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Deschamps: "Anche in Francia tifano per Messi"

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Deschamps: “Anche in Francia tifano per Messi”

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Hakimi

Il CT dei Bleus, Didier Deschamps, è tornato a parlare ai microfoni della Gazzetta dello Sport alla vigilia del match più importante del Mondiale, ovvero la finale della sua Francia contro l’Argentina di Lionel Messi. Di seguito le sue parole.

IL PENSIERO SULLA FINALE

“Sono spesso solo, ma quando sono solo, di solito sono bravo. Gli argentini e Messi vogliono il titolo, anche in Francia qualcuno tifa per lui, ma noi non siamo d’accordo, il Mondiale vogliamo vincerlo noi. Abbiamo fatto di tutto per arrivare in finale, abbiamo l’obiettivo di un altro titolo”.

SUGLI ARGENTINI

“Sono un popolo appassionato e sono tifosi che creano una positiva atmosfera di festa. É una buona cosa che la finale abbia un ambiente simile. I nostri avversari non sono sulle tribune, dobbiamo concentrarci sul campo e abbiamo abbastanza qualità per riuscirci“.

SUL MATCH NEL MONDIALE IN RUSSIA

“Sette giocatori che erano presenti nel 2018 sono qui oggi. Non farò paragoni, non è né la stessa squadra né la stessa fase del Mondiale. Tre nostri osservatori hanno visto tutte le loro partite e questo ci aiuterà, anche se domani l’Argentina si inventerà forse qualcosa di diverso”.

“Mbappé? Kylian parla quando deve parlare. Ha bisogno di serenità. È concentrato sulla partita. È in un ottimo stato d’animo e non voglio disturbare la sua tranquillità.”

SUL VIRUS CHE HA COLPITO LA SQUADRA

“Non voglio entrare nei dettagli. Prendiamo le migliori precauzioni, i medici lavorano bene, ce la caviamo. Non esageriamo la situazione. Se questa cosa non si fosse verificata, sarebbe stato meglio, ma è così”.

SUL SUO FUTURO

La nazionale è la miglior cosa che mi sia capitata nella carriera. Per me è una passione e il livello è molto alto. Sto bene, sono molto felice in questo ruolo, ma la cosa più importante è la squadra non sono io, focalizziamoci sulla partita. Da domani il mio obiettivo sarà la ricerca di un nuovo titolo”.

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Milan-Inter: 61 anni fa un derby d’alta quota con rissa inclusa

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È il 4 febbraio 1962, Milano. Sono passati esattamente 61 anni e, un po’ come succederà domani, quel giorno cresceva ogni ora sempre di più l’attesa per una partita. Anzi, la partita. Perché cosa c’è di più atteso e sentito di un derby? Ma il 4 febbraio 1962 era diverso, sia Inter che Milan, insieme alla Fiorentina, erano in testa alla classifica con 34 punti e si giocavano lo scudetto.

Il Milan di Rocco arriva alla sfida da favorito rispetto all’Inter di Herrera, potendo schierare calciatori del calibro di Ghezzi, Trapattoni, Maldini, Radice, Rivera, Sani e Altafini. L’Inter, invece, si presenta al big match rimaneggiata.

Ma il derby si sa, non è una partita come le altre. Nel derby può succedere di tutto. E anche in quel 4 febbraio 1962 succede di tutto. Tanto che l’Inter si impone sul Milan 2-0. Ma non è il risultato a far passare alla storia questo match. Bensì il durissimo scontro tra l’interista Bicicli e il rossonero Dino Sani. Sani, centrocampista brasiliano dotato di ottima tecnica, al 23′ del secondo tempo decide di colpire il suo avversario con un pugno sul naso. Neanche a dirlo, l’arbitro Adami lo espelle. L’episodio non solo lascia in 10 il Milan, ma scatena polemiche e liti anche nelle rispettive panchine e sugli spalti. Al momento dell’episodio incriminato, l’Inter è già in vantaggio grazie a un gol fortunoso di Morbello sul finire del primo tempo, frutto di un rimpallo vicino alla porta difesa da Ghezzi. All’82’ arriva il raddoppio firmato Luisito Suarez che, abilissimo sia a smarcarsi in area che a battere il portiere avversario, chiude di fatto la partita.

Ma nessuno dimentica lo scontro tra Bicicli e Dino Sani. E le società agiscono in maniera a dir poco signorile. I due presidenti organizzano infatti un incontro pubblico in centro a Milano alla presenza di stampa e fotografi, e i due giocatori si scusano pubblicamente.

