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Fiorentina-Hearts, le formazioni ufficiali: torna Nico dal 1′, c’è Jovic

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Nico Gonzalez

La Fiorentina è obbligata a vincere per consolidare il secondo posto del girone e allungare sull’Hearts, già battuta all’andata. Torna dal primo minuto Nico Gonzalez, che formerà il tridente offensivo insieme a Jovic e Kouamé. Tra i pali, invece, Vincenzo Italiano ha scelto Pierluigi Gollini. Dall’altra parte, invece, 4-3-3 per la squadra scozzese, con Humphrys punta centrale. Di seguito le formazioni ufficiali:

FIORENTINA (4-3-3): Gollini; Terzic, Milenkovic, Igor, Biraghi; Barak, Amrabat, Mandragora; Kouamé, Jovic, Nico Gonzalez. All. Italiano.

HEARTS (4-3-3): Gordon; Atkinson, Kingsley, Cochrane, Halliday; Devlin, Harling, Grant; Forrest, Humphrys; McKay. All. Neilson.

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Dani Alves eterno: superato Roberto Carlos per presenze in Nazionale

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Dani Alves

Dani Alves, subentrato al 63esimo nella sfida contro la Corea del Sud, ha raggiunto quota 126 presenze con la Seleçao. Il terzino verdeoro, alla sua seconda apparizione in questo Mondiale, ha superato Roberto Carlos nella classifica dei giocatori con più presenze in Nazionale. Adesso, per Alves lo scoglio da superare per stabilire un nuovo record è Cafu. L’ex giocatore del Milan, però, sembra imbattibile: le sue rpesenze in Nazionale, infatti, sono ben 142. 

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Brasile-Corea del Sud 4-1, le pagelle del match: Richarlison da urlo, Son inerme

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Brasile

Il Brasile parte subito a raffica. Raphinha sulla destra salta tre avversari con un numero strabiliante, servendo in mezzo per l’accorrente Vinicius che stoppa e segna sul secondo palo indisturbato al 6′. Dopo pochi minuti Richarlison conquista un rigore con Neymar che lo segna in modo pregevole. La Corea subisce la qualità brasiliana ma risponde immediatamente con Hwang Hee-Chan che fa partire un tiro a giro meraviglioso che impegna Alisson a una parata complicata. Questa però è solo un’illusione perché il Brasile esonda con qualità: Richarlison palleggia di testa per poi triangolare con Marquinhos e Thiago Silva e segnare il 3-0. Prima dell’intervallo c’è spazio anche per il quarto gol: assist di Vinicius con una pennellata rifinita al volo da Paqueta che conclude violentemente in rete.

Nel secondo tempo Son Heung-Min prova a prendere per mano la Corea e dopo aver anticipato Marquinhos conclude a rete ma oggi Alisson è insuperabile. Dall’altra parte è Raphinha a tentare maggiormente la via della rete Kim Seung-Gyu lo stoppa un paio di volte. La squadra di Paulo Bento non demorde e con un cambio di assetto prova a segnare il gol della bandiera. Hwang Hee-Chan trova ancora uno strepitoso Alisson sulla sua strada dopo un tiro a botta sicura. Al 77′ finalmente Paik Seung-Ho segna il gol della bandiera con un gran tiro al volo da fuori. Il Brasile pensa a risparmiare le energie ma nonostante una Corea generosa il 4-1 rimane il risultato finale.

LE PAGELLE DEL BRASILE

Alisson 7: sembrava una serata tranquilla ma deve volare all’incrocio sul gran tiro di Hwang. Nella ripresa chiude Son con uscita spettacolare. e poi ancora Hwang a botta sicura. (dal 80′ Weverton s.v.).

Eder Militao 6: adattato a destra deve affrontare Hwang che è il più in palla della Corea. Non corre particolari rischi e offre una prova diligente. (dal 63′ Dani Alves 6: soffre qualche iniziativa di Son che si è spostato sull’esterno ma tutto sommato tiene bene in difesa. Nel finale prova anche il gol in rovesciata).

Thiago Silva 7: giocatore totale, infinito il difensore del Chelsea che oggi va a referto non solo per una prestazione perfetta in difesa ma anche per l’assist del terzo gol.

Marquinhos 6,5: grande partita anche del giocatore del PSG che si diverte insieme a tutta la squadra facendosi notare anche per il contributo alla fase offensiva. Rischia solo su Son ad inizio secondo tempo.

