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Quali sono le nazionali che hanno disputato due finali dei Mondiali consecutive

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Quali sono le nazionali che hanno disputato due finali dei Mondiali consecutive

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La Nazionale francese è ancora sotto i riflettori di una finale mondiale, quattro anni dopo l’ultima volta. Un’impresa titanica se si pensa a tutte le selezioni partecipanti ed anche a quelle che, come l’Italia, non hanno ottenuto il pass d’ingresso. La Francia sta vivendo una vera e propria golden age nel settore calcistico, il cui protagonista è senza dubbio Kylian Mbappe.

Prima dell’impresa dei Les Blues anche altre squadre sono arrivate allo stesso traguardo, di seguito tutti i casi di una doppia finale consecutiva nella storia dei Mondiali di calcio.

ITALIA 1934-1938

Il calcio mondiale degli anni ’30 è stato monopolizzato dall‘Italia, seppur con luci ed ombre: dal 1934 al 1938 gli azzurri vinsero due Mondiali ed una medaglia d’oro alle Olimpiadi. Il calcio non era solo un passatempo, ma anche un mezzo con cui il regime fascista poteva continuare la sua narrazione. In tutte le competizioni vinte dagli italiani ci sono stati diversi episodi dubbi e casi di corruzione.

I Mondiali del 1934 sono stati giocati proprio nella penisola. Sedici squadre qualificate, la partita d’esordio corrispondeva agli ottavi di finale: tutte le squadre non europee vennero eliminate, l’Italia vinse 7-1 contro gli Stati Uniti. Nel percorso degli azzurri si sono trovati anche Spagna, Austria ed infine la Cecoslovacchia in finale: vinta 2-1 ai supplementari.

Nel 1938 in Francia c’era già aria di guerra. Al primo turno l’Austria uscì senza giocare, questo perché era appena stata invasa ed annessa al territorio tedesco: la Federazione austriaca non esisteva più. L’Italia sconfisse Norvegia, Francia e Brasile. In finale l’ultima squadra a cadere sotto la squadra di Vittorio Pozzo fu l’Ungheria. Il giorno dopo la Gazzetta dello Sport scrisse: “L’apoteosi dello sport fascista“.

BRASILE 1958-1962

Un’altra nazionale che è riuscita nell’impresa del giocare due finali della Coppa del Mondo consecutive è il Brasile. In entrambi i casi, i verdeoro ne sono usciti vincenti. Non è un caso, infatti, che i brasiliani siano la nazionale che ha vinto più Mondiali (5).

Il 29 giugno del 1958, si gioca la finale tra Brasile e Svezia in quel di Solna. Il ct Vicente Feola schiera un 4-2-4 dove figurano nomi come Pelé e Garrincha. Vittoria schiacciante dei verdeoro sugli svedesi: 5-2. A segno Vavá e Pelé con una doppietta e Zagallo.

La data, questa volta, è il 17 giugno del 1962. Ci troviamo a Ñuñoa, in Cile. Il ct è Aymoré Moreira che, in questa finale contro la Cecoslovacchia, schiera un 4-2-4 cambiando qualche interprete. Il risultato, però, è lo stesso: Brasile campione del mondo. Nel tabellino figurano le reti di Amarildo, Zito e Vavá, 3-1 finale.

OLANDA 1974-1978

L’Olanda nel corso degli anni ’70 è stata una delle nazioni più temibili che ci potessero essere. In quegli anni figurava tra le formazioni un certo Johan Cruijff, storico attaccante di Ajax e Barcellona, considerato tra i migliori al mondo.

Nel 1974 gli Orange affrontano la Germania dell’Ovest di Beckenbauer e Gerd Müller. È proprio quest’ultimo l’uomo decisivo della finale. La gara tra Olanda e Germania dell’Ovest termina per 1-2 e, al penalty di Neeskens, rispondono Breitner e Müller.