Tornando alla classifica, la vittoria nel derby lascia all’Inter solo la soddisfazione di aver portato a casa lo scontro diretto. Perché poi, quell’anno, è il Milan di Rocco a portare a casa lo scudetto. L’Inter, dopo molte partite in testa al campionato, ha un calo nel finale e deve accontentarsi del secondo posto. Sta però nascendo l’Inter di Helenio Herrera. Quella che, dall’anno successivo fino al 1966, avrebbe dominato il mondo conquistando ogni trofeo nazionale e internazionale, vincendo scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali.

Altri tempi rispetto ai nostri. Rispetto alle polemiche nate dopo gli scontri tra Lukaku e Ibrahimovic, o a quelle tra Materazzi e, ancora una volta, lo svedese, che hanno animato i più recenti derby. Zlatan non sarà presente nel derby di domani sera, che i tifosi sperano sia ben giocato da entrambe le parti e connotato da massima sportività. Il derby è sempre il derby. E anche quello di domani sarà importantissimo, anche se la classifica è diversa da quella di 61 anni fa.

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La rinascita di Terzic, da riserva a risorsa: ora in lizza per il rinnovo con la Fiorentina

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Aleksa Terzic è riuscito a cambiare completamente la sua condizione alla Fiorentina. Il terzino, che ricopre il ruolo di vice di Birgahi, è stato a un passo dall’addio, ma la Viola si è opposta ed è riuscita a trattenerlo. Il serbo è passato dall’essere una semplice riserva, utilizzata con il contagocce, a un giocatore importante per Vincenzo Italiano.

Proprio il tecnico ex spezia ha deciso di affidargli la fascia sinistra per la partita di Coppa Italia contro il Torino, dove il nativo di Belgrado, apparso in grande spolvero, è risultato essere tra i migliori in campo. Ormai, il 23enne ha convinto l’ambiente circostante, che ora vorrebbe anche rinnovarlo. Infatti, il suo contratto attuale scade il 30 giugno 2024, ma le intenzioni del club sono parecchio lontane dal volerlo lasciare andare via a zero.

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Calciomercato

Rinnovo Lazio-Romero, frenata nella trattativa: il motivo

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Luka Romero in gol

In casa Lazio Il Messaggero parla di malumore per una vicenda legata ai rinnovi contrattuali programmati. Uno tra questi è quello di Luka Romero, gioiellino dei biancocelesti che sta scalando le gerarchie di Sarri ma non sta ricevendo il minutaggio che vorrebbe.

SUL RINNOVO

Infatti, l’accordo per il rinnovo era stato trovato, la firma era quasi certa. Poi la brusca frenata di Romero, deluso dallo scarso impiego. Non sappiamo per quanto possa ancora slittare la firma, in quanto si arriverebbe ad un punto in cui il potere contrattuale sarà quasi pari a 0 e si rischia di perdere un giovane di prospettiva senza incasso.

La richiesta per l’ingaggio e per la firma subito è di 800 mila euro a stagione, cifra che Lotito non vorrebbe investire, soprattutto alla luce dell’accordo già trovato a cifre inferiori. Ma Romero non ci sta, vuole essere più considerato da Sarri, e al momento è tutto bloccato.

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Calciomercato

27 milioni dalla Premier per Schuurs: Torino pronto ad accettare e reinvestirli in estate

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L’ottima stagione di Peer Schuurs con la maglia granata è davanti agli occhi di tutti. Il giovane difensore olandese è arrivato al Torino quest’estate dall’Ajax, per una cifra intorno ai 9 milioni di euro. Il classe ’99 si è dimostrato capace di garantire sicurezza e solidità in difesa, riuscendo anche nell’arduo compito di non far rimpiangere Gleison Bremer, andato alla Juventus nella passata finestra estiva di calciomercato.

Per queste ragioni, riporta Tuttosport, diversi club di Premier League sarebbero pronti a mettere sul piatto ben 27 milioni di euro. A questo punto, sarebbe difficile che Urbano Cairo possa rifiutare, in quanto, con quella cifra, potrebbe finanziare il prossimo mercato del club piemontese. In particolare, questa cifra sarebbe investita nei riscatti dei due trequartisti, ovvero Miranchuk Vlasic che, grazie agli schemi di mister Juric, stanno terrorizzando le difese e i portieri avversari.

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