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Prospettive diverse

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Al termine di Fiorentina-Atalanta Stefano Pioli è apparso poco sereno davanti le telecamere, recriminando ai tempi del VAR due rigori non concessi alla Viola.

Io giudico l’operato del direttore di gara sotto un concetto di equità: se fischi un rigore del genere all’Atalanta, allora falli della stessa entità vanno fischiati anche per noi. E nei nostri confronti non sono stati fischiati due rigori per falli anche più evidenti di quello su Ilicic. Spiegarsi certe decisioni è difficile. Gli arbitri dovrebbero essere più sereni e fischiare con equità: stasera purtroppo l’atteggiamento dell’arbitro non è stato equo. Noi abbiamo una parte di responsabilità in questo pareggio, ma certe situazioni non ci sono piaciute.

Insomma l’ex allenatore dell’Inter ha tirato una granata contro l’arbitraggio e il suo innovativo sussidio, nonostante negli ultimi casi il VAR abbia sempre portato a decisioni giuste e inequivocabili. Al di là del parere opposto di Gasperini ( “Per attaccarsi all’arbitro dopo una partita così ci vuole coraggio”) il Franchi ha regalato una partita densa di emozioni il cui pareggio, alla fine, sa un po’ di beffa per i bergamaschi e un po’ di grazia per i locali.

La Fiorentina ha giocato un bel primo tempo, in cui il miglior giocatore della Viola e dell’Under 21 italiana Federico Chiesa è sembrato il più lucido dei suoi: un gol di cattiveria conquistato su un’indecisione della difesa e concretizzato con un destro micidiale. Il pareggio al 94′ di Freuler invece è stato molto più cercato e meritato dall’Atalanta, per tutta la seconda frazione nella metà campo dei locali e con il rimpianto del rigore parato da Sportiello a Gomez. In sostanza due delle squadre più interessanti del campionato si sono divisi la posta in palio seguendo percorsi diversi, entrambi emblemi di due impostazioni calcistiche differenti.

LA FIORENTINA

Il succulento bottino incassato dalle cessioni dei top 5 della scorsa stagione ha fruttato alla Fiorentina una somma vicino agli 85,5 milioni di euro. La cifra è stata ritenuta considerevole, e i vari Bernardeschi, Vecino e Kalinic sono stati rimpiazzati con giocatori di prospettiva, non ancora pienamente affermati nel grande calcio e soprattutto su cui un giorno poter rieffettuare una plusvalenza. I “grandi” arrivi sotto la Fiesole rispondo ai nomi di Giovanni Simeone, German Pezzella e Jordan Veretout, trio ieri in campo, sostanzialmente i nuovi perni di attacco, difesa e centrocampo.

Il 4-2-3-1 di Pioli è applicato praticamente allo stesso modo della scorsa edizione dell’Inter e Simeone, in questo caso contro Caldara e Toloi, ha fatto molta più fatica del previsto. Il suo cambio per Babacar ha destato incredulità visto che il secondo tempo era iniziato da poco, e la scelta di piazzare un riferimento poco mobile là davanti è stata una dichiarazione di arrendevolezza. Quanto meno il Cholito ha garantito ai suoi una manovra concreta e con un potenziale finalistico. Babacar invece ha occultato gli sbocchi offensivi viola, costringendo per tutto il secondo tempo la squadra a lanciare lungo e dando vita facile all’asset difensivo dei bergamaschi. Un altro problema di Pioli ieri è stato il centrocampo, che senza Badelj è stato poco efficiente e in cui era palese l’assenza di un pilastro tecnico capace di equilibrare i reparti: Sanchez è stato a dir poco sotto le aspettative (come in tutto l’inizio di campionato) e Veretout ha sofferto eccessivamente il pressing di Frueuler.

Il 4-2-3-1 è tuttavia interessante se applicato con i giusti meccanismi ma anche scontatamente prevedibile, tant’è che la Fiorentina è riuscita a sfondare solo quando Thereau, meglio delle aspettative, è riuscito a liberarsi e ha permesso la mobilità sulle fasce. Dopo la prova con l’Atalanta la Fiorentina è rimandata, dato che davanti a un numeroso pubblico casalingo e con poche assenze fra i suoi ha sfidato un’avversario alla portata e dalle simili ambizioni: se Pioli vuole far crescere il club una via ideale sarebbe quella di rendere più eclettica la squadra, aprendosi anche al 4-3-3 e riconsiderare l’utilizzo del trequartista in certe partite. L’Europa è arrivabile, ma qualcosa deve sicuramente cambiare.