Anche nel 1978 gli Orange perdono la finale della Coppa del Mondo. L’avversario, questa volta, è l’Argentina. Il risultato finale è 3-1 per l’Albiceleste, ma viene tutto deciso ai supplementari. Dopo il pareggio all’82esimo di Poortvliet, ci pensano Kempes e Bertoni a chiudere il match.

GERMANIA DELL’OVEST 1982-1986-1990 e ARGENTINA 1986-1990

Negli anni ’80 il calcio è stato dominato da due Nazionali: Germania dell’ovest, arrivata in finale dei Mondiali per tre occasioni consecutive, e l’Argentina di Diego Armando Maradona. Nonostante le tre opportunità di salire sul tetto del mondo,  i tedeschi ci riuscirono solamente una volta: nel 1990. Tra il 1986 e il 1990 c’è stata la stessa finale: Germania dell’Ovest-Argentina, terminata con una vittoria per parte.

Nel 1982 a spuntarla in finale contro i tedeschi è stata l’Italia di Bearzot, uscita vincitrice per 3-1 con le reti di Rossi, Tardelli e Altobelli, il gol di Breitner serve a poco, se non ad accorciare le distanze.

Nel 1986 hanno l’occasione di riprovarci, questa volta in Messico, proprio contro l’Argentina di Maradona. Anche in questo caso, però, sono usciti dallo stadio con la medaglia del secondo classificato: la partita è termina 3-2 per gli argentini che hanno alzato al cielo il loro secondo Mondiale.

Nel 1990 finalmente la gloria, una Germania dell’Ovest piena di campioni come Lothar Matthäus, Andreas Brehme e Rudi Völler conquista Roma ed il mondo intero. Di nuovo in finale contro l’Argentina, anche loro nella storia per aver centrato due finali consecutive, ma questa volta il rigore di Brehme all’85° consegna il trofeo ai tedeschi.

BRASILE 1994-1998-2002

Tra gli anni ’90 e gli anni 2000, il Brasile di Romàrio dominava il calcio mondiale. Tre finali consecutive per i verdeoro tra il 1994 e il 2002.

Nel 1994 a pagarne le spese è l’Italia di Arrigo Sacchi. Un’Italia che sembrava quasi imbattibile, o almeno questa era l’impressione. Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, gli Azzurri perdono ai rigori, a causa dei due penalty sbagliati da Massaro e Baggio.

Nel 1998 la storia sembrava essere destinata a ripetersi. Questa volta, di fronte al Brasile di Cafù, Roberto Carlos e Ronaldo il Fenomeno si presenta la Francia degli Alieni. I transalpini conquistano la Coppa del Mondo con un secco 0-3. Nel tabellino dei marcatori figura due volte Zinedine Zidane e una volta Emmanuel Petit.

Nel 2002 il Brasile si ritrova in finale dei Mondiali per la terza volta consecutiva. Ancora una volta, l’avversario cambia. Questa volta c’è la Germania del bomber Miroslav Klose. A conquistare il trofeo più ambito al mondo sono i verdeoro, grazie ad una doppietta di Ronaldo il Fenomeno.

FRANCIA 2018-2022

L’ultima ad essere entrata in lista è la Francia. Dopo la finale vinta 4 anni fa contro la Croazia per 4-2, i transalpini domani dovranno affrontare l’Argentina di Leo Messi e compagni.

 

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Giovani per il futuro

Tanti auguri a Hojlund: il suo futuro è sempre più roseo

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Il centravanti dell’Atalanta è senz’altro una delle rivelazioni del campionato italiano. Arrivato la scorsa estate per 17 milioni di euro dallo Sturm Graz, l’attaccante ha presto guadagnato la titolarità nello scacchiere di Gasperini. Ad appena vent’anni Hojlund è indubbiamente uno dei migliori talenti della Serie A.

IL PASSATO

Rasmus Hojlund cresce nel Copenhagen, club della sua città natale. La sua guida tecnica è Jess Thorup, ex allenatore della Nazionale under 21. Il centravanti danese è un attaccante di grossa taglia, ma è dotato di una buona qualità palla al piede.