Danilo 6,5: è un’arma tattica fondamentale per Tite. Oggi da terzino sinistro si accentra spesso per aiutare la prima costruzione e creare una diga insieme a Casemiro davanti alla difesa. (dal 72′ Bremer 6: inserito in modo inedito da terzino sinistro non sfigura assolutamente).

Casemiro 7: partita di ordinaria amministrazione per il centrocampista del Manchester United che spessa blocca le avanzate coreane recuperando diversi palloni sulla propria trequarti.

Paqueta 7: parte dalla mediana per arrivare sulla trequarti a partecipare alla magia creata dai compagni. Il quarto gol è tutto suo, iniziato sulla trequarti e rifinito in maniera impeccabile.

Raphinha 6,5: imprendibile sulla destra fornisce un assist meraviglioso per Vinicius per il vantaggio. Prova con insistenza a segnare senza successo.

Neymar 6,5: trasforma un rigore con un’esecuzione glaciale e per il resto partecipa alla festa di una Nazionale di cui è sempre più leader. Lo si aspetta al top della forma per il rush finale. (dal 80′ Rodrygo s.v.)

Vinicius Jr. 7,5: pronti e via e sblocca il punteggio con grande freddezza. Offre anche l’assist per il 4-0 oltre a un bagaglio di numeri spettacolari che infiammano il pubblico. (dal 72′ Martinelli 6: aiuta Bremer in fase difensiva ma non ha grandi occasioni per mettersi in mostra davanti).

Richarlison 7,5: conquista un rigore da rapace d’area di rigore. Il terzo gol è tutto suo perché con una giocata da videogioco inizia l’azione e con un colpo spietato la finisce.

 

LE PAGELLE DELLA COREA DEL SUD

Kim Seung-Gyu 6: dopo quattro gol riesce a mettere i guantoni su due tiri del Brasile. Limita il passivo già molto pesante senza avere particolari colpe sui gol.

Kim Moon-Hwan 5: stringe troppo nell’azione del vantaggio verdeoro lasciando solo Vinicius. Da quel momento il giocatore del Real fa ciò che vuole e lui non fa nulla per contrastarlo.

Kim Min-Jae 5,5: prova a coprire il più possibile le grandi defezioni dei suoi compagni ma soccombe anche lui allo strapotere del Brasile.

Kim Young-Gwon 5: i movimenti di Richarlison lo mandano in netta confusione e si fa abbindolare più volte da giocate quasi umilianti da parte dei fantasisti brasiliani.

Kim Jin-Su 5: spinge quando può ma non copre abbastanza Raphinha venendo sverniciato più di una volta dall’ala del Barcellona. (dal 46′ Hong Chul 5: anche lui come il compagno di squadra non può nulla contro Raphinha, che quando entra in area crea sempre diversi pericoli).

Hwang In-Beom 4,5: il centrocampista dell’Olympiacos è molto impreciso anche nei passaggi brevi. Soffre il pressing asfissiante del Brasile e non ha possibilità di giocare semplice. (dal 65′ Paik Seung-Ho 6,5: decisamente meglio del suo predecessore in fase di interdizione, sfrutta anche i ritmi più bassi per avere un impatto discreto sulla partita. Suo il bel gol della Corea del 4-1 anche se inutile).

Jung Woo-Young 4: provoca un rigore in modo molto ingenuo atterrando goffamente Richarlison e questo determina la fine della partita. Assolutamente il più negativo della Corea risultando anche inutilmente molto falloso. (dal 46′ Song Jun-Ho 5,5: dovrebbe avere compiti di regia ma viene assolutamente annullata dalla bolgia brasiliana).

Hwang Hee-Chan 6: molto vivace il giocatore del Wolverhampton che con un tiro strepitoso impegna Alisson a un miracolo il primo tempo.

Lee Jae-Sung 5: è un trequartista ma gli viene chiesto di agire per lo più sull’out di destra dove però Danilo non gli dà punti di riferimento e non incide. (dal 74′ Lee Kang-In 6: entra e da un suo piazzato nasce il gol coreano. Regala vivacità e qualità alla manovra ma ha pochi minuti per lasciare il segno).

Son Heung-Min 5,5: prova a trascinare la squadra con conduzioni palla al piede ma spesso viene raddoppiato e finisce per non incedere come sperato. Ha una grande chance nel secondo tempo ma Alisson gli nega il gol.

Cho Gue-Sung 5: stretto nella morsa dei due centrali non ha palloni giocabili, venendo annullato completamente soprattutto da Thiago Silva. (dal 80′ Hwang Ui-Jo s.v.).

