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Fiorentina-Salernitana 2-1, le pagelle: Bonaventura da sogno, Bonazzoli spento

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La Fiorentina arriva prima se...

La Fiorentina si presenta alla sfida forte di due successi nelle ultime due gare e anche oggi non sbaglia: vittoria per 2-1 grazie alle reti di Bonaventura e Jovic. Alla Salernitana non basta il gol del fuoriclasse Dia. La squadra di Italiano è parsa più pronta per affrontare anche un turno infrasettimanale, mentre ai ragazzi di Nicola manca ancora questo step e sono apparsi leggermente più spaesati del solito.

Nella prima frazione la Fiorentina parte forte e sblocca il match al 15′ grazie a un bel triangolo tra Ikoné e Bonaventura, con l’ex centrocampista del Milan che deposita la palla in rete dopo una bella giocata dell’esterno francese. Fiorentina che continua a insistere e sfiora il raddoppio almeno in un paio di occasioni, ma Sepe è fondamentale con qualche intervento che tiene a galla i suoi. Il secondo tempo parte con un piglio diverso e i granata trovano un bel gol su scambio tra Piatek e Dia. La viola la vince nel finale grazie alla rete del subentrato Jovic, che consente alla squadra di Italiano di portare a casa i tre punti.

LE PAGELLE DELLA FIORENTINA

Terracciano 6: Sul gol di Dia non può praticamente nulla e per il resto è davvero poco impegnato, se non in qualche uscita alta.

Dodô 6: Tanta corsa, ma sempre attento anche in fase difensiva. Poteva risultare più decisivo anche in avanti, perché si è trovato in ottima posizione da cross e passaggio chiave più di una volta.

Igor 6: Piccola sbavatura nel gol di Dia, ma prestazione comunque solida.

Milenkovic 6.5: Il centrale serbo è evidentemente galvanizzato dalle ultime prestazioni e dai gol segnati. Spesso si spinge anche parecchio in avanti per recuperare il pallone e renderlo giocabile per i compagni.

Biraghi 6: Partita senza troppo lavoro per il capitano della Fiore. Non la solita prestazione a cui ci ha abituato, ma comunque fa il suo senza errori. (Dal 77′ Terzic 6: il suo compagno si era limitato al compitino, lui invece strappa sulla fascia e mette in mezzo tanti palloni pericolosi).

Amrabat 6.5: Sostanza, muscoli e tanti recuperi. Il marocchino ha totalmente cancellato l’ologramma visto nella passata stagione e sta tornando quello ammirato ai tempi di Verona. Grazie ai suoi intercetti permette alla squadra di ripartire velocemente in verticale, soprattutto nella seconda frazione.

Mandragora 6: Per la maggior parte del tempo, il suo compagno di reparto lo oscura. Lui prova più che altro a spingersi in avanti e tenta anche qualche conclusione, anche se con poco successo. (Dal 77′ Barak S.V.)

Ikoné 7.5: In estate tanto chiedevano il suo addio, lui risponde a suon di gol e assist in questa stagione. Anche oggi passaggio vincente decisivo in favore di Bonaventura e una serie di giocate che mettono in costante difficoltà la difesa della Salernitana.

Bonaventura 7.5: A Firenze ci sono tante bellezze artistiche e il Jack Bonaventura visto questa sera potrebbe essere aggiunto alla Galleria dell’Accademia direttamente di fianco al David di Michelangelo. Onnipresente in tutte e due le fasi, lavora perfettamente i palloni recuperati da Amrabat e li serve in verticale sempre con grande precisione. (Dal 84′ Duncan S.V.)

Kouamé 6: Ha tante occasioni per poter far male agli avversari, ma non riesce a sfruttarle al meglio. Nonostante ciò, il solo fatto che continui ad allargarsi lo rende un costante pericolo per la retroguardia nemica. (Dal 63′ Saponara 6.5: Giocatore molto discontinuo, che però oggi fa vedere il lato buono. Un gran tiro a giro che si è spento sul fondo davvero per poco e invenzione geniale per pescare Jovic nel gol del 2-1).

