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Fiorentina, Italiano parla prima del Basaksehir: “Momento negativo può capitare”

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Il tecnico della Fiorentina, Vincenzo Italiano, ha parlato nella sua conferenza stampa di vigilia della sfida contro il Basaksehir, soffermandosi a lungo sul brutto momento della sua squadra.

LE PAROLE DELL’ALLENATORE

Grande attestato di stima dell’allenatore nei confronti del presidente Rocco Commisso e dei suoi giocatori:

“Il presidente è vicinissimo alla squadra, ogni giorno è al centro sportivo insieme a noi. La sua vicinanza a noi fa piacere. Siamo all’inizio del campionato, sono passate solo sei giornate e siamo al secondo turno di Conference, la strada è lunga. Abbiamo qualche infortunio di troppo e qualche episodio girato male. Dopo l’inizio in cui dovevamo concentrare gli sforzi per il playoff, l’abbiamo fatto. Può capitare il momento negativo, dobbiamo condire le prestazioni con qualità e maggiore efficienza tecnica, così ne verremo fuori“.

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Haaland sta distruggendo ogni record a suon di gol

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Haaland gol

Qualcuno fermi Erling Braut Haaland! Il fenomeno norvegese è già diventato il nemico pubblico numero uno di tutte le difese della Premier League e d’Europa. Con i suoi tre gol contro il Manchester United, Haaland ha già raggiunto quota 14 gol in campionato in sole 8 partite. Aggiungendo le reti in Champions League il totale ammonta a ben 17 gol in 11 presenze con la maglia dei citizens.

In barba a chi diceva che gli sarebbe servito il classico periodo di ambientamento, Haaland ha invece continuato a fare l’unica cosa per il quale sembra essere stato progettato: insaccare palloni alle spalle dei portieri. Il tutto non risentendo minimamente del cambio di contesto dopo il passaggio dal campionato tedesco  a quello inglese. Adesso Haaland, che ha già stracciato molti record nella sua finora breve carriera, ne fa vacillare altri che reggono ormai da decenni.

LE SUE TRIPLETTE SONO ORMAI UNA CONSUETUDINE

Sono già 3 i suoi hat tricks in Premier League in sole 8 partite. Nel campionato inglese è il più veloce della storia ad aver realizzato la sua terza tripletta. Al secondo posto si classifica Michael Owen, che ha realizzato la terza tripletta dopo 48 partite, e terzo Ruud van Nistelrooy con tre hat tricks dopo 59 gare.

Gol che hanno permesso ad Haaland di raggiungere dei mostri sacri del calcio. Il norvegese si è aggiunto a un club esclusivissimo di giocatori che hanno segnato tre triplette in Premier. Club formato da Cristiano Ronaldo, Didier Drogba, Heung-Min Son, Jamie Vardy, Ole Gunnar Solskjær e Romelu Lukaku.

Ha inoltre pareggiato un altro record grazie ai suoi gol. Ha raggiunto quota 10 reti in Premier con sole 6 partite giocate. Record condiviso con Mick Quinn e superando Mark Viduka e Diego Costa, che hanno raggiunto la doppia cifra in 9 presenze.

Allargando il discorso al di fuori dei confini inglesi, Haaland resta comunque l’uomo dei record per quanto riguarda le triplette. In carriera, contando dunque anche le sue precedenti esperienze in Norvegia, Austria, Germania e in nazionale, Haaland ha già fatto registrare ben 15 triplette. Alla sua età, 22 anni e 73 giorni, nessun giocatore nella storia ha numeri minimamente paragonabili ai suoi. A seguire in questa classifica troviamo Ronaldo Luis Nazario da Lima con 11 triplette alla stessa età del norvegese, terzo l’altro fenomeno del presente e del futuro Kylian Mbappé a quota 8.

NESSUNO COME LUI ALLA SUA ETÀ

Forse vi ricorderete la prima occasione in cui Haaland si mise in luce. Durante il Mondiale under 20 del 2019 contro l’Honduras, partita in cui mise a segno ben 9 reti. Da lì ci siamo tutti accorti che un meteorite stava per impattare sul calcio mondiale. Il problema è che non potevamo sapere che il suo impatto sarebbe stato così devastante.

A 22 anni e 73 giorni Haaland ha già al suo attivo ben 173 gol in carriera in 215 partite giocate. Con una media gol di 0,8 reti a partita. Alla sua età soltanto Ronaldo il fenomeno aveva più marcature e una media gol migliore, con 183 gol in 208 partite (e una media gol di 0,89 reti a partita). A seguire Neymar e Mbappé con rispettivamente 171 e 157 realizzazioni in 297 e 208 presenze.

In questa classifica stravince contro i mostri sacri del gol come Messi, Cristiano Ronaldo e Lewandowski, che a 22 anni e 73 giorni non avevano ancora raggiunto i 100 gol in carriera.

HAALAND PUÒ VINCERE IL PALLONE D’ORO IL PROSSIMO ANNO?

È strano come la posizione del loto, la classica esultanza di Haaland dopo ogni gol, simbolo di calma e armonia, sia in controtendenza col suo essere brutale sotto porta. Come se la sua pace interiore derivasse proprio dal gettare nel caos le difese avversarie.

Il figlio di Alf-Inge è inoltre il più giovane di sempre ad aver segnato 25 gol in Champions League. Traguardo raggiunto dopo 22 anni 1 mese e 16 giorni, dopo sole 20 presenze. Ancora una volta è primatista assoluto in questa speciale classifica. A seguire, il solito Mbappé, che ha raggiunto il traguardo a 22 anni 2 mesi e 18 giorni (e dopo 42 partite). Facendo meglio anche di Messi, Raul e Benzema, che hanno impiegato più di 40 partite per mettere a segno il venticinquesimo gol.