L’ATALANTA

Gasperini è uscito a testa alta dal Franchi dopo aver recuperato un gol di svantaggio e con la possibilità pure di recriminare per un rigore sbagliato dal Papu sull’1-0. E’ evidente che all’Atalanta il pareggio stia un po’ stretto al pari di una vittoria che se fosse giunta sarebbe stata al contrario un’equa concretizzazione del lavoro fatto in questa gara. Al di là di un primo tempo in cui Sportiello ha negato una colossale occasione da gol a Freuler, la Dea ha deciso di aspettare la Fiorentina che ha effettivamente schiacciato gli ospiti sulla loro trequarti tuttavia senza impegnare più di troppo Berisha.

Un copione già visto di questa Fiorentina, anche se successivamente Gomez ha intuito il calo fisico degli avversari ed è salito in cattedra e l’asse Papu-Spinazzola è stato il più pericoloso dei neroazzurri. Il promesso sposo juventino non è stato il migliore dei suoi, sufficiente solo nel finale, eppure è dalla sua corsia che grazie poi a Cornelius è arrivata la perla di Freuler. Gasperini ha una settimana piuttosto difficile: viaggio a Lione per il match di giovedì e Juventus in casa domenica sera. Il calendario è proibitivo ma oramai l’Atalanta ha costruito una roccaforte di solidità e costanza capace di mettere in difficoltà anche le big del nostro campionato.

Il test del Franchi ha evidenziato personalità e un consacrato tasso tecnico offensivo in cui spicca il nuovo acquisto Ilicic, funambolico trequartista capace ieri di nascondere la palla praticamente sempre ai suoi ex compagni. La Dea oramai è un’affermata realtà della Serie A, e i suoi migliori elementi, dal Papu a Caldara passando per l’efficiente ma poco lodato Toloi, sono oramai i protagonisti di una squadra che a Firenze ha dato l’impressione di poter ripetere un campionato simile a quello della passata stagione: la corsa all’Europa è una lotta senza esclusione di colpi, ma i bergamaschi ora sanno di potersi ripetere e la paura di fallire non c’è.

                                                                                            TALENTI

Da entrambe le parti ieri al Franchi sono scesi in campo due ottimi giocatori di prospettiva, una coppia di giovani arrivati quest’estate. Riccardo Orsolini (97′) e Gil Dias (96′) hanno disputato due partite diverse, tanto nel minutaggio quanto nella prestazione: il giovane atalantino è entrato al 71′ mentre il portoghese dei Viola è stato in campo per tutti i 90′.

Dias non si è fatto notare troppo durante la partita, e a dirla tutta è apparso moscio e con poca lucidità nell’uno contro uno, sua principale caratteristica. Da una promessa come lui ci si aspettava una prestazione molto più valida e combattiva, visto che il posto da titolare non è una certezza e l’occasione per dimostrare una reale mostruosità tecnica era proprio nella sfida contro la Dea.

Al contrario Orsolini ha cambiato la partita dell’Atalanta, che fino a quel momento stava attaccando la porta di Sportiello ma senza troppi risultati. L’ex Ascoli, ora di proprietà juventina, si è inserito sulla fascia destra portando qualità e gambe, inserendosi fra le linee e costruendo un castello di passaggi utili da una parte all’altra della trequarti viola. La rovesciata all’83’ di poco alta sulla traversa è stato un gesto tecnico ammirabile, la cui eventuale realizzazione lo avrebbe lanciato ulteriormente sulla bocca di tutti. Due ragazzi in prospettiva ma con prestazioni diverse, Dias e Orsolini saranno ottime rivelazioni di questo campionato, anche se il primo deve imparare il sacrificio difensivo del lavoro sulla fascia (la difesa per il portoghese è una scuola tutta da scoprire) e il secondo deve impegnarsi a dare continuità alle sue prestazioni.

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Diario Mondiale, giorno 17: il Brasile vince e convince, la Croazia supera il Giappone ai rigori

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Neymar

Iniziamo la giornata con “Diario Mondiale”, la rubrica che vi accompagnerà ogni mattina per tutta la durata del campionato mondiale, affrontando i principali temi della rassegna iridata in corso in Qatar.

GIAPPONE, IL SOGNO SI INFRANGE AI RIGORI

Il sogno mondiale del Giappone si infrange ai quarti di finale, contro la Croazia. La squadra nipponica era riuscita a strappare una storica qualificazione, addirittura al primo posto, nel girone di ferro con Spagna e Germania; tuttavia il loro cammino si è dovuto interrompere appena gli ottavi di finale contro la squadra balcanica di capitan Modric.