Cabral 5.5: L’attaccante brasiliano torna ad essere quasi solo una figurina. Ancora fuor d’acqua, nonostante i suoi lo cerchino con costanza e abbia più di qualche buon pallone giocabile. (Dal 77′ Jovic 6.5: Entra, segna e convince il pubblico: Italiano ha trovato la sua punta titolare).

LE PAGELLE DELLA SALERNITANA

Sepe 6.5: Il portiere ex Parma salva i suoi dal baratro in un paio di occasioni nel primo tempo, il che si rivela cruciale per restare in partita e tentare la rimonta.

Bronn 5.5: Contiene Kouamé finché è in campo, ma poi si perde dietro un ottimo Saponara e la sua prestazione cala.

Daniliuc 6: Il migliore del reparto difensivo dei campani, ma non riesce ad evitare la sconfitta.

Pirola 5.5: Ha la sfortuna di dover fronteggiare Ikoné in forma smagliante. Perde il francese praticamente in ogni occasione, soprattutto in quella del gol del 1-0.

Mazzocchi 5.5: Ci prova con qualche accelerazione e cross, ma non riesce a far andare a buon fine nessuna delle due cose. Anche il motorino granata sbaglia qualche partita. (Dal 73′ Bradaric 5.5: Dal suo ingresso è praticamente invisibile, anche se non ha colpe sul gol decisivo della viola).

Candreva 6: Male nel primo tempo, decisamente meglio nel secondo con cross e azioni potenzialmente pericolose. La media tra le due fasi è una sufficienza stiracchiata.

Bohinen 5.5: Non riesce a dettare i tempi di gioco, soprattutto nel primo tempo. Non è il solito metronomo che crea le geometrie nella squadra di Nicola. (Dal 59′ Radovanovic 5.5: Da quando entra non è troppo presente nel gioco dei granata e non aiuta più di tanto i suoi nel momento subito successivo al gol segnato da Dia).

Coulibaly 6: Non gioca sicuramente la sua miglior partita da quando è in Italia, ma ha il merito di strappare bene palla al piede in occasione del pareggio dei suoi. (Dal 83′ Botheim S.V.)

Vilhena 5: L’olandese è totalmente spaesato quando parte Ikoné sulla sua corsia. Non solo non riesce a dare una mano al giovane compagno Pirola in fase difensiva, ma non riesce nemmeno a legare il gioco con i compagni davanti. (Dal 46′ Maggiore 6.5: Frizzantino, riesce a dare brio a una manovra che sembrava totalmente spenta con il suo predecessore. Ricorda al suo ex allenatore Italiano perché lo apprezzasse tanto)

Bonazzoli 5: Cercato poco dai compagni, che sono molto in difficoltà quando lui è in campo. Non incide per nulla sul match. (Dal 46′ Dia 7: Ancora una volta entra e segna. Nessuno nella storia della Salernitana aveva mai segnato 6 gol nelle prime 14 di Serie A e questo la dice lunga sul giocatore e sulla sua gara).

Piatek 6: Gioca un primo tempo simile a quello del compagno di reparto, ma trova l’assist per Dia che dà speranza alla Salernitana.

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Il fallimento del Qatar al Mondiale ai raggi X

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Qatar

“Il successo consiste nel passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”. Diceva così Winston Churchill, primo ministro britannico durante la Seconda Guerra Mondiale. Non sarà un testo motivazionale, anche perché il tema centrale sarà proprio l’antitesi di ciò che diceva il leader inglese: l’insuccesso, quello del Qatar.

Con “Qatar” non si intende la regione che affaccia sul Golfo Persico e nemmeno l’intera competizione. L’unico vero fallimento è quello della Nazionale, diventata la prima squadra ospitante a perdere l’esordio e anche la prima a essere eliminata dal Mondiale dopo soli due turni.