Proprio dalla Champions League dipenderà anche quello che ormai sembra essere un obiettivo concreto per il norvegese. Vincere il Pallone d’oro. Se quello del 2022 sembra già essere nelle mani di Karim Benzema, quello del 2023, anno senza competizioni nazionali, sembra essere legato più che mai al prossimo vincitore della Champions.

Non è un segreto per nessuno che l’acquisto di Haaland da parte del Manchester City, sia stato concepito proprio per raggiungere la coppa dalle grandi orecchie. Se Haaland dovesse continuare con questo ritmo e il City dovesse laurearsi campione d’Europa, senza dubbio sarebbe lui il principale indiziato per la conquista del premio di France Football.

Haaland arriverebbe dunque a conquistarlo per la prima volta l’anno prossimo, a 23 anni. La stessa età di chi, in questo decennio, ha monopolizzato il premio, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Chissà se in futuro, Haaland non riuscirà pure a battere, ovviamente a suon di gol, il record di 7 palloni d’oro dell’argentino. Quel che è certo è che sarà lui uno dei protagonisti assoluti del prossimo decennio del calcio mondiale.

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Xavi alla vigilia di Inter-Barcellona: le sue parole in conferenza

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Si è da poco conclusa la conferenza di stampa di Xavi alla vigilia della terza giornata di Champions League tra l’Inter il suo Barcellona che andrà in scena nella spettacolare cornice di San Siro. I catalani sono in grandissima forma: solo una sconfitta in questo inizio di stagione, ovvero il 2-0 a Monaco contro il Bayern, e tutte vittorie nel mese di settembre.

Xavi, nonostante il grande impegno, non rinuncia alla sua identità:

C’è una differenza tra l’adattarsi e cambiare per migliorare. L’obiettivo è quello di avere il controllo della partita, come fa il Barcelona da sempre. Posso cambiare qualche uomo, ma sempre al fine di migliorare. Domani affrontiamo sempre un avversario molto solido in una partita importante per il nostro cammino in Champions League”.

Inoltre ha commentato del primo posto in Liga:

È importante rivederci lassù, ma domani è un’altra storia, visto che nella prima trasferta non abbiamo raccolto punti. L’obiettivo è quello di ottenere questi tre punti”

Il Barcellona, però, non è solo Lewandowski, ma è anche una difesa solida:

Fondamentale è una buona difesa, alta e che non conceda occasioni. Credo che il corner di Monaco ci abbia un po’ fatto cambiare la dinamica della partita: sono dettagli, se non segni vai in difficoltà. Noi siamo una squadra offensiva e se non riusciamo a segnare diventa difficile”.

A concludere anche un momento amarcord, con quella semifinale del 2010:

” Non provo sentimento di rivalsa, sono passati tanti anni. L’Inter era uno squadrone ben allenato da Mourinho e perdemmo la qualificazione qui”.

 

 

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Shevchenko lancia Leao: “Sta diventando un leader!”

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Antivigilia della sfida europea tra Chelsea e Milan. I rossoneri, mercoledì alle 21.00, saranno ospiti allo Stamford Bridge per la terza gara del Gruppo E di Champions League. L’osservato speciale per la difesa inglese sarà, naturalmente, Rafael Leao, in gol anche nell’ultima partita giocata contro l’Empoli.

L’OPINIONE DI SHEVA

In vista del match, MilanTv ha raccolto le dichiarazioni di Andryi Shevchenko, doppio ex della sfida. Il leggendario attaccante ucraino si è concentrato anche e soprattutto su Rafael Leao, spendendo per lui parole di stima e fiducia.

Sta diventando un leader. A Londra avrà la possibilità di far vedere le sue grandi qualità anche in Champions League che è una competizione diversa dal campionato italiano. Leao è un grande talento che può fare la differenza anche in queste partite”.

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Il Manchester City pensa già al rinnovo di Haaland: il motivo

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Manchester City

17 gol in 11 partite, condite da 3 triplette in 8 gare di Premier League. Questi i numeri sensazionali dello spaccatutto Erling Haaland che in poco più di un mese si è preso il Manchester City. Dopo la terza tripletta consecutiva casalinga, questa volta maturata nel match più sentito di tutti, il derby contro lo United, il norvegese classe 2000 si è consacrato come l’attaccante attualmente più decisivo del mondo.

IPOTESI RINNOVO

I numeri, e soprattutto le prestazioni, messe in fila fino a questo momento hanno convinto gli emiri del City di una cosa: la clausola (valida solo per il 2024) di 180 milioni di euro nel contratto dell’ex Borussia Dortmund non è poi così rassicurante. Intendiamoci, la cifra è altissima, inavvicinabile per la maggior parte delle squadre europee, ma per Haaland, forse, qualche big del calcio potrebbe fare pazzie. In Inghilterra sarebbero preoccupati soprattutto per i sultani del PSG che hanno più volte dimostrato come per loro, economicamente parlando, nulla sia impossibile.

L’idea, secondo il Daily Star, sarebbe quella di prolungare il contratto del classe 2000 oltre il 2027, in modo da annullare la famosa clausola presente nel suo contratto. Chiaramente, al momento si tratta solo di un’ipotesi, ma le voci sono indicative di quanto Haaland da quelle parti sia già considerato imprescindibile.

 

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