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A Belgio e Germania è mancato un centravanti

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Belgio

Siamo ormai quasi alla fine degli ottavi di finale del Mondiale di Qatar 2022. Ma prima di scoprire quali saranno le migliori otto nazioni del pianeta, facciamo un piccolo passo indietro e analizziam0 un po’ più nel dettaglio l’eliminazione di Belgio e Germania.

Avremmo fatto fatica, alla vigilia dell’inizio del Mondiale, a immaginare le due europee escluse già nella fase a gironi. Lo sappiamo, si è già parlato molto della loro prematura esclusione dal torneo, ma abbiamo voluto inquadrare la questione prendendo in esame quella che è stata forse la causa principale della loro eliminazione. La mancanza di un centravanti.

NEL BENE O NEL MALE IL BELGIO DIPENDE DA LUKAKU

Ovviamente non vogliamo ricondurre tutti i problemi di Belgio e Germania unicamente alla mancanza di un vero numero 9. In entrambi i casi si tratta di una concausa che si unisce ad altri problemi delle sue squadre. Non si può però non fare a meno di notare che la sterilità dei reparti avanzati delle due nazionali ha dato il colpo di grazia alle speranze di entrambe.

Alcuni dati ci fanno capire quanto la mancanza di un centravanti sia stata fondamentale per entrambe. Il primo e più lampante dato è quello del Belgio, che ha segnato solo un gol nelle tre partite del girone. Ma c’è dell’altro. L’intera produzione offensiva dei Diavoli rossi è stata molto al di sotto della sufficienza nelle prime due partite del girone, contro Canada e Marocco.

In queste due sfide, pur avendo un possesso palla superiore a quello dei rispettivi avversari e manovrando molto più il pallone (soprattutto contro il Marocco), la squadra ha ottenuto un misero bottino di soli 0,9 expected goals di media. La sensazione è stata quella di una squadra che creava molto dalla trequarti in su. Ma al momento di mettere il pallone in rete è mancato il riferimento offensivo.

Riferimento offensivo che è stato decisivo, ma in senso negativo, nella terza partita del girone contro la Croazia. Dopo aver provato, con risultati insufficenti, Batshuayi, Mertens e Trossard nel ruolo, Martinez è stato obbligato a inserire Romelu Lukaku nel secondo tempo della sfida contro i croati. L’inserimento del centravanti dell’Inter in area ha effettivamente dato un riferimento (oltre che un senso) al gioco offensivo dei belgi. Che hann0 ottenuto un dato di ben 3 xG nella sfida.

Sarebbe bastato realizzare solo un gol per spedire agli ottavi De Bruyne e compagni, ma Big Rom ha sancito l’eliminazione dei numeri due del ranking FIFA con la sua imprecisione sotto porta. Magari con un Lukaku al top della forma adesso staremo parlando di tutto un altro Mondiale.

I PROBLEMI DI FINALZIZZAZIONE DELLA GERMANIA

Dal Belgio passiamo alla Germania, dove la statistica da sottolineare è un’altra e ben più agghiacciante. I tedeschi sono la nazionale con più expected goals in tutto il Mondiale finora, con 9,3. Ciò significa che la nazionale di Flick avrebbe dovuto segnare più di tre gol a partita (senza contare il rigore nella prima partita col Giappone). Il livello della rosa dei teutonici difficilmente avrebbe fatto presagire un disastro in questa spedizione. A dirla tutta la qualità del gioco espressa è stata tutt’altro che pessima. Con un reparto offensivo, guidato da Musiala, che più volte si è reso pericoloso nelle partite del girone.

Ciò che è mancato, guarda caso, è stata una prima punta in grado di insaccare le azioni offensive. Flick si è affidato a Kai Havertz o a Thomas Müller nel ruolo. Due trequartisti, dunque, più che vere e proprie punte. Eppure, il più convincente è sembrato essere Niclas Füllkrug, un vero numero nove, che ha salvato i tedeschi nella delicata sfida con la Spagna.

La sfida che però è stata decisiva per l’eliminazione della Germania è stata la prima, quella col Giappone. Dopo il vantaggio su rigore di Gündogan, i tedeschi hanno creato una quantità enorme di occasioni per il raddoppio.