LA COSTRUZIONE DEI SOGNI

Pensando al cammino della Nazionale mediorientale, bisognerebbe cancellare la parte sul successo nella frase di Churchill. Prima del Mondiale, però, avremmo pensato cose ben diverse se ci fossimo informati bene sul Qatar. Gli Al-Annabi partivano con grandi aspettative, in quanto campioni dell’ultima Coppa d’Asia.

Il loro percorso, lì, era stato perfetto: erano riusciti a imporsi sull’Arabia Saudita (0-2), la Corea del Sud ai quarti (0-1) e il Giappone in finale (1-3). Il primo titolo della loro storia sembrava dare la spinta necessaria per affrontare al meglio questo Mondiale. Le tre Nazionali appena citate, però, sono riuscite ad affrontare questa competizione molto meglio del Qatar che le aveva sconfitte.

La vittoria in Coppa d’Asia aveva effettivamente dato un bel boost di adrenalina e le prestigiose amichevoli di preparazione ne erano la prova (Brasile, Portogallo, Serbia e addirittura Lazio e Fiorentina). Le prime avvisaglie del fallimento erano già arrivate, ma “il dado è tratto” come avrebbe detto qualcuno.

I successi, che in questa parte della storia sono ancora presenti, partivano da ben più lontano. Nel 2004, infatti, si decise di investire sul calcio tramite la creazione dell’Aspire Academy, un’accademia nata per volere della famiglia reale Al Thani con l’obiettivo di reclutare giovani talenti.

A partire dal 2007 ebbe inizio anche il progetto Football Dreams”, che ha il compito di scovare i migliori talenti anche dall’estero. Questi verranno poi naturalizzati tramite l’utilizzo di una regola FIFA, secondo cui sono eleggibili calciatori che per cinque anni consecutivi hanno giocato nel paese interessato dopo il compimento dei 18 anni e che non hanno mai preso parte a partite ufficiali con la nazionale d’origine.

Dopo un lungo processo di selezione, i ragazzi più talentuosi vengono trasferiti nelle varie società europee appartenenti alla famiglia reale del Qatar.

IL CROLLO MONDIALE

Il vero tasto dolente, la caduta rovinosa dopo la (troppo) rapida ascesa. Se vinci l’Europeo ma non ti qualifichi al Mondiale, è ben noto che le critiche non mancheranno. Se vinci la Coppa d’Asia ma esci dopo due giornate alla Coppa del Mondo, essendo anche la nazione ospitante, allora verrà ritenuto un fallimento.

Le difficoltà iniziano presto, al 5′ dell’esordio con l’Ecuador. Nonostante la difesa a 5 e l’atteggiamento conservativo, i sudamericani erano riusciti a passare in vantaggio: gol poi annullato per fuorigioco di Enner Valencia. Non è bastato questo episodio per dare la scossa, probabilmente l’emozione era troppo forte. La doppietta di Valencia ha chiuso il match sullo 0-2.

La solfa non è cambiata nelle gare successive contro Senegal e Olanda, perse rispettivamente 1-3 e 0-2. L’unica piccola soddisfazione è rappresentata dal gol realizzato da Mohammed Muntari, che aveva quasi rimesso in piedi la partita contro i campioni della Coppa d’Africa.

I record negativi e gli insuccessi sono troppi, però, perché la piccola fiaccola rappresentata dal gol possa rappresentare la luce che porta avanti un paese. Il Qatar, infatti, oltre a quanto detto prima, è diventata anche la prima Nazionale ospitante a chiudere il girone del Mondiale con meno di 4 punti. Record che, adesso, non potrà più essere superato.

È DA CONSIDERARE UN FALLIMENTO TOTALE?

Senza dubbio, perché il Qatar resterà per molto tempo nell’immaginario comune come la peggior Nazionale ospitante di sempre. La preparazione, le aspettative, i grandiosi progetti sono stati spazzati via insieme agli undici che sono scesi in campo nelle tre gare di questo Mondiale. Oltre alla qualità tecnica è mancato anche lo spirito giusto per affrontare una competizione di questo tipo.

