200 delfinoDaiya Setocampione a GwangjuDuncan Scottargento olimpico e mondiale in carica Shaine Casas sorpresa in vasca lunga e poi Carson Foster, a Budapest 2022 argento. Dopo quattro vasche al cardiopalma, sorprende tutti il canadese Finlay Knox, che si mette alle spalle lo statunitense Foster e l’azzurro Alberto Razzetti.

Così come per i 100 stile libero, l’Italia conquista una medaglia storica nei 200 misti. Difatti dopo 21 anni – da Barcellona 2003 – la nostra nazionale sale sul podio in questa specialità. In quell’occasione Massimiliano Rosolino ottenne anche il terzo gradino del podio. Tuttavia, lo stesso, è ancora l’unico ad aver vinto in questa specialità: erano i Mondiali di Fukuoka del 2001.

RESOCONTO FINALE 4×200 SL DONNE 

Ultima gara della giornata, valida per assegnare le medaglie, è la staffetta 4×200 sl al femminile. L’Italia è assente, ma le nostre ragazze hanno ottenuto lo stesso il pass per le Olimpiadi di Parigi. La gara è stata aperta fino alle ultime due vasche, finché la Cina non ha aperto il gas con la terza frazione grazie a Bingjie Li. La nazionale del dragone trionfa in 7.47.26 precedendo la Gran Bretagna e l’Australia. Proprio quest’ultima viene scalzata dal gradino più alto del podio dopo l’oro a Fukuoka 2023.

Con quest’ultima gara si chiude la quinta giornata dei Mondiali. L’appuntamento è per domani alle ore 17.00 quando all’Aspire Dome di Doha si scende sul piano vasca per disputare cinque finali e quattro semifinali.

RESOCONTO SEMIFINALI 

Oltre alle gare che assegnano le medaglie, nel pomeriggio si disputano le semifinali che decretano l’ingresso in vasca dei migliori otto nelle finali del giorno dopo. La prima semifinale è stata quella dei 100 stile libero al femminile: nessuna sorpresa con Steenbergen e Haughey che andranno a giocarsi l’oro nella gara di domani.

Gli uomini, invece, scendono in vasca per i 200 rana. Al termine delle due semifinali la spunta l’americano Jake Foster che entrerà in vasca con il miglior tempo: 2.08.78. Lo seguono i migliori della specialità come Fink, Corbeau e Kamminga. Occhio, però, alla sorpresa Zhihao Dong, che entrerà con il secondo tempo.

La penultima semifinale del pomeriggio è quella che vede i 200 rana, stavolta al femminile. Tra le azzurre cercava la qualificazione alle migliori otto Francesca Fangio che però non entra in finale. Tra le pretendenti alle medaglia ci sono l’olandese Tes Schouten, già argento nei 100, e Kate Douglass, argento a Fukuoka 2023.

Ultima semifinale di giornata è quella dei 200 dorso. L’Italia è assente a causa dell’eliminazione di Lorenzo Mora nelle batterie della mattina. Tra i migliori otto di specialità ci sono sorprese, ma il favorito numero uno Mityukov entrerà in vasca con il quinto tempo.

Fonte immagine in evidenza Mondiali Nuoto: sito ufficiale World Aquatics 

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