È la prima alternativa in attacco al capitano Jonas Wind e gioca prevalentemente in Conference League, nella cui competizione, tra qualificazione e gironi, mette a segno cinque reti.

Lo Sturm Graz, ceduto Kelvin Yeboah al Genoa, lo preleva dalla Danimarca nel mercato di gennaio. Appena sei mesi in Austria impreziositi da sei reti e un assist e viene acquistato dall’Atalanta per 17 milioni di euro.

L’ATALANTA

Gian Piero Gasperini ha da subito messo gli occhi sull’attaccante danese. Il tecnico non ha mai nascosto di avere una cotta per il numero 17 e, da inizio stagione, è un suo grande estimatore.

Il centravanti di Copenaghen è come una scure. Munito di grandi dimensioni, è un arma bianca che si deve maneggiare con cautela, ideale per gli scontri fisici e adatta per gli affondi.

Alla prima giornata di Serie A, nell’incontro tra Atalanta e Verona, Hojlund resta in panchina. Il calciatore fa il suo esordio con i nerazzurri il primo settembre 2022 nella sfida contro il Torino.

Il centravanti ci mette poco ad ambientarsi e, in occasione della terza giornata, nella trasferta di Monza, mette a referto la prima rete in campionato.

Lookman mette un cross teso in area di rigore e l’ascia danese, con un intervento in spaccata, segna il gol del vantaggio. A togliere il fiato non è la rete, in quanto non ha niente di eccezionale di per sé, ma l’esultanza. Hojlund comincia a gridare come un forsennato. Un urlo di gioia mista a euforia.

È vero che è la prima marcatura con l’Atalanta, ma ad occhi disattenti sembra una reazione esagerata. Tuttavia, il ragazzo ha solamente diciannove anni ed è fatto notorio che a quell’età l’istinto sia innesco di un animo immaturo. Un gesto spontaneo ed immediato, il quale cela un carattere brioso ed esuberante.

Christian Ilzer, tecnico dello Sturm Graz, parlando di Hojlund afferma:

Rasmus ha come un’aura addosso. Uno stadio pieno non lo intimidisce, anzi, lo carica, a prescindere che sia in casa o fuori. Vive il campo come il palco di un concerto, si sente la rockstar che infiamma il pubblico”.

Il numero 17 ha superato il rito d’iniziazione, ma ancora fatica a trovare continuità. Il progetto atalantino, parimenti che quello Redbull, è tra i più virtuosi in Europa. Nondimeno, Hojlund potrebbe avere fatto il passo più lungo della gamba. D’altronde, i nerazzurri hanno un vasto parco attaccanti e ritagliarsi uno spazio è senz’altro difficile.

Il danese si trova a Bergamo per un motivo. L’attaccante confida nelle proprie qualità e sa che, quando gli verrà concessa un’occasione, si farà trovare pronto. Ma da dopo la sosta Mondiale Gasperini ribalta le gerarchie. Zapata non è più indispensabile e la coppia d’attacco composta da Lookman e Hojlund offre maggiori soluzioni offensive.

Nelle ultime cinque giornate, nelle quali gli orobici restano imbattuti, la punta segna tre gol e mette a referto un assist. I paragoni con Haaland si sprecano: le similarità nella stazza e velocità sono evidenti. I dirigenti del club si sfregano le mani, ma la pressione sul nordico aumenta notevolmente.

IL FUTURO

Hojlund, merito delle recenti prestazioni in maglia nerazzurra, ha attirato su di sé le mire dei migliori club europei. L’Atalanta deve essere un trampolino di lancio nel calcio dei grandi, ma il centravanti non deve commettere il rischio di pensare di essere arrivato.