La partita era iniziata in discesa per il Giappone, che è riuscito a trovare il vantaggio grazie ad una rete di Maeda nel primo tempo. Prima frazione che si conclude per 1-0 in favore dei nipponici, che tuttavia dopo appena 10′ dalla ripresa subiscono il pareggio di Ivan Perisic. Da lì in poi le emozioni diventano pochissime e la partita si protrae fino ai calci di rigore. Dal dischetto per la Croazia si presentano, in ordine: Vlasic, Brozovic, Livaja e Pasalic. Segnano tutti, ad eccezione dell’unico calciatore ”straniero” al nostro campionato. Giappone che invece presenta agli 11 metri Minamino, Mitoma e Yoshida che falliscono tutti il penalty, inutile l’unico rigore vincente, di Asano.

IL BRASILE VINCE E CONVINCE

Il Brasile passeggia contro la Corea del Sud. La squadra di mister Tite prende infatti subito il controllo del match e si porta in vantaggio per ben 4-0 dopo appena 45′. In rete tutto l’attacco verdeoro, formato da Vinicius, Richarlison e Neymar. A loro si aggiunge anche l’ex rossonero Lucas Paquetà, che trova la sua prima firma a Qatar 2022.

Son e compagni rientrano nella ripresa più cattivi, e grazie ad un moto d’orgoglio riescono a trovare il gol della bandiera al minuto 76′ di Paik Seung-Ho. Nel secondo tempo il Brasile abbassa il ritmo ed addormenta la partita, con Tite che effettua 5 cambi per permettere ai suoi pezzi 90 di riprendere fiato. Degno di nota il cambio Alisson-Weverton, con il veterano portiere del Santos che trova la sua prima apparizione in un mondiale alla veneranda età di 34 anni.

LE PARTITE DI OGGI

Oggi, con le due partite delle 16:00 e delle 20:00 si concluderanno gli ottavi di finale di Qatar 2022. Ciò significa che quest’oggi, dopo l’ultima sfida del giorno, conosceremo il palinsesto definitivo dei quarti di finale del Mondiale. Infatti, oltre alle tre sfide gia note (ovvero Olanda-Argentina; Croazia-Brasile e Inghilterra-Francia), i due match odierni ci consegneranno gli ultimi due nomi delle migliori 8 squadre di Qatar 2022.

I match di cui parliamo sono Marocco-Spagna e Portogallo-Svizzera. La vincente del gruppo F contro la seconda del gruppo E e la vincente del gruppo H contro la seconda del gruppo G. Entrambe le sfide vedono partire favorite le nazionali originarie della penisola iberica, tuttavia i transalpini e gli africani potrebbero causare non pochi problemi alle due prime classificate. Il Marocco, qualificatosi da outsider in un girone difficilissimo ai danni del Belgio, venderà cara la pelle; mentre la Svizzera, capace di eliminare Camerun e Serbia potrebbe diventare un problema non da poco per un Portogallo che viene dall’incredibile sconfitta contro la Corea.

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Balla Brasile! – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali e internazionali per la giornata di oggi.

GAZZETTA DELLO SPORT

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CORRIERE DELLO SPORT

TUTTOSPORT

AS

L’EQUIPE

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Calcio e dintorni

Luis Enrique rassicura i tifosi: “Abbiamo già giocato contro Mbappè”

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Domani si terrà il tanto atteso ottavo di finale tra la Spagna e la rivelazione di questo Mondiale, ovvero il Marocco di Hakimi e Ziyech. Intanto, Luis Enrique, il ct degli spegnoli, ormai diventato celebre insieme alle sue streaming su Twitch ha toccato l’argomento riguardante la possibile semi-finale contro i campioni in carica della Francia, e ha rilasciato qualche parola anche su Mbappè, reduce dalla bellissima e decisiva doppietta contro la Polonia.

Queste lesue parole sul giocatore del PSG:

Abbiamo già giocato contro di lui in Nations League ed ha segnato un gol in fuorigioco. Spero di giocarci ancora contro.”

Intanto la Francia si è già qualificata ai quarti di finale, dove incontrerà la forte di Inghilterra di Harry Kane e compagni.

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Flash News

Neymar come Ronaldo e Pelè, lo dice una statistica!

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Brasile, Vinicius si espone su Neymar

Questa sera il Brasile ha schiacciato la Corea del Sud con il rotondo punteggio di 4-1. A siglare la grande vittoria ci hanno pensato: Vinicius, Neymar su rigore, Richarlison e Paquetà. I verdeoro affronteranno tuttavia la Croazia di Modric nei quarti di finale del Mondiale.

Neymar oltre alla grande vittoria, ha raggiunto un obiettivo che prima d’ora era riuscito solo a mostri sacri del calibro di Ronaldo “il fenomeno” e a Pelè, ovvero, l’attaccante in forza al PSG con il rigore trasformato stasera è riuscito a fare gol in ben 3 Mondiali diversi, eguagliando dunque le suddette leggende.

Ricordiamo che 0’Ney non ha giocato nemmeno per gran parte dei gironi a causa dell’ormai celebre infortunio alla caviglia che lo ha tenuto ai box.

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