Il dato alla fine della partita è stato di ben 26 tiri e 3,1 xG. Havertz, nei 79 minuti in cui ha giocato, non ha saputo cogliere nessuna delle occasioni create da Musiala, Raum e Gnabry. Anche qui vale lo stesso discorso fatto per il Belgio: se la Germania avesse avuto un centravanti avvezzo alla finalizzazione forse la Mannschaft sarebbe stata ancora in corsa per vincere il suo quinto Mondiale.

LA MANCANZA DEI CENTRAVANTI AL MONDIALE

Forse sarà l’evoluzione del ruolo, dei suoi compiti in seno alla squadra. Forse degli eccessivi tatticismi, ma è fuor di dubbio che il ruolo del centravanti è molto cambiato in questo decennio. Quell’animale che aveva nell’area di rigore il suo habitat naturale, sta evolvendo le sue caratteristiche per essere trasformato in qualcosa di meno letale.

Il discorso non vale solo per Belgio e Germania. Abbiamo una prova prendendo in esame tutte le prime punte presenti a Qatar 2022. Se si guarda la classifica capocannonieri quasi tutti i giocatori presenti (quelli con tre o più gol realizzati finora) sono molto lontani dall’essere paragonabili a un centravanti vecchio stampo.

Mbappé, Gakpo, Enner Valencia, Rashford. Tutti giocatori formidabili certo, ma che non hanno niente a che vedere (dal punto di vista puramente del ruolo ovviamente) ai vari Batistuta, Vieri, Pippo Inzaghi o David Trezeguet. Eccezion fatta per Olivier Giroud, che sta tenendo alto il nome dei vecchi numeri 9. Forse anche di Alvaro Morata, se si vuole però considerare un centravanti vero e proprio lo spagnolo, che fino all’anno scorso era stato dirottato sulla fascia da Max Allegri.

Si può notare come in quasi tutte le grandi nazionali tutte le prime punte non stiano attraversando un buon momento. A parte il già citato Giroud, se guardiamo all’Argentina stanno deludendo le prestazioni di Lautaro Martinez. Luis Enrique preferisce spesso affidarsi a un attacco leggero con Ferran Torres, piuttosto che affidarsi a Morata.

Alla Croazia sta mancando un ariete d’area come lo fu Mandzukic nel 2018. Il Brasile si affida a Richarlinson, non proprio un vero nueve. Nell’Inghilterra Harry Kane ha siglato finora un solo gol e viene utilizzato da Southgate più che altro come elemento di raccordo fra centrocampo e attacco. Il Portogallo ha CR7 che, come sappiamo, ama però partire dal centrosinistra. E Lewandowski ha siglato solo un gol in quattro partite.

Il problema non è dunque solo di Belgio e Germania. Ancora una volta è il dato sugli xG che ci aiuta a capire la scomparsa dei centravanti finalizzatori dal torneo. Nella top 10 degli expected goals per 90 minuto della Coppa del Mondo 2022 le prime punte vere e proprie sono meno della metà. Giroud, Morata, Embolo e Azmoun. Il primatista nella classifica è Marcus Rashford, e gli fanno compagnia Mbappé, Julian Alvarez, Musiala, Depay e addirittura un terzino, Nicolas Tagliafico.

Insomma, in questo Mondiale ha forse definitivamente attecchito la lezione di Pep Guardiola. “Il centravanti è lo spazio” o comunque qualcosa di ormai troppo diverso dal puro finalizzatore d’area. Ironia della sorte, l’evoluzione dell’idea di Guardiola ha raggiunto il suo punto più alto proprio ora che Pep ha deciso di invertire la rotta e affidare l’attacco del Manchester City a un ragazzo che di mestiere fa la prima punta. E che, soprattutto, sa dannatamente bene come avventarsi su ogni pallone in area come un vero centravanti di razza: Erling Braut Haaland.

 

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CR7-Al Nassr, i sauditi frenano: “Trattativa seria ma nessuna firma”

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Portogallo

Il campione portoghese Cristiano Ronaldo sembrerebbe vicino alla firma con i sauditi, che però frenano le voci delle ultime ore. È notizia degli ultimi giorni la trattativa tra Ronaldo e gli arabi dell’Al-Nassr. Nella mattinata di oggi il quotidiano Marca ha lanciato la bomba: Cristiano Ronaldo da gennaio sarà un nuovo giocatore dell’Al-Nassr, firmando un contratto faraonico da 200 milioni annui”. Però, nlle ultime ore il giornale AFP, che cita fonti interne al club, parla di “trattativa seria” ma senza alcuna firma ufficiale, specificando che si sta trattando ancora sui diritti d’immagine del portoghese.

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