L’ex allenatore Christian Ilzer dichiara:

“Sono impressionato dalla velocità con cui si è ambientato a Bergamo, è già protagonista e se devo dargli un consiglio gli direi di ignorare tutte le voci di e di concentrarsi sull’Atalanta. Deve diventare un titolarissimo, avere costanza rendimento, poi potrà pensare al passaggio successivo tra uno o due anni.

Hojlund ha tutte le caratteristiche di un attaccante moderno. Gioca a viso aperto e ama lo scontro fisico. Tuttavia, non sdegna le giocate di classe dato che denota una certa dimestichezza palla al piede. Il giocatore ha un futuro roseo davanti, ma non deve bruciare le tappe. Bergamo è il posto giusto per crescere e i tifosi possono goderselo ancora per un po’.

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Le curiosità della 21ª giornata di Serie A

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LE CURIOSITÀ SULLA 21ª GIORNATA DI SERIE A – Ci siamo, ancora poche ore e la Serie A ritornerà in campo. A partire dalle ore 15 di sabato 4 febbraio andrà in scena la 21ª giornata di campionato.

Tanti match ricchi di spunti interessanti ci aspettano in questa giornata: uno su tutti il Derby della Madonnina tra Milan e Inter, in programma domenica. Inoltre, assisteremo anche allo scontro diretto per la Conference League Torino-Udinese.

Ad aprire le danze sarà Cremonese-Lecce, in programma sabato alle 15. Il posticipo di martedì Salernitana-Juventus, invece, chiuderà definitivamente le ostilità.

 CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: CREMONESE-LECCE

Sono cinque i precedenti in Serie A tra Cremonese e Lecce: una vittoria giallorossa e due successi grigiorossi e due pareggi. La Cremonese non ha ancora vinto nelle prime venti giornate di campionato: solo l’Ancona è riuscita in questo record negativo, che nelle stagione 2003/04 ha totalizzato sei pareggi e quindici sconfitte nelle prime venti partite. Il Lecce è l’unica squadra di Serie A che nel 2023 non ha ancora segnato un gol fuori casa: l’ultima rete dei giallorossi risale allo scorso 12 novembre nel 2-0 contro la Sampdoria, gol firmato da Lameck Banda.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: ROMA-EMPOLI

La Roma non perde contro l’Empoli in Serie A dal 17 febbraio 2007 (1-0 al Castellani con rete di Pozzi): da allora sono arrivati tre pareggi e 10 vittorie giallorosse.

Paolo Zanetti, fino ad ora, ha una media punti di 1.30 da quando si trova sulla panchina dell’Empoli: è la seconda miglior media per un tecnico dei toscani, dietro solo a Gigi Cagni a quota 1.32 a match. Inoltre, i toscani hanno rifilato sei risultati utili consecutivi: l’ultimo ad esserci riuscito è Maurizio Sarri nella stagione 2014/15, che addirittura rimase imbattuto per otto partite.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: SASSUOLO-ATALANTA

Il Sassuolo ha perso le ultime due gare in casa e non colleziona tre sconfitte di fila in casa da ottobre 2019 con De Zerbi in panchina (una di quelle tre sconfitte proprio contro l’Atalanta).

L’Atalanta ha vinto 11 partite finora. Con una vittoria contro i neroverdi può eguagliare il suo record di successi nelle prime 21 partite disputate in Serie A: 12 nel 2016/17 e 12 nel 2021/22.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: SPEZIA-NAPOLI

Da quando Luciano Spalletti allena il Napoli, gli azzurri hanno raccolto 24 clean sheets in Serie A (solo la Juventus con 25 ha fatto meglio). Questo potrebbe essere un problema per lo Spezia, che non è andato a bersaglio in tre delle ultime quattro gare di campionato disputate.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: TORINO-UDINESE

Nessuna squadra conta più pareggi dell’Udinese in questa Serie A: otto. Sette degli pareggi dei friulani sono però racchiusi nelle ultime 12 giornate di campionato. Situazione simile anche per quanto riguarda il Torino, che ha pareggiato quattro delle ultime sei gare di campionato. La squadra granata non ha ancora vinto in casa nel 2023.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: FIORENTINA-BOLOGNA