Anche Xavi, che in Qatar ci ha vissuto e lavorato come giocatore e allenatore dell’Al-Sadd, si era espresso in modo positivo riguardo la squadra di casa:

Il Qatar non è solo la nazione ospitante, può davvero diventare la mina vagante del torneo. Il progetto del Mondiale ha portato miglioramenti non solo nelle strutture, ma anche in campo. Oggi il Qatar ha una nazionale in grado di competere sulla scena più prestigiosa del calcio mondiale, una nazionale in grado di dire la sua al Mondiale“.

A dimostrazione che era stato fatto tutto il possibile e, dunque, a dimostrazione del fallimento.

Era la prima partecipazione nella loro storia, questo è da tenere in considerazione, ma la fiamma che contraddistingue le grandi squadre non è mai stata presente. E allora, dopo aver analizzato la parte sul successo e quella sul fallimento, non resta che guardare l’ultima parola della frase di Churchill: l’entusiasmo.

I dubbi riguardanti questo Mondiale c’erano e ci sono ancora, ma ciò che sembrava non mancare, almeno al paese ospitante, era proprio la componente emotiva. Quando si è spenta questa, allora, restando coerenti con quanto detto da Churchill, si sono spente anche tutte le possibilità di arrivare al successo. Ancora una volta, i soldi non hanno fatto la felicità.

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Svizzera, Yakin si gode la qualificazione: “È stato molto emozionante”

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Svizzera

Dopo la vittoria nella partita decisiva contro la Serbia, che ha qualificato la sua Svizzera agli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar, il commissario tecnico elvetico Murat Yakin ha esternato i suoi sentimenti alla stampa:

È stato molto emozionante. Nei primi minuti siamo stati protagonisti in campo, con un forcing molto organizzato, poi però ci siamo fatti sorprendere e siamo andati addirittura in svantaggio. La squadra però ha reagito e dopo il match ho sentito dentro di me un enorme senso di soddisfazione per quanto fatto dai ragazzi: mi sono seduto nello spogliatoio, mi sono goduto il momento e ho lasciato soli i giocatori“.

Ora gli elvetici, martedì sera, affronteranno il Portogallo di Cristiano Ronaldo per sognare i quarti di finale.

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Il ct della Serbia Stojkovic sul suo futuro: “Certo che resto”

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Serbia

Nel post-partita della gara contro la Svizzera, il commissario tecnico della Nazionale della Serbia, Dragan Stojkovic, è intervenuto ai microfoni di Sportal.rs:

“Prima di tutto vorrei congratularmi con la Svizzera per la vittoria, che direi è meritata. Noi non siamo ovviamente soddisfatti del nostro cammino, ma dobbiamo considerare tutti i problemi che abbiamo avuto da quando siamo arrivati ​​qui, tenendo conto della preparazione fisica e dei vari infortuni rimediati dai nostri giocatori chiave. I ragazzi però hanno lottato, hanno dato il massimo, anche se non basta per questo livello”.

In seguito, il selezionatore ha tenuto a sottolineare che proseguirà l’impegno con la Nazionale delle Aquile bianche:

“Certo che resto. A marzo inizieremo le qualificazioni per Euro 2024 e abbiamo una grande voglia di battagliare: sarò molto soddisfatto se i miei giocatori saranno sani e al top della forma in quel momento”. 

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Flash News

Juve, approvato un nuovo progetto di bilancio: la perdita è di 239 milioni

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Chi è Gianluca Ferrero, il prossimo presidente della Juventus

Si aggiungono ulteriori dati che delineano la complicata situazione finanziaria della Juventus: come riportato nel comunicato pubblicato sui canali ufficiali del club, il dimissionario Consiglio d’Amministrazione della società bianconera ha approvato un nuovo progetto di bilancio d’esercizio e un nuovo bilancio consolidato al 30 giugno scorso, in cui emerge una perdita di 239,3 milioni di euro (226,8 al 30 giugno 2021).

Il bilancio d’esercizio sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti del 27 dicembre.

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