Il Bologna è la squadra contro cui la Fiorentina ha vinto più partite nella sua storia in Serie A: 56 su 141 match disputati. Le vittorie dei rossoblù sono 39, mentre i pareggi 46. La Fiorentina, però, ha registrato un solo clean sheet nelle ultime 13 partite di campionato: nessuna squadra ha fatto peggio in Serie A da inizio ottobre.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: INTER-MILAN

Quello di domenica sarà il 178° Derby della Madonnina in Serie A: i nerazzurri conducono per 67 vittorie a 54, poi 56 pareggi. L’Inter ha perso gli ultimi due derby casalinghi contro il Milan in campionato, entrambi 1-2. Inoltre, i rossoneri non conquistano più successi di fila contro i nerazzurri in Serie A dal periodo novembre 2002-febbraio 2004.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: HELLAS VERONA-LAZIO

Nel 2023 nessun club ha subito meno reti del Verona in Serie A: tre in cinque giornate. Dopo il successo per 2-0 nella gara d’andata, la Lazio potrebbe vincere entrambe le sfide stagionali contro gli scaligeri in Serie A: sarebbe per la prima volta dal 2017/18.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: MONZA-SAMPDORIA

Quando il Monza gioca alle 15 si trasforma: le sette vittorie conquistate, infatti, sono arrivate proprio in questa fascia oraria. Nel match d’andata, il 2 ottobre, proprio contro la Sampdoria è arrivata una delle due vittorie con il punteggio più largo del Monza in Serie A, 3-0.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: SALERNITANA-JUVENTUS

La Salernitana è la vittima preferita di Bremer in Serie A: il brasiliano ha segnato due gol contro i granata e contro nessuna squadra ha fatto meglio. La Salernitana ha vinto solo una delle sette sfide contro la Juventus in Serie A : 1-0 all’Arechi il 2 maggio 1999 grazie al gol di Marco Di Vaio . Dopo il pareggio per 2-2 nel match d’andata , le due compagini potrebbero pareggiare sfide di fila per la prima volta in campionato.

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Serie A Back To The Future: Giornata 21

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Un altro weekend lungo in compagnia della nostra amata Serie A, che ha in programma il Derby della Madonnina, sempre scenograficamente splendido e alcune sfide interessanti nella parte medio-bassa della graduatoria.
In Back To The Future, invece, torneremo allo storico Scudetto dell’Hellas Verona, ad una sfida ricca di gol tra Roma ed Empoli e alla prima esperienza in Serie A del Sassuolo.

CREMONESE-LECCE 2-1 07/11/1993

Le classifiche musicali vedono saldamente in vetta le 4 Non Blondes, con la loro hit “What’s Up”, che segna un’epoca.
Il campionato di Serie A 1993/94, intanto, vede una super Cremonese ospitare allo Zini il Lecce, che si barcamena nelle zone basse della classifica.
I grigiorossi partono fortissimo e dominano, ma sono i salentini a passare in vantaggio con Russo, che alla mezz’ora mette dentro su cross di Baldieri.
Il Lecce, ancora a secco di punti in trasferta, regge appena dieci minuti, visto che Trentalange concede un rigore decisamente inesistente ai padroni di casa, che Dezotti si fa parare da Gatta, mettendo dentro la ribattuta.
La ripresa, più equilibrata, vede una Cremonese meno arrembante, che trova ugualmente il gol vittoria a dieci minuti dalla fine, con Tentoni rapace a sfruttare un errore della difesa salentina.

ROMA-EMPOLI 4-3 01/02/1998

Il 3 febbraio 1998 i Pearl Jam rilasciano il loro quinto album, “Yeld”, punto di svolta per la band di Seattle e contenente alcuni brani clamorosi (se non avete mai sentito “Wishlist” rimediate immediatamente).
Due giorni prima all’Olimpico di Roma è andata in scena una partita pazza, tra i giallorossi di Zeman e l’Empoli di Spalletti.
Dopo un primo tempo dominato dai padroni di casa, che chiudono sull’1-0 grazie al gol di Balbo, dopo sponda di Tommasi, la ripresa vede un Empoli completamente diverso in campo.
Nonostante l’espulsione di Fusco, gli azzurri pareggiano grazie a Bonomi, che mette dentro su assist di Esposito.
I fuochi d’artificio, però, iniziano dal 73’, quando Aldair sfrutta una mischia in area e trova il nuovo vantaggio per i suoi, che un minuto dopo sembrano chiudere i giochi ancora con Balbo, ispirato da Gautieri.
A cinque minuti dalla fine, però, l’Empoli torna in partita, a sorpresa, grazie ad un super gol di Cappellini al volo in corsa.
La tripletta di Balbo, che arriva su rigore all’87’, rimette sul +2 la Roma, ma è ancora Cappellini a mettere pepe sul finale, questa volta con una grande incornata.
Finisce 4-3, in pieno stile zemaniano, una delle partite più belle della stagione 1997/98.

SASSUOLO-ATALANTA 2-0 24/11/2013

Uno delle canzoni simbolo del periodo è “Royals”, di Lorde, che domina incontrastata nelle classifiche.
Intanto, in Serie A, il Sassuolo inizia a prendere confidenza con il torneo e batte l’Atalanta a domicilio.
In una sfida tutto sommato equilibrata, i neroverdi chiudono la pratica in 3 minuti, tra il 64’ e il 67’. Ad aprire le marcature è Zaza, che mette dentro dopo la respinta di Consigli su una punizione di Berardi, mentre il 2-0 è siglato dallo stesso numero 25, dopo una grande giocata di Marrone.

SPEZIA-NAPOLI 0-1 30/09/2006

Ad appena 10 giorni dall’uscita di “Welcome To The Black Parade”, brano simbolo dei My Chemical Romance, parte la Serie B 2006/07, quella che vede ai blocchi di partenza anche la Juventus dei Campioni del Mondo. Tra le inseguitrici, il Napoli parte con l’obiettivo di tornare in massima serie, magari intralciando i piani della Vecchia Signora.
Alla quinta giornata, nell’insidiosa trasferta di La Spezia, i partenopei non riescono a sfondare il muro eretto dagli aquilotti, almeno fino al 70’, quando Paolo Cannavaro mette dentro su corner il gol che regala tre punti pesanti ai suoi.

TORINO-UDINESE 3-1 13/01/2002

Nel primo mese del 2002 resta saldamente in vetta alle classifiche musicali il duetto tra Robbie Williams e Nicole Kidman, “Something Stupid”.
Intanto, nella prima di ritorno della Serie A 2001/02, Udinese e Torino si sfidano, alla ricerca di punti salvezza.
Dopo meno di mezz’ora i padroni di casa passano in vantaggio grazie ad un rigore di Cristiano Lucarelli, ma vengono raggiunti nel recupero della prima frazione da Iaquinta, bravo a spedire in rete il passaggio di Martinez.
nella ripresa è il Toro a fare la voce grossa, prima con Maspero, in tuffo di testa su cross di Lucarelli, poi con lo stesso bomber toscano, che mette dentro dopo una giocatona di Scarchilli.

FIORENTINA-BOLOGNA 3-2 09/03/1997

Il 3 marzo 1997 esce il nono album degli U2, “Pop”, ricordato come uno dei rari passi falsi della band irlandese.
Sei giorni dopo la Fiorentina riceve il Bologna al Franchi, in un match che regala molte emozioni.
Dopo appena due minuti Andersson gela il pubblico viola, andando a contendere un pallone alto a Toldo e siglando l’1-0.
Il vantaggio ospite dura poco più di un quarto d’ora, quanto basta a Baiano per realizzare il calcio di rigore del pareggio, concesso per fallo di mano di Marchi.
Anche in questo caso, il punteggio cambia dopo pochi minuti, con Nervo che conclude dal limite, trovando la decisiva deviazione di Firicano, che spiazza Toldo.
All’intervallo l’atmosfera in casa Fiorentina è pesante, visto che la vittoria manca da più di due mesi.
A togliere le castagne dal fuoco ci pensa, come al solito, Gabriel Batistuta, che realizza con una punizione magistrale il gol del 2-2.
È un’altra punizione perfetta, questa volta di Robbiati, a regalare la vittoria alla Fiorentina e a far tornare a casa a mani vuote un buon Bologna.

INTER-MILAN 1-1 01/12/1991

Mentre Michael Jackson rilascia “Black Or White”, brano simbolo della lotta al razzismo del periodo, la Serie A propone il Derby della Madonnina.
L’Inter, dopo un avvio ad handicap sotto la guida di Orrico, è chiamata al colpo contro i cugini, lanciatissimi verso lo Scudetto.
Dopo 18 minuti di dominio rossonero, arriva il gol di Marco Van Basten, che chiude un’azione in contropiede splendida e rapida.
Il gol subito sveglia l’Inter, che tenta di reagire da subito, senza troppa fortuna.
Il pareggio arriva al 54’, con Klinsmann reattivo a girare in rete, in acrobazia, un pallone vagante in area.
Il punto finale accontenta più il Milan dell’Inter, che vede allontanarsi sempre più le zone alte della classifica.

HELLAS VERONA-LAZIO 1-0 28/04/1985

Nel marzo del 1985 i Tears For Fears rilasciano “Everybody Wants To Rule The World”, uno dei pezzi più significativi del gruppo inglese.
Il brano può essere benissimo associato alla Serie A 1984/85, che vede ai blocchi di partenza alcuni dei più forti calciatori dell’epoca, a partire da Diego Maradona, appena sbarcato al Napoli, passando per Rummenigge all’Inter e Socrates alla Fiorentina.
Tra tutte, però, a spuntarla è la sorpresa Hellas Verona, che si regala una stagione da favola, conclusa con lo storico Scudetto.
Il 28 aprile 1985, i gialloblu di Osvaldo Bagnoli sono davvero vicini al traguardo, quando mancano quattro turni alla fine delle ostilità.
La sfida casalinga contro la Lazio, però, rischia di essere una trappola, vista la voglia dei biancocelesti di racimolare punti salvezza.
La prestazione del Verona, però, è senza errori e con un cinismo da grande squadra. Dopo 23 minuti Galderisi fallisce un rigore, ben respinto da Orsi, ma la forza psicologica degli uomini di Bagnoli è tale da farlo sembrare un banale incidente di percorso.
Il gol vittoria arriva ad un quarto d’ora dalla fine, con un pregevole inserimento in area di Fanna, che avvicina sensibilmente l’Hellas allo Scudetto.

MONZA-SAMPDORIA 0-4 14/01/2001

Gli Shivaree continuano a far emozionare il pubblico con la loro “Goodnight Moon” brano riproposto in diversi film e show televisivi.
Nella Serie B 2000/01, intanto, la Sampdoria di Gigi Cagni cerca l’allungo per rimanere agganciata alle prime posizioni.
Al Brianteo di Monza la partita è senza storia, segnano Vergassola, Vasari e Flachi, con una doppietta, che demoliscono una squadra già in stato confusionale e ormai proiettata verso la retrocessione in C1.

SALERNITANA-JUVENTUS 1-0 02/05/1999

Sulla cresta dell’onda ci sono le TLC, il trio americano che sfonda con “No Scrubs”, in vetta alle classifiche da febbraio.
La Salernitana, intanto, cerca una clamorosa rimonta salvezza e attende la Juventus all’Arechi.
Nonostante una Juventus in buona forma, i granata continuano la loro corsa e vincono, grazie ad un tap in di Marco Di Vaio, su gran giocata di David Di Michele, che salta Iuliano sulla linea di fondo e mette a rimorchio un pallone perfetto per il compagno.

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Calcio Internazionale

Chi è Doué, il gioiello 2005 del Rennes

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CHI E’ DOUE’, IL GIOIELLO 2005 DEL RENNES – Sta nascendo una nuova stella in Ligue 1? In un campionato pieno di giovani talenti una delle squadre che da più spazio ai giovani è sicuramente lo Stade Rennais, che negli ultimi anni ha fatto emergere giocatori come Ousmane Dembélé, Eduardo Camavinga, Mathys Tel, Raphinha, Armand Laurienté, Edouard Mendy, Kamaldeen Sulemana e tanti altri.

Negli ultimi mesi al Rennes sta prendendo sempre più spazio il classe 2005 Désiré Doué, che ha incantato tutti nell’ultimo match di campionato, giocato contro lo Stasburgo, servendo l’assist a Gouiri per il gol del 2-0 e siglando il terzo gol del match, che ha chiuso definitivamente la partita.

CHI E’ DOUE’ – CARATTERISTICHE DEL GIOCATORE

Si tratta di un trequartista, che può svariare in tutti i ruoli della trequarti: a destra, a sinistra, al centro; in questo momento sta giocando come Ala Destra nel 433 di Bruno Génésio. Abbina buona tecnica a velocità e ottima capacità di inserimento a visione di gioco, insomma ha tutte le carte in regola per diventare uno dei futuri craque del calcio mondiale. All’occorrenza può essere impiegato anche come centrocampista centrale, ovviamente con caratteristiche offensive. Il suo piede preferito è il destro, anche se ha comunque buona padronanza del sinistro.

Benjamin Bourigeaud, uno dei leader del Rennes, ha parlato del giovane compagno in un’intervista a Téléfoot: “Ha l’abilità di tenere la palla e farsi spazio con il proprio dribbling. Buona capacità nei piedi, è robusto per la sua età: ha un gran futuro, quindi cerchiamo di guidarlo il più possibile”.

Anche l’allenatore Bruno Génésio si è espresso sul suo gioiellino dopo la partita con la Dinamo Kiev, nella quale Doué ha trovato il primo gol in una competizione europea. Ecco le parole del mister: “Ha carattere e sicurezza nei suoi mezzi, che gli permette di segnare gol così. Doué è molto giovane, ma quello che sta facendo quest’anno alla sua età dimostra che c’è un potenziale già a questo livello così alto“.

CHI E’ DOUE’ – LA CARRIERA

Ha già 21 presenze in questa stagione, di cui 15 in Ligue 1, 5 in Europa League e 1 in Coppa di Francia, con 4 gol e 1 assist all’attivo.

Con la rete segnata al Nantes il 9 ottobre scorso è diventato il primo 2005 a segnare un gol nei top 5 campionati europei.

Ha già diverse presenze anche con la nazionale francese, prima nell’under 17 poi nell’under 19, con 8 gol in 21 partite.

Da segnalare la vittoria (da protagonista e con la 10 sulle spalle) del campionato europeo under-17 nell’edizione dell’estate 2022, con una doppietta nella fase a gironi e un assist nella finale.

Dall’età di 5 anni il giocatore fa parte del vivaio del Rennes, e dopo 11 anni passati tra le varie squadre giovanili ora è stabilmente impiegato in prima squadra.

CHI E’ DOUE’ – IL FUTURO

Il calciatore ha firmato, il 2 novembre 2022, il contratto da professionista con il Rennes che lo terrà legato ai rossoneri fino a giugno 2025, ma il 17enne è già attenzionato da diverse big europee, chissà quindi se nei prossimi mesi arriverà un’offerta importante da parte di un top club europeo per anticipare la concorrenza e assicurarsi uno dei prospetti più interessanti del calcio mondiale?

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